La bellezza delle vecchie insegne

Siamo abituati alle vetrine sgargianti e alle insegne luminose di ogni tipo ed intensità, ma poi, quando capita di incrociare insegne retrò di metallo dipinto o di marmo inciso, non si può fare a meno di ammirarne la bellezza e quanto non stonino nei tanti centri storici in cui si trovano ancora posizionate.

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Il nido di filo bianco sul trebbiano

La perfezione di un nido delicatamente edificato su un capo e razzolo di trebbiano, con alcuni rametti intrecciati con quel filo bianco che nelle vigne vecchie sovente veniva usato per contenere i tralci delle viti quando le piante sono in piena vegetazione.

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Le quattro stagioni della Berardenga

Una lenzuolata di 134 foto che parla di un territorio sulla carta con la forma di farfalla, sospeso a metà fra la umile rusticità del Chianti e la fiaba poetica ondulata delle Crete Senesi, un incontro fra due mondi fisicamente diversi uniti in armonia da una trama di seta con i colori delle stagioni di ardente bellezza.
Una serie di eleganti ville edificate dalla nobiltà o borghesia gaudente, ex conventi come Pacina e Abbadia Monastero, la Certosa di Pontignano, Villa a Sesta, San Gusmè, Sestano, San Felice, Vagliagli e tanto altro girando in connubio alla ricerca del pecorino più saporito e del vino più pregiato: Felsina, Castell’in Villa, la gloriosa Pagliarese, Pacina, Le Boncie, Geggiano, Querciavalle, le carni e gli affettati della macelleria Pini di Castelnuovo e della macelleria Rapaccini di Ponte a Bozzone, il gelato di Pit Stop al Bacio.

Si gira riempiondosi gli occhi con armonia di spezie, giaggioli e rondini cardiache.

La bellezza grida tra le montagne
tra un battito d’ali e un ruggito di leoni.
La bellezza sorge da oriente con l’alba
si sporge sulla terra dalle finestre del tramonto
arriva sulle colline con la primavera
danza con le foglie d’autunno
e con un soffio di neve tra i capelli.

Kahlil Gibran

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I bagni all’isola d’Elba del cinghiale del Chianti

Finita l’ultimo giorno di gennaio la caccia ai suoi simili e conscio dell’importanza di non averci rimesso la buccia e di suscitare tante discussioni per le problematiche che nel Chianti regala agli agricoltori, passionisti di orto, cercatori di funghi, automobilisti che ogni tanto prendono di mira sulle lamiere nelle scorribande notturne, il comandante in capo degli ungulati chiantigiani, si gode una meritata vacanza, soggiornando in un famoso e stellato resort quattro stelle dell’isola d’Elba, dove, oltre a bagni mattutini e ginnastica rigenerante si gode la bontà di ottimi sformati di pane e granturco cucinati da un grande cuoco di fama.

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Ed è subito sera

Basta un nido di tepore e le giornate che acquistano luce con i conseguenti lavori di rinnovo sulle piante da vino, da olio, da frutto e da orto per tirare un’immaginaria riga sull’inverno e trascorrere felicemente ore nella libera – e quella si onorevole- fatica della campagna.

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Il materasso del ponte di Meleto

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L’arte dell’uomo zozzo contempla l’avvolgimento di un materasso rosa da dure battaglie e il deposito come se fosse una cosa normale presso una piazzola, perchè lo zozzo ritiene che gettare i rifiuti nei boschi non va bene, mentre lasciarli ai bordi della strada va incontro alle esigenze pratiche di chi deve rimuoverli. A suo comodo, ogni zozzo è un’ambientalista.

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La gabella del parcheggio all’ospedale di Siena

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Il consigliere comunale del PD, Simone Vigni, esce con un comunicato in cui afferma che: “Il parcheggio gratuito all’ospedale di Siena, sarà possibile solo se sostenibile“.

Faccio notare al consigliere comunale Simone Vigni che di norma si va all’ospedale non per una serata conviviale fra amici o ad assistere ad uno spettacolo teatrale, cinematografico, o un concerto, dove il posteggio della macchina rimane il minore dei problemi.
Andare all’ospedale significa sottoporsi ad un accertamento, una visita ad un amico o a un parente ricoverati, ritirare un referto ecc, cosa sostanzialmente ben diversa da un momento ludico e piacevole.
Si ha come la sensazione, con questo intervento che si vogliano mettere le mani avanti e ridurre la questione solo a problemi di bilancio per lasciare le cose come stanno, senza uno sforzo e un ragionamento politico per venire incontro alle esigenze dei cittadini, che in quanto tali non sono consumatori, ma beneficiari di un servizio pubblico.
Dovrebbe essere la politica a scegliere e dare l’indirizzo, non la finanza, ricaricando i costi sui cittadini.
Non credo dovrebbe essere un tema incomprensibile per un militante che appartiene ad un partito di sinistra.
All’ospedale di Grosseto c’è un ampio parcheggio gratuito e mi pare che solo una piccola porzione a pagamento.
Chi va all’ospedale, per orari dei mezzi pubblici e per l’inconveniente di portare persone con difficoltà motorie, non può esimersi dall’utilizzo del mezzo proprio, oppure i tempi di rientro devono essere tali da non poter perdere l’intera giornata di lavoro, quindi affermare che: ” Rendere gratuiti i posteggi all’ospedale disincentiva l’utilizzo del mezzo pubblico” pare una forzatura. Una curiosità: ma quanti sono i dipendenti di Siena Parcheggi?

Fonte: Il Cittadino

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