Stefania Sandrelli fa ottanta

Colpa del cinema se nei ricodi si fissa un’impronta e lo si porta come bagaglio di un colpo di luce, di un fiore nel campo, di una battitura del grano, di occhi intensi che attraversano il tutto.

La maestrina Anita Furlan (dallo sguardo fiero e risoluto) che insegna a leggere e a scrivere ai contadini e spiega loro come non farsi fregare dal fattore e diventa poco dopo la moglie compagna di Olmo nel film “Novecento” di Bernardo Bertolucci.
Mente di porcellana purissima prodotta in singola copia a Viareggio, bimba in film celestiali, farmacista a Viterbo corteggiata dal maresciallo Rocca, parentesi chiantigiana intorno Vertine, scorrazzata in Vespa tra le profondità del capoluogo e l’aria fina soprastante ai tempi di “Con gli occhi chiusi” e intorno Brolio e Geggiano nella versione di “Io ballo da sola” sempre di Bertolucci.
Ottantant’anni non passano invano quando si è Stefania Sandrelli.

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