Il museo della Contrada della Torre

Alla domanda di due giovani dall’accento lombardo su cosa sia il Palio per i senesi, Davide Orsini (curatore del Museo della Torre) risponde che: “Il Palio sono quattro giorni di festa, che hanno il suo culmine con la Carriera che si svolge in Piazza del Campo il 2 luglio e il 16 agosto, mentre l’appartenenza alla Contrada occupa tutto l’anno”.
Con un ruolo sociale e conviviale, con un’organizzazione dedita al volontariato e alla promozione culturale, un vivo controllo del territorio e all’assistenza.
Siena è probabile che sia l’unica città al mondo ad avere 17 Musei simili e diversi allo stesso tempo, in cui vengono conservati i cimeli, le monture, vere e proprie opere d’arte insieme ai Pali vinti, (dipinti sia da pittori senesi che nazionali e internazionali) i Masgalani ( premo assegnato alla Contrada che si è distinta per bravura, eleganza e portamento, nel corso dei due cortei storici che precedono il Palio).
E il Museo della Torre si distingue anche per avere al proprio interno delle mura cittadine duecentesche, una cisterna di epoca romana, una tomba etrusca risalente al II secolo A.C, una fossa da grano del quattrocento, realizzata dal Comune di Siena per conservare come fosse oro il prezioso cereale.

Alcune pietre che sono i resti di un mangano che anticamente serviva per lisciare e lucidare i tessuti.
“Oltre la forza, la potenza” è il motto, il rosso cremisi con liste bianche e blu i colori di questo grande popolo che ha per santi patroni San Giacomo e Sant’Anna e un elefante in campo d’oro coronato all’antica, fermo sulle quattro zampe, con gualdrappa rossa divisa da una croce bianca, che sostiene sul dorso una torre cimata con un pennoncello rosso crociato di bianco.

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Nadio Nardi, il Maestro del mangiare e bere bene a Livorno

enoteca nardi livorno

La famiglia Nardi gestisce la migliore Enoteca di tutta Livorno, la “Cantina Nardi”. Non chiamatela solo Cantina, oppure Enoteca, o Bistrot, o Osteria: la Cantina Nardi è la Cantina Nardi. Un locale unico, che a partire dalla mattina vi serve la colazione, in tarda mattinata è l’ideale per un “rinforzino”, è aperto anche a pranzo e cena, senza farsi mancare l’ora dell’aperitivo. Pochi piatti, tutto espresso, tutto secondo la stagionalità e la freschezza che il quotidiano offre. Vi potete fermare a qualunque ora a mangiare o spiluzzicare qualcosa che, in cucina le sapienti mani di Donne come Giovanna e Nora sapranno sapientemente proporvi. Al banco e fra i tavoli la fragorosa labronicità di Massimo e Alessandro non potranno far altro che conquistarvi. Fateci un salto e ci troverete tutta Livorno, dal bancario al rappresentante, passando per il carpentiere o il turista.

Poi c’è lui, Nadio Nardi. Il Patriarca

Permettete una piccola digressione personale.

Nadio Nardi per me è lo Zì Nadio. La storia di questo nome risale al Vinitaly di una quindicina di anni fa. Nadio mi stava portando a far visita ad alcuni stand ai quali si poteva accedere solo con l’invito numerato; lui il suo invito ce l’aveva, ma mancava quello per me. Quindi il colpo di genio: “ti presento come il mi’ nipote”. Che c’è di strano? Anche niente, se non il fatto che io son alto 2 metri e lui un metro e sessanta! Comunque alla fine è andata piuttosto bene, fino a che non abbiamo incontrato un rappresentante (non dico di quale Azienda) che ci dice: “Io vi faccio assaggiare tutto ma non mi dire che lui è il tu’ nipote, perchè conosco il su’ babbo!!”.  Comunque da allora lui è “lo zio” e io sono “il nipote”.  (Riccado Cappelli)

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La pillola dell’anno dopo della Berardenga

Ai primi di dicembre una signora di Castelnuovo Berardenga, si rivolge alla farmacia del paese per l’acquisto della “pillola del giorno dopo“, (un contraccettivo non abortivo, ben regolato dalle leggi nazionali), ma il farmaco viene negato alla signora, per “l’obiezione di coscienza” del titolare della farmacia.

“La pillola va assunta nel più breve tempo possibile, la richiedente, nel caso che ci è stato segnalato, è stata costretta a recarsi a Siena, a più di 20 km di distanza!” scrivono sulla pagina Facebook le donne di Potere al Popolo di Castelnuovo Berardenga.

E ancora: “La pillola del giorno dopo, in quanto contraccettivo non abortivo, non può essere negata al momento della richiesta”.
Le ragazze di Potere al Popolo manifestano il loro festoso dissenso davanti la farmacia, interviene la mediazione del sindaco Fabrizio Nepi, arriva un richiamo dell’ordine dei farmacisti per rimettere a posto le cose.
Dal 2 gennaio, la “pillola del giorno dopo” è disponibile nella farmacia di Castelnuovo.
Fonte: Chiantisette.

