La guerra spiegata da Trilussa

guerra ucraina 2022

Chè quer covo d’assassini
che c’insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.

So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.

E riuniti fra de loro
senza l’ombra d’un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!

Trilussa

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La fiaba del Principe Azzurro della Berardenga

Dal Comitato persone normali di Castelnuovo Berardenga, riceviamo e pubblichiamo: “Eravamo preoccupati, c’era la Mercedes sola, sola sotto la Torre, ma poi è arrivata la sua fedele vicina, la Golf.
Così Mercedes e Golf, preoccupate si chiedevano come mai il Principe Azzurro mancasse all’appello.
E così, con qualche minuto di ritardo, è arrivato, occupando il posto abituale di traverso.

Pertanto, anche stasera, ambulanze e altri mezzi di soccorso, in caso di emergenza, non possono accedere nel centro storico, rinnovando la tradizione giornaliera.

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Nasce il Parco degli Etruschi del Poggione – Pian Tondo

Non ci si è fermati in questo periodo, dopo la scoperta della Fornace Etrusca nella zona di Pian Tondo e con due incontri al massimo livello ( Comune – Soprintendenza) con la presenza di Arceno –utilizzatore del terreno – si è discusso del rilancio di questa formidabile area archeologica nella Berardenga.

L’invito a partecipare rivolto ad AC TRASA ha consentito una conoscenza diretta delle cose dette e dei progetti in essere.

Sulla Fornace in basso e sul Pian Tondo in alto ci sono buone idee su come salvaguardare e isolare il primo spazio, poterlo raggiungere e raccontare, mentre per il secondo l’idea è quella di realizzare un comodo luogo panoramico (vista straordinaria) magari attrezzato di panchine.

Di questo ne parleremo a bocce ferme e dopo un nuovo incontro fra Amministrazione e Privato.

Per questo è prevista per fine estate una iniziativa pubblica, forse a San Gusmè, per illustrare i risultati tecnici della scoperta archeologica e magari anche qualche altra prospettiva.

Non è escluso un nuovo spazio comunale per le attività storico culturali.

Veniamo alla Necropoli del Poggione che è stata l’oggetto del sopralluogo di oggi. Sempre ricordando quali immense meraviglie sono state recuperate in quel sito.

Soprintendenza (dott.ssa Ada Salvi) e Comune, insieme a tre tecnici specializzati, hanno valutato e concordato un progetto di intervento che ci è parso assolutamente congruo per la qualità dello stesso e per i tempi di realizzazione previsti.

Divisione dei compiti, il Comune provvederà alla pulizia dell’area circostante la recinzione della Necropoli soprattutto da piante di alto fusto malate e pericolose e alla realizzazione della seconda parte di sentiero che arriva alle Tombe.

All’interno della recinzione interverrà naturalmente la Soprintendenza perché occorrono competenze specifiche. Come sappiamo una Tomba ( quella monumentale) è coperta, ma le altre no e ci sono residui di elevati, di pavimentazioni e una grande lastra di travertino posta ad est, coperte da muschio e altra vegetazione.

Verrà perciò rifatta la copertura della tomba monumentale, parte della recinzione e probabilmente il cancello, ripuliti i reperti, l’area sarà dotata di cartellonistica esplicativa e di QRCODE per accedere a maggiori informazioni, non esclusa la possibilità di visionare in formato 3d dinamico i vari e preziosi reperti qui trovati e oggi visibili al Museo Corboli di Asciano.

I tempi non dovrebbero superare l’estate e quello che verrà fatto al Poggione sarà in correlazione e omologato con Pian Tondo .

Ventisette secoli fa, da una parte ci stava il Principe e forse la giovane Principessa, in quella Reggia dalla visuale sconfinata, l’altro fu il luogo dove scelsero di passare il resto dell’eternità e credetemi anche questo del Poggione è un luogo fantastico, dal quale l’orizzonte è lontanissimo e ai piedi i luoghi più belli di questa Berardenga che non ha stregato solo noi. Fonte: Le nostre orme Castelberardengo.

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Un giaggiolo con le calze turchesi

sonia ecomaratona del chianti

Giangastone, il gallo che funziona da palo all’ingresso del lato sud della zona di produzione del Chianti Classico, è dalla scorsa Ecomaratona del Chianti che ha delle palpitazioni, dei capogiri, un senso di immobilità statica che lo sconforta.
Vide, in quel mezzo ottobre dello scorso anno, il sintetico passaggio di una dama che pareva una conchiglia da perla, un volo angelico dalla proda alla strada, lo sguardo determinato e fisso di chi dopo tanta fatica ha in testa il traguardo e il successivo ristoro con medaglia.
Le sarebbe corso dietro a quei singolari zampetti fasciati di turchese, ma il suo gambale di cemento, gli impedi di spiccare quel poco di volo che la natura concede ai galli neri.
Giangastone da allora soffre di forti sturbi, intanto, buon compleanno giaggiolo.

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Il pagliaio di legna spaccata

pagliaio di legna

Un esempio di arte antica e contemporanea che andrà rispolverata alla luce dei problemi legati alle forniture del gas e della loro provenienza.
Legna di quercia spaccata e rammontata da un nastro trasportatore, una scultura antica e un pensiero d’uso nelle stufe e nei camini che si tornerà a fare per scaldare gli ambienti casalinghi, per non dipendere più da nessuno e con le nostre migliaia di ettari di boschi da tener puliti.

