Giallo nelle Crete Senesi

Miracoli di appena poche ore temperate di sole con l’orgogliosa campagna di creta che getta il lutto dell’inverno e si investe del cappellino sciccoso della regina per quel poco o tanto che serve per intenerire le braci dei sentimenti.

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Villa Malintoppo a San Quirico d’Orcia

villa malintoppo san quirico d'orcia

Vista dalla strada che costeggia il perimetro delle mura di San Quirico, si ha l’impressione di vedere una torre campanaria sovrastante una chiesetta in aperta campagna, invece finisce per essere una deliziosa villa padronale, sede di fattoria, costruita alla fine del settecento, con un poderoso archivio documentale agricolo studiato e catalogato dalla Soprintendenza locale, della proprietà della famiglia Baccani di Siena, acquisita Simonelli, per matrimonio di Ilaria Baccani con Leonardo Simonelli, ai primi del Novecento.
La proprietà attuale è Simonelli – Santi, produce olio, il vino più bello del mondo della denominazione Orcia (Sangiovese al 60% e a piacere, vitigni ammessi nella Regione Toscana) e i classici letti per turisti.

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I pannelli solari di Torre a Castello

Una vasta area che produce energia pulita, derivata dai raggi solari, che fornisce energia per gli scaldasonno, i frullatori, aspirapolvere, trapani e lavatrici.
Una vasta area usata per anni come discarica, poi coperta e riempita di pannelli solari.

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A Simone Bezzini il premio ATC 18

simone-bezzini

Il premio consiste in un metro quadro di rete a maglia larga – cosiddetto da pecore –  con la parte stretta interrata di trenta centimetri e da due pali di castagno che sorreggono il tutto, con tre fili di lega crapal per arrivare a due metri, del valore commerciale di 18 €.
Motivazione: ” Perchè nel suo dolce dormire ha contribuito a foderare la Provincia di Siena di un tessuto a maglia larga così spesso, ignorando splendidamente l’origine del problema, che contribuirà a rendere più ossidabile e rugginoso  il paesaggio nei secoli a venire”.

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Trittico di Bicci di Lorenzo dalla chiesa di Vertine

trittico bicci di lorenzo da fototeca fondazione zeri

L’immagine è della Fototeca della Fondazione Zeri, ritrae il trittico di Bicci di Lorenzo/ Bonaiuto di Giovanni,(1430) Madonna con Bambino in trono e angeli, San Bartolomeo e san Giovanni Evangelista, Santa Maria Maddalena e sant’Antonio Abate, Natività di Gesù, Martirio di san Bartolomeo, San Giovanni Evangelista immerso nell’olio bollente, Santa Maria Maddalena portata in cielo dagli angeli, Episodio della vita di sant’Antonio Abate, Cristo Redentore benedicente, Annunciazione.
Dalla chiesa del Popolo di San Bartolomeo a Vertine, conservata presso la Pinacoteca di Siena, come la Madonna della Misericordia di Simone Martini.

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Nel 1924 nasceva il Consorzio Vino Chianti Classico

gallo di fabio zacchei

” Il 14 maggio 1924, un gruppo di 33 viticoltori della zona del Chianti si riunirono nello studio del notaio Pianigiani (oggi fattoria del Vignale) a Radda in Chianti e costituirono il “Consorzio per la Difesa del Vino Tipico del Chianti e della sua Marca d’Origine”.
Scelsero come marchio consorziale il Gallo Nero, l’antico emblema della Lega del Chianti, e come sede legale il Comune di Radda in Chianti.

A quel tempo non esisteva nessuna legge che proteggesse i produttori di vini di qualità dalle contraffazioni e dalle frodi, nè erano in vigore norme precise sulle tecniche di vinificazione da adottare, neppure per le zone di produzione più pregiate.

Così i viticoltori della zona del Chianti, tra i primi in Italia, costituirono un organismo, autotassandosi per controllarsi, per qualificare sempre più le loro produzioni e anche per difffondere e difendere il loro vino sui mercati di tutto il mondo.

Da tempo, però, in assenza di leggi che lo vietassero, il vino prodotto secondo gli uvaggi e le tecniche adottate nella zona geografica del Chianti, veniva prodotto anche in gran parte del territorio toscano, per cui in pratica la denominazione Chianti, progressivamente si trasformò da una denominazione geografica in una denominazione enologica, arrecando gravi danni ai viticoltori dell’area chiantigiana.”
Le strade del Gallo Nero di Giovanni Brachetti Montorselli, Italo Moretti e Renato Stopani Edizioni Bonechi, 1984.

