Corso per assaggiatori di olio

olio al frantoio di vertine

Nel prossimo mese di febbraio Olivicoltori Toscani Associati organizza un nuovo corso per assaggiatori di olio vergine di oliva. Il corso è ufficiale, autorizzato dalla Regione Toscana secondo le norme comunitarie e nazionali e ha l’obiettivo di verificare l’idoneità fisiologica dei partecipanti per l’assaggio degli oli di oliva vergini.

A tutti i partecipanti che avranno superato le selezioni, verrà rilasciato un attestato di idoneità fisiologica che costituisce il primo requisito per l’iscrizione all’elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extra vergini; agli altri un attestato di partecipazione.

Il corso è diventato ormai un appuntamento annuale, inserito fra le molteplici attività previste nel progetto presentato ai sensi dei Regolamenti UE 611 e 615 del 2014, riferite al settore olivicolo-oleario, con la finalità di migliorare le condizioni della nostra olivicoltura dal punto qualitativo, dell’efficienza produttiva, della sua interrelazione con l’ambiente e per promuovere la conoscenza e la cultura dell’olio extravergine.

La collocazione geografica dei corsi viene definita in base alle segnalazioni d’interesse che ci arrivano, quest’anno il corso si terrà presso il Frantoio di Cerbaia in Via Empolese, 20/A, sede amministrativa della Cooperativa.

Nella locandina, scaricabile al seguente link, si trovano il programma e tutte le altre informazioni:

Locandina Corso Assaggiatori Olio 2018

Per l’iscrizione è necessario inviare la scheda di adesione entro il 9 febbraio 2018

Scheda di iscrizione

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Sovicille, segnaletica “intelligente” sulle strade per combattere la fauna selvatica

cinghiale-su-strada-incidenti

Il sindaco Gugliotti: “Presenza della fauna selvatica sta diventando un’emergenza per quanto riguarda il rischio sia per il vivere in questi territori di campagna, sia per gli incidenti stradali.”

Seguendo l’esempio di alcuni cantoni svizzeri, anch’essi colpiti dallo stesso problema, il Comune di Sovicille ha in progetto di installare un nuovo tipo di segnaletica stradale intelligente per limitare la presenza consistente di ungulati, specialmente cinghiali, sulle carreggiate. Grazie a dei sensori che registrano calore e movimento di selvaggina in un raggio di alcune centinaia di metri i cartelli si illuminano in presenza di animali, abbassando il limite di velocità e con dei suoni cercano di allontanarli, diminuendo considerevolmente il rischio di incidenti.

Intervistato al proposito il sindaco di Sovicille Giuseppe Gugliotti il progetto per limitar i rischi per gli automobilisti e motociclisti rientra nel piano della Legge 10 del 2016 della Regione Toscana per norme straordinarie di contenimento degli ungulati. “La presenza della fauna selvatica sta diventando un’emergenza, sia per quello che riguarda i danni prodotti in agricoltura, che sono notevoli, sia per quanto riguarda il rischio sia per il vivere in questi territori di campagna, sia per il rischio di incidenti stradali.”

Fonte: Radio Siena TV

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Prorogata all’8 aprile la mostra su Ambrogio Lorenzetti

I comunicati stampa del comune di Siena sono lunghi, pesi e prolissi che fanno cascare il latte ai ginocchi e rendono la notizia aggrovigliata come una macchia gazzina.
Il succo di cotanto sforzo che poteva esser servito in poche righe, è lo sforzo del comune medesimo nel riuscire a prorogare la bellissima mostra di Ambrogio Lorenzetti fino all’8 di aprile invece che chiudere i battenti il 21 di gennaio.

Cosa peraltro non facile per le diverse opere giunte in prestito da vari musei, ma che permette di tenere occupato il Santa Maria della Scala con una grande mostra colta da offrire a gite scolastiche e al flusso del turismo primaverile, fin oltre Pasqua, per non far stordire chi visita Siena con una giornata come le nonne all’Upim.

