Furti e danni al cimitero di Vertine

C’è chi regolarmente passa dal cimitero per innaffiare i fiori sulle tombe di tutti e gli è bastato un solo colpo d’occhio per notare quanto era stato provato a mascherare mettendo dei piccoli vasi al posto degli arredi metallici che sono stati sradicati con forza dalle pietre.
Sono scomparsi vasi metallici e lampade, sono scomparse fioriere a incasso, una croce, una cornice di fotografia, due cippi di pietra sono stati danneggiati, il riposo di quanti giacciono al cimitero di Vertine è stato violato per mettere insieme qualche chilo di metallo neanche tanto pregiato, ma prezioso perchè messo per contenere un fiore del ricordo.
Chiunque ha un parente o un conoscente in quel punto quieto e panoramico ha l’animo straziato per il feroce danno compiuto a chi non può difendersi in un luogo sacro dedicato alla memoria, agli affetti, al riposo di persone che niente hanno preso e tanto hanno dato.
Della vicenda è stata informata sia l’autorità civile che giudiziaria. Fonte: Il Cittadino.

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Una cassetta di “Bibite Le Fate di Poggibonsi”

Ogni tanto rispunta qualche cimelio storico e questa cassetta di plastica risale probabilmente agli ann’70 quando le bottiglie erano di vetro e il vuoto era a rendere.
Spume, cedrate, chinotti, gingerini artigianali come ogni fonte di acqua minerale era a suo modo capace di interpretare in anni nei quali accontentarsi era la normalità.

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Sole rosso tramonto su Radda nel Chianti

Da secoli ci si guarda dritti negli occhi e molti a Radda non sanno che quasi ogni sera c’è chi si muove – o resta in attesa – che la luce del giorno vada a dormire dietro la sagoma familiare e cara dell’abitato storico di Radda.
Tutto in luce si ritira tranne ciò che è illuminato dalla palla rossa del fuoco del sole che delinea il gusto e la capacità nel costruire degli antenati.
E’ sempre caro vedere quel miracolo naturale del giorno passato e il successivo panno di seta tenebrosa che manda Radda a cena e poi a dormire.

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Gaiole: i continui rattoppi dell’Acquedotto del Fiora

Operando in campagna tra potature di piante e taglio dell’erba, un paio di calzoni è soggetto a urti e sforzi trancianti che producono logorio e strappi.
Per fortuna esistono ancora alcune – rare – signore che con la loro arte di cucito riescono a tappare falle e mettere toppe che in quei calzoni si producono facedno.
Ma quando il paio di calzoni hanno la tela ridotta e usurata, anche la loro opera di rattoppo si vanifica perchè non c’è stoffa su cui poggiarsi.
Lo stesso accade ciclicamente – prima a periodi settimanali, ora addirittura di giorni – alle vecchie conduttore metalliche che portano l’acqua nella lunga e abitata zona residenziale di via Leonardo da Vinci a Gaiole.
Sempre più fitti cali di portata che ai secondi piani si riducono a un pisciolino perchè la condotta principale non ha più tela su cui ricucire.
Quindi – a distanza di pochi giorni – si tura una falla e a breve se ne apre un’altra, con un nuovo dispiego di forze: personale, scavatori meccanici, cerniere sul tubo, fllusso normale dell’acqua per qualche giorno e poi – a breve – un nuovo strappo nei calzoni, ovvero nella conduttora logora e stremata.
Oltre allo sforzo di personale e mezzi nel medesimo posto, ne consegue che la via sia un continuo scavo e una contiuna toppa d’asfalto posticcio – tra alti e bassi – sulla via pubblica.
In campagna si è usi affrontare a muso duro il problema cercandone l’origine, distillando soluzioni a breve…rapide, efficaci, risollutive, per non perdere energie e essere risolutivi al problema.
I manager probabilmente sono addestrati in altra maniera, ma tornando alle scuole elementari quando c’era da ricercare la risoluzione a un problema posto dal maestro: “Ha più senso venire ogni quattro giorni a scavare il terreno, trovare la falla, sanarla, richiudere la buca e rimettere l’asfalto o cambiare l’intera tubazione e levarsi la grana?”.

Certo che il cambio di una tubazione per un centinaio di metri ha dei costi, ma riparare ogni settimana una perdita sulla stessa – logora – conduttura, porta benefici?

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Gianmaria Vassallo a Vertine per il Chiantifestival

Una fresca serata in piazza della Chiesa, con di sguincio una luna che si sveglia rosata – si alza – e diventa un neon perfettamente rotondo.
Direttamente dal solco che generò il pensiero di Carlo Conti, Leonardo Pieraccioni, Giorgio Panariello e co.di cui la signora Franca Ciampi ebbe un po’ da ridire, ecco arrivare per il Chiantifestival a Vertine un folletto che conosce tutte le sfumature del vernacolo toscano partendo dalla costa fino ad arrivare ad Arezzo con il suo singolare linguaggio.
Cose già sentite che sembra vengono dai ricordi di famiglia e l’abilità di sfornare al momento gag legate a chi arriva, commenta o risponde al telefono: “Si chi sei… ah… no si qui in piazza a sentire uno spettacolo, ci si sente domani”.

Bravo chitarrista e bella voce,, fantasioso stornellatore di testi suoi, ottima parlantina, fantasia, colpo d’occhio e velocità di esecuzione… chissà che un giorno non diventi Presidente della Regione.

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Occhio al resto tra via Montanini e Camollia!

C’è una signora che tra i vari utensili vende i portacenere – ma essendo per gli altri – indirizza le sue cicche gustate sulla soglia del negozio proprio nel mezzo delle lastre di pregiata via.
Nei giorni del PAlio capita di voler ampliare la propria collezione dei ricordi con la cartolina della Contrada vincente e fra le 17 esposte al politico prezzo di un Euro, a fronte di un biglietto da dieci il negoziante incassi la banconota e dica: “Siamo a posto così”.

Succede che a fronte di uuna psesa di 7,10 Euro si risponda con due banconote da cinque e alla richiesta dei dieci centesimini si metta mano alla sporta degli spicciolli mettendoli sul banco e ricevendo indietro lo scontrino senza il resto, ma ottenendo in cambio “una buona giornata”.
Succede anche che per pochi spiccioli non si abbia voglia di obiettare, certi del fatto che quelle monete di resto saranno il pedaggio pagato per non rimettere mai più piede in quelle attività.
Le telecamere a circuito chiuso servono anche a certificare questo. Fonte: Il Cittadino.

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Berardenga: “Attenzione api che bevono!”

Esistini delle dettagliate mappe a livello nazionale sull’esatta dislocazione dei fontanelli dell’acqua pubblica, realizzate per ricordare l’importanza di questo pregiato liquido dissetante offerto gratuitamente a chi ha sete.

A seconda dei luoghi vengono chiamata con nomi diversi: “nasoni, vedovelle, pompine, fontini, ecc.”.
La loro forma con la vaschetta di raccolta alla base non è un caso perchè in essa si racchiude l’entità pubblica dell’oggetto: acqua fresca e potabile per gli umani, con la ciotola al livello del suolo adibita a far dissetare cani, gatti, animali domestici o selvatici… insetti utili e laboriosi come le api.

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Il piccolo museo contadino di Villa a Sesta

C’è una stanzina dove il tempo pare essersi fermato a un’epoca nella quale il manuale metteva in azione il celebrale affinchè i movimenti fossero contenuti all’essenziale per evitare gli sforzi inutili, affinchè la praticità combaciasse persino con una certa eleganza.

Fabbri e falegnami erano i signori dell’artigianato che produceva oggetti di uso quotidiano dal mobile al manico della zappa, dalla padella alla ruota del carro.

Non è passato poi neanche tanto da un’epoca in cui gli oggetti si tenevano di conto e si riparavano, le mezzine e i paioli erano per l’acqua, le damigiane per il vino, le lavagne erano a gesso e anche se nelle aule non arrivava la corrente, le lezioni si potevano tenere lo stesso.

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Vertine, la cena della paella

A Vertine è sceso un Angelo che con la sua sapienza e conoscenza si è messo all’opera con pazienza e calando in qelle strane larghe padelle dal bordo non tanto alto, tutto quell’insieme di ingredienti con un ordine e una cottura ben definita.
Il risultato finale è stato un profumo che avvolgeva il paese come uno scialle di seta e dopo quella cromatografia di crostini messi in atto e ideati dalla fantasia coreografica di Daniela e dopo aver fatto onore alla sua piacevolissima sangria, si è finiti nuovamente con le gambe sotto ai tavoli in una serata, fresca, piacevole, bella come sono le serate a cena a Vertine muniti di golfino e con la solita tanta voglia di stare insieme per condividere quello che c’è.
La cena spagnola è stata un grandissimo successo, ma non c’entra la recente vittoria della Spagna ai Mondiali di calcio, la cena era già in cantiere da molto prima.

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Vertine, allerta meteo arancione

Non c’è bisogno di consultare compulsamente i vari Lamma, 3BMeteo o il Meteo.it per sapere che tempo farà a Vertine, ogni mattina basta vedere quale cappello indosserà Pasqualino per sapere se pioverà, sarà nuvoloso o ci sarà il sole.
Oggi siamo in piena allerta meteo arancione e infatti questa mattina Pasqualino (oltre alla solita fascia da sindaco) indossa un cappello arancione che indica temporali forti e rischio idrogeologico e grandinate.

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