Le uova di gallina turchese chiaro

uova di gallina celesti turchese

Si differenziano dalle uova normali solo per il bellissimo colore turchese chiaro del guscio, per il resto sono delle ottime uova, identiche a quelle comuni di galline allevate in piena libertà in ampi spazi all’aria aperta.
La stessa tonalità che si trova in alcuni nidi di uccelli come gli storni e i merli, che trovati su ulivi e cipressi, incantano per tenerezza e tepore del colore.
Di norma è la gallina Aracuana, originaria del Perù e del Cile, che rilascia da dietro, queste meraviglie di perfezione.

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Il mondo di poesia di Giuseppe Semboloni a Geggiano

Giuseppe è sopra al trattore, dove è montato il pigia – pali, visiona la vigna per dare una ribattuta alle colonne che nell’andare, si sono un po’ scalzate o si sono mosse per qualche urto durante le varie fasi dei lavori.
Si apre in un sorriso quando vede arrivare qualcuno non previsto, tira l’arresto al trattore, scende e basta uno sguardo perchè il sentire e il linguaggio sono comuni.
Giuseppe ha riempito di poesia la sua terra: per la perfezione con la quale pota gli olivi con la tecnica “Roventina” e per la bellezza stilistica delle piante così potate, per la vigna con i capi ancora da legare, per farli diventare più morbidi e per non svilire le ultime gemme per le ferite nell’archetto, poi, per le frasi, le parole, i tralci di salice con i quali lega le viti, i sassi, le tavole, i muri, dove fissa i pensieri.
Gira con un pennarello in tasca, nel caso qualche parola giunta mentre compie un lavoro nel campo, svanisca, prima di essere fissata sul materiale semplice e nobile che ha intorno.
Il percorso che porta alle sue vigne è un condensato di pensieri: sui sassi, sul pancale che copra la bocca del pozzo, in quegli occhi vivi e vispi in completa armonia con la terra, le piante, la campagna, i ricordi di persone o di un mondo che più non è.
I tanti pensieri appuntati su agende, rigorosamente scritti a lapis, appunti quotidiani sulla giornata fra i campi, incontri, scambi di vedute, emozioni giunte in un soffio e fermate, sono un materiale infinito di anni.
Vari appunti e pensieri hanno preso forma e vita in alcune pubblicazioni: Gli amici alberi, con le illustrazioni di Fabio Mazzieri, Terra e poesia e il più corposo e denso “D’improvviso riapparve il pallone rosso”, un condensato di storia moderna fra vita, guerra, risorgimento, vigne nuove da piantare, fine della mezzadria e mondo nuovo da costruire.
Le persone in armonia con la campagna e il mondo circostante, hanno una lingua comune composta di poche parole, adattabilità ai problemi, celere risoluzione agli inconvenienti con ciò si ha o con chi c’è.

In campagna a veder Giuseppe, non si è mai soli, quando si è in armonia con i luoghi e con se stessi, quando qualcuno si ferma e viene a trovarti e poi ti congeda con un: “Grazie per avermi cercato”. Grazie per averti trovato.

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Le prime coppe di ciclismo, bocce e carte di Vasco Nuti

Come dice Vasco, i giochi  non si imparano da grandi e quando si mette di profilo, è facile immaginare, la fine abbiano fatto le spalle, i rigatini, i panettoni, le bottiglie di Vernaccia, le forme di pecorino che nei vari tornei di bocce, biciclette, briscola o scala, siano finite nel suo palmares di atleta.
Nella sua cantina più intima, su uno scaffale, sono le prime coppe vinte in queste passioni sportive e ricreative, mai smesse e coltivate negli anni insieme alla mestola di muratore e alle forbici da potatore di una qualsiasi pianta gli si para davanti.
Oggi, fra le tante, c’è un’altra coppa molto importante, da aggiungere allo scaffale dei suoi numerosi successi: la data del suo compleanno di colonna vertinese.

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La zona arancione dei Colli Senesi e del Chianti Classico

Nel mentre che le viti piangono, la campagna si risveglia, le gemme si aprono, l’arancio in terra dimostra come, in certe parti, si sia rimasti immobili e impalati agli anni ’80.
Rette parallele, o meglio binari di diserbante sotto ai filari, in mezzo ai quali, in questo caso, c’è persino l’ipocrisia di alternarli con il favino da sovescio, antica pratica agricola che permette una fertilizzazione naturale del terreno.

