Staggia: cerbiatta incastrata in una ringhiera e liberata dai Vigili del Fuoco

staggia, cerbiatta incastrata nella ringhiera e liberata dai vigili del fuoco

Calda notte d’estate, il silenzio rotto da lamenti che non riesco a decifrare, rumori metallici, soltanto i cani del vicinato si scambiano l’allarme abbaiando.

Mi alzo, vado in terrazza per capire cosa stia succedendo, percepisco la fonte ma non riesco a vedere. Noto luci accese dietro alle tapparelle di alcune case, penso che probabilmente la cosa sia stata segnalata a chi di dovere.

Mi vesto velocemente ed esco di corsa, nell’altro lato della piazza c’è una femmina di capriolo impaurita, rimasta incastrata tra le stecche di una ringhiera, mentre cercava di uscire da un giardino.

Mi avvicino, chiamo i vigili del fuoco (non sapevano ancora niente dell’accaduto) e attendo il loro arrivo. La piccola nel frattempo si calma, per maggiore sicurezza o per paura? Non saprei, fatto sta che non cerca più di divincolarsi, evitando così il rischio di ferirsi. Nell’attesa, mi chiedo come sia possibile che NESSUNO abbia sentito nulla, sembra che tutti siano fuori per le vacanze, eppure alzando lo sguardo, circoscrivendo tutte le abitazioni a portata di vista, noto ulteriori finestre illuminate.

Arrivano tempestivamente i pompieri, la cerbiatta si dibatte nuovamente a causa dei rumori del mezzo accorso, si ferma nuovamente, con cautela le viene avvolta la testa con un asciugamano e viene liberata dalla ringhiera, scappa disorientata, entra in un altro cortile, i vigili riescono a bloccarla rapidamente, le viene nuovamente coperta la testa, attendiamo l’arrivo del veterinario, la trasportiamo in campo aperto, dove viene liberata.
Una storia a lieto fine, che dimostra una tragica realtà: l’indifferenza, l’atteggiamento omertoso da parte della massa.

Chissà quanti occhi hanno osservato celati dietro alle tapparelle, quante persone hanno avvertito i rumori ed i lamenti anche prima di me senza fare assolutamente nulla. Eppure è un dovere civico di ogni cittadino, avvertire le autorità competenti nei casi di qualunque emergenza.
Mi faccio portavoce della cerbiatta per ringraziare i vigili del fuoco, il 118 e l’associazione SOS Animali Onlus.

Simone Mircoli

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Lo stato di abbandono dei giardini dei bambini a Montalcino

Le mamme di Montalcino rischiano di avvicinare prematuramente i bambini all’alcol facendo il giro delle cantine perchè i giardini pubblici riservati ai cuccioli accanto alla chiesa della Madonna del Soccorso sono da tempo privi della normale manutenzione e pulizia dalle erbe infestanti che regnano intorno alle giostre e nei vialetti.
La recente eccitazione per la fusione del lusso (tartufo e Brunello) fra i comuni di San Giovanni d’Asso e Montalcino, forse ha fatto perdere di vista all’amministrazione locale che il loro mandato non è solo favorire l’arrivo del turismo che può e delle scarpe a punta, ma anche salvaguardare gli spazi gioco dei bambini, che prima o poi arriveranno a compiere 18 anni e potrebbero, in futuro, ricordarsi nell’urna delle erbacce ai loro giardinetti.
Il giardino del signor Titta, in piazza Cavour è un esempio di come si ama Montalcino.

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Radda in Chianti: la demolizione dell’ ex fabbrica Laca

La Cappella del Mercatale domina l’incrocio sul ponte della strada che di li a breve, porta a Radda, un piccolo edificio religioso risalente al 1300, fino a qualche giorno fa circondato dall’archeologia industriale dell’ex stabilimento del mobilificio Laca.
Lo stabilimento è stato completamento demolito e il colpo d’occhio che si ha sulla collina e sul paesaggio circostante è veramente notevole senza quei capannoni ormai vuoti e in stato di abbandono da una quindicina di anni.

Tutta l’area dell’ex Laca è stata rilevata da Louis Vuitton, marchio del lusso francese, con l’intenzione di impiantarvi uno stabilimento per la produzione di borse.

Gi uffici e una parte del fabbricato sono stati completamente restaurati e saranno inaugurati lunedi 24 luglio, dando così inizio alla produzione, mentre nella parte che è stata demolita sarà costruita da zero un’altra area del nuovo stabilimento.

