Jona, il parrucchiere della rondine e due gemelli

passeggino gemellare, foto da genitori si diventa

I figli di due parrucchieri geniali e fantasiosi, non possono che nascere di lunedi, nel giorno di classica chiusura degli esercizi di categoria.
La cicogna ha portato due bambini: Emilio e Francesco, che se avranno la delicatezza e lo sguardo di cerbiatta come hanno la Madonna della Rondine e Jona, più la fantasia di Giulio, il parrucchiere della Rondine, quei due bimbi, avranno certo un futuro di serenità radiosa.
Intanto Tommaso (il primogenito) in questi giorni si è ripassato varie volte il film di Stanley Kubrick “Full Metal Jacket” nella figura del sergente maggiore. Ci penserà lui a mettere in riga i fratelli.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Federica, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Berardenga, un Giovanni di Paolo da restaurare

giovanni di paolo polittico malavolti chiesa santi giusto e clemente berardenga

Il gruppo “Berardenga storia, arte e cultura”, in collaborazione con l’antica e ancor più meritoria Società Filarmonico Drammatica, stanno insieme ravvivando e scrivendo una nuova pagina culturale del borgo, più preso dai tagli del nastro e dai nuovi cantieri (fermi) che dalla cura e manutenzione dell’esistente.
Si è tenuta pochi giorni fa, nei locali della Società, una conversazione introdotta da Fosco Vivi,che ha illustrato gli ultimi fatti in loco, come l’inizio del movimento terra e scasso di una vigna nel Pian Tondo, (luogo nel quale si cela un insediamento etrusco di importanza notevole) seguito dall’intervento di Gianni Resti, che, a quattro mani con Fosco Vivi, stanno per dare alle stampe un libro della memoria (con la speranza del riscatto) con fatti, foto, storie, persone, di un paese quando era vivo.
A seguire, la storica dell’arte Ilaria Sciascia, ha condotto una conversazione sul Polittico dei Malavolti, l’opera grandiosa del pittore senese Giovanni di Paolo, esposta nel transetto di destra della chiesa dei santi Giusto e Clemente del capoluogo.
Affascinante ricostruzione storico – artistica di un dipinto le cui parti della predella, si sono disperse nel mondo in musei prestigiosi come il Walters Art Museum di Baltimora e l’Altemburg in Germania.

L’opera, che presto Don Vezio Elii, (fresco di nomina a Monsignore) doterà di una illuminazione più efficace per cogliere le minuzie dei particolari espressivi del pittore, nel corso di una acuta osservazione con chiesa buia e torcia accesa solo sui particolari (come gli angeli musicanti e sugli strumenti musicali dell’epoca) ha permesso alla dottoressa Sciascia, di verificare che la firma del pittore e la datazione, (poste ai piedi della Vergine), si stanno perdendo.
Di conseguenza, ha prontamente avvertito dello stato delle cose i funzionari della conservazione e restauro della Soprintendenza di Siena.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Cartoline dalla Berardenga, Federica, Fotografie 2021, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

Il Mercato nel Campo 2021

Mentre all’interno di Palazzo Piccolomini, sede dell’Archivio di Stato, il professor Maurizio Tuliani e la dottoressa Cinzia Cardinali, direttrice dell’ente, guidavano folti gruppi di visitatori alla scoperta delle origini della Piazza del Campo, con il contratto originale dell’acquisto dei terreni, vari migliorie e usi, nel corso dei secoli, per poi giungere ai due monumentali volumi del Costituto Senese del 1309, nella piazza sottostante il mercato si svolgeva con il consueto brio.
C’è stato a suo tempo uno studio sull’impostazione, i banchi, la posizione del mercato e su un’attenta ricerca dei beni in vendita, che fossero del circondario per quanto riguarda il settore alimentare, che fossero oggetti di artigianato, per quanto riguarda gli articoli da regalo.
Intorno mezzogiorno l’ordinata mole di persone propendeva più che altro per il mangereggio da affetto e da asporto: le pagine culturali di porchetta, caci, finocchiona e mortadella, in piccoli o grandi rinvolti, prendeva la via delle case o dei panini, questi ultimi in una forma particolare.
Secondo le disposizioni comunali, era vietato “ripienare i panini” (da voce di porchettaio chianino) e venivano forniti attrezzi singoli da rimontare a piacimento dentro al pane.
Una giornata serena, spensierata, di quelle che fanno smuovere il contado verso la città esattamente come un tempo, con la differenza che all’epoca i campagnoli venivano a vendere, ora, a comprare.

