
La “Sindrome di San Guido” declamata da Carducci nella celebre poesia ha fatto più danni paesaggistici in Toscana di cento zone industriali messe insieme.
Non che il cipresso non sia una nobile pianta (ma a Roma lo chiamano l’albero pizzuto e fanno scongiuri perchè è un sinonimo di cimitero) ma perchè piantato fitto per emulare viali raccontati nelle prose del poeta premio Nobel per la letteratura, si svilisce ciò che il cipresso rappresenta: un confine tra proprietà, un punto di riferimento, una guarnizione a un edificio di pregio… un tocco unico e solitario di verde sublime che si alza in cielo in mezzo all’ondulazione della terra lavorata nelle Crete Senesi.