Gaiole in Chianti: vandali in azione

Un’area di svago consegnata di fresco alla popolazione, è continuo oggetto di atti vandalici negli arredi e nelle protezioni, senza contare la mole di rifiuti gettati in terra con ben quattro cestini disponibili tutto intorno.
Giocare a basket con uno skateboard al posto della palla, comporta la distruzione del pannello del canestro, mentre manomettere e dare fuoco alla recinzione in tela verde, ha comportato l’installazione di una successiva rete metallica di protezione, anche questa divelta e resa molto pericolosa, come la forzatura dei pali di ferro del canestro.
Un comunicato nella pagina web del comune accende i fari sulla questione, con un sindaco incazzatissimo (giustamente) che si rammarica per lo sfregio subìto dall’opera e si lamenta per la sua chiusura, ma con la ferma volontà di individuare i responsabili grazie alla telecamera apposta proprio sopra la struttura.
C’è ben poco da aggiungere, se non si coltivano interessi, se si è avvolti dalla noia e dall’apatia, se tutto arriva per grazia ricevuta, spesso i risultati sono questi.

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Berardenga con la Posta a orario ridotto

Ufficio_Posta

La decisione di ridurre drasticamente l’orario e i giorni di apertura (nei mesi estivi) per gli sportelli dell’Ufficio Postale (di via Roma, che serve anche da sala d’aspetto) nel capoluogo, pare arrivi direttamente dalla capitale, quella lontana Roma a cui un tempo si guardava con timore, con sospetto, o come in film e romanzi, si scriveva all’onorevole per la rimozione di un funzionario troppo solerte o per una facilitazione.
Storie passate: ora i centri delle decisioni hanno come unico fine il taglio dei servizi e il “sacro” benessere degli azionisti.
A Torrenieri, grossa frazione di oltre mille anime nel comune di Montalcino, gli abitanti non ci stanno al ridimensionamento dell’Ufficio Postale ed è in corso una raccolta di firme.
A Rapolano Terme, la locale Posta è stata vittima varie volte di furti, compreso un botto con l’esplosivo per forzare il Postamat e una più recente, che tenne chiuso per diverso tempo l’Ufficio, con il sindaco Starnini in procinto di riunire la Giunta sotto il Palazzo delle Poste di Siena come segno di protesta per il disservizio alla sua comunità.

A Castelnuovo, paese capoluogo, con alcune migliaia di persone che hanno come riferimento quell’Ufficio Postale situato in una via dove le code degli utenti spesso sono intense, come il traffico di auto che ci passa, dal mese di luglio l’orario di apertura è stato drasticamente ridotto nei giorni, omettendo anche alcuni sabati, un taglio che coprirà anche il mese di agosto.
Essendo lo sportello privo di Postamat, raccogliendo un bacino di utenti elevato, un po’ di disagio si crea, specie nella categoria di persone più deboli: gli anziani.
Ma non si registra la vivacità di Torrenieri, con una raccolta di firme, si registra solo qualche raro malumore, acquiescente come lo scorrere placido e rassegnato della Malena, del Bozzone, dell’Ombrone (qua ai primi vagiti) nei propri alvei di riferimento.

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SEI: numeri per ritiro rifiuti ingombranti e abbandoni

rifiuti abbandonati starda in chianti

Varie le oasi ecologiche disposte sul territorio dove SEI Toscana, ha predisposto un servizio gratuito di conferimento materiali in disuso.

Ma non solo: ha organizzato anche un efficente servizio gratuito di ritiro di rifiuti ingombranti al proprio domicilio che dovrebbe alleviare i cittadini zucconi dallo smaltire i propri scarti, sul bordo delle strade, nelle piazzole dei cassonetti o nei boschi.
Il numero verde di SEI Toscana è 800 – 127484, attivo dal lunedi al giovedi dalle 9 alle 13 e dalle 13.30 alle 17, il venerdi dalle 9 alle 13.
Oppure si può scrivere alla seguente mail: ingombranti@seitoscana.it o riempire una pagina sul sito della SEI su questo link.
Tutte le stesse modalità con le quali, se non si ha una cattiva coscienza e non si volge lo sguardo dalla parte opposta, si possono far rimuovere lasciti di rifiuti che si incrociano nei nostri cari, amati luoghi.

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Nasce “I Berardenga”, arte, cultura, turismo, territorio

Nasce “I Berardenga”, un porto sicuro e accogliente per viaggiatori romantici e curiosi, un piccolo faro, nella notte dei tempi, per quanti ancora non hanno mai smesso di sognare.

