
Cosa voglia dire la parola “ribollita toscana” non è dato sapere, se poi si intende una zuppa di pane o una minestra di pane, allora la cosa è semplice perchè si torna indietro ai piatti di quello che c’era per riempire il corpo con quanto era nell’orto.
Un minestrone a lenta cottura con un soffritto di cipolla e poi fagioli, patate, un poca di carota e tanto cavolo nero (meglio se acciaccato dal gelo).
Piatto invernale, ma che nelle città turistiche viene rivergato anche a giugno quando il cavolo nero è già sfiorito e le piante seccate.
Una deliziosa ciotolina di coccio con dentro tre cucchiaiate di zuppa di pane a 16 nel mese di giugno, per le fave che giungono dall’America, forse è quanto di meglio si meritano giunti nel loro parco divertimenti per le vacanz.