
Con il vento di grecale giungono rumors dalla cresta di un poggio le cui pendici orientali acquapendono nell’Arbia e riguardano una bella fetta di futuro della Villa Chigi Saracini che quattro mesi fa ha avuto il pregio di diventare Pubblica grazie all’acquisto da parte del Comune di Castelnuovo Berardenga.
Parafrasando un vecchio detto che ha spunto dal tiro di un paio di bovi e aggiornandolo ai tempi nostri dove la gastronomia è il volano che smuove le sorti del mondo, pare che la Villa da soggiorno di assioli, scoiattoli – nel parco – e ragnatele – negli edifici – abbia un futuro prossimo da enoteca gestita da una nota struttura ricettiva costellata di stelle e di ampi terrazzamenti divelti per fare vigneti intensivi… buona parte con rette parallele arancioni sotto i filari.
L’idea non è proprio originale e neanche molto sinistra se il tutto dovesse ruotare intorno all’ennesima raccolta dei vini di zona (che già ogni azienda offre al villeggiante di passaggio) e a una ennesima ristorazione.
Anche una futura cucina griffata e stellata non sarebbe un qualcosa di originale a fronte di un territorio che già offre una vasta opportunità di tavoli imbanditi.
Affidare alle stelle una parte rilevante della Villa Chigi Saracini suona più o meno come un nuovo resort esclusivo… stavolta in un edificio pubblico.
E’ chiaro che della Villa dovrà pur esserne fatto qualcosa – oltre a ospitare i nidi di rondine – ma da questi rumors che giungono da oltr’Arbia si ha la sensazione che le mura e i cancelli rimangano ancora a far da protezione al tintinnar di cristalli e tartine di caviale.































