Nei locali dell’ex Frantoio della Villa a Sesta (Castelnuovo Berardenga) sede dell’ Associazione Quinquatrus, venerdi 5 agosto, alle ore 18, brindisi di buon auspicio per il primo vagito di un’idea e di uno scopo che si prefiggono di promuovere un territorio splendido, attraverso le sue innumerevoli bellezze naturali e architettoniche, con iniziative culturali e turistiche, escursioni nella campagna, visite guidate, laboratori artigianali, dove mangiare, cosa visitare, ingressi ai musei, dove pernottare, in relazione con tutte le Terre di Siena.

I Berardenga“, timbro su un territorio con la forma geografica di una farfalla, che prova a muoversi lentamente, a passo di danza, nel punto fisico di confine fra il Chianti che diventa Crete Senesi e viceversa.
Una scossa elettrica di relazioni, iniziative, contatti, che ogni giorno, (tranne il lunedi) è a disposizione con il sorriso: martedi 10.30 – 13.30, mercoledi e giovedi 14.30 – 18.30, il venerdi, sabato e domenica 10.30 – 16.30 no stop.

Contatti: 333 1151570 – 333 9513833 – 349 4379381 – iberardenga@gmail.com

Fonte: Il Gazzettino del Chianti

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Matrimonio con maggiolone

matrimonio alla chiesa dei servi

A chi sostenva che i matrimoni sfarzosi e luccicanti, esistevano solo a certe latitudini sudiste, si può tranquillamente obbiettare che la linea dello zotico ha ben ampiamente superato i sacri confini delle Alpi, in questa celebrazione, in cui il romantico stenta a definirsi.
Tubini, anfibi e tanga, con relative grattate, sono un esempio di abbigliamento femminile.

Il maschio invece opta per il classico azzurro o completino nero con calzoni a sigaretta e cravatta secca alla Renzi, oppure tuba, frac, scarpe a punta di ben tre colori, acquasantiera piena di sprizze per levarsi la sete dalla fatica del “Si”.

Bimbi affogati nei telefoni, vestiti da pinguini, che non emettono suono nè sentimenti.
Macchine, le più disparate: pochi con il trattore appena uscito dalla concessionaria, molti con l’auto d’epoca con autista il collega d’aperitivi, spesso, mostruose tedesche per ostentare il raggiunto grado di franchitudine dalla terra, almeno all’apparenza.
Pochi, ma notevoli, quelli con il cocchio, sobri quelli con il maggiolone che attende sotto la scalinata della chiesa dei Servi, al cospetto di uno dei punti panoramici più belli di Siena.
Il professore che esce bestemmiando a mezza funzione per il caldo, per la giacca stretta e il puzzo di candela, è un classico della liturgia dopo la soppressione del rito in latino.

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Siena quando piove: Accademia Musicale Chigiana

accademia musicale chigiana

Tante le cose da fare a Siena quando serve l’ombrello, suddivise per fasce d’età, sono molte le possibilità per ingannare l’attesa del raggio di sole.
Carovane di pandine, api, gippine e capelli bianchi con cappello, si dirigono verso i laboratori del Mundi: una falce, una roncola, il beccare per i polli, il concime per l’orto, il manico per una vanga o per l’ubbidiente, sono sempre a disposizione per gli invasati irroratori di rame nel mondo.
Le signore aspettano che spiova all’ex Upim, i giovani al sottopassaggio della Lizza, le scarpe a punta del Monte, all’Arco dei Pontani se proprio non riescono a infilarsi fra pasta, cornetto o tramezzino se l’orario è più oltre.
Per le persone che adorano l’arte e la cultura, se piove, c’è il portico dell’Accademia Musicale Chigiana, che invece delle note e degli spartiti, proprone all’ingresso caci, pici e rigatini a un prezzo turistico, come sarebbe preso un accidente al conte Guido Chigi Saracini, quando lasciò il tutto in uso permanente alla plebe.

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Le ortensie monumentali di Felsina

Le ortensie della Berardenga, non hanno niente da invidiare a quelle della Bretagna o della Provenza, anzi, sono una striscia monumentale sotto un cedro altrettanto tale, sotto la cui ombra, prosperano e vivono frescamente il loro esprimersi al meriggio, odorando della fragranza fruttata di vini rinomati.

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Il grano abbronzato di Torre a Castello

Miliardi di chicchi di grano che un vento fresco a avvolgente rintocca fra loro e produce il canto del frumento maturo prima della raccolta, prima che la molitura lo renda farina, pane, nutrimento e profumo che esce dal forno. Qui è un laboratorio di bellezza.