Pubblicato in Arte e curtura, Etruscany, Federica, Fotografie 2021, italians, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Verso il Mercat’Unto della Villa a Sesta

Per una persona con i capelli bianchi, chiudere gli occhi significa fare un giro all’indietro nel tempo e immediatamente riprovare al gusto dei sensi i suoi degli arnesi nelle botteghe artigiane, oppure vedersi bambino di fronte a quella che allora era la scuola o dove stava la bottega in cui dall’ago al filo, alla latta di acciughe, al bicchiere di vino, alle lame rasoio c’era di tutto.
Quelli che erano i ricoveri per gli animali, i fondi dove boliva l’uva, chi stava in quella casa, chi aveva in uso aspettare davanti la porta che arrivasse il banconiere ad aprire il circolo.
Riaprendo gli occhi, il gelo, non si cura neanche stando fra gli elementi del radiatore acceso o un piatto di ostriche che non vale mai quanto il gusto di una caramella di rabarbaro vinta a briscola.

Piccoli borghi, ma qualcuno resiste, innestando su barbatelle di egoismo, delle gemme a piede franco di socialità, armonia e cultura, come la Villa a Sesta.
Nel paese dove il circolo si chiama come il figlio di Harry e Megan (Arci) fioccano le iniziative come le merende resistenti, i campi estivi per cittini, il telaio e i corsi vari dell’Associazione Quinquatrus, le sere al circolo e i ristoranti stellati distanti pochi metri fra loro.
L’ultima invenzione è il mercatino dei sognatori attivi: frutta verdura, olio, vino, pecorini uova fresche e cavoli, pasta vino, formaggi di Amatrice, salsa di pomodoro canditi pomodori freschi da Pachino, birra zafferano.

L’Associazione Dit’Unto ripropone i prodotti di Norcia e Amatrice abbiamo l’onore di ospitare i ragazzi dell’Orto Felice con castagne e vin broule e l’Associazione delle bollicine con zucchero aromatizzato e altri prodotti.

L’ Associazione Quinquatrus propone corsi di cesteria, il Risotto alla Pilota di Villa Garibaldi a Mantova le sfoglie emiliane, con la zuppa imperiale, panino al lampredotto e polenta al cinghiale.

In collaborazione con: Asinello, Bottega del 30, Osteria alla Villa, Il morbidi del corso, Tommaso vatti pizzaiolo di Radicondoli.
Alle 15, nel teatro del circolo,apre la sala da the, con the dal mondo e dolci locali.
Domenica 19 dicembre dalle ore 10 alle ore 20.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, degustazioni, Federica, Fotografie 2021, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Lei clacsonava

targa-amici-miei-via-dei-renai

“A quest’ora il Perozzi finisce il suo lavoro di capo cronista, ed esce dal giornale per andare a casa. Ah, il Perozzi sono io. Son talmente abituato a sentirmi chiamare “Il Perozzi” dai colleghi, e soprattutto dagli amici, che quasi ho dimenticato che mi chiamo anche Giorgio.

No! No!! Attenzione, no, pastène soppaltate secondo l’articolo 12, abbia pazienza, sennò posterdati per due anche un pochino antani in prefettura!”

Pubblicato in Arte e curtura, Cinema, Etruscany, Federica, Fotografie 2021, italians, persone | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

L’autoconsumo di Castellina in Chianti

C’è un libretto strepitoso dal titolo “La bottega della memoria”, in cui sono raccolti aneddoti e storie di associati alla Confesercenti Siena, che è uno scorcio esclusivo su vita vissuta di paesi e persone.

Stefania, una ragazza alle prime armi, messa dietro il bancone dell’accoglienza agli associati, quindi sul fronte più estremo della prima linea, una mattina si vede arrivare un signore da Castellina che non aveva mai visto.

