Vertine, la cena della paella

A Vertine è sceso un Angelo che con la sua sapienza e conoscenza si è messo all’opera con pazienza e calando in qelle strane larghe padelle dal bordo non tanto alto, tutto quell’insieme di ingredienti con un ordine e una cottura ben definita.
Il risultato finale è stato un profumo che avvolgeva il paese come uno scialle di seta e dopo quella cromatografia di crostini messi in atto e ideati dalla fantasia coreografica di Daniela e dopo aver fatto onore alla sua piacevolissima sangria, si è finiti nuovamente con le gambe sotto ai tavoli in una serata, fresca, piacevole, bella come sono le serate a cena a Vertine muniti di golfino e con la solita tanta voglia di stare insieme per condividere quello che c’è.
La cena spagnola è stata un grandissimo successo, ma non c’entra la recente vittoria della Spagna ai Mondiali di calcio, la cena era già in cantiere da molto prima.

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Vertine, allerta meteo arancione

Non c’è bisogno di consultare compulsamente i vari Lamma, 3BMeteo o il Meteo.it per sapere che tempo farà a Vertine, ogni mattina basta vedere quale cappello indosserà Pasqualino per sapere se pioverà, sarà nuvoloso o ci sarà il sole.
Oggi siamo in piena allerta meteo arancione e infatti questa mattina Pasqualino (oltre alla solita fascia da sindaco) indossa un cappello arancione che indica temporali forti e rischio idrogeologico e grandinate.

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E’ visitabile l’impiantito del Duomo di Siena

Fino al 31 luglio e poi – dopo la sosta legata al Palio – dal 18 agosto fino a novembre sarà possibile visitare una delle meraviglie del mondo quale è il pavimento del Duomo di Siena.

Un’opera incantevole di intarsio marmoreo che ebbe inizio nel Trecento per concludersi nell’Ottocento:.
sono ben 56 le Tarsie ideate dai più grandi maestri dal Rinascimento all’età industriale: Pinturicchio, Domenico Beccafumi, Il Sassetta, Antonio Federighi, Matteo Di Giovanni, Luigi Mussini gli artisti che nel corso dei secoli hanno dato il loro contributo alla realizzazione “dell’impiantito”.

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La targa stradale del Molinlungo

Sfrecciando in macchina è quasi impossibile accorgersi di questa indicazione stradale… al massimo i piloti da Formula 1 in transito noteranno un coriandolo bianco affisso alla parete, ma niente più.
Per quando circolavano le carrozze trainate da cavalli, questa indicazione risultava visibile al cocchiere che così sapeva quale direzione pigliare per andare dove doveva andare.
Sobria, efficace, silente. E’ strano che in un mondo dove tutto viene razziato, questa targa sia ancora al proprio posto… o forse non è un caso dato che se staccata dalla parete, tutto il pericolante ammasso di ruderi del Molinlungo, potrebbe franare in un istante: effetto domino.

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Zonin cede la Fattoria di Albola

Sembra l’epilogo di grandi dinastie già scritte nei romanzi storici o in letteratura.
La famglia Zonin era proprietaria del “Pian d’Albola” di Radda in Chianti dal lontano 1979: una Fattoria di ben novecento ettari suddivisi fra boschi, case poderali, villa padronale, ben 125 ettari di vigneti – con l’altitudine media fra le più elevate del Chianti) e oliveti come si conveniva un tempo.

“Il gruppo vinicolo Zonin, che sta tentando il risanamento finanziario attraverso la strada della composizione negoziata della crisi, starebbe trattando la cessione delle cantine in Sicilia (Feudo Principi di Butera), in Puglia (Masseria Asltemura), in Oltrepò Pavese (Il Bosco), in Friuli-Venezia Giulia (Ca’ Bolani) e in Piemonte (Castello del Poggio), oltre al quartier gnerale di Gambellara (Vicenza). Resta fuori – secondo quanto si afferma sul Sole 24 Ore – Castello d’Albola in Chianti Classico, per la cui vendita sarebbe stato dato mandato al gruppo immobiliare londinese Knight Frank a un prezzo vicino a 50 milioni di euro: il compratore potrebbe essere un facoltoso amante della campagna toscana, più che un produttore vinicolo internazionale”.

Fonte: T24 – Quotidiano Economico Toscano

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Stefania Auci per “L’alba dei leoni ” a Forte dei Marmi

Oggi 22 luglio ultimo appuntamento con la rassegna “Estate tra le pagine”, promossa dalla Fondazione Villa Bertelli in collaborazione con Librerie Feltrinelli.

La scrittrice siciliana Stefania Auci presenta la sua ultima fatica letteraria “L’alba dei leoni” terzo volume sull’ascesa e caduta della dinastia della famiglia Florio.
Il libro che in ordiine cronologico è l’ultimo, ma che nella realtà è il primo perchè narra le vicende della famiglia Florio quando ancora si trovano a Bagnara in Calabria in un’esistenza costellata di terremoti, colpi di maglio e ferro forgiato, prima che Paolo e Ignazio Florio decidessero di intraprendere il commercio su mare e poi trasferirsi definitivamente a Palermo, dove iniziò la loro fortuna.

