Inaugurata l’opera di Renato Ferretti alla rotatoria Due Ponti

L’opera di Renato Ferretti – un busto di cavallo alto circa tre metri e largo due metri – è collocata nella parete est della rotatoria: all’interno del busto sono rappresentati i colori delle Contrade di Siena, attraverso stemmi e bandiere.
Renato non è nuovo a imprese del genere, è suo anche il magnifico Gallo alla rotonda del Mundi di Montarioso, il che significa che chi giunge a Siena da nord e da est si imbatte nelle opere del grande artista del riuso, in quanto: “Niente si butta e tutto si trasforma a nuova vita”.

E’ il credo artistico di Renato Ferretti che ha stupido vaste platee anche con la realizzazione di cavalli che ovunque sono stati esposti hanno colmato l’artista di elogi e gratificazioni, per non parlare dei galli in pittura e in scultura che lo hanno reso celebre fin da quando li dipingeva su pietra fra il Chianti e la Berardenga.

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Andando a San Vito Berardenga

Segnale di pericolo: “Caduta foglie”, che la guazza farà marcire, il sole farà seccare, il vento trascinerà in un groviglio di spine e lì saranno utili per il comodo nido del pettirosso a primavera. Le uova si schiudono, si riapre la vita.

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I secchi di riso per gli sposi di Abbadia Isola

Grandi secchi pieni di riso parboiled – quello che tiene bene la cottura – sono pronte per essere lanciate sugli sposi che civilmente compiranno il rito matrimoniale per il tanto auspicato “SI”.
Viene da chiedersi se gli amici e parenti lanceranno il riso a manciate o sarà scaraventato sopra gli sposi direttamente dal secchio.
Con questo rito si auspica ai novelli coniugi buona sorte e prosperità, mentre per quanto riguarda l’abbondanza, è logico che riguarda solo la quantità di cereale per il bagno di risotto.

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Gaiole: tariffe per visite al cantiere di via Leonardo da Vinci

Negli ultimi mesi l’argomento principale per Soci Coop e Perpetue è stato quel tubo dell’acqua logoro che i tecnici dell’Acquedotto del Fiora hanno provveduto a riparare una, se non due volte a settimana, scavando e ricoprendo nel punto della fuoriuscita.
Si è alzato il solito coro in sterile sbraitare senza costrutto che non merita menzione, fino a quando è stata spiegata – a chi compete – in poche, semplici parole la questione (qui sta la differenza fra essere cittadini consapevoli o opinionisti bercioni) ed è stato posto un efficace rimedio.
Nei giorni scorsi è stato collocato un by – pass che esclude la tubazione logora e in questo momento permette di fare i lavori di sostituzione senza togliere la fornitura d’acqua ai residenti.

Al contempo la Direzione ha diramato il tariffario per le visite al cantiere:

– 10 minuti € 2,00

– 30 minuti € 5,00

– un’ora € 10,00 (con rinfresco)

– Soci Coop e Perpetue – Gratuito

– Informazioni sull’avanzamento dei lavori € 15.00

(Soci Coop e Perpetue € 100.00)

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Il suono del silenzo nell’Eremo Le Celle di Cortona

Sul Monte Sant Egidio – a breve distanza dal centro di Cortona – vi erano delle grotte – celle, ricavate dallo scorrere di un torrente – che agli albori del Duecento servirono da ricovero a Francesco, uno strano monaco che arrivò con un collega dal nome Silvestro.
Non cercava le comodità il ragazzo venuto da Assisi, essendosi spogliato di ogni bene trovava ricovero negli anfratti o nelle grotte che la natura offriva e le sofferenze e le pene lo facevano sentire in contatto con il suo principale.
In fondo, anche adesso, è un luogo dove si avverte un’alta spiritualità e quiete, con la cascata del torrente in secca e i terrazzamenti al momento a uso deposito di un cantiere per il rifacimento di un muro di contenimento.

Alla vendita diretta dei santini dell’Eremo c’è un frate bello, viene dall’India, le parole gli escono lente come un canto di montagna.
Sono in sei fratelli, alcuni di loro hanno scelto vita di clausura, preghiera e meditazione… in questo taglio scosceso nel monte il tempo non gli manca.

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Essendo Paola le cose succedono

A Dit’Unto appena terminato, un pensiero sulla Primo Cittadino di Villa a Sesta, forma pratica e vivente di come volendo tutto è possibile.

Dedizione, ironia, estro, riunioni fiume, tanto correre rimboccandosi le maniche non dimenticando di tralasciare i propri impegni, ma tutto per dare un senso plurale a un modo di andare che l’indolenza e il rinchiudersi nei propri (comodi) egoismi salottieri a Villa a Sesta sembra proprio non voler attecchire.

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Il Dit’Unto 2026 a Villa a Sesta

L’anticiclone del Bigi di Villa a Sesta ha permesso una tipica giornata di maggio incoronando ottobre, donando quel calore che non ha snaturato – bensì reso più sgargianti – i colori delle foglie tenui come i violini d’autunno.
Nel magico villaggio gallico di Asterix in piena Berardenga, fin dalle prime ore del mattino, si è riversata una quantità immane di persone che ordinatamente e in letizia si sono messe in fila per degustare le prelibatezze che i tanti chef si sono adoperati a comporre per proporre raffinatezze che non sono proprio da tutti i giorni.

Sembra impossibile che una piccola comunità di persone come Villa a Sesta sia riuscita a mettere in moto una così grande e articolata manifestazione, suscitando così tanta partecipazione e interesse, generando voglia di esserci e tornare, cerchiando di rosso nel calendario la seconda domenica di ottobre.
Una piccola comunità coesa che durante l’anno crea e inventa una miriade di iniziative ludiche, culturali o della memoria, che si rimbocca le maniche – curando i più piccoli dettagli – e accoglie sempre con un grande affetto equamente corrisposto a tutti i partecipanti.
In giro per l’universo ci sono tante manifestazioni gastronomiche, ma Villa a Sesta è riuscita a coniugare il buono e il bello racchiuso nell’unicità di un bocciolo aggomitolato di sentimento.

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Il buon Natale del panettone a ottobre

Schiavi del marketing e della pesante industria turistica, sono comparsi i primi pandori e i primi panettoni nelle vetrine dei negozi.
Questo fin dall’inizio di ottobre a confortare l’opionismo che distilla perle di saggezza quotidiana fra cui la principale massima:” Non esistono più le mezze stagioni”.
Difatti per l’ultimo dell’anno in tante piazze italiane sono previste cocomerate e secchiate di acqua per tutti.

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Le soavi Dame del Nicchio

Che il Nicchio ha vinto il Palio del 18 agosto ultimo scorso, ormai lo si sa dal Nebraska, passando da Barbischio (dove non starebbe neanche Cristo), per finire alla Groenlandia, ma quello che non si sa è che le dame dei Pispini girano per la città con un vestito di un blu intenso marcato di corallo per promuovere il “Numero unico”… la pubblicazione che celebra un’attesa lunga ben ventotto anni.
Oggi la cena della Vittoria dove è prevista la presenza di 3.500 persone, con il tema del viaggio di Ulisse che dopo tanto vagare torna a Itaca.

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La mattina nell’Aquila vittoriosa

Trentaquattro anni dall’ultima vittoria, non sono pochi… ci sono almeno un paio di generazioni che non avevano mai assaporato il gusto della vittoria, ma conoscevano bene il sapore della sconfitta.
Fa parte della vita e dell’andare un percorso pieno di amarezze fino al raggiungimento di uno spiraglio di luce che lascia intravedere un riscatto che lava via tutti i dispiaceri alla Contrada che ha le bandiere che ricordano un vino bianco di carattere che ha sostato sulle bucce e fermentato nel rovere.

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