Teneva in mano un tubetto di fogli sgualciti arrotolati fra loro che ebbe a dire trattarsi di fatture smarrite dell’anno prima.
La giovane Stefania, istruita a far fornte a questo piccolo genere di inconvenienti, informa il signore che è troppo tardi per riuscire a portarle a bilancio, quindi per scaricare i materiali, proprone di portarli nella riga dell’autoconsumo, come fosse per olio, vino, generi alimentari.
Il castellinese sgranò gli occhi come due fari di un vecchio OM e riavutosi dalla sorpresa, ebbe a dire: ” Ma sono sette casse da morto!!!!!”.

“La bottega della memoria” a cura di Patrizia Bogi, illustrazioni di Alessia Baragli FIPAC Siena 2020

Pubblicato in Arte e curtura, Fotografie 2021, italians, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

San Gusmè, la cappellina di Belvedere

san gusmè, la cappellina di belvedere

Denominata “Cappellina della Madonna”, è un edificio presente in un cabreo della Tenuta di Arceno già nel 1709, di proprietà della famiglia Del Taja.
Stato dell’edificio ottimo, recentemente restaurata,ma parennemente chiusa, avvolta lateralmente dalle recinzioni che proteggono la vigna dagli appetiti ungulati.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Etruscany, Federica, Fotografie 2021 | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Vertine nel 1896

vertine nel 1896 foto di odoardo beccari fondo alinari

I Caduti della Prima Guerra Mondiale, i cui nomi sono scritti a perenne ricordo nel monumento del Parco della Rimembranza, sono nati più o meno all’epoca in cui Odoardo Beccari, il famoso botanico e naturalista raddese, scattava questa meraviglia di foto, presumibilmente dalla zona di Lucarelli.
Una posa inconsueta, di spalle, il cui originale è di formato 17,5 X 12 centimetri e venne donato dallo stesso Beccari al Museo di Storia della Fotografia Alinari, che al momento è in attesa di nuova collocazione (nella Villa Fabbricotti) dopo che la Regione Toscana, ha rilevato tutto integro, questo importante archivio di scatti e di storia dei nostri luoghi, della fatica della nostra gente.

A ben guardare si nota la presenza di un edificio rialzato, una torre, sulla destra del cassero: molto probabilmente è l’attuale casa Brogi (Beppe e Mariano) abbassata negli anni ’20 del Novecento, per la presenza di tanti bambini e l’impossibilità di scaldare l’edificio.

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2021, La porta di Vertine | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | 1 commento

Viale Mario Bracci o dei Gratta e Vinci

ospedale le scotte siena

Viale Mario Bracci, la lunga arteria che porta al Policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, intitolata a un prestigioso senese, che è stato Rettore dell’Università dalla Liberazione al 1955, e ministro nel Primo Governo De Gasperi, come membro del Partito d’Azione.
Una grande figura di intellettuale per uno squallido viale, dove al normale sudicio sul bordo della strada si sommano centinaia e centinaia di grattini grattati, per la gioia delle casse statali e dei sogni a buon mercato lanciati a terra con rabbia, dopo aver sonoramente riperso educazione e rispetto.

Pubblicato in andrà tutto bene, Etruscany, Fotografie 2021, italians, La Porta di..... | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Pian Tondo: la terza comunità gentilizia etrusca

pian tondo sito etrusco di san gusmè

La civiltà Etrusca viene descritta in un periodo che va dal IX° al I° sec. a. C , ma in questo lungo lasso di tempo ci sono state varie fasi ben definite dagli studiosi (villanoviano- orientalizzante-ellenista…).

Si fa coincidere il dominio dei romani sulle terre etrusche con il 396 a.C. ( conquista di Veio) ma l’assimilazione culturale fu molto più lunga, anzi fu interattiva perché gli etruschi ebbero una grande influenza sulla civiltà romana fino alla fusione.Il ns territorio, quello che oltre un millennio dopo diventerà Berardenga, mostra segni profondi e diffusi di questo passaggio millenario, nelle zone di altura e in quelle di bassa quota.