Modera l’incontro la giornalista Patrizia Groppelli presso la Villa Bertelli di Forte dei Marmi.

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“Ed io tra di voi”… il fisarmonicista al Monte dei Paschi

Lui, lei, l’altro, trinagolo fatale davanti alla filiale nel salotto del gran capitale delle riverenze, a due passi dalla neogotica sede centrale del Monte dei Paschi, realizzazione ottocentesca dei tempi della “Triplice Alleanza” dall’architetto Giuseppe Partini.
Son quelle poche note che ai distratti passanti affogati nei telefoni e in altri mondi ai più sfuggono: una delle canzoni più famose e malinconiche di Charles Aznavour e della sua inconfondibile voce.

Non ha prezzo il dono che i i musicisti di strada regalano improvvisamente, mescolando note al quotidiano frusciare dei pensieri passanti, di fatto distraendolo.
Non ha prezzo, ma apprezzare e cogliere questi piccoli frutti maturi della vita, serve quasi quanto respirare.

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Brocchi 1815, bottega dal Congresso di Vienna

Quando le potenze europee coalizzate sconfissero Napoleone, si riunirono per ridisegnare gli equilibri europei e coloniali in quello che è rimasto nella storia come “Il Congresso di Vienna”, esempio massimo di restaurazione che aboliva le Repubbliche preesistenti e installava le ganasce monarchiche anche dove non vi erano (stile Venezia).

In quel 1815 in via del Porrione a Siena nasceva in epoca lorenese la Bottega Brocchi, specializzata nella lavorazione del rame, del ferro e in manufatti artistici.
Quella bottega ottocentesca è rimasta pressochè intatta e attiva fino ai giorni nostri attraverso due secoli ed eredi della famiglia Brocchi che si sono succeduti nel battere il ferro con arte nel territorio della Contrada della Torre.
Laura e Alessandro Brocchi sono gli attuali conduttori del laboratorio artigiano, recentmenti premiati a Roma per la longevità della loro attività.
Ma Laura Brocchi non è solo una grande artista del ferro… occorre ricordare la bellezza del Palio che ha dipinto in occasione del 2 luglio 2017.

Una Madonna con gli occhi di mamma e le araldiche metalliche delle Contrade che correvano quel Palio… piccole mani tenaci.

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Berardenga, orizzonte girasoli della Chigiana

Quando le frontiere della mente e le distanze conosciute erano il tratto che porta da podere a podere o al massimo alla strada grande che conduce alla fattoria, il contadino privo di tanti strumenti conoscitivi che non siano, il sole, il buio e lo scorrere delle stagioni, si è riprodotto per secoli in queste lande senza avere due righe nelle pagine dei libri di storia.
La storia la facevano preti ma soprattutto vescovi e cardinali, secondogeniti dei possidenti intonacati per tradizione e duchi, marchesi, baroni… rari professionisti che piano, piano rosicchiavano terreno.
Le fortune si accumulavano o perdevano al tavolo dal gioco, sul panno del biliardo, nelle lenzuola di un caldo profumo di colonia o nelle tortuosità della mente, perchè i ricchi – avendo sempre avuto troppo tempo per pensare – riducono il cervello in poltiglia.
Chi non ha mai avuto tempo per pensare ha sempre goduto di ottima salute per lavorare senza porsi tanti pensieri: quando il tempo è arrivato, se impiegato nella costante ricerca del fuoco fatuo di una ricchezza inseguita, ostentata, sembpre bramata comunque sia o venisse, ha bruciato i suoi anni migliori senza avere uno sguardo verso luoghi belllissimi che aprono la mente e sentimenti di modestia al loro cospetto.

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Monte San Savino, cena della vittoria di Castiglia

“La notte del conte Baldovino” è una rievocazione storica che riposta il paese alla metà del XVI Secolo in una sfida fra i quattro quartieri in onore di Baldovino – feudatario di Monte San Savino – fratello di Papa Giulio III (che da cardinale fu dato come ostaggio all’Imperatore Carlo V nel sacco di Roma e che da Papa fu un discreto persecutore di ebrei, tranne quelli che aveva scelto come medici personali).

Castiglia, Porticciolo Guglielmi, San Giovanni e Jalta i quartieri che si sfidano nel tiro alla fune, in una gara culinaria, nel gioco della palla con il bracciale e nella caccia (una versione di calcio storico fiorentino).
Dal lontano 2012 questa sfida fra i quartieri si ripete e stavolta ha vinto Castiglia che si è aggiudicata la “Targa del Monte” e l’onore di riempire piazza di fronte a Sant’Agostino con fini apparecchiature e pietanze per ben 160 persone.
La serata finisce con la discoteca che con la rievocazione di Baldovino c’entra il giusto… ma i ragazzi si devono pur divertire – solita frase usata a coperta di quanto c’è da fare per rimettere a posto la mattina dopo… -.

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