Il beato Pier Pettinaio da Campi

Narra la leggenda che Pietro (Pier) una volta rimasto vedovo, avrebbe venduto la vigna e la casa e si fosse trasferito nella zona di Ovile, nella città di Siena.
Si era già da tempo discostato dalla vita pubblica e dalla turbolenza delle vicende sociali e politiche della sua epoca, ma si era già fatto una fama di persona leale, generosa e soprattutto onesta nella vita di commerciante di pettini per lana, sempre venduti al giusto prezzo per la loro effettiva qualità.
Nacque nella villa di Campi, (probabilmente in un contesto architettonico molto diverso dal borgo a uso e residenza agricola che ha allo stato attuale) intorno alla fine del 1100, anche se le cronache della morte, nel 1289, ne farebbero una persona vissuta ben 109 anni, in un epoca non poco complicata per la longevità delle persone.
Prese moglie giovanissimo, ma considerando la sterilità della sposa, non se ne fece un cruccio, scegliendo di vivere in castità e indossando un abito penitenziale.
Dante lo rese immortale citandolo nella sua opera e poi ci pensò il papa Pio VII nel 1802 a dargli quel tocco di Beato per metterlo in un comodo divano del Paradiso.

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