













In un libro di ricordi Don Romano Macucci pubblicò un libro farcendolo di ricordi d’infanzia trascorsi nella quiete di Selvole… quiete rotta solo dal frastuono della Prima e l’imminente avanzata della Seconda Grande Guerra.
Era la metà degli anni ’80 e tutto era cambiato nel mondo tranne il trascorrere della vita a Selvole dove non ci si arriva per caso – ma per necessità – dato che dopo il cimitero la strada finisce e pare una metafora o una diagnostica del vivere qui.
Poco dopo la pubblicazione del libro di Don Romano si ebbe la notizia che Adriano Celentano – che all’epoca cavalcava l’onda dei silenzi sui canali televisivi nazionali – aveva preso due case dentro il paese e ciò rianimò la fama del paese e certi abitanti parevano averlo scritto in faccia che venivano dallo stesso paese di Celentano… Alcide era uno di questi.
Celentano nel corso degli anni si è visto molto poco e se la sua presenza doveva servire ad accendere una luce di vivibilità e di strada con sfondo è bene riporre ogni pensiero di gloria dato che gli edifici che prese anni indietro sono un ammasso di rovine come poche altre se ne vedono nel Chianti.








