Quando alcuni mesi fa lavorai alla mappa ( qui il link –https://www.google.com/maps/d/u/0/edit… ) storica ed archeologica forse commisi l’errore di dividere in modo netto l’età etrusca e quella romana, difatto le sovrapposizioni sono durate alcuni secoli.

Alcuni archeologi considerano etruschi, quindi conseguenza di quella civiltà, vinta ma non scomparsa, molti siti nostrani del II e III sec. a.C. ai quali ho attribuito –nella mappa- il colore che distingue l’epoca romana( azione forse amministrativamente corretta).

Non è un caso se Mattia Cuccaini della Sapienza di Roma, nel suo volume “ Insediamenti di altura di periodo Etrusco nel Chianti” dove riporta i risultati della sua ricognizione dell’anno 2017, cita un numero elevato di siti, 22 per l’esattezza, quelli da lui verificati nel nostro comune e sono solo una parte dell’intero, ma lo fa inoltrandosi fino al I° sec. a. C.L’antichità o l’età di questi siti archeologici non è sempre la stessa, è dimostrata la frequentazione umana anche in età anteriori a quella etrusca, e’ il caso di Cetamura e Mencia Alta.

Quello che mi interessa mettere in luce in questo scritto riguarda tuttavia l’area principale perché mostra una concentrazione spaziale di siti valutati di grande importanza .

Mi riferisco alla zona assai nota che comprende la Necropoli del Poggione, Pian Tondo, Bosco Le Pici, Cetamura e Villa a Sesta.

Quest’area è di circa 3 kmq, è perimetrabile in circa 7 km e la distanza maggiore non supera i 2,5 km ( Poggione-Bosco Le Pici -1500 metri).

Se per Cetamura, l’inizio del VII sec. a. C. potrebbe rappresentare una prima probabile cessazione di frequentazione, per due tombe della necropoli di Bosco Le Pici, può definirsi l’inizio della utilizzazione, mentre per Poggione e Pian Tondo bisognerà attendere la fine del secolo.

Quasi tutti gli studiosi concordano nel definire questo circondario archeologico di notevole importanza e ricercano, senza poterla definire l’area di influenza dalla quale dipendesse pur riscontrando collegamenti artistici in particolare con Cortona.

Era un insieme di abitazioni sparse di cui Cetamura rappresentava un fortificazione antecedente o un punto di passaggio di notevole importanza per i traffici che dalla valle dell’Arno si dirigevano verso il mare.

Nonostante la decadente propensione ad approfondire, non tutte le attenzioni, che furono forti fra la metà e il terzo quarto del secolo scorso, sono venute meno.Oltre alla considerazione che al Poggione non tutta la necropoli è venuta alla luce, vi è un rinnovato interesse su quello che potrebbe essere il punto nodale di questa storia.

Mi riferisco a Piano Tondo. Per chi non lo conosce, si tratta di un pianoro posto 400 mt a Nord di Campi, sul lato est della strada e a circa trecento metri SE dal Poggione.

Chiamato anche Poggio Tondo dalla collina a forma troncoconica che al suo apice ( quota 641/642mt) forma un Piano quasi circolare di circa un ettaro di superfice.

Ha tutte le caratteristiche per non ritenersi opera della natura e questo hanno pensato gli archeologi che negli ultimi decenni l’hanno analizzata.

Si è ipotizzato che quello fosse il luogo fondante di un palazzo aristocratico, una reggia etrusca e che il Poggione con il suo carro e le spoglie principesche e i suoi importanti reperti, fosse intimamente legato proprio a Piano Tondo.

Tuttavia si è arrivati alla conclusione che il sito fosse irrimediabilmente distrutto, anche se una parte terrazzata ad oriente sembrava destare residuo interesse per future indagini.

Queste conclusioni sono di circa 25 anni fa e attengono al ritrovamento, anche precedente, di numerosi frammenti di laterizio e antefisse a sagoma femminile ( figure di ornamento e/o completamento delle gronde) ma ritengo che fino a poco tempo fa tutto sia rimasto fermo.

Nel 2017 proprio nella ricognizione del già citato Mattia Cuccaini, si da’ valore all’ipotesi palaziale e ai legami con i siti di Poggio Civitate a Murlo o di Acquarossa a Viterbo ma si considera il deposito archeologico sconvolto a conferma della probabile distruzione del Palazzo Reggia.

Nella descrizione degli interventi passati si citano importanti e lunghi saggi con scavo realizzati sul settore ovest che non avrebbero restituito alcunchè, mentre in due scavi di piccole dimensioni ( in totale 11/12 mq) effettuati sul lato sud si sarebbero individuati tutti i frammenti che hanno dato luogo all’interpretazione principale.

Non avendo basi di studio archeologico mi fermo qua, pur sembrandomi ridotte le superfici indagate rispetto all’insieme.

Ma proprio Cuccaini dà sostanza a certe intuizioni precedenti, difatti confrontando le foto di volo degli anni 1954-1978 e 1996 ritiene di aver individuato i terrazzamenti che contengono il pianoro, ma anche una traccia – sul lato est – riferibile ad una struttura che presenta un corridoio di ingresso e un ambiente a pianta rettangolare, da profano, qualcosa di più del nulla che sembrava.

Nel 2019 in un convegno svoltosi a Castellina in Chianti, è Jacopo Tabolli della Soprintendenza Archeologica di Arezzo –Siena e Grosseto, a dire parole importanti su Piano Tondo.

L’argomento del saggio era molto stimolante : “Domande in cerca d’autore su Siena Etrusca” dove partendo dai vari ritrovamenti di Castelvecchio e del Santa .Maria della Scala si ipotizza per quest’ultima la configurazione di “Residenza Gentilizia” del VII sec. a. C.

E’ in questo contesto che Tabolli cita le altre residenze aristocratiche, quella del Palazzo di Murlo e l’altra “ poco citata, ma straordinariamente importante,Terza Residenza, identificata sul Piano Tondo a Castelnuovo Berardenga”.

In sostanza Tabolli dice che a Piano Tondo si sono registrate le stesse matrici decorative delle parti più antiche di Murlo e che occorre reinterpretare il ruolo e forse la dimensione, aggiungo io, delle “Comunità Gentilizie” a controllo delle valli di Orcia, Ombrone, Arbia e Merse che chiudevano il passaggio obbligato per svalicare a nord e nella Val d’Elsa.

Tutto questo faceva assumere a queste comunità una posizione strategica sia nell’età del Bronzo finale (Cetamura ?) che più avanti nella cosidetta età orientalizzante.

A questo pensavo guardando quella zona che da Piano Tondo passa per Cetamura, Le Pici, Villa a Sesta e che presenta una concentrazione di siti etruschi che non possono essere casuali.

Forse si trattava di una Comunità Gentilizia Etrusca, guidata dal “principe” di Piano Tondo e che occupava tutta la pendice ad occidente, fino alle quote più basse e dalla cui sommità, al mattino è possibile, oggi come allora, vedere i pianori dove oggi sorge Siena.

Non si può trascurare il fatto che se questa ipotesi venisse confermata, tutta l’area intorno al Poggio Tondo potrebbe risultare variamente antropizzata anche se con minore valenza archeologica o architettonica rispetto alla sommità.

D’altronde nello stesso piano alle pendici nord di Campi e racchiuso a Ovest dalla strada quasi dismessa e ad est dalla provinciale fu individuato un sito archeologico oggetto di plurifrequentazione dal VI al II sec. a. C.

Mi auguro che queste riflessioni ne possano indurre altre e certamente di maggiore spessore, spero che in tanti si possa apprezzare il valore storico e culturale della nostra terra, anche per quello che ancora si cela nel sottosuolo che può ancora raccontarci tanto.

Le nuove tecnologie possono consegnarci informazioni senza necessariamente risultare invasivi o devastanti.

E’ quello che dobbiamo fare o rischiamo quanto minuziosamente descritto dalla Carta Archeologica a pagina 305 dove i resti (statuette) della stipe votiva di un tempio del I° sec. a. C. furono, in parte ritrovate in una discarica nella vicina boscaglia.

Fonte: Le Nostre orme – Castel Berardengo.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Federica, Fotografie 2021 | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento