Palio 3 luglio 2026, il Corteo Storico

La formazione del Corteo dal Palazzo del Governo in una Piazza Duomo spoglia di persone è una conseguenza della pioggia e dello slittamento al giorno dopo di tutto il complesso meccanismo del Palio.
C’era la sensazione di essere fra pochi intimi a vedere la meraviglia di vellluti, strumenti musicali e bandiere partire al passo di tamburi e chiarine per le vie della città.
C’è un’accuratezza di particolari e una logisitca nel mettere insieme tutto questo che non ha eguali.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2026, Palio, persone | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Palio 3 luglio 2026: Aquila… ovviamente

Telecronista Rai in quella epica mossa del Palio del 3 luglio 1992 era Paolo Frajese, che raccontò con la sua classe innata il vivace scambio di nerbate fra Aceto (fantino dell’Aquila) e Legno (fantino della Pantera).
Vinse l’Aquila – e ora si toglie la “cuffia della nonna” – dopo una corsa entusiasmante e ci sono voluti ben trentaquattro anni per riassaporare il gusto della vittoria al popolo aquilino.
Stavolta tutto sembrava scritto: il miglior fantino, il miglior cavallo, la dea bendata che benedice e premia le contrade a lui vicine e le dispone come uno scacchiere disegnato dal destino.

Solo che la Mossa non arriva nel momento in cui l’Onda di rincorsa entra tra i canapi e affianca gli altri cavalli: è Giovanni Atzeni che detta i tempi, parte per primo, il canape si abbassa e conclude i tre giri volando sul tufo.
Ovviamente (avverbio più usato a Siena) vince Giovanni Atzeni detto “Tittia” su Diodoro e i il popolo dell’Aquila – meritatamente – chiude una pendenza con il secolo scorso e inizia a gioire, a piangere, a pregare a stringere fra tante mani quel Palio dipinto da Ismaele Nones… pittore che avrà molto da lavarare per rinfrescare la sua opera così bramata e palpeggiata.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2026, Palio, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Edda dell’Orso, una voce come uno strumento musicale

Una scena che da sola entra nella storia del cinema e vale un film è quella in cui Claudia Cardianale (la bellissima Claudia) scende dal treno e la camera sale in alto mostrando il polveroso villaggio del West nel quale è arrivata con Paolo Stoppa che l’attende con il calesse per inoltrarsi in quel paesaggio di sassi sospesi che è la Monument Valley dell’Arizona resa immortale da John Ford.
Si apre allora lacolonna sonora che si sviluppa con l’alzare della camera, iniziano le note – pigliano brividi di emozione sotto pelle – e strumenti e lirica si aprono.
Quella è la voce immortale di Edda Dell’Orso – che più di uno strumento – accompagna l’nadare di Claudia e Paolo nel “Ranch dell’Acqua Limpida” nel mezzo al deserto.

Una viosne sognatirce nell’aridità circostante, una voce che modella storie davanti alla macchina da presa:” C’era una volta il West”, “Giù la testa” (Scion – Scion), “C’era una volta in America”, “Metti una sera a cena”… la magia di scoprirla in tanto altro ancora.
Una splendida voce del 1935 resa immortale dal cinema, dalla voglia di sognare a buon mercato.

Pubblicato in Arte e curtura, Cinema, Federica, persone | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Palio 2 luglio 2026: rivince il Lamma

E’ un dato di fatto che da quando è sindaco di Siena la professoressa Nicoletta Fabio, fulmini e saette si concentrano in Piazza del Campo nel corso di svolgimento dei canonici atti del Palio.
Ovviamente (avverbio che va per la maggiore a Siena) Il tutto è rinviato saggiamente a domani 3 luglio con il Corteo Storico e la corsa alle 19.30.

