Sestano e il podere La Fonte

Un magnifico esempio di casa colonica: un edifico di origine seicentesca, che si sviluppa sul piano della Strada Provinciale 484, separato da un muro di cinta, abbellito di due archi di ingresso, con una torre piccionaia che svetta dietro di essi.
Al lato opposto della strada un vialetto aperto abbellito ai lati da due edicole con cipressi, che conduce verso Sestano, fra il verde argento degli ulivi, il punto di vista di inizio paesaggistico delle Crete, con la caratteristica torre delle comunicazioni.

Sestano, conosciuta anche come Villa Petrucci e successivamente Piccolomini Clementini, risalente al ‘700 nella forma attuale e piccolo villaggio conosciuto fin da prima del Mille.
Era famoso il suo viale di accesso contornato di lecci, è un buon punto di sbarco per i “viandanti del sudicio” per la comodità di scarico nella piazzola adiacente.

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Il treno delle Crete Senesi

Ogni giorno, la tratta che da Chiusi porta a Siena e viceversa, nello stesso binario, orario e modo che era nell’ottocento lo è ora, fra dune che sembrano seni coperti di colori stagionali a seconda del tempo del grano, della luce, del sole e della nebbia.
Presso la Pieve di San Vittore a Rapolano, un passaggio a livello su una stradina a sterro, uno sguardo al paesaggio da Presepe del paese, una candela al cuore che batte in una rondine piccina.

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Le Poste Lacunose della Berardenga

presidio poste berardenga

Era l’anno di grazia 2015, quando i cittadini di San Gusmè si ritrovarono davanti all’Ufficio Postale del capoluogo (Castelnuovo) per protestare contro la chiusura dell’importante servizio nella frazione,con l’intento di tenere aperto lo spertello per le ovvie esigenze.

Sindaci e autorità dell’epoca si espressero nell’ennesimo (sterile) comunicato stampa per dire quanto le Poste centrali fossero cattive, ma niente virò verso qualcosa di utile alla popolazione, se non poche ore di apertura dell’ufficio a settimana.
Divertente (si fa per dire) che l’Ufficio di fronte al quale i “frazionisti” sangusmeini, invenivano nei confronti del mal servizio delle Poste, si attui la stessa identica politica di ripiegamento.
Una popolazione composta di oltre migliaio di persone, la retrocessione dell’Ufficio a “periferico”: la sala d’aspetto nel Circuito Automobilistico Cittadino di via Roma, un solo sportello aperto, disagi, code chilometriche sotto la pioggia o il sole, di fronte proprio al Palazzo Comunale.
Se l’essere cittadini della Beradenga è più una condanna che un orgoglio, questo è uno dei tanti modi per prenderne atto. Fonte: Il Gazzettino del Chianti

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Il fungo barometro

fungo barometro vertine

Un’altra prova della meraviglia della natura che si manifesta sotto forma di un funghetto che nasce di norma da settembre a dicembre sotto ai pini o alle querce e ha la funzione di segnalatore del tempo: quando sentono odore di pioggia (le ali a formare una stella) si aprono, quando l’aria è secca stanno chiusi e si riposano in attesa di un umido migliore.
C’è chi lo cucina, ma è pressochè insapore, quando è ben maturo ci sta che sia come mangiare un omogeneizzato di noce di galla.

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Il Vermutte di Vertine

Si è andati un po’ per ricordi passati, un po’ per ricerca sui libri di Giovanni Righi Parenti,per ritrovare la formula di un Vermutte piacevole, ma stando con i piedi ben piantati nel Chianti.

Un trebbiano fatto di bel panno, ha accolto l’infusione per quindici giorni di un sacchetto di tela bianca con dentro cannella in polvere, chiodi di garofano e noce moscata tritati, un po’ di scorza d’arancia.
Già nei primi giorni l’alcol del vino faceva fuoriuscire dal largo collo della damigiana un raffinatissimo aroma che ricorda il profumo dell’autunno.
Al termine dell’infusione, si rinforza il tutto con alcol buongusto e una giusta dose di zucchero, ma senza la fretta (dei tempi moderni) per assaggiare.
Dopo un paio di settimane ne esce una bevanda gustosa, sia da sola che mescolata con il succo di arancia o con una semplice oliva moraiola tenuta precedentemente sotto sale a spurgare dalla proprie acque di vegetazione.

