“Solitudine contemporanea”, un manifesto ad Arezzo

Ad Arezzo anche gli sportelli plasticoni dei contatori sono ravvivati con schizzi d’arte e messaggi che fanno riflettere.
In un centro storico che struggeva il cuore a Josè Saramago, i contatori sono addobbati con messaggi in bottiglia lanciati ai posteri nella speranza che si colgano piccoli particolari di un presnete che ai più pare estraneo, soggiogato dalla realtà virtuale.
Spicca una bambina assente per via di cuffie che le ostruiscono l’udito, spicca la stessa bambina con lo sguardo perso immersa in quel telefono che alla sua età non avrebbe da essere per via dell’attenzione concentrata non nei giochi fra coetanei, la sbucciatura delle ginocchia correndo, perdendo quel mondo intorno a lei che si muove e la aiuta a crearsi un’immaginazione propria e non costruita artificialmente.

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