A Radda c’è grande soddisfazione per il recupero di quest’area malmessa e per i risvolti occupazionali che essa comporta, ma c’è anche chi si chiede come mai un così grande gruppo del lusso, ha deciso di venire a investire proprio nel Chianti, un gruppo che ha nel suo portafoglio fra le più importanti maison dello Champagne e del vino?

Certo è, che dopo il restauro e il recupero dell’area dell’ex stabilimento Laca, tutte le strade sono spianate e diventano in discesa.

Fonte: Il Cittadino

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Pittori a Vertine

Luglio, da sempre, è il mese dei pittori tedeschi. Arrivano di prima mattina e usufruiscono del tratto di ombra che si trova nella pista, sotto i cipressi, da dove si ha una prospettiva frontale di questa piccola bellezza innalzata più di mille anni fa utilizzando due cose che quassù non mancano mai: il sasso e l’ingegno.

Si portano in Germania dei tratti di pennello con gli oleandri fioriti.

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Inizia la maturazione dell’uva

Evento raro che nella seconda metà di luglio l’uva inizia a cambiar colore virando verso il bruno della maturazione, ma gli eventi bollenti del periodo anticipano quello che di norma accade nella seconda metà del mese di agosto.
Da qui a dire che sarà un’annata da ricordare per la qualità del vino della vendemmia 2017 ce ne vuole.
Il sapore di cotto dovuto all’estrema condizione climatica, come nel 2003, con le vendemmie anticipate fin dai primi di agosto, portarono alla realizzazione di vini grossolani, privi di freschezza, piacevolezza e carichi di elevata alcolicità.
Paradosso è che le vigne poste in terreni estremi e con esposizioni meno felici, con questo clima bizzarro, riescono a produrre vini di un’eleganza e piacevolezza fuori dal comune, mentre le vigne con la miglior esposizione, succubi della teorizzazione della modica quantità di uva a ceppo e di una severa selezione, spesso e volentieri diventano indigeribili.
Ideale sarebbe, per diluire, rendere fresca e piacevole la bevanda, un ritorno alla ricetta del Chianti ricasoliano con l’utilizzo in piccola percentuale dell’uva bianca: la malvasia o il tanto bistrattato trebbiano.

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La casa colonica

Esempio intatto di architettura rurale non stravolta come spesso accaduto ai vari casolari del Chianti, che, specie negli ultimi anni, hanno subito una pesante violenza edilizia e di perdita dell’identità e della memoria storica.
L’elenco delle violenze alle case coloniche del Chianti (e della Toscana) è un lungo, penoso e disdicevole atto di incoscienza delle amministrazioni locali che hanno concesso, o spesso hanno chiuso un occhio, quando facoltosi investitori hanno stravolto, con la collaborazione di tecnici e maestranze locali un’estetica semplice, funzionante e bella per fare posto a ville pacchiane, opulente, degne di essere abitate dal conte Mascetti quando aveva al proprio servizio due servi che lo vestivano e girava il mondo con un orso bruno al guinzaglio.
Una scala degli orrori che ha visto professionisti italici dar spazio ad americani, russi ecc. nell’illusione di poter fare speculazioni con il vino (quando tirava) e con quel circo gli sta intorno.
Nel Chianti (e nella Toscana) mancano solo le pagode cinesi, ma ci sarà tempo per dare spazio alle loro legittime aspettative, nell’applicazione del buon motto e programma di governo: “porte aperte a chi porta”.

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Oleandri dell’estate

Dove ora si trovano i tavolini del bar e dove le persone sorseggiano gaudenti ottimi aperitivi e gustosi pranzetti, la Nella aveva un grandissimo oleandro e poco dietro un altro un po’ più piccolo che viveva all’ombra di quello grande.

A partire dalla fine di giugno, per tutto il mese di luglio e parte di agosto, si riempivano di densi fiori rosa sotto i quali regnava un fresco refrigerante di ombra.

C’erano già le due siepi lungo la strada che si tinteggiavano, come ora di bianco, rosa, rosso intenso e sanguigno.
Altri, nel tempo si sono aggiunti all’interno del paese e sono diventati un tocco intenso nelle foto e nella colorazione di un luogo, anche per la gioia di pittori tedeschi che ogni anno vengono a ritrarre questi sassi.

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