Vertine di brace, di sole e d’azzurro

Il giorno precedente la salsicciata, durante le fasi di taglio dell’erba e di potatura degli ulivi per la frasca che serve per creare la brace, un vento gelido fetente si infilava con prepotenza in tutte le pighe dei vestiti creando una sensazione di vero malessere.
La mattina del lieto giorno, una rondine appollaita sui fili del telefono, attende, saluta, controlla e supervisiona che le avversità climatiche e il gioviale clima di festa, non vengano turbati per una giornata lontana per qualche ora dal quotidiano.
Sole, azzurro, nuvole e salsicce, un cielo coperto dove non si muove una foglia mentre il fuoco scalpita, i tavoli e le panche prendono posizione sotto delicate tovaglie bicolori.
Il pane da tagliare, le fave da sbucciare, il pecorino e la finocchiona da affettare, la brace che finisce sull’altare, una raffica di dolci e vini magnifici con un rosato prodotto da Caparsa che sta al vino come Stradivari ai violini.
Una domenica semplice, benedetta dal clima, da chi c’era, da chi non è potuto venire, ma sarà fra questi sassi in un’altra occasione.

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Nel Chianti Storico trekking sulle tracce di San Michele

Sentieri-del-Chianti foto da il cittadino on line

A Gaiole in Chianti, nel cuore del Chianti storico, sabato 20 e domenica 21 maggio, si terrà la prima edizione del Cammino dell’Angelo: un viaggio mistico alla scoperta dei luoghi di culto legati a San Michele, su un percorso di trekking ad anello lungo 45 chilometri.

Il crinale dei monti del Chianti è attraversato da un intreccio di antichi sentieri, ricchi di sacralità, un tempo protetti da cavalieri e ordini monastici, battuti dai pellegrini diretti verso Roma e da pastori transumanti con le loro greggi. Ancora oggi sono presenti tracce di quel passato. Tra boschi, vigneti e oliveti si ergono antiche pievi romaniche, chiese di campagna, borghi fortificati e cappelle di strada, tutte legate al culto di San Michele, protettore dei pellegrini e dei pastori.

Su queste strade battute dai pellegrini di un tempo torneranno a camminare i pellegrini di oggi. Ad ogni tappa sarà vidimato il credenziale, ovvero il documento di viaggio che accompagna sempre il pellegrino e che certifica la completezza del pellegrinaggio.

Il cammino dell’angelo è promosso dalla Fondazione Chianti Storico e ha come partner la comunità toscana Il Pellegrino, il Gruppo escursionisti Berardenga, La Storica, Evorart e Press&Archeos.

Per partecipare al Cammino dell’Angelo è necessario versare entro il 12 maggio 2017 la quota di iscrizione di 15 euro e inviare la domanda di adesione a fondazione@chiantistorico.toscana.it

Di seguito i link per scaricare tutte le informazioni, il programma e il modulo di adesione http://www.mediaframe.it/cammino-angelo-progetto-adesione.zip

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Le meringhe giganti della Panetteria Tassi di Castiglion del Lago

Dal pane, alla pizza, alla schiacciata ripiena di prosciuto, alla pasticceria, è tutto buono alla Panetteria Tassi di Castiglion del Lago (Trasimeno), ma ciò che sale agli occhi nella vetrina è la varietà di meringa (spumino) e soprattutto la loro dimensione.
Spolverate di cacao, di granella di mandorle o semplici, sono di una fragranza e di una bontà fuori dal comune. I più distratti possono romperle nell’appoggiarle in macchina, mentre i più saggi si mettono in un angolo e se le gustano con il piacere della lentezza.

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Gli abbinamenti del sangiovese

Ci saranno ancora da verificare i danni procurati dalla gelata della scorsa notte: un paio di gradi sotto lo zero e le viti già parecchio in tiro mostrano un bel capo basso.
Segno che l’annata non è idilliaca, come ogni anno, finchè l’uva non arriva in cantina.

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Arcobaleno peonia e timore del gelo

S’alza un vento diaccio improvviso che arde le gote e deturpa quanto di buono fatto dalla vampa prematura.
Vengono portati via pollini e petali, intirizziti tralci e rami, gocciole scaraventate a forza e il terrore di una notte di gelo che potrebbe radere al suolo l’agricoltura del Chianti, della Berardenga, delle Crete e di cos’altro c’è intorno.

In queste fasi meteo, pregare poco cambia, baciare mani ancora meno.

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Usignoli di Toscana

L’usignolo vola sopra il muricciolo più alto e si bea del suo canto, come dagli scranni i consiglieri, senatori, onorevoli, sindaci e presidenti assediano i toscani con comparsate televisive o chilometrici comunicati per bearsi dell’ovvietà sterile o vendicativa del loro poco dire, ma grati di esserci e volerci ritornare, che la terra è, e rimane per loro, un miraggio troppo in basso.

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Don Hector, un prete colombiano nel Chianti Storico

don hector e don camilo benedizione olivo vertine

Sulla chiesa cattolica soffia un sanificante vento sudamericano che bonifica sia le anime che gli acquitrini in cui sguazzano manager con la berretta rossa.
A Roma un uomo venuto dalla fine del mondo che porta il pesante fardello del nome di Francesco ed è l’unico rivoluzionario che non parla e veste Pitti Immagine Uomo.
Nel Chianti un uomo di trentanove anni (don Hector) che veste da cinghialaio e rompe gli schemi consolidati di conferenze stampa di donnine alla messa delle cinque, chiude con delicate fioriere lo spazio davanti la chiesa alla sosta selvatica delle macchine e rende la fede un pochino più penosa facendo selezione dei fedeli proponendo processioni notturne nelle ore di cena e di ozio.

Don Camilo in divisa rossa che bendice l’ulivo e don Hector, per una volta in tonaca, che assiste e lo accompagna nella prima loro messa celebrata nella chiesa del Popolo di San Bartolomeo a Vertine.
Don Hector e don Camilo (che vengono dalla Colombia) hanno la consapevolezza consumata di cosa sia il male racchiuso nelle persone…. di cosa siano veramente i cattivi.
Un paese in cui la guerra, il narco – traffico, soldi e odio rendono di ben poco valore il peso della vita degli esseri umani e rendono di conseguenza ridicole le picche e le bizze degli attori locali, difesi gratuitamente dagli opinionisti delle panchine.

Fonte: Il Cittadino

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