Vertine, la staccionata della forza dell’amore

Risolutivo l’intervento di Daniele Cicciotto che con arguzia muratoria indica con la livella e il pennarello il giusto angolo dei correnti di castagno da moto segare.
Vertinesi tutto l’anno insieme a vertinesi agostani, tutti insieme per abbellire il paese e rendere anche più sicuro il muretto accanto alla porta di accesso per i grandi e soprattutto per i piccini di passaggio.
Piccoli gesti di coccole e d’affetto per un luogo unico che se le merita ogni giorno.

Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi

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Il compleanno di Francesca Ciancio

Nascono Salvatore Quasimodo, Carla Fracci, Stelvio Cipriani, Enrico Rava, Paolo Genovese, Giorgio Albertazzi, Anna Maria Guarneri, nasce qualche vescovo e qualche cardinale, una schiera di nobilastri e calciatori a rinfoltir la specie, nasce chissà come Calogero Mannino e nasce dalla spuma di un’onda del mare Francesca Ciancio nel panno di seta del Regno delle Due Sicilie.

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Incendio a Montegrossi e lo show ungulato

Incendio a Montegrossi (Chianti Storico) nel giorno del Palio, alle 16,30. Numerose chiamate di cittadini alla sezione gaiolese de La Racchetta, hanno fatto si che fossero allertati e inviati sul posto tutti i volontari disponibili a cui si sono aggiunti gli uomini e i mezzi delle sezioni Racchetta di Bucine e di Radda in Chianti.

Sono intervenute tre autobotti dei vigili del fuoco di Siena e Montevarchi, un elicottero regionale da Arezzo, i Carabinieri, i Vigili Urbani gaiolesi e l’amministrazione comunale per bevande e cibo.

Sono bruciati centinaia di metri quadri di annessi agricoli con crollo totale delle coperture, settemila metri quadri di sterpaglie, con il fuoco fermato in tempo prima che arrivasse ad aggredire il bosco poco distante.
Durante le operazioni di spegnimento da parte dei preziosi volontari de La Racchetta, da segnalare un nuovo spettacolare show isterico urlante da parte dell’allevatore di ungulati, prontamente giunto in loco grazie al capillare monitoraggio e controllo del territorio che hanno i coltivatori di cinghiali.

Fonte: Il Cittadino

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Bruno Monciatti e i figli alfieri della Contrada della Torre

Come tanti altri contradaioli, non c’è lastra del proprio rione, (in questo caso Salicotto) che molte persone non conoscano per nome.

Per l’umile passione di far parte di un qualcosa senza urla e schiamazzi, per il gusto di esserci e non apparire, non trarne giovamento e trasmettere il modo etico e sociale di far parte di una comunità che non ha credi politici, economici e rappresenta una vera e propria famiglia allargata di persone.

E ci sono momenti impagabili nell’etica dell’esserci e avere un riconoscomento alla propria attività e presenza, come quello di avere due figli, con il rincalzo del terzo a portare i simboli in piazza della propria Contrada, nel giorno del Palio.

Bruno che guarda gli alfieri della Torre che sono tanto per tanti, ma soprattutto per lui: sono i suoi figli che si scambiano le  bandiere, si scrutano, agiscono in sincrono e gettano quel meraviglioso cremisi più in alto di tutti i tetti di Siena.
E anche se non si vince, la lezione è di non farne un dramma, prendere lo sberleffo dei colleghi, degli amici di altre Contrade, e aspettare il momento proprizio per gioire e per essere felici insieme al proprio popolo.
Il 16 di agosto la Torre non ha vinto, ma in cuor suo, ogni contradaiolo di Salicotto era felice nel vedere Andrea e Lorenzo, con Francesco appena dietro, di far roteare per aria le proprie bandiere, con il rispetto di chi, anche per quei quattro giorni di Palio, si sente di essere un feroce avversario con cui bere un bicchiere di spuma o di vino a Palio finito.

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Palio 16 agosto 2017: Onda, il colore del cielo, la forza del mare

Il Palio dedicato al duecentesimo anniversario della nascita dello scultore Giovanni Duprè, è finito dove nessuno o pochi se lo sarebbero immaginato: la Contrada dell’Onda, il rione dove nacque e visse il grande scultore.

Uno dei drappelloni sicuramente più brutti degli ultimi anni, è finito con la stessa gioia incontenibile di sempre nella contrada che meno si aspettava la vittoria, con quella gioia che prende quando i successi arrivano inaspettati.
Quando il fantino Carlo Sanna detto Brigante, in groppa al cavallo Porto Alabe ha alzato il nerbo al cielo, immediatamente Siena si è tinta del colore del cielo e della forza del mare, sotto lo sguardo tenero, ironico e guardingo di una sorridente rondine piccina.

Suona la campanina in via Duprè per tutta la notte, suonano i tamburi e un brindisi dentro la Locanda Garibaldi di Sonia e marcello, sfatti da una giornata di lavoro, ma felici di dare un bicchiere di bianco a dei ragazzi che vengono a stamburare nel locale.

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Palio 16 agosto 2017 in giro per Siena

Una città suddivisa a spicchi, ognuno dei quali si trova con i propri colori con il suono del tamburo e lo sventolare delle bandiere.

Non in una sciocca rievocazione medievale, di cui se ne vedono tante senza logica e solo con l’esigenza di far cassa turistica.
Qui il Palio è di Siena e per i senesi, per il senso di appartenenza al proprio rione, ai propri ricordi di fanciullezza, ai rintocchi scanditi dal vivere e dal crescere.

E a Siena, si torna anche da lontano nei giorni del Palio, o a Siena si pensa e si scruta se impossibile esserci il boato che si alza da piazza, nella speranza di poter sentire, di poter vedere quel drappo colorato preso dai contradaioli dello stesso cuore di appartenenza.

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I pendolari del sudicio: il manichino della Villa a Radda, gli stendini e le damigiane di Guistrigona, il materasso di Arceno, i grandi schermi del bivio di Vistarenni

Non è colpa delle amministrazioni comunali se l’ignoranza e lo scarso senso civico delle persone porta a svuotare le case dagli oggetti inutili per buttarli sulla strada.

L’abbandono dei rifiuti è un gesto molesto nei confronti della società e del luogo in cui si vive, prima che un danno economico alle famiglie e alle persone che ben si comportano nella differenziazione o, meglio ancora, nel produrre pochi scarti.
Se l’educazione non è contemplata nell’animo di molti, l’unico linguaggio consono ai tempi è l’assalto alla mela destra dei calzoni, (la parte più sensibile dell’uomo moderno), con forti drenaggi di liquidi verso le casse comunali.
La galleria dei nuovi mostri comporta un bel manichino da sarto alla Villa a Radda, una nuova valanga di sudicio nella piazzola di Guistrigona, un comodo materasso al foro di Arceno, due schermi giganti (come le teste di minchia che ce li hanno buttati) al bivio di Vistarenni, piazzola rinomata dagli scaricatori di passaggio.

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