Il Terziere del Chianti alla Festa della Repubblica

E’ il rosso del sangiovese che arde in cuor, il bianco degli scogli di alberese, il verde dei pampani delle viti ora in fiore e profumatissime, che accompagna i Gonfaloni dei tre comuni del Chianti nella Piazza del Duomo di SIena per le celebrazioni della Festa della Repubblica 2026.

Tre Comuni sassosi pieni di boschi, di viti e di ulivi, insieme nella festa del riscatto e della democrazia.

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La Festa della Repubblica 2026

Celebrazioni per l’Ottantesimo anniversario della Repubblica in Piazza del Duomo alla presenza del Prefetto di Siena Valerio Massimo Romeo, della Presidente della Provincia Agnese Carletti, della Sindaco Nicoletta Fabio, dei primi cittadini della Provincia con i Gonfaloni dei Comuni, di un plotone interforze delle Forze Armate, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia, Volontariato, i Paggi delle Contrade, la Banda Città del Palio.
Un forte richiamo ai valori che portarono a quel voto del 2 giugno 1946 che esprimeva una grande volontà di democrazia e di partecipazione alle scelte di un paese sconfitto – uscito da una feroce dittatura – e coperto di macerie.
La prima volta del suffragio universale esteso alle donne con il voto che delineò la struttura del nuovo Stato democratico ed elesse l’Assemblea Costituente, i cui lavori portarono alla redazione della nostra Carta Costituzionale.

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Il compleanno della Repubblica

Fra il 1906 e il 1915 i paesi scandinavi concessero il diritto di voto alle donne (Finlandia, Novergia, Danimarca e Islanda).
Altri li seguirono dopo la Prima Guerra Mondiale come la Germania, Polonia, Austria, Olanda, Svezia, Regno Unito, la Francia nel 1944, il Belgio nel 1948, la Svizzera nel 1971, il Portogallo nel 1974, nel principato del Liechtenstein (grande più o meno quanto le pozze di Lecchi) addirittura nel 1984.
Il 2 giugno 1946 il suffragio universale esteso alle donne venne finalmente introdotto anche in Italia e l’occasione fu ghiotta perchè si decideva se mantenere sul trono e rimanere sudditi di quegli sciapi biscotti piemontesi (che tra loro parlavano in francese) o dare una sverniciata a un sistema ormai al collasso e con gli ultimi che si erano guadagnati nei campi e nelle fabbriche, negli uffici, al confino, in galera, nei campi di prigionia o di sterminio la volontà di esserci, di partecipare e di contare.
A questo punto è meglio lasciare al cinismo graffiante e amaramente ironico di Dino Risi il racconto delle cose come andarono e come si estesero.
Una vita difficile” con Alberto Sordi e Lea Massari è uno dei più grandi capolavori del cinema italiano, lo si trova facilmente in rete o nelle biblioteche in dvd e il consiglio è di vederlo o rivederlo.
Scena indimenticabile quella di Silvio Magnozzi/Alberto Sordi che ubriaco nel viale di Viareggio se la prende con i turisti stranieri in transito con le auto: “Siete turisti? Cosa venite a fare qui? Non c’è niente da vedere, è tutto uno schifo… Non visitate l’Italia! Statevene a casa vostra, che è meglio”.
Questa non è la migliore Repubblica possibile, ma è stata abbondantemente pagata col sangue e la galera di pochi e l’indifferenza di tanti.

Poi sopraggiunse il sarcasmo di Ennio Flaiano e fece subito centro:” La situazione politica in Italia è sempre grave ma non seria”.

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I papaveri nel grano di Sinalunga

Cerere, la dea romana della terra, della fertilità e dei raccolti è colei che ha insegnato all’umanità a coltivare la terra e solitamente è rappresentata con in mano spighe di grano e papaveri.
Questa simbiosi fra grano e papaveri si è tramandata fino a non molto tempo fa: le lavorazioni dei terreni permettevano ai semi di papavero di interrarsi e riemergere ogni anno con i suoi petali rossi a guarnire i campi del pane.
I ricordi di molti sono intarsiati nelle estati di grano verde e poi del colore dell’oro maturo e quelle bandierine rosse che fremevao al vento, sparpagliate tra le spighe.
In pochi si pongono la domanda di come mai i papaveri non crescano più in mezzo al grano, ma poco fuori l’abitato di Sinalunga la simbiosi si ripete, nella magnifica luce di un tramonto senza fulmini e saette.

