Gli ulivi stracarichi di Sant’Antimo

Ci deve essere qualcosa di divino, perchè a fronte di niente forbici, niente sega, niente concime e con tutte le condizioni metereologiche dell’annata avverse, gli ulivi intorno all’Abbazia di Sant’Antimo sono pieni di frutti come ogni anno,pronti a breve, per essere raccolti, sperando siano per olio da condimento invece che a uso olio santo.

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A Simone Bezzini il Premio Lupa Capitolina

lupa capitolina alias cinghiale, premio per simone bezzini

Motivazione: “Perchè da quando esercitò l’occupazione incolore del rosso della poltrona di Presidente della Provincia di Siena, da splendida Ombra della Sera, la sua figura di esperto etruscologo, pici all’aglione, crostini neri e ribollita, ha superato anche i confini regionali, riuscendo a far straripare dai boschi del suo collegio direttamente nella capitale, una vera eccellenza che domina da decenni nelle selve del Chianti, tanto da meritarsi come premio la Lupa Capitolina che allatta i due gemelli: Torsolo e Sonnolo.”

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Un mondo d’amore

Con l’odierno fiorire si contempla l’umile e intransigente bontà del creato che si prepara ai sentori umidi dell’autunno e del bollire dell’uva nei tini.Profumo di carbonica volatile per un futuro accompagnare la parola con un bicchiere di vino.

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Berardenga, Festa della Misericordia 2021

Sono stati mesi duri per il volontariato che ha a che fare con l’assistenza e il supporto alle persone sopraffatte dalle difficoltà.
Le formichine della locale Misericordia però, non si sono mai date per vinte, nonostante le ferite di questi mesi difficili, hanno continuato a mantenere la loro presenza sul territorio, non venendo mai meno alla propria missione: aiutare il prossimo.
Dopo la splendida raccolta alimentare dello scorso maggio, andata ben oltre ogni più rosea previsione, si giunge ai festeggiamenti di inizio autunno con la tre giorni di fine settembre, con un denso programma, dove tra l’altro, finalmente, si svelerà il lavoro di tante signore che nei mesi scorsi hanno intrecciato, ricamato, cucito in appendice alla Festa.

Programma: venerdi 24ore 17:00 – P.za Marconi: dibattito pubblico “RIFLESSIONI SUL CORONAVIRUS” dall’immane tragedia che ha determinato agli insegnamenti che noi esseri umani dovremmo aver recepito.

Sabato 25 ore 10:30 – RSA Villa Chigi: Santa Messa per gli ospiti della struttura, insieme ai Volontari della Misericordia

ore 15:30 – Piazza Marconi: Animazione con la Banda Cittadina e La Bulletta Majorettes.
UICI Siena Onlus-Aps e Spazio Dirsi presentano le esibizioni di: Se mi aiuti ballo anch’io (danza sportiva); Vari Ed Eventuali (gruppo musicale).

Entrambi i giorni in piazza Marconi: “DÒNATI UN FIORE” Vendita per beneficenza di ciclamini.

Domenica 26 ore 11:00 P. za Marconi: Ricevimento delle Autorità e delle Misericordie Consorelle.

ore 11:30 – Chiesa parrocchiale Santa Messa in onore di S. Pio da Pietrelcina.

A seguire: PRANZO SOCIALE al Ristorante Villa Leccarda (Str. Provinciale 540 – Bucine) aperto a soci e simpatizzanti a € 35 (#GreenPass).

Prenotarsi entro il 21/09 al 3280579769.

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I cinghiali vangano i giardini delle scuole di Gaiole

Quando la campagna entra in città con le scarpe infangate: quale che sia la causa del loro proliferare, l’effetto è che i giardini dove giocano i bambini dal lato della palestra sono stati dissodati la settimana scorsa, mentre adesso, il branco di cinghiali che al calare delle tenebre entra nel centro storico di Gaiole, si è curato della vangatura delle aiuole poste davanti alla Società Filarmonica e delle scuole, lasciandosi dietro un campo degno della lavorazione dei migliori vigneti.
Dalle aree agricole, il problema si sposta fino in paese causando danni ma anche delle belle preoccupazioni per la popolazione, tanto da indurre il sindaco Michele Pescini a prendere carta e penna per portare a conoscenza della Regione (titolare del guaio ereditato anni indietro dalla Provincia) che mentre si festeggia l’anniversario dell’entrata dei Bersaglieri da Porta Pia (con la conseguente fine del potere temporale del Papa) i cinghiali sono a un passo dalla presa di Piazza Ricasoli, con il rischio di ridurla a un sordo e grigio bivacco di manipoli, in attesa di uno spettacolo del bravo corridore Massimo Lopez.

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I cento anni di Ferdinando Anichini

ferdinando anichini foto di massimo anichini

Caro Maestro, ne sono passati di anni da quando ogni mattina arrivava a scuola con la borsa finto pelle marrone, che conteneva la banana per la sua colazione.

I pennarelli usati a dismisura in quella sua calligrafia che pareva un tappeto volante.

