












Una cartolina del 1903 spedita ad un amico dal conte Busatti proprietario di Felsina, mostrava un esile cedro, timoroso al cospetto dell’edificio a cui si trovava davanti.
Centoventi anni dopo l’esile cedro è diventato una pianta imponente e monumentale, ma a fargli compagnia spuntano i fiori vivaci di un’altra pianta notevole che gli sta accanto.
Per chi arriva nella Berardenga dal Chianti, è quasi impossibile non notare in tanto verde questa bordata fucsia del maestoso Albero di Giuda.
Arrivando a Felsina c’è sempre il cancello accoglientemente aperto, la possibilità di sedersi, gustare le roselline gialle, i giaggioli, il glicine, una cura cardiologica dei particolari.