
Un imprenditore cinese è intervenuto in soccorso della Fattoria dell’Aiola, grande tenuta vitivinicola del Chianti da anni al centro di controversie legate a investimenti russi in Italia. L’azienda, in forte crisi finanziaria e di fatturato, è stata indicata da diverse inchieste come riconducibile all’ex presidente della Federazione russa Dmitrij Medvedev tramite società cipriote e presunti prestanome. La società ha sempre respinto qualsiasi legame diretto con il politico russo.
Le voci che circolavano tra i produttori toscani — da ipotesi come «i cinesi hanno fatto un mega-ordine all’Aiola» a «Medvedev ha trovato i soldi in Cina» — trovano ora riscontro in documenti societari. Dopo anni di scarsa trasparenza contabile, i documenti, secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, mostrano sia le difficoltà economiche dell’azienda sia l’apporto finanziario e commerciale proveniente dalla Repubblica Popolare Cinese.
Nei documenti viene citato «l’accordo raggiunto con un distributore del mercato cinese per un corrispettivo di € 1.200.000 nell’arco temporale di due anni (2025 e 2026) con l’erogazione di significativi anticipi finanziari su future forniture». Gli anticipi sarebbero già stati incassati, mentre gli effetti economici veri e propri sono attesi nel 2026, quando sono previste le prime consegne.
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