Il cappotto verde delicatamente appeso, la lettura sulla Nazione, con i fatti del giorno e il loro commento in anni in cui mafia e terrorismo insanguinavano piazze e strade, rapivano Aldo Moro, mentre Andreotti e Berlinguer si parlavano un po’ troppo da vicino negli anni del Compromesso storico, i banchieri poco puliti facevano delle brutte fini e anche i papi duravano poco nela loro missione.
Un baratro di tempo da allora e di più ancora nello stesso giorno in cui a Livorno Gramsci e Terracini mettevano a punto la scissione e lei invece metteva a punto la sua nascita nei ciottoli tondi che costellano i dintorni di Argiano, poco sopra Pianella.
Quel suo mondo contadino l’ha messo tante volte in scena con commedie ironiche e graffianti e poi l’ha raccontato in libri, come la sua opera più avvolgente, “Fatti e figure dell Chianti“che in età adulta ho riscoperto con sensazioni ed emozioni che non si possono rendere pubbliche, ma che un giorno ci diremo volentieri a voce.
Certo è che di essere pizzicottato nelle gote in tenerà età, come in età più adulta è fra le cose che meno mi mancano, ma per tante altre situzioni e per come si è svolto il cammino, mi sono dovuto guardare tante volte in fondo fra ferite sanguinanti che non potranno avere sutura e amore per quelle ferite dagli occhi nocciola e per questi nostri luoghi cari.
Si, perchè sapere chi siamo e da dove veniamo, non è dare un fiorino al gabelliere come nel film di Benigni e Troisi, ma porta a essere modesti, a contentarsi di poco, a riempire occhi e polmoni con il creato si ha intorno, a essere integerrimi con i prepotenti e ironici.
In età delle prime esperienze e delle prime frustate, è tornato tutto: quel suo pacato modo di insegnare, narrare, essere aperto al momdo, alle idee altrui, ma mai alle prepotenze.
La sua storia di Partigiano nel raggruppamento Monte Amiata è un chiaro esempio che le catene, i prepotenti, chi ferisce e umilia i nostri cari luoghi, non sono annoverati fra gli amori più ardenti.

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Il ratto del nome Chianti

potatura-vigna a vertine

“Nel 1963 viene promulgata la 930, la prima legge quadro sulla tutela della denominazione di origine dei mosti e dei vini, e finalmente con l’uscita del D.P.R 8 agosto 1967, viene emanato il “Disciplinare del vino Chianti” che, rifacendosi al decreto ministeriale del 1932, conferma il Chianti come denominazione enologica e riserva ai produttori dell’area geografica del Chianti solo il riconoscimento della “zona di origine più antica”, alla quale viene accordato l’uso della specificazione “Classico”.
Tutto ciò è evidentemente il risultato di un doloroso compromesso che sacrifica i chiantigiani privati della possibilità di utilizzare a proprio vantaggio in esclusiva come sarebbe loro diritto, il nome del proprio meraviglioso e famoso territorio”.

Le strade del Chianti Gallo Nero di Giovanni Brachetti Montorselli, Italo Moretti, Renato Stopani, Editrice Bonechi Firenze 1984.

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Cinghiali devastano il parco giochi dei bambini di Gaiole

Stavolta non si tratta di cinghialini a due gambe afflitti da noia e ignoranza come quelli che hanno distrutto il campino di calcetto e di basket da poco inaugurato (e che la solerzia dei Vigili Urbani ha palesemente inchiodato) ma dei cari e simpatici cinghiali a quattro zampe che non hanno saputo cedere alla tentazione di entrare in paese e coltrare quel poco di erba fresca che c’era, pur trattandosi dello spazio riservato ai giochi dei bambini.

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Cittadini incivili all’Ospedale di Campostaggia

L’Ospedale di Campostaggia, è un punto di riferimento sicuro ed efficente per tutta la Val d’Elsa: una struttura elegante, con del personale sempre gentile e piacevole.
La terrazza che sovrasta l’ingresso all’edificio è un ampio spazio ben tenuto e accogliente che consente al visitatore di poter prendere un caffè sui tavolini del bar, rilassarsi nella lettura o nel passeggio, fare qualche breve telefonata fuori dai reparti.
Al pregevole salottino al centro dello spazio, non corrisponde il meritato rispetto dovuto a una struttura pubblica e a un divieto, che pur essendo all’aperto, è ben chiaro e netto: “Il divieto di fumo”.
A tale cartello, le persone civili rispondono tenendo l’accendino in tasca, ma così non è, dato che in terra le cicche abbondano come nei dentro i vasi dei fiori.
Un altro cartello aggiunto prega di non gettare i mozziconi nei fiori, mentre un cittadino poco capente scrive sotto che servono i portacenere…. in zona di divieto di fumo.
Un altro, ancora più spiccio e marrano prende un caffè nel salottino, lascia affogate nella tazzina un paio di cicche, lasciando il compito al barista o a qualche cittadino sensibile la rimozione della sua maleducazione.

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Berardenga: la poltrona del Teatro Alfieri

poltrona dietro teatro alfieri berardenga

Non di una comoda poltrona per assistere comodamente agli spettacoli del locale teatro comunale si tratta, bensì di un esubero casalingo che qualche cinghiale ha provveduto a gettare nella scarpata dietro al Teatro, condito di una rassicurante cassetta da uva, che ben si intona al periodo. La SEI è già stata avvertita per la rimozione.

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