Il diserbante di Vagliagli

Per mantenere lo status di Bandiera Arancione, nella Berardenga si danno non poco da fare per irrorare campi e vigne di diserbante, in modo tale che l’erba diventi arancione e tenga ben alta la bandiera del rispetto della natura facendo le cose per bene.
Anche arrivando a Vagliagli, rette parallele arancioni accolgono i visitatori con quel tocco di pop -art di cui la terra farebbe volentieri a meno.

Pubblicato in andrà tutto bene, Berardenga, Cartoline dalla Berardenga, Etruscany, Federica, Fotografie 2026, italians, La Porta di..... | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Il cuoco di plastica e l’Ufficio dell’Ornato

Quando nella Siena del Quattrocento esisteva l’Ufficio dell’Ornato, esso si occupava del decoro e della pulizia della città oltre a dettare i criteri di costruzione e mantenimento degli edifici affinchè chiunque si trovasse a passare avrebbe potuto trovare un centro abitato pulito, pieno di grazia e di stile.
Ciò che nei secoli è stato costruito è sotto gli occhi di tutti ed è uno dei motivi che rende Siena una delle città più affascinanti del mondo.

Ma il turismo è un’industria pesante e ciò che secoli hanno levigato e ingentilito, si trova a dover fare i conti con il fenomeno delle orde in bermuda che da una città storica si aspettano alcune belle foto di rito in uno dei luoghi più caratteristici per poi passare a cose ben più sazianti per lo stomaco e non per lo spirito.

In una zona come San Domenico dove si scorge tutta la città stesa di fronte composta dal rosso tipico dei mattoni, coppi e tegole coperti di licheni bianchi e gialli, campanili che sovrastano gli edifici e dal bianco massiccio e cangiante del Duomo, quel pupazzone di plastica a forma di cuoco che regge un calice di bevanda arancione e una lavagnetta con su scritto “Oggi fiorentina”, è un po’ sgranato dal contesto di un sito Unesco.

Difficile anche per un villeggiante che viene da lontano non capire che nella piaggia posta sotto la Basilica di San Domenico, si mangia in tre modi diversi in quei tre capanni/dehor che strabordano dalla porta dei locali verso l’esterno.

Quel cuoco di plastica con Siena distesa alla sue spalle non fornisce la superflua indicazione che poco distante c’è modo di riempirsi il corpo, ma l’indicazione che a Siena il vecchio Ufficio dell’Ornato non esiste più da anni. Fonte: Il Cittadino.

Pubblicato in andrà tutto bene, Arte e curtura, Etruscany, Fotografie 2026, italians, La Porta di..... | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il cipresso solitario delle Crete Senesi

La “Sindrome di San Guido” declamata da Carducci nella celebre poesia ha fatto più danni paesaggistici in Toscana di cento zone industriali messe insieme.
Non che il cipresso non sia una nobile pianta (ma a Roma lo chiamano l’albero pizzuto e fanno scongiuri perchè è un sinonimo di cimitero) ma perchè piantato fitto per emulare viali raccontati nelle prose del poeta premio Nobel per la letteratura, si svilisce ciò che il cipresso rappresenta: un confine tra proprietà, un punto di riferimento, una guarnizione a un edificio di pregio… un tocco unico e solitario di verde sublime che si alza in cielo in mezzo all’ondulazione della terra lavorata nelle Crete Senesi.

Pubblicato in andrà tutto bene, Arte e curtura, Etruscany, Federica, Fotografie 2026, italians, romanticamente | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il monumentale Albero di Giuda a Felsina

Una cartolina del 1903 spedita ad un amico dal conte Busatti proprietario di Felsina, mostrava un esile cedro, timoroso al cospetto dell’edificio a cui si trovava davanti.

Centoventi anni dopo l’esile cedro è diventato una pianta imponente e monumentale, ma a fargli compagnia spuntano i fiori vivaci di un’altra pianta notevole che gli sta accanto.
Per chi arriva nella Berardenga dal Chianti, è quasi impossibile non notare in tanto verde questa bordata fucsia del maestoso Albero di Giuda.
Arrivando a Felsina c’è sempre il cancello accoglientemente aperto, la possibilità di sedersi, gustare le roselline gialle, i giaggioli, il glicine, una cura cardiologica dei particolari.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Federica, Fotografie 2026, romanticamente | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il grande stemma dei Ricasoli fra i ruderi di Molinlungo

Un grande stemma ottocentesco in rilievo su pietra serena posto su quella che dà l’idea di essere una finestra tamponata a calce e mattoni sull’edificio più antico di quel cumulo di macerie, edera e vitalbe che è il villaggio fantasma di Molinlungo, posto all’intersezione delle strade che portano a Gaiole o a Radda in Chianti.
Il fiero leone rampante della famiglia Ricasoli (nel 1800 proprietaria di Molinlungo fino al 1968) ha il forte impatto nel ricordare il dominio assoluto del territorio da parte della famiglia fiorentina, ma anche la cura maniacale che essa prevedeva in fatto di edifici per la trasformazione, canali di raccolta delle acque e fontini per l’acqua potabile, coltivazioni e le case per i mezzadri efficenti e salubri.
Questa foto andrà conservata gelosamente dato che l’edificio che ospita lo stemma Ricasoli è pericolante assai… un po’ come tutto il resto.

Pubblicato in andrà tutto bene, Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2026, italians, La Porta di..... | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il paradiso della Berardenga

Un sincero profumo di miele, il volto sereno di una minuta donna abbronzata, ironica e tagliente.

