Furto di capperi a Guistrigona

Andrà anche tutto bene, ma se da muri in mattone fine ottocentesco, su cui i proprietari hanno immesso del seme di cappero per renderli ancora più pregevoli con i fiori bianchi e violacei, (prima che diventino capperi da sale o da aceto), qualche manina fatata arriva con paniere, munita di forbici per recidere le piante e spennarle dal frutto con calma, è segno che teste e speranze, sono da riporre, se per proteggerle da qualche marrano, si deve arrivare a mettere in atto la video sorveglianza.

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Eremo Le Celle di Cortona

L’Eremo Le Celle è il primo convento costruito da San Francesco di Assisi (1211) ed è stato da lui abitato anche dopo aver ricevuto le stimmate, ed è qui probabilmente che detterà nel maggio del 1226, pochi mesi prima di morire, il suo “Testamento“, uno dei suoi scritti più preziosi dove ripercorre in sintesi tutta la sua esperienza spirituale.
Conserva tutta la prospettiva ascetica e contemplativa, pur essendo meta di un giro di persone che salirebbero con la macchina fin sull’altare, le quali desistono, quando si rendono conto che la visita deve avvenire a piedi, in silenzio e che la macchina non riesce a passare sul ponte a schiena d’asino denominato del Granduca.
Lo scorrere dell’acqua, la pace dei boschi, il fulgore delle rose fiorite, la cella, o meglio il ricovero privo di fronzoli nel quale riparava Francesco d’Assisi.

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Finaz in concerto e Castelnuovo Berardenga transennato

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Mezz’ora di uragano ventoso che ha spazzato via le foglie parecchio meglio della SEI, glorioso monumento statico locale.
Arrivando sul fare della cena in Castelnuovo Berardenga, della musica inusuale si apriva sulle strade western del borgo, che appariva transennato, come a dare l’impressione che la musica del bravo chitarrista Finaz, fosse l’aperitivo di un qualche cosa  di più ampio pubblico e respiro.
No, niente paura, l’esibizione di Finaz era solo un’estemporanea di pochi minuti, mentre strade chiuse e transenne, non erano per un evento culturale o ludico per le vie o in piazza: ma erano solo per delimitare un palazzo con le tegole del tetto a rischio di cascare in capo a qualcuno, a breve distanza dal senato dei colonnini della chiesa.

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Siena: ancora in vendita le case dei Barbapapà

Questi begli edifici rimarranno nella storia per essere un lascito dei tempi della giunta del sindaco Maurizio Cenni, noto bonificatore di orti, acacie, rimanenza di aree verdi cittadine che poi si dipanano nelle mirabile di viale Sardegna, con il magnifico palazzo di marmo raro, della Provincia soppressa, per finire con l’addolcimento della zona della stazione e di tutta quella scarpata adibita a zona commerciale.
Un affaccio dalle finestrine colorate della casa dei Barbapapà, vista sede della SEI, con l’erba secca in punta, c’è da non lasciarselo sfuggire.

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Vertine: dopo l’elicottero arriva il drone

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Riapre l’eliporto di Vertine, ma non per l’andirivieni di giorno come di notte di un paio di elicotteri per il trasporto di truppe turistiche annoiate verso antipastini di mare evitando sia il traffico che la conoscenza del luogo di permanenza, che non manca di posti belli e meritevoli di essere visti.
Riapre per fare da base a un drone che dall’alto scavalca barriere come siepi divisorie o pertinenze altrui dove sarebbe buon gusto non turbare la privacy di spazi come case, giardini, angoli relax o tintarella, come lettura (specie dopo che tutto questo è stato fatto notare ai “piloti” in ottimo inglese).

Il cattivo gusto di invadere, sibilando, momenti di intimità di persone, facendo riprese, che con le moderne tecnologie, possono fare il giro del mondo in diretta.

Un “turismo di classe”, sempre più spesso presente in un Chianti spesso stravolto, per attrarre un pubblico pagante che neccessita sempre di nuove mirabilie.

