Fotografe! Dagli archivi Alinari a oggi, Villa Bardini

Un patrimonio sorprendente di scatti, quello dell’Archivio Alinari che c’è da augurarsi di poter nuovamente vedere, esposto nella nuova sede che sta allestendo la Regione Toscana nella Villa Fabbricotti di Firenze.
Da questo tesoro immenso, composto pressochè al maschile, sono state estratte le immagini realizzate da fotografe quali Margaret Bourke -White, Diane Arbus, Lisetta Carmi, Edith Arnaldi (in arte Rosa Rosà), insieme a quelle notissime delle sorelle Wanda e Marion Wurtz.
Ritratti, persone umili nel compimento delle cose quotidiane, la foto dei Cordero di Montezemolo, con la mamma, i tre figli, fra cui Luca, il “Libera e bella” come lo chiamavano gli operai della Fiat, slogan preso dalla famosa pubblicità di uno shampo.

A parte questa foto, non è che abbia lasciato un gran solco di ricordi fra le cose utili.
La mostra si divide fra Villa Bardini e il poco distante Forte Belvedere a Firenze.

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Berardenga: i ruderi della chiesa di San Vito

Dopo un recente sopralluogo, si nota che la situazione (come da prassi nei casi di totale abbandono) si è ulteriormente aggravata, con la vegetazione di edera sempre più oppressiva sulle strutture, il pruno che oscura il davanti, la campana sulla vela, il cui affusto è franato ed è il motivo conduttore sullo stato di abbandono di una chiesa dalla storia millenaria, affogata dalle vigne dalle foglie scarlatte di San Felice, “piccoli coltivatori diretti” della Berardenga, proprietari delle rovine. Fonte: Il Cittadino

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La festa del Luca e l’ape alimentare

Per i piccoli paesi, ripartire è la cosa più difficile, di norma, i volti operanti sono sempre gli stessi e i ricambi e gli aiuti risultano essere allineati nella colonna dei non pervenuti.
Socialità che si perde nei piccoli, ma anche nei capoluoghi, non immuni allo spopolarsi e al rinchiudersi, che sono come posti di mare, pur essendo in collina, avendo nel turismo il solo orizzonte e un lungo letargo invernale.
San Gusmè riparte, con la forza della Festa del Luca, delle donne in cucina, di un’operosa Pro – Loco e del coinvolgimento di valenti artisti come Renato Ferretti, Francesco Lorenzetti, il gallo futurista di Marco Tassini di falci, forbici, ingranaggi e pennate.
Dalla cucina ai tavoli, ci sono da portare le pentole del sugo, della pasta, degli arrosti.
Per fortuna c’è l’apino in servizio di linea, che nel suo capiente cassone, supportato da un lento motore, fa la spola fra le bocche e la cucina.

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Andrea Fanetti, Sconfini, Mostra ai Magazzini del Sale

C’è tempo fino al 18 settembre per ammirare la mostra “Sconfini” di Andrea Fanetti presso i Magazzini del Sale di Palazzo Pubblico a Siena.
Una mostra che comprende fotografie, sculture e pitture, con opere di Alì Hassoun, Massimo da Prato, Claudio Pepi, Angela Carli.
Il lato A e il lato B del mondo, dove da una parte si è schiavi del superfluo, del comprare e buttare via, dall’altra ogni gesto è una conquista, niente arriva da solo senza fatica.

Da una parte una rabbia inutile e dannosa, dall’altra la fatica con il sorriso e la dignità dell’essere e non dell’avere.
Il fine, il sogno, assottigliare le ingiustizie per essere tutti più liberi.

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I colori del libro a Bagno Vignoni edizione 2022

Tredicesima edizione dei “Colori del libro”, mostra mercato del libro usato, antico e d’occasione fra “Questa terra grigia lisciata dal vento nei suoi dossi…” per dirla con il garbo di Mario Luzi.
Presentazioni di libri con gli autori e una notizia importante: la candidatura di Bagno Vignoni a “Capitale italiana del libro” per l’annata 2023.
Veronica Passeri con il suo struggente racconto di donne durante la pandemia, con una chiusura sulla situazione politica (lei giornalista si occupa di Quirinale per un’agenzia stampa) richiesta dal moderatore Michele Taddei sulle fatiche del Presidente Mattarella, lei risponde: “Con questi problemi a Chigi il Presidente…”.

Un po’ come “in vigna” dei giornalisti del vino, in questi giorni sotto osservazione dell’Accademia della Crusca.
Andrea Mati, con il suo forte, tenero rapporto con le piante e il commovente mondo del disagio, stando sempre dalla parte degli ultimi e dando agli ultimi una possibilità che è un racconto di riscatto, di forza e di speranza.
Elisabetta Villaggio, la “figlia di Fantozzi”, ma quella vera, non la Mariangela dei film, in un racconto del padre dietro le quinte del cinema e della vita, mettendo insieme ricordi di colleghi e di nomi che sullo schermo scorrono in piccolo sui titoli di coda.

Un democristiano di provata tempra e fede come Marco Follini, passato dal dirigere i giovani Dc ai tempi di Aldo Moro, le chiacchierate con Andreotti e Forlani, il passaggio all’UDC dei tempi di Silvio e poi l’entrata nel Pd (perfetto nido protettivo e anestetico) che qui presenta un libro sull’Aldo Moro dal lato umano e non dell’uomo di potere quale veramente era.
Salvatore Somma, splendido attore di televisione, ma soprattutto di teatro che porta in giro per il paese spettacoli di riflessione e letteratura, quali Il giorno della civetta di Sciascia, dove interpreta il capitano Bellodi, Il vecchio e il mare, dal racconto di Hemingway e la storia del pescatore Santiago.
La parte che più lo ha segnato e commosso è senza dubbio la storia del commissario Giovanni Palatucci, funzionario di polizia nella Fiume ancora italiana, che salva decine e decine di vite, specie di ebrei, ma perde la propria per amore del prossimo.
E ancora il Prefetto, ex Capo della Polizia, della Protezione Civile all’epoca della Costa Concordia, ora capo dei servizi, Marino Bartoletti, giornalista sportivo e non solo, la professoressa Gabbriella Piccinni, sul Buongoverno nell’Italia del Trecento, Luca Ricci, Stefania Maurizi, Massimo Caponnetto, Valdo Spini, Vera Gheno, Elena Stancarelli, Veronica Pivetti, attrice di lungo corso.
“Chi legge ha le gambe lunghe”, recita la copertura del banco dei libri usati in Piazza Gramsci a Siena.

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Sagra della Porchetta di Monte San Savino

Se dopo un’attenta riflessione si decide di peccare, tanto vale farlo come si deve, virando verso la direzione della Capitale della Porchetta e delle rose fiorite in ogni stagione.
I forni della zona sono sotto pressione da giorni, cuociono quanto serve per la tre giorni a base del panino più prelibato e popolare che la storia ricordi.
A Monte San Savino, da sempre, c’è una versione particolare con tanto aglio, spezie e un tocco leggero di finocchio che innalza nell’Olimpo questa inarrivabile versione.
Edizione nuero 58, con Aldo, fra gli organizzatori dell’inizio, inarrivabile fornitore dei Papi Vaticani di tedesca o argentina provenienza.

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La mostra di James Harris a Radda

Fra le sue opere più belle vi sono i suoi due bambini, che con la compagna di vita sta tirando su senza la presenza ossessiva del mondo virtuale e delle idiozie televisive.
I due figli, sono la parte artistica mobile della mostra allestita nel Palazzo del Podestà di Radda, nella due giorni del “Chianti Natural Festival” la riuscita manifestazione che riporta con i piedi per terra un effetto del Chianti che non è idromassaggio e calici in piscina, ma terra, aspra, sassosa, arida, ma che riesce a creare vini saporiti e aggraziati.

James Harris è uno scultore, la cui vita è spaziata dalla Gran Bretagna al mondo e ha infine trovato il nido accanto al marmo di Carrara, materia viva da sbozzare per trovare dentro le forme dell’anima, del creato pensiero artistico.
Piccoli dipinti, piccoli oggetti, dentro i quali si riscontrano la complessità dei sentimenti e del pensiero, in un purgatorio materialista che stringe di catene l’essere umano che si allontana dalla natura.

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Compleanno della Teresa

teresa-vertine

Per festeggiare, si lessa un paio di zucche e un paio di carote, una teglia di mele al forno o si farà una pentolata di lesso, che anche a quaranta gradi, un pochino di brodo caldo fa sempre piacere.
Poi non avrà il penssiero di dover bagnare le piante dopo due notti di pioggia fitta e anche il pemsiero di non avere il telefono di casa muto, come tutto Vertine, le darà modo di avere i suoi contatti con il mondo e di aspettare Vasco che le porti dall’orto qualche pomodoro o dal forno l’amato panino all’olio.

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La piramide del Brunello

Agli americani a cui è stato fatto credere che il Brunello sia un vino che nasce su una ruota panoramica e l’uva raccolta venga trasportata in elicottero e con uno scivolo, per caduta, finisca direttamente in una diraspatrice da cui escono le bottiglie già etichettate, queste tre foto, sapranno un po’ d’India, di oriente, di paese che si arrangia come può e ancora sorride, pensando a loro, a quanto sono bischeri e a come l’equilibrio di cassette piene d’uva senza legare in curva, sia stato oggetto di tesi di laurea di Galileo.

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Tripadvisor della Berardenga

pasquale ametrano verdone

Gabinetto tecnico di sonnolenti speranze, nel centro storico della Berardenga, non c’è niente di più duraturo che il momentaneo.

Un antiestetico tubo bianco di plastica a uso di approvvigionamento idrico che percorre la piazza e dopo un lungo, tortuoso percorso alla marrana, si infila in un muro di foresteria vacanze.

Fra i tanti servizi che l’attività turistica offre ai propri clienti, ci sono piatti, asciugamani, bicchieri, vista panoramica sulle Crete, silenzio, pace, saponi, forbicine per le unghie, wi – fi, copertine per animali domestici e “parcheggio gratuito nella proprietà”.

Da aggiungere alle spese le multe di soggiorno: 95 € ogni volta che si entra nel “parcheggio privato”, che altro non è che una Piazza Pubblica regolata da una ZTL munita di telecamere di controllo.
La Berardenga è sempre un passo avanti rispetto al resto del mondo.

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