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Sanitari della Berardenga: il water abbandonato al Teatro Alfieri

Accanto a un luogo prestigioso e vivo come il Teatro Alfieri,  dove la mente si ossigena di idee e di riflessioni, uno sconsiderato cialtrone ha deposto a terra, nel parcheggio proprio accanto al Teatro, un oggetto di uso comune di porcellana bianca, che nelle case serve ed è funzionale, ma in questo contesto, diventa un affronto.
In un parcheggio molto frequentato, da notare l’indifferenza di chi vede e fa finta di niente. A breve il water sarà rimosso. Fonte: Il Cittadino

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La cena dei presepisti di Rapolano Terme

La storia inizia alla fine degli anni ’60, quando un gruppo di giovani rapolanesi da vita al Centro Giovanile, luogo di cultura, svago e riflessione che dura alcuni anni per poi finire per i mille rivoli di crescita e lavorativi che prospetta la vita.

Quando i giovani un po’ meno giovani si ricompattano iniziano a fiorire mille idee e modi di portare avanti un discorso di radici ritrovate e di cultura da coltivare.
Nel 1992 nasce l’idea del Presepe e i primi rudimenti di quest’arte che comprende mille rivoli dell’artigianato,dell’elettricità, degli effetti speciali, dell’ingegneristica, della fantasia, vengono innestati da tre famosi presepisti di Roma, contattati dall’allora giornalista Rai e rapolanese doc Claudio Farnetani, all’epoca con microfoni e troupe televisive a scorrazzare in lungo e in largo per le vie della capitale.

I presepisti guidano per i primi due anni i futuri colleghi termali, per poi dir loro di andare con le proprie gambe.
Iniziano guardinghi, ma crescono, si incaponiscono, si evolvono, inventano effetti speciali e scorci del loro magnifico territorio che diventano sfondo per il presepe monumentale che si rinnova ogni anno, svelato nella notte di Natale presso la chiesa di San Bartolomeo.

Da settembre, fino all’ultimo istante in cui si solleva il sipario è tutto un incidere, fare, modellare,  ritoccare un’opera d’arte che è anche un modo per stare insieme e tener vivo un piccolo grande paese pieno di idee e di acqua termale.
Ognuno come può quando può, tutti portatori di acqua al mulino di questa bellezza che si rinnova ogni anno e culmina con una cena fra tutti gli artigiani del vivere.
Con un’avvertenza: il signore degli effetti speciali che con una pentola a pressione, una padella, un copertone, un vaso da fiori, un po’ di calore, una ventola di lavatrice ha messo in atto dei magistrali effetti, sia tenuto nascosto e non se ne sveli il nome.
Con i tempi che corrono, questo tipo di genialità potrebbe esser rapita da emissari della Corea del Nord, per inventare qualche grosso petardo.

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Fabio Zacchei e le foglie leggere del ferro

Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata. Probabilmente è da questa secca e acuta frase di Albert Einstein che Fabio Zacchei trae fonte di ispirazione e giovamento nelle sue opere d’arte forgiate nel ferro.
Si intravede, nelle sue foglie di vite arricciolate dal vento, il compimento dell’autunno, l’istante, il minuto prima del distacco del picciolo dal tralcio, come la resistenza più tenace dell’attaccamento alla vita.
Essere in simbiosi, entrando in punta di piedi, osservando nei particolari le limature del creato, con la saggia modestia dell’uomo sensibile, che a dispetto della mole e della forza del martello sull’incudine, riproduce ciò che la natura crea, l’occhio, gli atri, i ventricoli vedono, e il braccio e la mente compongono.
A Monti in Chianti, il proseguio di una lunga storia di ferro battuto della Berardenga.

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Altra nebbia a Vertine

Fenomeno atmosferico che prende corpo dalla ex vigna di Gamba Gialla, si gonfia di bile, si innalza per l’aria gonfiata dalle correnti, ma perde efficacia per la bellezza del creato e di nuovo torna ad essere nebbia pura e semplice lontana dalle invidie, che accarezza e bagna di goccioline d’acqua questo spicchio di mondo.

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