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San Sano del Chianti

A distruggere il Castello di San Sano, non furono le scarne truppe Liberali del Senatore Malagodi, ma in epoca precedente (nel febbraio del 1554) le truppe senesi insediate all’Aiola, che con grande ferocia, razziarono e incendiarono l’avamposto fiorentino.
L’anno dopo la guerra di Firenze era vinta e Siena si arrese, San Sano prese la forma di un villaggio agricolo senza tante scintille, almeno fino agli anno ’60 del Novecento, Amintore Fanfani venne insignito della cittadinanza Sansanese nel periodo del primo Centro – Sinistra, osteggiato non poco sempre dalla vicina fortezza dell’Aiola, divenuta appunto, feudo di un condottiero senza truppe come il Senatore Giovanni Malagodi, condottiero degli agrari.
Sempre negli anni ’60 il maestro elementare Ferdinando Anichini, che insegnava ai suoi alunni ad amare questa terra arida, carica di contese (e va detto, anche di servi) dopo una partecipazione a un programma televisivo del grande presentatore Corrado, dove imitando malamente una ranocchia ebbra di vino del Chianti, se ne torna con una piccola somma, che intende utilizzare per dare lustro culturale al paese.

Contatta Plinio Tammaro, famoso artista senese e conia la “Rana Beona”, la “granocchia che beve dal fiasco e getta acqua dagli zampilli.
Da lì parte una festa con al centro la pittura, con opere di grandi artisti appese per tutti i muri del paese.

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Venerdi d’oro e d’azzurro in Pinacoteca

ambrogio lorenzetti annunciazione pinacoteca siena

L’oro nell’arte senese del Duecento e del Trecento, segreti e curiosità di tecnica artistica nelle antiche botteghe dei pittori.

Una visita nel modo di concepire l’arte e la tecnica, scorrendo le rappresentative parole del Libro dell’ Arte di Cennino Cennini.

Venerdì 20 Gennaio, ore 16,45 presso la biglietteria della Pinacoteca Nazionale di Siena.

Inizio della visita ore 17:00, Pinacoteca di Siena, via San Pietro.

Visita guidata € 12, ingresso museo € 6, gratuito bambini e ragazzi fino a

18 anni, € 2 fino a 25 anni, biglietto cumulativo famiglie € 10

Gradita la prenotazione

tel. 0577 43273

info@guidesiena.it

www.guidesiena.it

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I bronzi di San Casciano dei Bagni ricevuti al Quirinale

statue san casciano dei bagni

I bronzi di San Casciano dei Bagni, saranno ricevuti al Quirinale, ma non sarà conferito loro l’incarico di formare un nuovo Governo, almeno per il momento.

Il Ministro della Cultura, ospite della trasmissione di Rai Tre “Quante storie”, dichiara che entro il mese di maggio sarà allestita una mostra delle opere al Quirinale e che poi e medesime andranno un po in giro per l’Italia, prima di tornare definitivamente a San Casciano, dove al momento si sta cercando un edificio adeguato a contenerle e conservarle.

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Le gemme delle viti a gennaio

bocciolo-di-sangiovese

E’ un affar serio che a gennaio le viti al taglio di potatura gemono, hanno gli occhi gonfi, oppure hanno già emesso le gemme come di norma avviene a primavera inoltrata.

Per la campagna e per la produzione di vino, non occorre essere oracoli per capire che sarà un’annata parecchio complicata con l’arrivo del primo accenno di gelo.

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San Piero in Barca in un tormentato presente

Gli occhi sfavillano come elettrodi di saldatura nell’attraversare l’addominale paesaggio che sta intorno alla piccola località di San Piero in Barca, dove niente è stonato se non un abbandono di frigo, divano, vari mobili e oggetti poco prima dell’ingresso in paese.
E’ di questi giorni la notizia che le “telecamere tagliole” della SEI hanno pizzicato oltre un centinaio di incivili nel territorio comunale di Castelnuovo, intenti a riversare per strada i loro oggetti inutili.
Sanzioni che si spera servano nell’intento di far conferire correttamente i propri rifiuti e di far capire la maestosità del creato vi è intorno, che non merita questi eccessi di maleducazione. La SEI è già stata avvertita per il ritiro dei materiali.

Fonte: Il Cittadino

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