Sarebbe molto interessante capire se, gli eventuali consumatori del vino prodotto da questi vigneti, lo berrebbero ugualmente, consapevoli che, al piede delle viti, l’erba, d’improvviso, da verde, diventa arancione, come i gilet ad alta visibilità, per la sicurezza stradale.

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Molinlungo, pericolo di crollo

Il triangolo del “pericolo di crollo”, si compone del qui citato Molinlungo, della millenaria San Piero in Avenano e della non meno recente Pieve di Spaltenna, fino al 1968, facenti parte della galassia Ricasoli, da quella data, di proprietà della Viticola Toscana.
Il tempo e l’abitudine finiscono per rendere consuetudine il passare davanti a un ex nucleo abitato con una falegnameria che serviva la Fattoria di Meleto, magazzini, un’officina, la casa del Guardiacaccia (datata 1925) e una immensa tinaia, dove i contadini dei poderi portavano la loro uva a vinificare fin dai tempi della mezzadria.

Suoni che si sovrapponevano, come colpi di martello sull’incudine, raspe e pialle sulle tavole di legno, il dondolare dei carri, il suono intenso del primo Bubba, carri, barili, poi vasche di cemento in fermentazione, voci, persone, aneddoti, orti.
L’eco di tutto questo in un passato neanche troppo lontano, prima che tegole e correnti toccassero il suolo, la pioggia e la neve sgretolassero muri, edera e indifferenza, facessero il resto, all’ingresso dell’abitato di Gaiole, succede tutto questo. Fonte: Il Cittadino.

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Gli anemoni della tramontana

Non piove da oltre un mese e la terra, aciugata dal sole e dal vento inizia ad avere una certa sete di pioggia, e lo si nota dall’erba giallina che non vuole crescere e dai piccoli gnomi del prato, che sono gli anemoni, che appena hanno il fiato di aprire i petali, tediati come sono, da una tramontana gelata, così come lo sono i tempi.

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Pruno e rosa canina

pruno fiorito e rosa canina

Fra gli elementi del bosco sono quelli che più pungono e meglio si adattano all’aridità del suolo e a quel tramonto legato al senso di abbandono.
Le bacche rosse sono pura vitamina e anti infiammatorio naturale, mentre il pruno è una buona base di innesto per il susino, donando lui coriacea robustezza alle intemperie.

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Pievasciata, un articolo sulla Nazione di Antonella Leoncini

la nazione pieve asciata articolo di antonella leoncini

L’articolo, sul giornale del 17 marzo, nasce dalla protesta di una lettrice: ” E’ stridente e vergognoso che un territorio come il nostro, fiero della sua cultura, non tuteli la Pieve”.
La struttura, si sa, è da tanti anni preda del degrado umano e delle intemperie, con al passivo anche varie depredazioni e atti di vandalismo, al contempo di un gesto d’amore nel 2018, con la “Madonna con il Bambino” di Neroccio di Bartolomeo estratta dall’altare di destra, restaurata con l’intervento di Jacopo Carli e Alessandro Bagnoli e collocata in una sede molto più sicura.
Un edificio (fra i più antichi della Berardenga, a due passi dal Chianti) che rischia molto seriamente l’implosione con il conseguente eco di lacrime di un’ora e la sensazione di ridicolo per come le nostre opere d’arte, finiscono in pezzi.

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Sonia Pallai, nozze d’oro con la vita

sonia pallai

Lo strano caso di un turchese che corre forte e a lungo, che invece di essere custodito in una cassaforte blindata a tripla mandata, è una dinamo di ottimismo lucido e propositivo.
Coltivatrice diretta di minuscole cose, che raccolte insieme formano una pennellata gaia di ogni colore, applicata su una enorme tela, ventricolo di vita.

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Rolando

Non c’è giorno che abbia un tramonto fedele al precedente e per questo,  è meglio fermarsi e gustarlo, conservandone sensazioni e ricordo.
Chi nasce nell’alberese in tempo di guerra, ha immediatamente chiaro il senso di essere e il concetto di umiltà, in una serena cordialità giocosa e fraterna.

A osservare alcune foglie trascinate chissà in che direzione dal vento, a vedere le acrobazie e le evoluzioni del fumo di sarmenti o di olivastri, che si confonde tra nuvole, il senso e il gesto profondo del seminare grano, da solide, antiche sementi.
Il dono del ridare vita amando, il dono di un esempio da portare, andando.

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