Lo sguardo è un tizzolo di fuoco, gesti di piccole mani piccine, il fuolard melanzana al collo per i colpi di vento improvvisi, il sorriso accennato di chi sa di essere bella, ma aspetta di risentirselo dire affinchè gli occhi si illuminino di rondine.

Sarebbe da naufragare all’infinito in questo mare agricolo composto da sulla e colza mescolate: in lettura o in contemplazione, lasciarsi dondolare nel profumo di miele… nocciola e pistacchio.
Podere Scalia, poco dopo la Pieve di Pacina, Castelnuovo Berardenga.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Federica, Fotografie 2026, persone, romanticamente | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

“Le mani e la mente”, il libro del dottor Giuseppe Oliveri

La giornalista Giulia Maestrini (che ha collaborato alla stesura del libro), Domenica Stagno nel suo ruolo di Assessore alla Cultura del comune di Castelnuovo Berardenga, il dottor Giuseppe Oliveri ex primario di neurochirurgia dell’Ospedale Le Scotte di Siena.

Se c’è una persona che ha dato lustro e gloria alla professione medica questo è il dottor Oliveri: per chi ha avuto occasione di conoscerlo in corsia, non servono ulteriori parole.
La sua straordinaria esperienza umana e professionale è racchiusa in un prezioso libro pubblicato dalle Edizioni Helicon ed è stato presentato presso l’Auditorium della Villa Chigi Saracini.
Un difensore ironico, appassionato e accanito del ruolo della sanità pubblica in Italia (che a più riprese è stata servita ai privati su piatti d’argento) una vita da chirurgo con oltre ventimila interventi all’attivo, lontano dalla ribalta e dalla mondanità.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Federica, Fotografie 2026, libri, persone | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Una futura enoteca griffata nella villa Chigi Saracini?

Con il vento di grecale giungono rumors dalla cresta di un poggio le cui pendici orientali acquapendono nell’Arbia e riguardano una bella fetta di futuro della Villa Chigi Saracini che quattro mesi fa ha avuto il pregio di diventare Pubblica grazie all’acquisto da parte del Comune di Castelnuovo Berardenga.
Parafrasando un vecchio detto che ha spunto dal tiro di un paio di bovi e aggiornandolo ai tempi nostri dove la gastronomia è il volano che smuove le sorti del mondo, pare che la Villa da soggiorno di assioli, scoiattoli – nel parco – e ragnatele – negli edifici – abbia un futuro prossimo da enoteca gestita da una nota struttura ricettiva costellata di stelle e di ampi terrazzamenti divelti per fare vigneti intensivi… buona parte con rette parallele arancioni sotto i filari.
L’idea non è proprio originale e neanche molto sinistra se il tutto dovesse ruotare intorno all’ennesima raccolta dei vini di zona (che già ogni azienda offre al villeggiante di passaggio) e a una ennesima ristorazione.

Anche una futura cucina griffata e stellata non sarebbe un qualcosa di originale a fronte di un territorio che già offre una vasta opportunità di tavoli imbanditi.
Affidare alle stelle una parte rilevante della Villa Chigi Saracini suona più o meno come un nuovo resort esclusivo… stavolta in un edificio pubblico.
E’ chiaro che della Villa dovrà pur esserne fatto qualcosa – oltre a ospitare i nidi di rondine – ma da questi rumors che giungono da oltr’Arbia si ha la sensazione che le mura e i cancelli rimangano ancora a far da protezione al tintinnar di cristalli e tartine di caviale.

Pubblicato in andrà tutto bene, Berardenga, Etruscany, Federica, Fotografie 2026, italians, La Porta di..... | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

La Lega del Chianti celebra il re dei sottaceti

Non si mondano le nespole: sabato 18 aprile, alle ore 15, la Lega del Chianti celebrerà le Solenni Investiture dei nuovi Legati e Dame nella Basilica di Santo Spirito a Firenze, con l’ingresso di oltre 40 nuovi Legati e Dame: uomini e donne disposti ad impegnarsi pubblicamente (attraverso l’antico Rito d’Investitura) aproteggere e valorizzare la Terra del Chianti, nel rispetto dell’uomo e del Creato”, come recita la formula della “Promessa” degli Investendi.

Non sono i figuranti del calcio storico, nè una rappresentazione di un racconto di Italo Calvino, nè un rifacimento del film “In nome del Papa Re”.

Si tratta del Capitolo Annuale della Lega del Chianti, che si svolge a Firenze, per il rituale della Messa delle Investiture dei nuovi adepti con una damigiana d’acqua santa sparsa con una botte per i trattamenti.

Una bella cantata dell’Arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli, un poca di musica da camera offerta dall’orchestra di Greve non in Chianti, ancora qualche rosario e poi tutti a cenare al mitico Harry’s Bar The Garden dove allieterà con la sua presenza Sua Altezza Reale Emanuele Filiberto re degli acetelli.
Il ricavato della cena evento sarà corrisposto alla Casa di Riposo di Gaiole in Chianti, i cui nonni e nonne, dopo una solenne indigestione di Ave Marie, partiranno per una breve vacanza verso il Casinò di Montecarlo.

Pubblicato in andrà tutto bene, Chianti Storico, Etruscany, italians, La Porta di..... | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Clivia, il fiore della Teresa

Una pianta che la Teresa teneva sempre sulle scale e poi riponeva delicatamente in garage appena si era innanzi ai primi tormenti invernali.
In questi giorni la clivia della Teresa è nel massimo del suo splendore e fioritura, dolce ricordo di chi la assisteva, esempio di un grande cuore di mamma che si prende cura di tutto il mondo che la circonda.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2026, La porta di Vertine, persone, romanticamente | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento