Il compleanno di Bernardo Bertolucci: ciak in Terra di Siena

Il 16 marzo, sarebbe stato il compleanno del regista Bernardo Bertolucci, che ha lasciato impronte di se fra il Chianti e la Berardenga, girando, nel 1996 il film “Io ballo da sola”, ambientandolo in luoghi bellissimi e resi immortali dalle sue scene.
Il Centro Guide Siena, ha organizzato, in quella giornata, a ricordo del suo anniversario e a pochi mesi dalla scomparsa, un giro nei luoghi del film, arrivando, a piedi, al magnifico casale di Podernovi, a breve distanza dal castello di Brolio (che imponente, rimane sullo sfondo) alla ricerca dei fotogrammi della pellicola.
Poco più avanti, fino all’immenso leccione (due piante avvolte su se stesse che sembrano una) la parte più emozionante.
Di un bacio nel film, fra le sensazioni che quella pianta unica e solitaria, immersa fra i filari di viti, provoca e coinvolge, stando sotto la sua ombra, stando sotto la sua grande e ossigenante chioma.
Qui, oltre ad illustrare la varietà e la storia di questa sempre verde, sono stati letti dei passi del libro “Appetiti estremi” di Stefania Pianigiani e Sabrina Somigli.
Il giro termina alla Villa di Geggiano ( dove nel film si è svolta una festa nel giardino) dove tutto parla di Ranuccio Bianchi Bandinelli, archeologo di fama mondiale, discendente di una delle famiglie più importanti di Siena, folgorato dalla politica, tanto da donare gran parte delle sue terre ai mezzadri, che formarono una cooperativa.
La Villa è intatta, dal rifacimento di un casolare nel 1768, gli arredi unici e originali, la cura e la conservazione portano via risorse e giorni ai nipoti di Ranuccio, Alessandro e Andrea Boscu, che si occupano anche di produzione di un vino famoso e pregiato.
Il parco, con il giardino e un teatro, i luoghi più emozionali e caratteristici: un viale di cipressi conduce all’ingresso, siepi di alloro e di bosso conducono al teatro.
Tutto il giardino è cinto di mura, con sei cancelli, con pilastri coronati di vasi e statue, il volto arioso di Bianca Boscu, conduce il visitatore alla scoperta di una bellezza, in cui ogni sasso è coperto di storia.
Fonte: Il Cittadino

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2019 | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

La cicogna Francigena

Flying stork with baby

Tanti anni di volo e leggeri, ma continui, attacchi di sciatica alare, a quel tempo, rendevano precario il riposo della cicogna Francigena, che prediligeva il calduccio del nido, piuttosto che alzarsi in volo a qualsiasi ora per fare le consegne di pargoli a domicilio.
Le bolle di consegna di quella mattina, sono state in parte danneggiate da una goccia di grondaia non riparata,  che, metodica,  finiva proprio sullo scaffale ad angoliera nel grande salone dell’archivio centrale, in carico alla Beppa, la cicogna archivista capo che non ha mai brillato per immolarsi nei suoi compiti.
In quel tempo, direttore d’orchestra era Emilio Colombo, cugino primo del famoso tenente delle serie televisive e anche lui volatile di lungo corso.
Il compito affidato all’esperta cicogna Francigena, prevedeva la consegna per l’ora di pranzo di una pargoletta bionda, avvolta in un gran fiocco turchese, presso una famiglia che in quel periodo abitava sulla seconda montagna più alta del mondo: il Karakorum.
Dal campo base, la partenza fu all’alba, il freddo pungente, la bambina che si agitava tanto nel tovagliolo avvolto al becco per guardare i paesaggi e fissarne i contorni, con la stabilità del volo che ne risentiva, mentre la sciatica pizzicava e l’appannamento degli occhiali di volo per vampate di nebbia improvvisa, la fecero quasi andare a sbattere sul crocione di ferro in vetta all’Amiata.
Con suo grande terrore per il pericolo corso e il rischio di incolumità del carico, fecero maturare alla cicogna Francigena uno stratagemma degno di Archimede.
Su una montagna, sia pur diversa, si trovava. Poco distante, ascendeva il profumo di un sontuoso ripieno di tortelli.

Il nome della località o della via, assomigliava molto a quello del luogo di consegna e difatti, la famiglia a cui venne consegnata la gioia, rimase stordita di felicità e carezze sempre in essere.
Francigena, manomise quel tanto che bastava i piani di volo nel registro aereonautico; le bolle di consegna, vennero frettolosamente archiviate, ma, per sicurezza,  un buco con il becco, nella grondaia sopra l’archivio lo fece, facendosi poi assegnare un lavorio sedentario presso l’ufficio protocollo, a poca distanza dal suo nido.

Pubblicato in persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

La Stuzzicheria di mare di Livorno

Da un’antica famiglia di pescatori, con un piccolo negozio in auge da più di sessant’anni, poi diventato un locale dove si può acquistare il pesce, mangiarlo, cotto all’istante, portarlo via ben caldo o gustare un cartoccio al sole delle panchine.

Il pesce arriva ogni giorno dal mercato o dalle cooperative dei pescatori, all’ingresso ci sono i ponci pronti per essere scaldati e aggiunti di caffè, poco più avanti il banco delle meraviglie con una scelta di pesce da friggere all’istante o sulla piastra e dei piatti già pronti che sono una delizia.

Le alici, le sogliole, i naselli, tutti i pesci da cacciucco, la frittura di paranza, i polpi, le seppie e lo stoccafisso. Un altro prodotto di produzione propria sono le acciughe sotto sale (“acciughe alla povera”), rigorosamente nostrali ed inoltre, triglie alla livornese, cacciucco, baccalà sotto pesto. Il da fare non manca.

Pubblicato in Arte e curtura, cose buone dal mondo, Federica, Fotografie 2019, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Renato Ferretti mostra alla Sala Rosa dell’Università

I galli etruschi di Renato Ferretti si sono appollaiati prima a Palazzo Patrizi di Siena e poi al Palazzo del Pegaso di Firenze, ambedue con grande affluenza di pubblico.
Sono ritornati a Siena, e si trovano nella sala Rosa dell’Università in piazzetta Silvio Gigli, e sono collocati fra altari, cappelle laterali, mensole religiose, mentre giovani studenti universitari, in questa aula a uso studio e lettura, alzano spesso la testa per cogliere gli impercettibili movimenti del gallo o del cavallo con la criniera a spazzola.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2017, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

La vigna con le viti di tre metri di Italia – Germania 4 a 3

Uno scasso fatto con il ripper che di fronte allo scoglio si alzava dal suolo, ma di fronte al galestro, pareva un campione, però, soprattutto le mine, che frantumanvano le masse di sasso, avevano un effetto più efficente e dirompente.
Venne piantata nel giorno di Italia – Germania 4 a 3 dei mondiali del Messico ’70, quando c’era Ferruccio Valcareggi in  panca e il dibattito era fra meglio Rivera o Mazzola, mentre Riva e Boninsegna, con Anastasi, segnavano a valanga e Burgnich martellava le gambe degli attaccanti avversari. in questa vigna venivano innestate, sopra le barbatelle di vite americana, le varie marze raccolte fra le vigne vicine di più ampio tempo.
E ora le viti, nate con il secondo posto ai mondiali, subiti da una trona micidiale come un colpo di testa di Pelè, hanno una linea di oltre tre metri, tanti razzoli a due occhi e una forza tremenda che porta a riempire a volte un paniere, a volte, una cassetta a vite.

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, fare vino, Fotografie 2019, La porta di Vertine, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Gropina e la pieve di San Pietro

Sopra le nuvole c’è sempre un sole che splende. E’ questa la sensazione che offre la quiete della pieve di Gropina, piccolo borgo dell’aretino, poco distante da Loro Ciuffenna.

L’edificio è riconosciuto, per la sua importanza storico-etnografica, come monumento nazionale e il posteggio poco distante, permette di visitare il borgo senza l’incastro di motori in mezzo alle prospettive delle foto.

“Krupina”il nome originario etrusco che si può tradurre con popolo, abitato, paese. Gli etruschi avevano a lungo abitato questi luoghi, al riparo delle zone alluvionali e paludose, quindi malsane, che venivano a crearsi.

La leggenda popolare colloca qui un tempio pagano dedicato alla dea della caccia Diana.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2019 | Contrassegnato , , , , , , , | 1 commento

Il cielo a rete della Toscana

Queste immagini sono il cielo della Toscana dal punto di vista dei bambini; la loro modica altezza infatti non permette di scavalcare gli ostacoli che si antepongono alla libertà di gustare il paesaggio,  se non scavalcandoli con una forte immaginazione.
Certa ottusità amministrativa, (a livello regionale) che decanta e rivende suggestioni nel mondo di questa idilliaca terra trovata e realizzata da lungimiranti artisti dell’aratro, del pennello, come dell’architettura, come si vede, ha già trovato la tavola apparecchiata.
Le reti che proteggono i panorami dagli assalti dei bisonti, sono il nostro contemporaneo monumento alla sonnollenza nell’affrontare i problemi all’origine.

Pubblicato in Berardenga, Chianti Storico, Etruscany, Federica, Fotografie 2019, italians, La porta di Vertine, La Porta di....., Porcate | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento