
Le mitiche gite di un giorno degli anni ’70 avevano il gusto dell’uscita dalle mura paesane e il carico di una serie di aneddoti da ricordare nelle veglie e fra i ricordi più cari.
Quelle foto di costumi ascellari fatti all’uncinetto o con i ferri da calza, quelle improponibili piagiate di persone nella “500”, quelle ciotole di pastasciutta portate da casa o quelle fettine impanate in trattoria con cocomerata generale.
In quelle foto non c’era un’allegria inventata per la fotocamera, c’era quella vera, spensierata armonia che si alluzzava con un mangia dischi, qualche alzata di sottana o il russare in spiaggia per non spendere quei due soldi in qualche pensioncina appollaiati gli uni sugli alri.
Non c’erano facce tristi e scontente… bastava quel poco che era sempre tanto e prima di ripartire, non poteva mancare il dono per i parenti o per i ragazzi.
Decine di palle di vetro con la neve dentro, qualche cartolina e per chi aveva la fortuna di andare a Pisa, non poteva mancare la mitica torre pendente di plastica con la lucina dentro, da mettere sul comodino.



































































