
Cerere, la dea romana della terra, della fertilità e dei raccolti è colei che ha insegnato all’umanità a coltivare la terra e solitamente è rappresentata con in mano spighe di grano e papaveri.
Questa simbiosi fra grano e papaveri si è tramandata fino a non molto tempo fa: le lavorazioni dei terreni permettevano ai semi di papavero di interrarsi e riemergere ogni anno con i suoi petali rossi a guarnire i campi del pane.
I ricordi di molti sono intarsiati nelle estati di grano verde e poi del colore dell’oro maturo e quelle bandierine rosse che fremevao al vento, sparpagliate tra le spighe.
In pochi si pongono la domanda di come mai i papaveri non crescano più in mezzo al grano, ma poco fuori l’abitato di Sinalunga la simbiosi si ripete, nella magnifica luce di un tramonto senza fulmini e saette.



































