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Estrazione Contrade Palio 2 luglio 2026

Estrazione di quattro Contrade per la squalifica del Nicchio che correva di diritto…musici di palazzo che suonano le chiarine affacciati alle trifore del Palazzo Pubblico e si definisce il quadro completo delle dieci che correranno per aggiudicarsi il Palio dipinto da Ismaele Nones e dedicato all’ottavo centenario dalla scomparsa di San Francesco d’Assisi.

A Onda, Civetta, Giraffa, Leocorno, Aquila e Torre si sono aggiunte poco fa: Bruco, Drago, Valdimontone e Oca.

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Una colombaia millenaria a San Piero in Avenano

Complesso architettonico in via di estinzione di San Piero in Avenano – comune di Gaiole in Chianti – dove il millenario filaretto di alberese è lì per fare accoglienza a stormi di storni, rapaci, uccelli notturni e tonnellate di ailanto e di edera che finiscono per reggere edifici altrimenti franati.
Tra i particolari della facciata con vista sul castello di Meleto, c’è la tamponatura – a mattoni di fattura manuale -di una finestra che più che essere un affaccio paesaggistico sulla valle sottostante, nel corso dei secoli è diventata una base di atterraggio – sosta – riproduzione per colombi.
Ciò voleva dire una fonte proteica diretta e certa per i pievani che nei secoli si sono succeduti alla conduzione di una delle chiese più antiche del Chianti.
Da decenni lo stato conservativo del villaggio millenario nato intorno alla Pieve è parecchio precario: i piccioni ancora ci sono, il tetto è spiaccicato sul pavimento, la soglia di pietra serena della colombaia chissà dove è andata a finire.

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Matthew Spender

C’è chi nel Chianti ci si è ritrovato e c’è chi coscientemente ha voluto stabilirsi in un podere un po’ in disparte dove trarre ispirazione per lo svilupoo della propria arte.

Professore Ordinario di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e Professore Onorario di scultura nell’Accademia di Belle Arti di Scultura.

Il grande regista Bernardo Bertolucci, scelse 47 sue sculture in terracotta, per il suo film “Ballo da sola” del 1996, presentato al 49° Festival di Cannes, girato fra i dintorni di Brolio e la villa di Geggiano.

Scultore affermato e famosissimo, musicista che spiccava per altezza fra i membri della Banda Musicale della Società Filarmonica”Fortunato Vannetti” di Gaiole.
C’è chi nel Chianti c’è nato, c’è chi c’è voluto venire e lo ha amato tanto.

Fonte: Il Citadino.

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Lacrime in assensa di gravità

Ammare… anche quando lo scorrere del tempo porta a idealizzare le immagini migliori e i momenti più lieti, malinconie di piccole fragilità o splendide e graffianti ironie argute.
Quegli occhi tondi e volpini nati sotto al segno del toro erano sempre di sfondo a un capolavoro di saggezza o di intima fragilità con cui aprirsi a rari momenti e per unici spiragli in un parlare al solletico e fusa di grandi film e ottime letture.
La tua sottigliezza di pensiero manca a questo mondo arido e stitico, pieno di personalismo che non sa gustare neanche la lettura del giornale al tavolino di un bar con un cappuccino, un gelato alla nocciola e al pistacchio, un fazzolettino da collo diverso a seconda dell’occasione.

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Fioriscono i gigli

C’era il giglio e la rosa in quell’istante di maggio sinonimo di sinuosa purezza e di una miscela di saggi profumi che abbagliano i sentimenti.
Tu rosa, in una costellazione di bianco – pieno di polline giallo – che arreca soleggiata carezza, agile altura nei diligenti orti, arti idrolitini di rondine, graffiante purezza.

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Particolari di Monteriggioni

Il fascino di un fascio di forassite ammontnato su una parete, un Cristino senza braccia esposto alle intemperie come se stare appiccicato alla croce fosse una cosa da poco, una tenda strappata, un motore di condizionatore nel mezzo di piazza, fastelli di lenzuola… la cacioteca.
Sembra un grande parco giochi per turisti, ma poi si scorge una coppia mano, nella mano, rapiti tra loro neglisguardi e nell’estraniarsi dalla transumanza di telefonisti e rimettono al centro dei pensieri e dei destini del mondo quel sentiero stretto e un pochino disperso.

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