Pubblicato in andrà tutto bene, Arte e curtura, Palio | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Il Duomo di Siena riflesso sull’eufonio

Nel resto del mondo oggi è il 2 luglio, mentre a Siena è il giorno del Palio e tutto ha una sua logica, tutto ha una sua cadenza che termina in lacrime di gioia o a letto senza cena a seconda degli esiti.
Un coperchio di nuvole non è il viatico migliore per chi trepida la vittoria dal secolo scorso o da qualche decennio, ma vincere nelle avversità rende il ricordo più sudato e duraturo.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2026, Palio, persone, romanticamente | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Susine

“Luglio… nel bene che ti voglio” è l’omonima canzone cantata da Riccardo Del Turco e il mese in cui maturano le susine.
Il cinghiale ha affinato la tecnica di raccolta: quando sono mature inizia a dare delle culate alla pianta e si farcisce dei frutti che cascano.
Tecnica semplice, ma proficua, mentre la volpe gli sfila dalla bocca le susine più pregiate.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2026, La porta di Vertine | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Leo Lionni, il raddese che dipinse il Palio del 2 luglio 1994

Pittore, scultore, scrittore, illustratore, Leo Lionni ha dipinto il Drappellone per il Palio del 2 luglio 1994 dedicato al Cinquantesimo anniversario della Liberazione di SIena dal nazifascismo.

L’opera di Lionni di sitinse per la forte valenza storica e sociale mostrando na grande festa collettiva.

Festeggiamenti per la fine della guerra con bandiere francesi e uno striscione rosso recante la scritta “1944” anno della Liberazione.

” Nato ad Amsterdam da una famiglia olandese di origine ebraica sefardita, si trasferì in Italia, a Genova, nel 1925 e nel 1929 iniziò a dipingere.

Filippo Tommaso Marinetti lo chiamò nel 1931 a far parte del Movimento Futurista. Nello stesso anno sposò Nora Maffi, figlia di Fabrizio Maffi, esponente del socialismo pre-fascista, con Serrati e Riboldi, tra i maggiori dirigenti di quella corrente terzinternazionalista del PSI che tra il 1923 e il 1924 aderirà al Partito Comunista Italiano.

Con lei ebbe due figli, Louis (Mannie) e Paolo. Nel 1935 si laureò in economia e cominciò ad interessarsi al Graphic Design, prima nell’Ufficio Pubblicità della Motta, con Dino Villani, e poi come free-lance, ma nel 1938 dovette emigrare negli Stati Uniti con la famiglia, a causa delle leggi razziali.

A Philadelphia, dove risiedette nei primi anni del suo soggiorno americano, si dedicò soprattutto alla grafica ed ebbe successo nell’ambito della pubblicità. Divenne art director per l’Agenzia pubblicitaria Ayer & Son e, in seguito, una volta trasferitosi a New York, per la rivista Fortune e il gruppo Time-Life.

Collaborò con alcune delle maggiori personalità artistiche di quegli anni, quali Saul Steinberg, Ben Shahn, Alexander Calder, Robert C. Osborn, Willem de Kooning e Fernand Léger.

Dal 1946 insegnò con Herbert Matter e Herbert Bayer, presso il Black Mountain College (Asheville, North Carolina) e nel 1954 espose la sua opera grafica al Museum of Modern Art di New York. Nel 1951 Lionni fu i fondatori dell’International Design Conference di Aspen (Colorado) e nel 1955 è stato eletto presidente dell’AIGA (America Institut of Graphic Art). Dal 1953 al 1956 ha diretto la rivista di grafica Print, che nel maggio 1980 dedicherà un numero speciale[7] alla sua opera di designer e illustratore.

Nel 1960 tornò in Italia, stabilendosi a San Bernardo di Lavagna, nella Riviera di Levante e, successivamente, a Porcignano, un podere di Radda in Chianti, in provincia di Siena.

Nel 1964 Mondadori lo chiamò a dirigere il mensile Panorama che, nel 1967, sarà trasformato nel settimanale omonimo, con la direzione di Lamberto Sechi.

Nel 1984 la rivista giapponese Idea lo giudicò tra i trenta designers più influenti del ventesimo secolo.

Nel 1994 dipinge il drappellone del Palio di Siena del 2 luglio.

I libri per bambini di Leo Lionni esprimono valori universali, rendendo spesso omaggio all’unicità e all’intelligenza proprie del periodo dell’infanzia. Tra i temi più trattati nelle sue opere per bambini figurano la ricerca di sé e la costruzione di relazioni positive con il prossimo. Lionni prediligeva la tecnica del collage, con la quale è stato realizzato il suo libro per bambini più famoso, Piccolo Blu e Piccolo Giallo”. Fonti: Contrada della PanteraConsorzio di Tutela Palio di Siena

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Palio, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Un pensiero per Giuseppe Gavazzi, artista e restauratore

Se ne è appena andato Giuseppe Gavazzi : un grandissimo restauratore di opere d’arte, il suo curriculum è infinito come quello di un grande doppiatore del cinema che presta l’infuso della sua voce a chi con il suo idioma ha già creato l’opera, ma la deve rendere comprensibile e durevole nel tempo.
Simone Martini, Ambrogio Lorenzetti, Benozzo Gozzoli, il Sassetta, Beccafumi, il Sodoma ecc. sono gli artisti le cui opere sono state rigenarate e spedite al futuro dalla maestria di Giuseppe Gavazzi, il cui lavoro è pari a quello di Emilio Cigoli, Gualtiero De Angelis, Pino Locchi, Giuseppe Rinaldi, Renato Turi, Arturo Dominici, Corrado Gaipa, Cesare Barbetti, Ferruccio Amendola e tanti altri, nella storia del cinema, i cui personaggi – con quella voce – sono colonne della memoria.

Sfumature della vita che possono essere riprodotte con la scala gerarchica dei colori riprodotti dalle essenze minerali e vegetali della terra e racchiusi nell’essenza di una scala cromatica in crescendo, racchiusa in una infinita quantità di barattoli di vetro ex marmellate, macerazioni o conserve.
La ricetta il cui risultato finale produce il colore nelle infinite sfumature, la pietra miliare o il bivio di un’opera di un qualunque materiale che prende la luce nella mente e le mani mettono in opera.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2026, persone | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Il fiasco di Chianti di Enrico Fermi conservato a Chicago

Con questo fiasco bevuto si entra nella storia importante risalendo la china indietro di ottant’anni, a quegli eperiment nucleari che portarono alla costruzione del primo reattore nucleare a Chicago.
Non era la bottiglia bordolese il sinonimo di vino chiantigiano nel mondo, bensì lo era il fiasco nel suo formato da litro, con la sua impagliatura e il suo profilo grassottello.
Per cavare il vin dai fiaschi degli americani, ci pensò il perseguitato in patria Enrico Fermi, un fisico notevole che mise a punto la scienza nucleare.

Quel fiasco riporta nell’etichetta tutte le firme di quanti contribuirono a quello studio che permise di arrivare alla scissione nucleare e al suo triste uso.
La scienza progredì. l’umanità un po’ meno, ma venne messa – con orrore -la parola fine alla Seconda Guerra Mondiale e ai pazzi uomini e motivi che la scatenarono.
Ma ogni volta che compare la dizione “Chianti” su un foglio o su un fiasco, si entra come sempre nel solito ginepraio: “Imbottigliato da Francesco Bertolli a Castellina in Chianti frazione di Monteriggioni”.
Il che tradotto vuol dire imbottigliato nello stabilmento di Castellina Scalo che non è Chianti, ma comune di Monteriggioni.
A riprova del sostenere che nomi, storia e geografia sono importanti per non generare confusione che nasce sempre con un punto di vista commerciale.

Pubblicato in andrà tutto bene, Arte e curtura, Chianti Storico, Etruscany, Federica, italians, La Porta di..... | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Felsina, il viale di agapanthus, rose e ortensie hydrangea

Tre versioni di bianco stagionale fanno da viale di accesso ai cancelli sempre aperti della Fattoria di Felsina.
Splendide versioni di roselline bianche, ortensie “Palla di neve” hydrangea, alti stecchi di agapanthus che lentamente vanno a formarsi nella loro forma completa.

Un sublime modo di accogliere le persone che arrivano per una degustazione di vini presenti in ogni catalogo per appassionati, un tocco di classe che accompagna la passeggiata di quanti aspettano la sera affinchè il sole plachi la sua furia, per ristorarsi in questo paradiso terrestre aperto a chiunque arrivi carico di buone intensioni e sentimenti affinati.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Federica, Fotografie 2026, persone, romanticamente | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento