Furto di pietre e crolli alla torre di Montegrossi

Passano gli anni, ma non passano gli atti predatori di chi ruba le pietre all’antica torre diroccata di Montegrossi, finendo per produrre più danni di quanti ne procurò Carlo V ai suoi tempi.
E’ notevolmente mutato l’aspetto del cassero sul lato sinistro che guarda al Valdarno, lo si nota bene appena imboccata la strada 429 che valica il monte e conduce a Radda.

Il giornalista Andrea Ciappi de “La Nazione” si accoge del fatto e intervista Marco Ricasoli che è il proprietario del castello.
Marco Ricasoli conferma con grande tristezza che sono stati rubati degli stipiti e che la struttura si è indebolita in tal modo da aver subito dei recenti crolli e altri se ne verificheranno a causa di questo gesto inqualificabile.
L’accesso alla torre è pericoloso e irto di insiedie, ma ciò non scoraggia i vandali nelle loro azioni.

L’articolo è uscito mercoledi 1 aprile sulla Nazione e si può leggere qui.

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Axel Hemery confermato direttore della Pinacoteca di Siena

Ecco arrivare una notizia che riempie di gioia: Axel Hemery (il direttore francese che in questa foto pare accarezzare la Madonna della Misericordia di Simone Martini proveniente dalla chiesa del Popolo di San Bartolomeo a Vertine) è stato confermato nel suo ruolo di direttore della Pinacoteca di Siena.
Durante il suo primo mandato, molti sono stati tanti i cambiamenti e i restauri (la facciata del Museo) che hanno visto l’edificio prendere una nuova vestigia.
Notevole il cambio delle luci, il sistema di riscaldamento ambientale e il parquet chiaro dei pavimenti, che hanno reso l’allestimento delle opere molto più godibile.

L’assunzione e formazione di nuovo personale sia per la custodia che per la ricerca.

Importanti le iniziative che hanno accolto sempre un folto pubblico cercando un filo logico tra molte delle opere lì esposte, con il coinvolgimento di storici dell’erte e guide turistiche e la creazione del gruppo degli “Amici della Pinacoteca”.

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Un orologio elettronico sulla Torre del Mangia

orologio led torre del mangia

E’ finalmente venuto il momento di svecchiare e dare un po’ di modernità in una città e in una Piazza che è ferma e immutata da secoli… almeno dall’Ottocento,, quando vennero installati i colonnini e fu spostata Fonte Gaia nell’attuale posizione.
Orgoglio futurista della città è il nuovo orologio elettronico posto sulla Torre del Mangia, messo in sostituzione di quello a lancette che tanti non sanno leggere.
Chiunque arriverà in Piazza avrà ben visibile da ogni posizione l’ora esatta, un servizio che la città mette a disposizione per popolazione e villeggianti.
Il nuovo schermo è predisposto anche per svolgere il ruolo di maxi schermo durante il Corteo Storico e lo svolgimento del Palio e darà l’ora con i colori della Contrada vittoriosa.
Non è di importazione cinese, ma è una realizzazione artigianale e autarchica. Fonte: Il Cittadino.

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La giornata ecologica di Villa a Sesta… con le Bandiere

Sarà più comodo portare un divano letto da smaltire al centro di raccolta SEI Toscana a Cornia o sfidare il rischio, caricando di notte e gettando le proprie masserizie sotto al ponte di Lavarnino?
Domanda retorica perchè ogni anno in occasione della “Giornata Ecologica della Berardenga” dai bordi delle strade, da scarpate e boschi – come da sotto il ponte di Lavarnino – viene ritrovato e rimosso di tutto.
Non che da altre parti sia diverso: l’educazione latita, al netto di qualche anima buona che nelle sue camminate si prodiga nel rimuovere quanto non dovrebbe stare, la situazione è drammatica, sui bordi delle strade addirittura orrida.
I volontari di Villa a Sesta nei giorni scorsi hanno ripulito il loro territorio e oltre a bidoni, letti, pentole e condizionatori, hanno trovato anche un Tricolore sbiadito e una Bandiera Europea.

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Parabuio, il borro pieno di primule e viole

Prima che le piante rimettano la foglia e tale massa di verde ostruisca fino al prossimo inverno gli esigui passaggi per accedere a quella meraviglia di cascate artistiche formate dal calcare, è bello rivedere questa valle che una volta era piena di orti e di vitalità, oltre a essere stato un rifugio naturale durante il passaggio del fornte nell 1944.
Lungo lo scorrere del borro, non mancano gli spunti naturali di delicatezza che si manifestano con una quantità incredibile di primule mescolate a tantissime violette.

