Nell’aia sotto al fico: brindisi alla rondine delle stelle cadenti

Giornata dei Calici di Stelle nel giorno delle stelle cadenti, nella notte di San Lorenzo.
Un enorme fico pluri secolare che adombra un’aia, damigiane svestite, una tovaglia bianca e rossa a quadretti, panchetti di legno.
E’ il primo attimo fuggente di una rondine che ancora non lo era, un uccellino di nido spaurito che si rintanava dietro occhiali spessi.
Un caro punto dei ricordi, una bottiglia di vino, un brindisi a tutti i troppi assenti.

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La cena della trippa

Quando il sindaco Ernesto Nathan si accorse che Roma era piena di topi e le colonie di gatti gatti capitolini venivano alimentate a trippa dalle casse comunali, emise l’ordinanza di cessare questo uso e senza volerno coniò il famoso modo di dire: “Non c’è trippa per gatti”.
E infatti la Cicciolina di Vasco – forse memore di questa antica ordinanza – è salita su un tavolo e se ne è andata di corsa con una grossa rondella di salame in bocca.

Un’altra serata al fresco della Pista nell’armonia che contraddistingue questo piccolo mondo antico.

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I fuochi di San Donato

San Donato ma non in Perano, bensì il vescovo poi diventato santo che è il patrono di Arezzo, la cui data cade il 7 di agosto e la città festeggia con i famosi fuochi a cui sono associati un po’ di proverbi non tutti riferibili.

La città che stringeva al cuore Josè Saramago vista dall’alto distesa nella piana, nella notte dei fuochi, ha occhi verdi e splendidi disegni di luce in cielo.
Questa meraviglia di foto sono scattate dal bravissimo Lorenzo Prodezza.

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Turisti truffati: il Castello di Selvole hackerato

Sul “Corriere della Sera” di giovedi 6 agosto – a firma di Antonella Mollica – compare la notizia di una truffa perpretata nel territorio di Castelnuovo Berardenga, dove è stato hackerato il sito del Castello di Selvole, sovrapposto a un fantomatico appartamento con vista Colosseo.

Centinaia di turisti da tutto il mondo hanno prenotato la residenza romana – che non esisteva – dalle pagine del Castello di Selvole.

Un colpo grosso di quasi quattrocentomila Euro per gli inventori di una trama tessuta con arte stando semplicemente seduti davanti a uno schermo.

A fronte di tutto questo “Booking” reclama le commissioni per la mole di “affari” della struttura senese.

Sempre stando alla cronaca precisa di Antonella Mollica, si apprende che al Castello di Selvole sia stato richiesto il pagamento di cifre non banali: 67 mila per giugno e 41 mila per luglio.

Guido Busetto e la moglie Nobuko – proprietari del Castello di Selvole – hanno sporto denuncia alla Polizia Postale di Siena dopo aver notato che diverse persone li contattavano per chiedere informazioni sulla loro posizione… all’interno di Roma.

Il “Security Team di Booking” nota attività sospette e sconosciute sull’account dell’attività turistica del senese, poi confermano che il profilo dell’hacker è stato eliminato.
Per i titolari dell’azienda il danno è stato enorme, anche perchè in questo marasma, sono state cancellate tutte le prenotazioni vere e sempre i titolari riferiscono che questo genere di truffe sono già accadute ma la notizia non è mai stata divulgata.

Fonte: Antonella Mollica – Corriere della SeraIl Cittadino.

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Madonna della neve con Vertine illuminato di candele

Ginevra è la splendida cinquenne che ha provveduto a spargere i lumini per le vie del paese per poi accenderli e soffiarli una volta finita la cerimonia.
Aldo e Berto hanno guidato il corteo a passo di carica tanto che il giro di Vertine della Processione è stato compiuto in un baleno.
Un ricordo per Stefano di Radda e il ricco rinfresco di dolci e bevande ghiacciate per rifocillare i presenti alla Messa in piazza allietata dal venticellino vertinese.
Celebrazione della Madonna della neve, quando nel 352 sotto Papa Liborio, che indeciso su dove realizzare una nuova chiesa, si vide nevicare – il 5 di agosto – nel punto esatto dove doveva erigerla: sul Colle Esquilino di Roma, dove il Papa segnò il perimetro ricalcando l’esatta posizione della neve che si era accumulata. Nacque così la Basilica di Santa Maria Maggiore.

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Berardenga, il fienile di Campi

Anche un edificio di minor pregio come poteva essere un fienile, veniva costruito incastrandolo con garbo magistrale nell’ambiente circostante.
Un’aia davanti all’edificio appoggiato su una scarpata dove ruzzolando si arriva a San Gusmè in pochi istanti, ma parecchio più in basso.
Da Campi si vede tanto mondo, tanta campagna diversa, tanti edifici non belli, altri meravigliosi perchè frutto del usto passato.

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La cena dei Presepisti viventi di San Regolo

Un grazie a Padre Damiano per la lauta cena (con gli encombiabili Roasio e Alessandra ai fornelli) e ai Presepisti di San Regolo che cenano in concomitanza con la mensa delle Scotte e poi vanno a letto come le galline.
Quando sono stati rimessi i materiali a posto, pareva mezzanotte e invece non erano neanche le nove… proprio quando qui si entra nel vivo dei banchetti.
Ma per chi d’agosto ha scelto di bardarsi con i costumi invernali del Presepe vivente – in una iniziativa in divenire che sarà presto pubblicizzata – va bene andare a cena quando al crepuscolare della luce pubblica manca più di un’ora e mezzo per entrare in funzione.

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Furti e danni al cimitero di Vertine

C’è chi regolarmente passa dal cimitero per innaffiare i fiori sulle tombe di tutti e gli è bastato un solo colpo d’occhio per notare quanto era stato provato a mascherare mettendo dei piccoli vasi al posto degli arredi metallici che sono stati sradicati con forza dalle pietre.
Sono scomparsi vasi metallici e lampade, sono scomparse fioriere a incasso, una croce, una cornice di fotografia, due cippi di pietra sono stati danneggiati.

Il riposo di quanti giacciono al cimitero di Vertine è stato violato per mettere insieme qualche chilo di metallo neanche tanto pregiato, ma prezioso perchè messo per contenere un fiore del ricordo.
Chiunque ha un parente o un conoscente in quel punto quieto e panoramico ha l’animo straziato per il feroce danno compiuto a chi non può difendersi in un luogo sacro dedicato alla memoria, agli affetti, al riposo di persone che niente hanno preso e tanto hanno dato.
Della vicenda è stata informata sia l’autorità civile che giudiziaria. Fonte: Il Cittadino.

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Una cassetta di “Bibite Le Fate di Poggibonsi”

Ogni tanto rispunta qualche cimelio storico e questa cassetta di plastica risale probabilmente agli ann’70 quando le bottiglie erano di vetro e il vuoto era a rendere.
Spume, cedrate, chinotti, gingerini artigianali come ogni fonte di acqua minerale era a suo modo capace di interpretare in anni nei quali accontentarsi era la normalità.

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Sole rosso tramonto su Radda nel Chianti

Da secoli ci si guarda dritti negli occhi e molti a Radda non sanno che quasi ogni sera c’è chi si muove – o resta in attesa – che la luce del giorno vada a dormire dietro la sagoma familiare e cara dell’abitato storico di Radda.
Tutto in luce si ritira tranne ciò che è illuminato dalla palla rossa del fuoco del sole che delinea il gusto e la capacità nel costruire degli antenati.
E’ sempre caro vedere quel miracolo naturale del giorno passato e il successivo panno di seta tenebrosa che manda Radda a cena e poi a dormire.

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