Quando Gaiole in Chianti non voleva il divorzio

Ne è passata di acqua sotto i ponti del Massellone – Chianti da quella tornata elettorale del 12 e 13 maggio del 1974 quando si votò per il primo Referendum abrogativo nella storia della Repubblica.

Gli italiani, chiamati alle urne per abrogare la legge Baslini – Fortuna – che aveva introdotto il divorzio nel 1970 – si espressero in massa per mantenerla in vigore con un forte consenso del 59.3% a fronte di una percentuale di votanti altissima dell’87.7%.

Ma come andò in quel minuscolo paese disperso tra sassi, boschi, primi vigneti specializzati e tanta guazza generale, fose in pochi lo ricordano.

Nel Chianti in generale e a Gaiole in particolare i grandi avvenimenti della storia hanno sempre sfiorato da lontano l’andamento secolare delle cose.
Ne è una riprova che già dal risorgimento ogni comune della Provincia di Siena ha una via, una piazza, un busto, una statua intitolati a Garibaldi, mentre nei tre comuni del Chianti questo ancora non esiste.
I primi cambiamenti forse si mossero con la Prima Guerra Mondiale, quando i giovanni contadini – in massima parte analfabeti – furono inviati nelle trincee e videro strazi immani e un mondo che avanzava di corsa.per idee e tecnologie nuove.

Tornando al Referendum abrogativo della legge sul divorzio del 1974, Gaiole volle distinguersi con l’esito del risultato elettorale.
Quanti votarono per eliminare dall’ordinamento italiano la legge Baslini – Fortuna furono il 52.7% pari a 1073 votanti, mentre coloro che volevano mantenere la legge furono il 47.3% pari a 963 voti.

Votò il 95.85% degli aventi diritto pari a 2123 votanti su 2215.

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