Le conseguenze dell’amore

Fine novembre, con nebbia e primo pizzicare d’aria nevosa che scende dai monti che fa apprezzare maggiormente il tessuto caldo di lana e quegli scampoli estivi resistenti sotto la chioma di un mandorlo.
Il broccolo calabrese che guarda incredulo accanto a se vari pomodori, il sedano, peperoni e qualche zucchina che in questa stagione ha il sapore del Fernet Branca.

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Dolce Firenze e Toscana, il nuovo libro di Veronica Triolo

Veronica Triolo ha maturato importanti esperienze negli antani della comunicazione per aziende italiane e straniere.

Appassionata di dolci e cioccolato, autrice del blog Fragolosablog.com segue ugualmente, con entusiasmo, temi di arte e cultura.
Siena e Provincia sono ampiamente narrate nel libro, dove trovare i migliori pasticceri, i dolci e gelati più tipici della regione, con ricette originali.

Il  Magnifico: qui di magnifico abbiamo due incontri da raccontare: uno con Lorenzo Rossi e l’altro con il suo pane.

Lorenzo, terza generazione di una famiglia di panai dove ha imparato i segreti della lievitazione e del lievito madre. Spiana il pane a mano e lo inforna con la pala di legno. Paradiso N. 4: in via del Paradiso, un angolo di bellezza curato da Paola D’Orefice, che prepara personalmente la colazione per i suoi ospiti con prodotti acquistati al mercatino dei produttori locali.

Peccati di gola, a pochi passa da Porta Romana, babbo e figliolo hanno creato un locale unendo le loro capacità e abilità.
Antonio Betti, il babbo, la pasticceria, tradizionale, il figliolo Federico, la pasticcceria moderna e psichedelica.

Scuola di cucina di Lella: Lella Cesari Ciampoli, ricette dolci di cavallucci, ricciarelli, panforte della regina, nel rispetto delle ricette della tradizione.

Forno Moderno con Pasquale La Rossa a San Gimignano, che con lo zafferano inventa cantuccini e nocciolosi da goduriosi.

La Residenza dei Ricci: palazzo storico con giardino all’italiana nel mezzo di Chiusi, dove sono bravi cioccolatai cantuccinatori e mantovanisti. Il libro è tradotto in inglese da Mary Rose Tiberi e la copertina e le illustrazioni interne sono opere dell’illustratore Ian Benfold Haywood.

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I lama di Monteluco tradotti in Maremma

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Dal Parco di Cavriglia, dove era acquartierata la colonia di lama, alle cime del Monteluco, dopo un pellegrinare in cerca del rifugio migliore e dopo aver rischiato, in qualche giovane esemplare, di finire sotto qualche mezzo.
Facenti parte di un paesaggio fitto di boschi inestricabili, si erano ben ambientati in un contesto nel quale erano in netta minoranza fra la mole di cinghiali e di daini, caprioli e simili che in ogni stagione fanno tremare qualsiasi produttore agricolo, specie di uva.
Docili, curiosi e per  niente intimoriti dalla presenza umana, tanto che erano diventati una attrazione e spesso erano fotografati e filmati come delle autentiche star.
Si trovano adesso nell’Oasi naturalistica di Semproniano, in Maremma, luogo più consono e protetto dei boschi del Chianti.
Mancano e mancheranno, lacrime sono state versate per la loro partenza, ma per loro, è questa la scelta più giusta e più sicura.

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Lucilla Tozzi

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Da un paio di settimane Lucilla ha raggiunto l’avo scrittore Federigo e guarda dall’alto il patrimonio di beni, di arte e cultura che ci è stato lasciato e quanto saremo in grado di proteggerlo e tramandarlo.
La lettura di un libro di Italo Calvino, che andrebbe proposto nelle scuole, sempre attuale, sempre presente, a memoria e figura del passato e dell’esistente quale è “La speculazione edilizia”, fatta in modi e ipocrisie diverse, di palazzinari, di film di Francesco Rosi, di oasi per sindaci e giunte affiliate nel “risollevamento economico” del paese.
La sua voce, la sua presenza in prima persona, almeno c’è stata, essendosi messa in gioco, prendendo posizione amando ciò che era, cercando di sterzare la marranità del presente.

