Maggio in una lacrima

Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi,

a volte, d’aver visto la terra che non cambia,

ma entrando il tuo sorriso sale al cielo cercandomi

ed apre per me tutte le porte della vita.

Pablo Neruda

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Maggio: la trinciatura dell’erba, gli olivi brucati, una turista australiana e la caduta del palco dei daini

L’erba, sta seccando maestosamente sotto le frustate del caldo e del vento e la sua triturazione rappresenta una necessità stringente per prevenire gli incendi e tenere in ordine i campi.
Questo mentre gli ulivi sono sempre più preda della voracità dei cervidi che ne divorano le foglie fin quasi a due metri d’altezza, rendendo quelle parti di pianta improduttive.

Questo, mentre, tagliando, macinando, sfalciando erba si ritrovano in terra palchi di daini maschi caduti durante l’inverno segno che, la massiccia presenza di questi bestioni, è un grosso problema.

La turista asutraliana venuta nel Chianti per riposarsi e girare fra la bellezza in bicicletta che la scorsa settimana è stata investita da un cervide, ha piena conoscenza del problema.

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“Castelnovino”: i vini della Berardenga nella Villa Chigi Saracini

Venerdi 2 giugno, dalle ore 17, nel parco di Villa Chigi, (eccezionalmente aperta al pubblico), si svolgerà la V edizione di “Castelnovino”, dove sarà possibile degustare ( e volendo anche acquistare) i pregevoli vini della Berardenga, accompagnati dai piatti di ben quattro ristoranti locali ( Anonima X, La Taverna della Berardenga, Quei 2, Il Bivacco).
Altrettanti i gruppi musicali: un Quintetto di ottoni con brani d’autore, un Quartetto di corni con musiche da film e classica, Duo chitarra e voce jazz, soul e pop, Duo chitarra e blues di artisti del Conservatorio Franci e Siena Jazz.

Le aziende presenti: Carpineta Fontalpino, Petroio, La Lama, Pacina, Villa a Sesta, Bossi, Corsignano, Felsina, Losi – Querciavalle, Podere Scheggiolla, San Felice, Poderi di Miscianello, Arceno, Dievole, poggio Bonelli, lecci e Brocchi, Vallepicciola, Le Trosce.

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Vignaioli di Radda

Radda, comune del Chianti Storico di 80 km quadrati e circa 1700 abitanti, di cui il 30% occupati in agricoltura. Con un livello altimetrico che spazia dai 280 metri della piana di Lucarelli, fino agli 845 metri del Monte Querciabella, fra colline che si delineano fra il tratto iniziale delle valli della Pesa e dell’Arbia.

Territorio abitato e coltivato fin dall’epoca etrusca come testimoniano i ritrovamenti presso il Poggio alla Croce, sulla via per Castellina, dove è stato rinvenuto un arcaico torchio per l’uva a dimostrazione che da sempre si conosce la straordinaria vocazione del territorio per la produzione di vino.

Vocazione spiegata tecnicamente dal brillante lavoro dell’agronomo Andrea Frassineti che delle vigne e dei vari terreni di Radda conosce ogni segreto, pregio e virtù in funzione del vitigno sangiovese, qui in una massima espressione caratteriale.
L’introduzione di Roberto Bianchi, il saluto del sindaco Pier Paolo Mugnaini, di Giuseppe Liberatore, direttore del Consorzio Chianti Classico e la scheda territoriale ottimamente curata da Andrea Frassineti, ha spianato la strada ad una degustazione verticale delle aziende raddesi con l’annata 2013 e alle varie definizioni di vino negli spazi di ogni singola azienda.
“Vignaioli di Radda” è un appendice per i più addentro ai lavori della più popolare festa del vino raddese (Radda nel Bicchiere) che si svolge oggi e domani per le vie del paese.
Un associazione dei produttori che raccoglie  l’insieme delle aziende del territorio comunale che vanno dal piccolo produttore con meno di un ettaro di vigna, passando per i poco più grandi e, salendo nella scala dei numeri, negli oltre cento ettari vitati del Castello di Albola.

Cosa rara trovare armonia, allegria, amicizia, voglia di fare (insieme) come accade con le aziende vitivinicole del comune di Radda in Chianti, unitamente ad una Pro – Loco che lavora a mille all’ora.

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Il mercatino dell’antiquariato di Siena

Tranne che nel mese di agosto, ogni terza domenica del mese, si svolge sotto  il tartarogne di piazza del Mercato, a due passi da Piazza del Campo, il mercatino dell’antiquariato e dell’usato, he raccoglie una bella quantità di espositori che spaziano dal libro, all’oggettistica, all’attrezzatura contadina, vecchi grammofoni, pupazzi anni ’70, vestiario, stampe, modernariato in genere e vecchie cartoline di tutti i paesi della provincia di Siena e chicche di ogni dove della Toscana.

E’ frugando fra questi banchetti che spuntano immagini care, preziose e decisamente antiche, come una cartolina del proprio paesello, un ricordo d’infanzia, un oggetto in disuso sepolto dal tempo e rievocato immediatamente dai ricordi di momenti forse più umani, ppiù teneri, più intensi degli attuali.

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La strada di Medane nelle Crete Senesi

Qui il vento non va mai in ferie e il silenzio è una costante che muove le spighe ancora verdi, che oscillano ma non si piegano, che la pioggia bagna, ma il sole asciuga, che il gelo artiglia, ma il volo di rondine placa. Ginestre, sulla, grano, cappella senza tetto e occhio a chi passa in macchina perchè solleva una gran pula.

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La scasso e la nascita di una vigna nuova

Un terreno a riposo per quasi tre anni dopo che, per oltre trenta, aveva ospitato le radici di sangiovese, malvasia e canaiolo con viti americane innestate nel campo come si era usi fare in anni migliori.

Uno scavatore con la benna a maglie larghe per vagliare il terreno dai sassi e ben tre distinti tipi di terra in pochi metri: argilla, galestrino, terra rossa stile campo da tennis.
Un fossone per nascondere i sassi trovarti e fare drenaggio, e il rifacimento dei fossi per la defluzione delle acque piovane sempre più a scroscio caraibico.
Una polvere fitta, mesi che non piove, sole e vento fitto hanno ridotto la terra a una crosta arida e abbrustolita.
Le viti piantate a mano con l’ausilio di una forchetta in pochi giorni hanno già sviluppato le foglie e mostrato già di che pasta sono fatte.
Viti bagnate per far accostare la terra alle barbe e tenerle al fresco in attesa della tanto sperata pioggia.

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