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Castelnuovo Berardenga Scalo

Si era sotto il Granducato di Toscana, quando il 20 maggio del 1854, iniziarono i lavori della linea ferroviaria tra Siena e Sinalunga, che venne inaugurata nel settembre del 1859.
Lungo il suo percorso pianeggiante con ai lati la meraviglia del paesaggio della campagna senese, sorsero alcune piccole stazioni che servivano le varie località toccate dal treno.
Alcune poco distanti dai paesi, altre, come nel caso di Castelnuovo Berardenga, distanti vari chilometri, coperti da carrozze trainate da cavalli che facevano la spola con lo scalo ferroviario.
Una notevole comodità per chi doveva spostarsi o per chi voleva vedere altre parti di mondo, mentre per i mezzadri dei poderi, poco cambiava rispetto al passato.
Castelnuovo Berardenga Scalo nasce appunto lungo il percorso della Ferrovia Centrale Toscana e la stazione, per poche decine di metri, è posta nel comune di Asciano.
La particolarità di questo luogo infatti è l’essere diviso fra due comuni, dove i residenti sono in parte nell’uno, in parte nell’altro, come in un famoso film con Totò e Fernandel.
La strada per arrivarci non è delle migliori, per i fitti avvallamenti che presenta, da qualunque direzione si arrivi.
All’altezza della pista da kart, il valico su un canale di scolo è più basso della carreggiata e sovente, quando piove con più insistenza, le acque lo travolgono e la strada viene chiusa.
Nel momento in cui furono raddoppiate le corsie della Siena – Bettolle, lo Scalo venne tagliato fuori dall’immissione diretta in questa importante via di comunicazione.
Nel 2016, iniziarono i lavori di carotaggio per saggiare il terreno e dare il via alla costruzione del cavalcavia che avrebbe permesso agli abitanti di Castelnuovo Scalo di immettersi nella super strada.

A distanza di cinque anni, i piloni eretti di cemento armato, affiorano laconici dal terreno, nel mentre che la natura lentamente li avvolge e si riappropria del proprio spazio.
Il paese non ha sfondo: la strada improvvisamente si interrompe all’altezza della stazione, con di fronte l’ingresso del grande gigante industriale di una fornace a mattoni.
Poco distante, nel podere Le Cortine, la casa natale di Domenico Beccafumi, il grande impianto di compostaggio delle Cortine, vertice alto del triangolo del rifiuto, con le vecchie discariche di Torre a Castello (Asciano) e Cornia (Castelnuovo Berardenga).
Il profumo che spesso avvolge il paese diviso fra due comuni non è dei più piacevoli.

Chiuso da anni il vecchio alimentari/ristorante, resiste il Circolo con le sue ampie sale, come resiste il piccolo campo sportivo e la chiesa fatta di foratoni, dove si curano le anime del via vai di persone, con una popolazione in perpetuo cambiamento.
La pista da kart, sorge presso la vecchia casa del casellante: il custode che apriva e chiudeva il passaggio a livello e, come detto, a poca distanza dalla strada che, quando piove si blocca.
Il rumore, di questi veicoli con il motore a due tempi, è monotono e assordante, pare anche che, la pista venga ingrandita, per salire nella gerarchia dei circuiti del genere.
La fornace lavorava a ciclo continuo, attraendo, di giorno come di notte, la presenza e il passaggio di grossi camion, come le strade dissestate dimostrano.

Il treno, motivo costitutivo della piccola frazione, passa ancora, ma raramente, non ci sono più neanche le carrozze a cavalli, che, all’inaugurazione trasferivano i viaggiatori al capoluogo.

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Il leprotto del Leccione di Brolio

Intorno a questa pianta c’è sempre qualcuno che arriva seguendo le immagini di un film passato sul grande schermo diversi anni orsono, girato fra queste campagne circostanti, che narra le vicende di uno squinternato gruppo di sessantottini mai cresciuti e finiti per certi aspetti, per incarnare ciò che in gioventù “combattevano” a ciarle.
Ma più che gli amori giovanili e i labirinti mentali di chi ha troppo tempo per pensare, si riconduce all’amore e all’essenza delle cose sane, la presenza, ai piedi del grande saggio albero doppio di leccio, poco distante da Brolio, di un leprotto, che sguscia dalle grotte nel legno alle basi del tronco, guarda divertito i turisti arrivati per film quelli che fanno foto alla loro moto all’ombra capiente della chioma, quelli che ci bevono una birra lasciando sotto il vuoto, quelli che, quando lo vedono passare si augurano di rivederlo di nuovo.

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