
Ad inventare il pasticciotto fu inconfutabilmente un pasticcere di Galatina, tale Nicola Ascalone, nel 1745. Era Giugno e la festa patronale di San Pietro e Paolo si avvicinava sempre di più. Per l’occasione, come ogni anno, il paese si sarebbe notevolmente movimentato e sarebbero giunte nei paraggi della Chiesa Madre frotte di tarantate lì sospinte nella speranza di ricevere, per intercessione dei patroni, una guarigione miracolosa. Insomma, tra tarantate e forestieri, l’occasione di vendere dolci era ghiotta. Il pasticcere decise dunque di inventare qualcosa di unico e speciale, da proporre e vendere in abbondanza ai forestieri giunti per la festa patronale. Quel giorno si trovò tra le mani dei ritagli di pasta frolla avanzati durante le lavorazioni precedenti. Ebbe così l’idea di creare piccole formine di rame dove preparare delle mini tortine farcite alla crema. Nasceva così il pasticciotto.
la pasticceria Ascalone si trova ancora nella sua sede storica, a due passi dalla Chiesa Madre, in virtù di un contratto di locazione stipulato dai loro avi ed ancora in vigore. A guidarla sono i figli di Andrea Ascalone, scomparso nel 2015, conosciuto in paese per la sua grandissima passione per il pasticciotto. Non era inusuale vederlo agitarsi di fronte ad un vassoio (una guantiera, come lì si usa dire) di pasticciotti maneggiato incautamente, e si dice che lo stesso Pontefice Giovanni Paolo II sia rimasto veramente conquistato dal pasticciotto leccese di Ascalone. Fonte: La terra di Puglia.

























































































