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Centro Fisioterapico della Berardenga: i colonnini della chiesa

colonnini chiesa san giusto e clemente berardenga

A quanti sostengono che nel capoluogo della Berardenga non c’è niente, si obbietta che di servizi, agiatezze, svaghi e musei, paesaggi pennellati di unicità e bellezza, ce ne sono a bizzeffe, basti pensare all’eccellenza del benessere  fisico e culturale che si trova davanti la chiesa dei Santi Giusto e Clemente, realizzata nella prima metà del 1800, per volere della famiglia Chigi, dopo lo sventramento del Castello Vecchio.
Il centro fisioterapico dei colonnini di marmo che massaggiano la schiena, assolvono ernie lombari, leniscono dolori articolari e cervicali, massaggiano e allievano dolori del coccide e dello sfintere.
La migliore crusca culturale che innalza il borgo si solleva adiacente a questi splendidi ritti di marmo che fanno da scudo al biposteggio del parroco.

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La Racchetta di Gaiole fra mascherine e motoseghe

Tredicimila mascherine imbustate in un paio di giorni, prima della consegna in vari punti del capoluogo ai cittadini, poi giro di consegna nelle frazioni, privilegio per pochi comuni, grazie all’impegno e al lavoro e distribuzione capillare dell’Associazione Racchetta locale, che quando i boschi non bruciano, si dedicano al fare altro, compreso levare dal mezzo di strada, varie piante franate per via del violento vento acerrimo. Fonte: Il Cittadino

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Ombre Rosse della Villa a Sesta

villa a sesta tramonto

Potrebbe sembrare un tramonto da film di John Wayne, con la Monument Valley che si incendia nelle rocce e nelle sabbie calcinate dal sole, con in mezzo un palo del telegrafo poco prima che venga divelto dagli indiani, antecedente l’assalto alla diligenza.
Ombre rosse si, ma sulla Villa a Sesta attuale, con il vento che spazza, ma senzo rotolo di macchia che scivola fra la polvere, con il cielo tinto come la veste di un vescovo, come quello che non ripara il tetto alla chiesa di Santa Maria e tiene una pregevole statua lignea di Jacopo della Quercia di una Madonna con bambino e con l’ombrello.

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La nipote nata dalla ghianda della Quercia delle Checche

Da un rovere enorme denominato quercia di una veneranda età tale che è uno fra i monumenti verdi più conosciuti e visitati, piovono ghiande.
Alcune finiscono nell’apparato digerente di colombi e ghiandaie fra i volatili, altre in ebeti cinghiali fra i quadrupedi, altre, benedette dal cadere, dalla guazza e dall’inappetenza di cui prima, germogliano, si aprono uno spazio nella vita e nel mondo, dando vita a tutta una serie di querciole più o meno grandi, all’ombra, o subito accanto ai grandi bracci o ai grandi rami, di questa pianta di oltre trecento anni di vita, con alcuni traumi e fulmini.

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Siena, capitozzare nel Vicolo della Fortuna

Taglio all’ultima moda anche nel Parco Pubblico Montessori del Vicolo della Fortuna di Siena, nel pieno cremisi della Contrada della Torre.

Motoseghe in azione per amputare arti a piante sane, che se sopravviveranno, a tale cura demolitrice, saranno degne del nome del Vicolo che le ospita.
La capitozzatura delle piante è un metodo rapido e veloce, praticabile da chiunque sappia mettere in moto una motosega ed entrare in azione.

Le piante, che si dovrebbero curare e ridimensionare nella chioma, nella cura e nella pericolosità per persone e cose, subiscono un trauma nelle radici, nella saldezza al suolo, nella longevità, nella salute per sublimi attacchi funginei.
Una possibilità labile alla salute e alla longevità degli alberi sfrondati, potrebbe essere data sanificando le ferite con una pasta di vinavil e rame, ma c’è da credere che sia una pratica troppo difficile e costosa da attuare (!).

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La frittura di Mauro e Andreia di Castiglion della Pescaia

Sereno è un giorno qualsiasi senza ossessioni, quasi come una vecchia canzone di Bruno Lauzi che alcuni ribaldi di vecchi ricordi, canticchiano ancora a distanza di anni.
Castiglion della Pescaia lontano dalle genti e dall’affusolamento di aperol sul lungomare, splendida mattina in divenire con pochi affezionati amatori che a contatto di qualche fine granello di sabbia, mirano l’orizzonte, affilando la meditazione con la teglia di frittura che Mauro e Andreia preparano ogni giorno nel banco fisso all’inizio dello spazio del mercato settimanale del sabato. Si, sapore di mare.

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