Il ministro Pier Carlo Padoan a cena dai cinghialai del senese

Il compassato ministro dell’Economia dei governi Renzi e Gentiloni, si trova paracadutato nel collegio di Siena per la prossima tornata elettorale.
E non poteva essere diversamente per la regola dei romanzi gialli dove il protagonista è sempre affascinato dal rivedere certi luoghi.
Candidarsi nel collegio di Siena, non vuol dire solo aggirarsi fra i salotti, ma comporta anche una notevole sgambatura fra i circolini dove i nonni giocano a briscola, le bocciofile, e soprattutto, se un candidato che ha ambizioni di essere eletto, in Toscana, come nel senese, non può esimersi dal presenziare, officiare, rendere grazia sempre ed in ogni luogo alla lobby più preparata, capilare e potente della regione: i cinghialai.
Nei prossimi giorni saranno rese pubbliche le tappe delle cene a base di cinghiale del ministro e futuro onorevole Pier Carlo Padoan.

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Concerto al teatro massimo di Pacina

Una leggera questione di intima introspezione, soffusa fra un paesaggio di vigne prive di foglie, una rima solfeggiata che crea la musica di Allevi mentre il vento si intrufola per le strade più riposte e partorisce pensieri cuccioli di rondine.

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Oscar Farinetti acquista il Colombaio di Cencio nel Chianti

oscar farinetti dadissapore

Mancava solo lui! Natale Farinetti, meglio noto come Oscar acquista per 5 milioni di euro l’azienda agraria  “Il Colombaio di Cencio”: oltre cento ettari, di cui trenta ettari vitati posti in gran parte nella zona di Monti e con una piccola porzione proprio sopra l’abitato di Gaiole in Chianti, dove sorge la casa padronale e da dove potrà godere di una “bella vista” panoramica sugli edifici eretti sulle sponde del Massellone.

Data l’impossibilità linguistica dei locali a pronunciare nomi senza la vocale finale, faccia l’orecchio fin da ora a sentirsi chiamare “Oscare”.
Il creatore della catena di negozi alimentari Eataly e di Fico, nonchè proprietario del Pastificio Afeltra di Gragnano, dell’hotel (quattro stelle) Castello di Santa Vittoria nel cuneese, insieme a un paio di osterie, tre ettari a Timorasso, nel tortonese, il Barolo della cantina Borgogno, lo spumante Fontanafredda (bollicine dal Monte dei Paschi di Siena…) aggiunge così alle sue etichette il Chianti Classico.
Oscare da buongustaio amante della buona politica e della tavola è giunto nel comune giusto: qui potrà coniugare la bontà del sangiovese a un bel piatto di cinghiale.
E vedendo la quantità industriale di questi pregiati animali allevati nelle colline del Chianti, chissà che con la sua mente vulcanica, non entri anche lui nell’allevamento del cinghiale (magari ottenendone la DOP) esportandolo poi in tutto il mondo e organizzando safari di caccia per gli appassionati.
Notizia da compromesso storico è che il giornalista Franco Ziliani, noto curatore del blog “Vino al Vino“, non propriamente allineato sulle posizioni (politiche e vinarie) del patron di Eataly, curerà le degustazioni dei vini per conto di Oscare.
Fonte: Il Cittadino

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La pietra miliare di San Gusmè

san gusmè pietra miliare

Due segnali di progressiva ettometrica, che indicano la distanza di cento metri, su una strada, con la rara particolarità che a San Gusmè si trovano insieme la vecchia versione del cippo di pietra, con quello di lamiera, che ha sostituito il vecchio materiale dal 1992.
Più facile e funzionale il nuovo paletto di lamiera, ma sicuramente più affascinante quello in pietra che si rifà alla vecchia consuetudine di epoca romana di misurare distanze.

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La Nazione vende il castello di Meleto come se fosse Casole d’Elsa

la nazione siena 14 febbraio 2018 meletoper casole

Euforia per la vendita della nuova fontana di Trevi al gruppo internazionale di passo, che stavolta si aggiudica un altro pezzo di storia da una ditta tedesca.
Il castello di Casole entra nel portafoglio del colosso inglese Belmond e l’eccitazione degli amministratori locali che di solito prende all’annuncio di tali transazioni si amplifica alla redazione de La Nazione, che prende fischi per fiaschi, e scambia il castello di Casole con il castello di Meleto, sinonimo del Chianti che va a ruba.

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L’iconografia degli amici di Gian Gastone all’Anteprima Chianti Classico 2018

il signore del chianti classico foto dal profilo di bruno valentini

Il Chianti Classico, (meritorio Consorzio che raccoglie i produttori di vino all’interno di un territorio che comprende il Chianti e parte della Berardenga, in provincia di Siena e la Val di Pesa e Val’Elsa, in provincia di Firenze) ha come marchio il Gallo Nero, animale che è simbolo della beffa o dell’inganno, con la quale vennero definiti i confini statali fra le Repubbliche senese e fiorentina in perenne contrasto e guerra fra loro.
Al canto del gallo, due cavalieri sarebbero partiti dalle due città in direzione opposta e il loro punto d’incontro avrebbe rappresentato il punto di confine fra i due stati.