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Rosa di candore fucsia

rosa candida e fucsia

Di notte il bocciolo aggranchia non poco per via del gelo che la mattina si strugge, produce goccioline che paiono lacrime che lentamente rigano  la pelle dei petali e evaporano.

Rimane una pennellata di amarena a condire la rosa, sbalzo termico tra avere e amare.

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Il vino per immagini

Il riassunto fotografico di come la poesia della terra (come diceva Mario Soldati) diventa vino, quei tanti bicchieri che rendevano le giornate serene a Cecco Angiolieri e faceva dire a un luminare microbiologo come Louis Pasteur che: “Il vino è la più sana delle bevande”.
Inscindibile accompagnamento alle tavolate, scioglie le lingue, alimenta e unge i pensieri, patrimonio culturale di ogni angolo del paese per coltivazione, storie, vinificazione, usi.
In sintesi ispiratore di storia, arte e cultura, ma in pratica benzina per lavori di altri tempi, sposato in matrimonio perenne con il cibo.
Poi c’è chi ne parla, ma qui si scivola frequentemente sugli antani, divenuti, negli ultimi vent’anni imprescindibili da ognni tipo di bottiglia.
Ci sono le vigne, dove le persone diventano più concrete e non spolverano tante parole: in mezzo a queste beltà, il silenzio è oro, contemplazione e la pace s’illuminano d’immenso.

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Il Consorzio di Bonifica, bonifica i comuni sbagliati

Il Consorzio di Bonifica Toscana Sud, è da alcuni mesi in preda a un eccesso emotivo di comunicazione che si riflette in un’alluvione di comunicati straripanti sulla stampa.
Non c’è solco o orticello privato di qualche orniello che non produca un comunicato da espandere al mondo, per far conoscere la bontà dell’operato, dopo che, negli anni scorsi, non erano mancate polemiche e prese di posizione anche di stimati professori universitari che dicevano che quelle pulizie dei torrenti, non erano fatte a modo.
Eccesso di comunicazione, che denota anche una scarsa conoscenza del territorio, come si evince da una nota diramata da Potere al Popolo di Siena, che inchioda alcuni interventi di bonifica dati alle stampe, ma realizzati nei torrenti di comuni sbagliati.

” – Si parla di un intervento lungo il torrente Farma, che scorrerebbe all’interno dell’area protetta “Alta Val di Merse” (all’interno della quale, però, non scorre affatto); un intervento di riprofilatura delle sponde del torrente con mezzi pesanti e taglio della vegetazione fatto passare per un’azione di tutela della biodiversità e delle specie presenti.

– Si parla poi di un intervento lungo il fosso Podernuovo, affluente del Torrente Sorra, nel Comune di Castelnuovo Berardenga (peccato che il corso d’acqua si trovi nei pressi di Monteroni d’Arbia)”.

Questa nota di colore, non distoglie il fatto che in precedenti interventi nell’Ombrone, nell’ Arbia, nel torrente Riluogo, abbiano comportato un’alterazione totale delle rive e dei letti dei fiumi, eliminando vegetazione di massima utilità per la saldezza degli argini e per il contrasto alla corrosione.

Nel torrente Riluogo, pochi anni fa destò non poco stupore il taglio di piante di alto legnaggio, mentre furono lasciate nell’alveo piante in bilico o piante secche di grosse dimensioni, che  potevano creare non pochi ingorghi lungo il percorso in caso di piena.

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La coccinella nel gelo fra le viti

Con meno sette gradi, la Piccina trova ricovero dal gelo nella copertura di corteccia che hanno le viti di vari anni, sviluppata, anche per loro, per proteggersi dalle intemperie.
Vi passa le ore dall’ultima stilla di luce, fino al primo raggio di sole che scioglie la brina e produce un vago vapore e tepore.
Le ore successive sono fra una piega e l’altra della corteccia, ferma, immobile, ti guarda negli occhi fissamente e comprende che non riceverà fastidio dai tagli e dagli urti dei sarmenti tirati dai fili, per il semplice fatto che lei, la coccinella piccina, riconosce al battito ogni minimo gesto condito d’amore.

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