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Tepore delle grandi occasioni in un paese fiorito dove neanche una fogliolina di leccio era fuori posto: c’era da inaugurare una targa con i nomi dei deportati – residenti nel territorio comunale di Gaiole – nei campi di prigionia e di lavoro forzato, per quei militari che dopo l’8 settembre non avevano voluto aderire alla Repubblica di Salò.
Una ricerca storica condotta da Gabriele Cortonesi e Friederike Strunz che ha dato vita a un volume “La triste rubrica. Internati di Siena e Provincia nei lager nazisti 1943-1945”, un racconto sugli internati da Siena e provincia che vissero anni di lavoro forzato.
Una storia poco nota, fatta di privazioni e umiliazioni subita da militari e civili, presi come animali da soma per le esigenze belliche della “razza superiore”.
Il sindaco di Gaiole in Chianti Michele Pescini, ha ricordato questa storia, seguita dalle musiche della Filarmonica Fortunato Vannetti e dal successivo rinfresco offerto dai vertinesi con Chef Roasio dietro la macchina che affetta e con Pasqualino che ha testato in precedenza porchetta, prosciutto, cacio e salame per sentire se erano valenti.
Un pensiero particolare va ad Enio Nicomedi che non è voluto mancare nel sostenere come ogni anno la bandiera della locale sezione Partigiani.