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I girasoli dello Stato Pontificio

Il mio sguardo è nitido come un girasole.
Ho l’abitudine di camminare per le strade
guardando a destra e a sinistra
e talvolta guardando dietro di me…
E ciò che vedo a ogni momento
è ciò che non avevo mai visto prima.
(Fernando Pessoa)

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Berardenga: la Golf con la testa terza palla

golf rione castello berardenga

La macchina è la terza palla dell’uomo moderno, ostinato bipede a motore che utilizza il proprio membro ragionante solo per districarsi agli orari più strani per portare e avere  la terza palla fuori dalla porta di casa in un comune troppo grande, ma con la sede urbana a poco più di cento passi dalla sosta riproduttiva. Ma con strada in leggera salita.

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La chiesa di San Lorentino a Bossi

Località San Laurentino: la prima menzione della chiesa risale al 1202. Successivamente figura negli elenchi delle  decime degli anni 1302 – 03, come suffraganea della pieve di San Felice.

E’ molto probabile che sia da identificare come una delle due “cappelle semplici”, quella di patronato di Filippo Ugurgieri, ricordate nella relazione del Ghelardini del 1676.

Nel catasto leopoldino del 1825 risulta ancora di proprietà della stessa famiglia.
L’interno, pavimentato a mattoni, è completamente intonacato e dipinto a finti conci.
L’altare, di forme barocche, presenta un timpano spezzato sorretto da due colonne con capitelli corinzi, in alto sono alcune figure in stucco sormontate da un altro timpano a sesto ribassato. L’edificio, in stato di abbandono, è in cattive condizioni statiche.

Fonte: Architettura nel Chianti Senese, Catalogo di Castelnuovo Berardenga, a cura di Fabio Gabbrielli, Felicia Rotundo, con testi di Mario Ascheri, Roberto Farinelli, Fabio Gabbrielli, Italo Moretti, Felicia Rotundo. Editoriale Don Chisciotte 1996.

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La maglia di Terence Hill/Trinità alla gelateria Girotti di Amelia

Nel 1974, quando Quirino Girotti chiuse i battenti della rinomata gelateria di famiglia, il nipote Mario, girava le scene di “Altrimenti ci arrabbiamo“, celeberrimo film successivo di qualche anno alla saga di Trinità, (il poco igienico personaggio trasportato nel deserto da un cavallo che si trascina una lettiga), divenuto leggenda per varie generazioni.
Non c’era da scialare nel dopoguerra, i gusti erano solamente tre, (cioccolato, crema e limone) ma erano talmente buoni che rappresentavano un sogno facilmente reperibile e gustabile per chi non aveva smesso di sognare alto.
Le radici di quel nipote, nato a Venezia, per motivi lavorativi dei genitori  Girolamo Girotti (Amelia, Terni) e Hildegard Thieme ( tedesca di Dresda) si ricomposero all’età di sei anni, dopo un breve soggiorno in Germania, tornando ad Amelia, città di origine del babbo.
Crescere, vivere, studiare, le prime comparsate nei film per pagare gli studi universitari e la consapevolezza che il cinema, sarebbe stato un buon viatico.
Venti i nomi da scegliere per dare una connotazione gringa al suo nome, scelse Terence Hill che ricordavano le iniziali della madre.

Da lì tante legnate, risate, prima di farsi prete nella serie di Don Matteo, girata proprio in Umbria, mentre la maglia di Trinità, si trova appesa nella gelateria Girotti, gestita dal figlio di Terence, (Jess) nella via principale di Amelia, fra gusti vari e ottimi e sogni di una lettiga trascinata da un cavallo nel deserto, che non tramonta mai.

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Somewhere Over the Rainbow in Chianti Festival

Il linguaggio universale della musica in una piazza scandita dal vento gelido di una sera, che al netto di una coperta sulle ginocchia ha prodotto un lieto pensiero di note armonie, sogni, seggiole sparse a distanza, lucciole e fiori di melograni, con la bravura e l’ironia di un trio (Fabbrini Ravagni Perugini) che con la scusa del Jazz hanno mescolato musiche, ricordi, malinconie e servito su un piatto d’argento, una ninna nanna al marrano sotto la Torre dell’Orologio, parcheggio ufficiale del Golf Club Berardenga.

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