Una poltrona con vista su Radda

divano radda in chianti

A disposizione dei viaggitori che giungono nel Chianti, c’è da segnalare la panchina gigante del Castello di Meleto, da cui possono ammirare (oltre al citato castello) le rovine del Molinlungo, della Chiesa di San Piero in Avenano e del Podere Camboi, mentre dal lato opposto, sul versante che guarda Radda, è a disposizione una splendida poltrono a fiori.
Affrettarsi panoramicamente a usarla, prima che la Sei, venga a pigliarla.

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Vigna al tepore di marzo

Armonia primaverile di una Berardenga glorificata dalla beatitudine degli Dei dell’Olimpo o del dito del Padre dipinto nella Cappella Sistina, nel momento della creazione.

Chiunque possa essere stato a comporre questa meraviglia, è certo che le foto non le rendono giustizia e il creatore, si sia fermato a guardare compiaciuto quest’opera d’arte paesaggistica dicendosi: “Meglio di così è difficile fare, di più bello, c’è solo la rondine piccina con gli occhiali appannati”.

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Incendio a Vertine

Per un puro caso fortuito e per il tempestivo intervento dell’efficentissima Racchetta di Gaiole se una tranquilla serata nella quiete nel Chianti, non si è trasformata in una tragedia di bosco finito in cenere.

Dalla finestra della propria abitazione, nel primo scuro della sera, un residente ha visto uno strano bagliore che si è trasformato in un rapido giro di telefonate.
Poco dopo in frantio di Vertine, nella scarpata che dista sei metri dalla strada comunale che porta a San Donato in Perano, si è sviluppato un incendio fra la sterpaglia sottostante che ha preso subito vigore, alzando fiamme consderevoli, che il pronto intervento della Racchetta ha impedito si propagassero fra le ginestre e i ginepri del sottobosco provocando ettari di disatro.
Nel punto di inizio dell’incendio, si vedono bene delle pietre nere, segno che, come ovvio, non si tratta di autocombustione, ma dell’opera di qualche imbecille.

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Piantare le cipolle di Certaldo

Vasco riesce a fare dei solchettini diritti e perfetti, dove dentro posiziona una manciata di terriccio nel punto in cui andrà a mettere la cipollina di Certaldo.
C’è da dire che, lo scorso anno (e anche quello prima) la cipolla più piccina tirata fuori dall’orto, di questa pregiata varietà, oltrepassava abbondantemente i settecento grammi.

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La panchina di Alda Merini

panchina alda merini civitella paganico

Guarda il sole quando scende
ed accende d’oro e porpora il mare
lo splendore è in voi
non svanisce mai
perché sapete che può ritornare il sole.
E se passa il temporale
siete giunchi ed il vento vi piega
ancor più forti voi delle querce e poi
anche il male non può farvi del male.

Alda Merini

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Castelnuovo Berardenga per il Popolo Ucraino

Dopo il verbo amare, è il verbo aiutare il più bello del mondo. Castelnuovo Berardenga ha coniugato compiutamente questi due verbi, nel corso dei tre giorni di raccolta (medicinali, abbigliamento, alimenti per bambini, prodotti per l’igiene personale) in soccorso del Popolo Ucraino, nei quali i volontari della locale Misericordia hanno tenuto aperto uno sportello nel quale la popolazione ha portato ogni genere di aiuto possibile ai fratelli sotto bombardamento.
Tanti scatoloni da far arrivare sullo scenario di quest’altra inutile strage nel cuore dell’Europa.
Salviette, asciugamani, coperte, ma spiccano fra tutti le scarpette per bambini, gli assobenti per le donne, i giochi e gli omogeneizzati per i piccoli innocenti di questa follia.

Fonte: Il Gazzettino del Chianti

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Il Pesciaiolo del Chianti Storico

jacopo mazzoni pesciaiolo del chianti storico

Allo stato attuale delle cose, un solo comune denominatore unisce i tre comuni del Chianti Storico, che notoriamente ha buon vino, bei paesaggi, ma niente mare a ridosso.
Gli unici pesci rintracciabili sono aringhe, acciughe, tonno, sgombro o baccalà, conservati chi sott’olio, chi sotto sale, chi affumicato ed erano la benzina e le calorie a buon mercato, prima che venissero vendute a once in gioielleria.
Nei torrenti, che una volta erano pieni di lasche, trote e ranocchie, adesso è già tanto se ci sia l’acqua per qualche mese l’anno.
Il pesce fresco giunge una volta la settimana a Radda, Gaiole e Castellina, per mezzo di un furgone, pilotato da Jacopo Mazzoni che da Empoli riesce a congiungere i tre comuni chiantigiani con le sue autentiche delizie e la sua travolgente simpatia.

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Smaltire biciclette nella Berardenga

Dove smaltire le biciclette non più valide (nel giorno della gara professionistica Strade Bianche) nell’abitato di Castelnuovo Berardenga?
Facile, facilissimo, nel gigantesco macchiaio che sta nel punto panoramico a lato della locale filiale del Monte dei Paschi, da cui si dovrebbe godere di una splendida vista sulla campagna circostante.
Dietro rovi, vitalbe e ailanti, ci sarebbe un’armonia di paesaggio unica e poetica, ma anche questo è ormai divenuto un muro di gomma impenetrabile, buono, perfetto, per qualche genitore marrano, per gettare la bicicletta del bimbo, non più servibile.

Intanto la bicicletta è stata recuperata e verrà portata al magazzino della SEI di Gaiole.

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La mano della Pace di Alessandro Grazi, Benvenuto Brunello

la mano della pace di alessandro grazi benvenuto brunello

Una mattonella, partorita dall’artista senese Alessandro Grazi, per celebrare l’edizione di “Benvenuto Brunello 2009” quanto mai bella e profetica, posta nel muro del palazzo comunale di Montalcino in mezzo a opere d’arte di artisti diversi, oltre a qualche fornellaio televisivo.
Conversare con di fronte un bicchiere di Brunello, un crostino nero, uno bianco all’acciuga e capperino, fetta di salame, fetta di prosciutto, pane buono con l’olio, comprendere la portata di questi sapori, la fatica per ottenerli, la meraviglia del paesaggio in cui nascono, pregiudica fermarsi e capire che la vita è il regalo più bello ricevuto in dono.
Per questo grandi o presunti tali della terra, dovrebbero trovarsi ora, subito, a Montalcino e mangiare insieme una fetta di pecorino stagionato, pane fresco e profumato, sangiovese in purezza a sorsi lievi e la loro voglia di farsi la guerra finirebbe in una grande risata, contemplando il paesaggio intorno, magari dalla terrazza del Duomo, a perdita d’occhio, a perdita loro.

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San Gusmè: da Piazza Matteotti a Piazza cardinale Del Taja

Mentre a Orbetello, la giunta comunale vuole intitolare l’idroscalo al Quadrumviro della Marcia su Roma, Italo Balbo, a San Gusmè, nel comune di Castelnuovo Berardenga, si rimuove il titolo di un martire della dittatura fascista, quale è stato Giacomo Matteotti, (deputato socialista) rapito a Roma il 10 giugno 1924 (mentre si stava recando a Montecitorio) e di li a poco ucciso da Amerigo Dumini e dalla sua squadraccia.

Il regime vacillò paurosamente, era sul punto di franare, ma nel momento in cui, in un discorso alla Camera, il Presidente del Consiglio Mussolini, si assunse la responsabilità politica dell’accaduto, si ebbe la percezione che l’Italia, era diventata una dittatura.
Il Cardinale Flaminio del Taja, mite uomo di chiesa, discendente della famiglia proprietaria, fra altre cose, dei terreni e dei casali di Arceno, non ha lasciato nel corso della storia solchi tali che meritino di essere presi a pretesto per soppiantare un martire della libertà e della democrazia quale è Matteotti.
Quando si mette mano alla toponomastica, occorre cautela: togliere un’anonima Via dell’Arco a Villa a Sesta per intitolarla a Gino Strada è una scelta indolore, togliere la storica via Garibaldi a Vagliagli per fare posto a Nilde Jotti, (storica Presidente della Camera per varie legislature) stride un po’, mentre rimuovere il nome di un martire della dittatura come Giacomo Matteotti per fare posto a un cardinale indigeno, possidente terriero, amante si dell’arte e della giurisprudenza, farebbe indispettire anche il Luca Cava, nell’esercizio delle sue funzioni….. di statua.

Una questione di odonomi, ma anche di vispezza: via, largo, salita, piazza per non avere doppioni nel territorio comunale e mantenere salda la presenza rassicurante di Giacomo Matteotti e Beppe Garibaldi.

Fonte: Il Cittadino

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