I senesi scelsero un gallo bianco che riempirono di cibo, i fiorentini un gallo nero che tennero a digiuno: il gallo nero, morso dalla fame, cantò ben prima che sorgesse l’alba, mentre il gallo senese dormiva placidamente in attesa dell’alba.
Il cavaliere che partì da Firenze, incontrò il cavaliere senese a soli 12 chilometri dalle mura senesi, e fu così che i gigliati si presero tutto il Chianti.
Alla recente Anteprima del Chianti Classico, Gian Gastone, il gallo che ha preso il nome dall’ultimo esemplare dei Medici ad essere stato Gran Duca di Toscana, posa da vigoroso padrone di casa, in una foto storica con gli amministratori locali.
Tutti dello stesso partito, ma di correnti diverse, che storici dell’arte, storici, analisti politici, teologi, studiano accanitamente, suscitando un fervente dibattito culturale che ancora traccheggia nel testo definitivo.
E’ ancora in dubbio se utilizzare l’iconografia classica dell’arte religiosa, con lo studio del panneggio, della postura, dei gesti, degli oggetti che hanno in mano o compongono le figure, che determinano l’ordine, la corrente, l’importanza del santo, o se attenersi a criteri e studi analitici in atto dal Novecento ortodosso per determinare quanto la distanza dal capo (in questo caso Gian Gastone) comporti l’importanza gerarchica.
Analizzando la foto con questo metodo, i posti d’onore ai lati del Gallo, sono alla sua sinistra il Presidente della Provincia di Siena, alla sua destra il Sindaco di Siena.
Ancora sulla sinistra, (posto che nell’arte sacra tocca all’Eretico) è il sindaco di Gaiole, ancora sulla destra, il sindaco di San Gimignano, e alla sua destra ancora il sindaco di Radda in pigiama, che è la figura il cui panneggio affascina e caratterizza il dibattito degli storici dell’arte, meno degli analitisti politici.
Lo studio di questa acuta icona fotografica dei nostri tempi è cosa complessa e articolata perchè si mescolano fra incenso e pensiero, sezione e sacrestia, i temi e le vocazioni politiche e culturali del nuovo millennio.
Tutti giunti alla Leopolda perchè tempio del pensiero moderno, sia che si degusti vino, sia che si formuli il rudimento del pensiero accademico del nuovo verbo.
Solo che Renzi non è potuto venire, trattenuto a Pontassieve dalla suocera che aveva già messo il riso a bollire nel latte per friggere le frittelle.

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Radda in Chianti: abbandono di rifiuti e furto aggravato

carabinieri radda in chianti

Nel mese di giugno 2017, dopo una breve indagine, i Carabinieri di Radda in Chianti avevano denunciato, per abbandono incontrollato di rifiuti in concorso, i due titolari di una ditta della Provincia di Firenze, specializzata nello smaltimento di rifiuti speciali.

I militari erano soliti da tempo effettuare frequenti passaggi sulla strada provinciale 2 bis, all’altezza del km 6+600, ove ormai da tempo, i soliti ignoti erano soliti abbandonare rifiuti di ogni genere, deturpando l’ambiente del luogo. Andando a curiosare fra i rifiuti, fra televisori, lavatrici ed altri elettrodomestici molto ingombranti, all’interno del cassetto di una vecchia credenza, i Carabinieri avevano rinvenuto una cartolina diretta anni addietro a una signora di Radda. Partendo da quell’indizio, i pazienti investigatori erano risaliti a una famiglia del luogo. L’abbandono abusivo di elettrodomestici e mobilia era avvenuto solo il giorno prima, perché da qualche tempo i militari si erano presi la briga di fotografare quotidianamente la montagnola di rifiuti. I sospettati avevano però potuto esibire una fattura da tremila euro, rilasciata da una ditta fiorentina per lo smaltimento di rifiuti speciali. Era a quel punto facile poter rivolgere ogni attenzione alla società specializzata, che avrebbe avuto l’obbligo di tutelare l’ambiente e che pubblicizza ampiamente tale finalità tra gli obiettivi aziendali. Ne era così scaturita una denuncia per abbandono incontrollato di rifiuti.

Due giorni fa la proprietaria di quell’appartamento di Radda, che vive a Genova Pegli, è tornata in Toscana per fare una gita e controllare la casa di famiglia. Ha avuto così modo di scoprire che i già denunciati titolari della ditta per lo smaltimento di rifiuti speciali, simulando maldestramente una sorta di dabbenaggine davvero poco credibile, avevano portato via diversi mobili antichi di grande pregio e valore, avendoli evidentemente ritenuti, così continuano a voler far credere, vecchia robaccia da far fuori. Molto arrabbiata la signora è corsa alla Stazione dei Carabinieri di Radda per denunciare quanto scoperto. Con pochi accertamenti i militari dell’Arma hanno verificato come sia decisamente molto credibile il racconto della donna e hanno rincarato la dose per le persone già denunciate, per le quali ora pende alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena anche una seconda denuncia, questa volta per furto aggravato.

Fonte: Il Cittadino

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