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Il Presepe Monumentale di Rapolano Terme

Presepe numero 25, quello allestito dagli artigiani rapolanesi del Centro Culturale “La Piana” Giancarlo Battagli, nella chiesa di San Bartolomeo.
Il lavoro inizia a settembre e prende spunto da qualche fatto storico accaduto in zona.
Nelle infinite bastonate fra le Repubbliche di Siena e di Firenze, Rapolano è stato più volte distrutto e ricostruito e propria una di queste scene antecedente la ricostruzione che vede coinvolti i frati di Monte Oliveto è lo spunto per il presepe.

Cartone, colla, vinavil, gesso, colori, fil di ferro e terracotta per formare i personaggi, bel lavoro di panneggio e ricostruzione storica, con gli effetti speciali realizzati con oggetti di uso comune, con tanta fantasia e abilità.

Da settembre fino all’inizio di dicembre, il cantiere dei presepisti di Rapolano è sempre in movimento, e ogni anno, al folto pubblico che interviene viene mostrato, ridotto in scala, uno spicchio del proprio territorio: stavolta Rapolano visto dalle Terme San Giovanni e il santuario di Monte Oliveto.

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Cantina Ripoli Chianti Classico 2016

cantina ripoli chianti classico 2016

Sostiene Francesco Sarri di far vino “fra la lavatrice e il frigorifer0” per lasciar intendere che si tratta di una vinificazione non certo amatoriale, ma con tecnologie e spazi che non hanno niente a che fare con le cantine astronavi, Star Trek del vino.
Vasche di acciaio e soprattutto di cemento per la vinificazione e l’uso delle stagioni e del fine strato di acciaio per le sedimentazioni tartariche o la fermentazione del malico residuo se permane, nella primavera successiva.
L’umiltà di sapere che la parte più difficile e delicata del lavoro risiede nella vigna dalla potatura, alle incognite del clima, dalla rete per cinghiali e caprioli, al momento di fare o non fare un trattamento decisivo per le sorti dell’annata.
E infatti l’uva che compone il suo splendido vino arrivano da Radda e da Vertine, curata da persone in gamba che hanno il polso della situazione e conferiscono al Sarri il meglio del proprio lavoro, che lui vinifica con le vasche si è detto, una pompa, dei mastelli, dei tubi di diametro 40, una pressa elettrica che si carica a cassette e si svuota con la zappa o con il sempre agevole forcone.
La prima annata è un velluto che non ha la presunzione di stupire, ma che esprima beva, eleganza e piacevolezza nel pulire la bocca e nell’accompagnare le pietanze.
Sangiovese schietto, pratico, violaceo nel sapore e nell’olfatto, un sogno di una vita che sta diventando ottimo vino per i palati più esigenti. Fonte: Vinix

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“Il gallo degli etruschi” di Renato Ferretti, al Palazzo del Pegaso

Dopo il grande successo ottenuto con l’esposizione a Palazzo Patrizi di Siena, Renato Ferretti trasferisce le sue opere presso il Palazzo del Pegaso a Firenze.

I galli indomiti, a becco chiuso, eleganti e riflessivi se cantare o meno in tempi in cui si insinua la paura nella gente per anestetizzarla e guidarla.
Sfondi delle tombe etrusche di Chiusi, Tarquinia, la meravigliosa quadriga infernale di Sarteano, il buttero di Murlo, le porte di Volterra fanno parte di un lavoro di ricerca e di osservazione sulle nostre origini.
La mostra è stata inaugurata da Eugenio Giani, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, (raffinato cultore di storia e tradizioni toscane) che ha introdotto la mostra e l’autore a pubblico e televisioni presenti.
“Il gallo degli etruschi” di Renato Ferretti: sala Affreschi Palazzo del Pegaso, via Cavour 2 Firenze, fino al 20 gennaio 2019 dal lunedi al venerdi 10 – 12 e 15 – 19; sabato 10 – 12.

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E’ nato un pisano furbo e Ambrogio ha trombato la contessa

Non sono i titoli di prima pagina del glorioso Corriere di Siena che manda gli inviati a mappare le piazzole da infratto o scrive pezzi epocali sulle tope d’appartamento.
Ma sono gli strilli di prima pagina di uno dei giornali più longevi e conosciuti che si trovano nelle edicole: Il Vernacoliere.
Irriverente, a sfumature geniali, con alcuni titoli rimasti nella storia e nelle menti delle persone, come l’ardua impresa di trovare un pisano furbo o la riscossa proletaria del povero autista Ambrogio che finalmente si prende una rivalsa sulla contessa dei famosi cioccolatini a pallina.
Prende di mira prelati e alte cariche del paradiso e questo, in un paese clericale e bigotto nel qual si trova è una bella medaglia al valore.
Ultimamente più che al graffio satirico si assiste a delle trivialità che fanno pensare: saranno più volgari tempi e personaggi sullo scenario pubblico o i titoli del giornale?

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