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Il beato con il paiolo: Andrea Gallerani

beato andrea gallerani

Qui è ritratto da Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta, per un pannello di un reliquiario conservato presso l’ex ospedale del Santa Maria della Scala di Siena.
Dura la vita per i pittori, che pur grandi o immensi, avevano committenti tonacati o nobili, o mercanti, che desideravano la raffigurazione di uno o più santi, una Madonna, un’adorazione, un angelo e via discorrendo.
Una castrazione del proprio pensiero e della propria arte a cui l’artista doveva apporre tanta fantasia, un po’ come oggi, dover fare da portavoce a chi ha poco da dire ,come il Consigliere Regionale, poi assessore alle malattie, Simone Bezzini.
Andrea Gallerani, però, era un personaggio valente (vissuto intorno ai primi anni del 1200) e pur con quel paiolo in mano che rimanda a una sana polenda al sugo di cinghiale, cotta al camino, era uno che aveva dedicato se stesso al prossimo, dopo aver espiato la pena per aver ucciso un bestemmiatore.
Se all’epoca, se quello era l’uso ed erano armati di paiolo, di toscani, ne rimanevano pochi.

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Il piano di Rinascita e Resilienza della Berardenga

E’ più facile che un cammello passi dentro la cruna di un ago che un vigile entri nel centro storico del paese più bello del mondo.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, vede Castelnuovo Berardenga in prima fila nella presa dei finanziamenti per risollevare il territorio dalla crisi pandemica.
Nel centro storico, saranno commissionate delle strisce di sosta per i marrani delle macchine agli eredi di Guttuso, Teomondo Scrofalo e Picasso, per dotare il paese di altre opere d’arte.
In un fondo ancora da definire, verrà predisposto un autolavaggio con asciugatore e soffiatore per la Golf e le altre macchine consorelle, mentre alla Regione, è in corso una trattativa per poter allestire un Autogrill di ristoro per i parcheggiatori marrani della Berardenga: brigidini, panini con la porchetta, lampredotto, vegani e per celiaci, al petto di pollo per le altre religioni, sconti a quelle fave del PD.

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Berardenga, esito della potatura alla Winston Churchill

castelnuovo berardenga risultato capitozzatura pioppi piazzale scuole

Nel piazzale – parcheggio di fronte alle scuole, fino a poco meno di tre anni fa, c’erano degli splendidi pioppi, colpevoli solo di essere stati lasciati scorrere un po’ troppo verso l’alto.
Il peso dei rami aerei protesi troppo verso il cielo, comporta una sbilanciamento in caso di vento impetuoso e la loro rovinosa caduta.
Niente di male se nei dintorni di un corso d’acqua, come sovente succede, abbandonati a se stessi e testimoni di una vita passata che li faceva essere importanti per la loro fresca fornitura di frasca per l’alimentazione animale.
Nel piazzale, nel momento in cui sono stati posizionati i “container momentanei” in cui sarebbero state ospitate le scuole medie, avrebbero costituito un serio problema per l’incolumità delle scatolette di metallo e dei bambini.
Una semplice abbassata di qualche metro, sarebbe stata sufficente per la sicurezza delle nuove “aule scolastiche” e per la salvaguardia delle piante, limitando spesa e costi di legno da smaltire.

Ma quando la motosega è accesa e chi la guida crede che potare o capitozzare sia la stessa cosa, gli scarsi risultati si vedono e il danno alle piante è grave, avendo loro, poca aspettativa di vita.

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Vertine come si era

vertine piazza della chiesa come è, come era

Due immagini della piazza della chiesa di San Bartolomeo a Vertine, scattate in epoche ben diverse, con la prima che ha la forma attuale, con la seconda, un documento in bianco e nero della chiesa prima del rifacimento della facciata negli anni ’20.
Un tetto a parata o capanna, un pavimento di sassi e terra battuta, privo del piccolo giardino del prete davanti alla canonica, con signore dai vestiti e acconciature dell’epoca, alcuni ragazzi curiosi alla porta della chiesa e il prete da parte, probabilmente don Antonio Beni, una cui cartolina, dopo quasi 120 anni è rientrata a Vertine, dopo tanto girellare.
Quella stessa chiesa che, dopo il bombardamento tedesco del 17 luglio 1944, venne completamente ricostruita dagli abitanti, con tanto spirito di sacrificio e di orgoglio.

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Gli stemmi di Castelnuovo Berardenga

Non è normale non poter stendere il bucato alla propria finestra per le auto in sosta davanti, non è normale veder parcheggiare le auto fin dentro i vasi dei fiori, non è normale che da anni le normali esigenze delle persone normali non siano ascoltate, non è normale che le persone non possano entrare o uscire di casa a piacimento, non è normale che le ambulanze non possano passare in caso di necessità.
Non è normale che di fatto ci sia una ZTL solo sulla carta, dove i marrani possano fare il proprio santo comodo in un paese di un paio di migliaia di persone.
Non è normale, ma tutto questo è reale, giorno dopo giorno: questa nelle immagini è la triste realtà dei fatti che si protrae da anni e anni, finendo così per premiare l’inciviltà di sempre più tanti.

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