Il beato con il paiolo: Andrea Gallerani

beato andrea gallerani

Qui è ritratto da Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta, per un pannello di un reliquiario conservato presso l’ex ospedale del Santa Maria della Scala di Siena.
Dura la vita per i pittori, che pur grandi o immensi, avevano committenti tonacati o nobili, o mercanti, che desideravano la raffigurazione di uno o più santi, una Madonna, un’adorazione, un angelo e via discorrendo.
Una castrazione del proprio pensiero e della propria arte a cui l’artista doveva apporre tanta fantasia, un po’ come oggi, dover fare da portavoce a chi ha poco da dire ,come il Consigliere Regionale, poi assessore alle malattie, Simone Bezzini.
Andrea Gallerani, però, era un personaggio valente (vissuto intorno ai primi anni del 1200) e pur con quel paiolo in mano che rimanda a una sana polenda al sugo di cinghiale, cotta al camino, era uno che aveva dedicato se stesso al prossimo, dopo aver espiato la pena per aver ucciso un bestemmiatore.
Se all’epoca, se quello era l’uso ed erano armati di paiolo, di toscani, ne rimanevano pochi.

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