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La benedizione dell’ulivo

Sono gioni di intensa potatura degli ulivi e il sabato che precede la Pasqua è tradizione che la chiesa del Popolo di San Bartolomeo a Vertine riapra le imposte e si ridia l’aire al suono meraviglioso delle due campane che finiscono per commuovere tutti.
Il sabato delle Palme è da sempre il giorno tradizionale per la benedizione dell’ulivo e nel piccolo paesello coriaceo è come se si celebrasse l’arrivo del primo giorno di primavera.

Padre Damiano ha avuto il dono e la costanza di riannodare tanti vecchi fili che si erano allentati e per maggio è prevista la benedizione dei campi con le Rogazioni… evitando la salita del noce che per tanti pare essere irta peggio di un gran premio della montagna.

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Un nido scialbato fra gli ulivi

Un lavoro architettonico di pregevole fattura questo nido costruito con pazienza mettendo insieme piccoli ramoscelli e fili d’erba, rinforzato con una scialbatura interna di fango, che una volta secco ha reso la sala parto calda, robusta e confortevole.

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Spaltenna con l’erba dipinta d’arancione

Anche quest’anno le vigna circostanti l’antica Pieve di Spaltenna hanno cambiato colore e assunto quel tipico color arancio brillante dato dal diserbante.
Non che le persone che abitano poco distante o più in basso se ne curino o se ne abbiano a male, una insana indifferenza sulle cose vicine porta sempre ad indignarsi (quel poco) per le più comode cose lontane che almeno donano la scusa di sentirsi impotenti.
Chissà allora quanti dei facoltosi villeggianti che vengono in vacanza nell’ex monastero femminile sarebbero felici di sapere che stanno soggiornando accanto a delle piste di atterraggio di erbicida.
Un invito agli appassionati e ai cultori del vino: è questo il periodo giusto per girare per in lungo e in largo nelle le vigne di ovunque… il “green” potrebbe essere arancione.

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La Contrada del Drago tra gli etruschi del Pian Tondo

Dopo mezzo secolo Walter Benocci è tornato sul Pian Tondo, il luogo della terza comunità gentilizia etrusca per ordine di importanza.

Insieme a lui un nutrito gruppo di persone della Contrada del Drago che ha organizzato un trekking con partenza da Villa a Sesta (e pranzo al meraviglioso Circolo) e in aspra salita ha condotto a Campi, Cetamura e al Pian Tondo in quella parte di Berardenga dove non manca la salita.

L’iniziativa, organizzata dalla Contrada con il GEB, i Girelloni, la Via Romea Sanese Accessibile e ha visto la partecipazione di una settantina di persone tra cui due che hanno potuto seguire una parte del percorso grazie alle Jolette.
Walter Benocci era tra coloro che nel 1977 iniziarono gli scavi archeologici dell’area e i cui ritrovamenti lo fanno tuttora essere fermamente convinto che si tratti di un insediamento etrusco importantissimo.

Il dottor Guarguaglini ha spiegato la zona dal punto di vista geofisico, Fosco Vivi dal punto di vista storico e di prospettive future, tenendo anche conto che oggi – alle 18 presso l’audtorium della Villa Chigi Saracini – il gruppo “Berardenga Storia e Arte” organizza una conferenza con una relazione di Waler Benocci sugli scavi archeologici sul Pian Tondo insieme alla dottoressa Maria Gabriella Carpentiero (Soprintendenza di Siena) il sindaco Fabrizio Nepi, il professor Vito De Meo e Fosco Vivi, presidente di “Berardenga Storia e Arte”.

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Il Treno della memoria con gli studenti di Siena

Dal 23 al 26 marzo, 413 studenti di 46 scuole toscane rappresentative di tutte le province, fanno un viaggio di studio con visite a Birkenau, Aushwitz e Cracovia, partendo dalla stazione di Firenze con “Il treno della Memoria” della Regione Toscana.
Le scuole senesi presenti sono “Bandini” e il “Bettino Ricasoli”, con la delegazione del Sarrocchi che è guidata dal professor Giovanni Bianchi, docente di fisica, ma anche vulcano indomito di iniziative a favore dei propri studenti.

Un viaggio confortevole verso delle località dal clima continentale, ripercorrendo i binari di chi quel viaggio l’ha fatto ammassato sui vagoni e selezionato all’arrivo: uno dei punti più brutali che ha toccato il genere umano.
Ci sarà da pensare che la gioia della partenza che ha accompagnato i ragazzi, si farà sempre più cupa e interiormente graffiata dai luoghi e dalla fredda statistica dei numeri.
Perchè i nazisti non avevano per niente senso dell’umorismo, ma erano precisi e meticolosi.

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