Romanticamente Torri

Una bomboniera posta a mezzo poggetto a poca distanza da Sovicille, con una cinta muraria intatta e dove, se gli abitanti indossassero i pesi panni dei contadini di in tempo, si crederebbe di essere finiti in un paese sospeso nel tempo.
L’Abbazia di Santa Mustiola con le sue ricche trine di marmi bicolori come il Duomo di Siena e poco distante, a lato della piazza, un grande forno, che doveva essere il punto di cottura del pane quotidiano dell’intera comunità.
Una condivisione del fuoco e del calore, che ha perso consistenza con la modernità, mentre la piazza è invasa di macchine, ma è nei progetti del comune di dare un parcheggio esterno a questo magnifico borgo, liberandolo dalle quattro ruote.

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Una vigna legata con il salice

A gennaio, di norma, il salcio si capitozza al pari del tronco, per favorire il ritorno della frasca e per impedire che faccia le more, perchè il verde serve per le bestie da foraggio, come per i bachi da seta.

Tutti i tralci vengono raccolti e messi in fascine, di certo non si buttano o si bruciano, si lasciano da una parte per quando arriva la primavera, che le viti ributtano, e allora si usa metterli a rinvenire nell’acqua per fargli ripigliare consistenza e elasticità.
Sono i legacci di quando non c’era il filo verde di plastica, sono i legacci che tengono fermi i pali alle viti e viceversa, sono i legacci, che senza neanche essere tanto capaci, danno il tempo alla vite di crescere e fruttificare, e poi alla potatura invernale, finiscono in terra e si disfanno, non come il filo di plastica verde che rimane nei secoli a venire.

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Giuseppe Semboloni, il cantore delle piante e delle foglie

Il benessere della semplicità e del nutrirsi con il rispetto e l’ingegno che necessita la campagna per far fronte alle sue complesse e diverse avversità.
Riflessioni sul vivere che prendono spunto non dal prodotto interno lordo o dalle idiote leggi dittatoriali del pensiero unico economico che si ritorce contro le persone, ma dal sedere su un sasso frutto di uno scasso della nuova vigna, osservando la ritualità sempre diversa della cadenza delle stagioni e del fogliame si confronta con la luce.
Giuseppe Semboloni da Geggiano, agricoltore e sognatore mai domato, acuto osservatore della campagna e delle sue piante, che Fabio e Lori Mazzieri hanno avuto il merito di far mettere i suoi pensieri su carta, illustrandoli, magistralmente, nelle foglie.

” I miei amici alberi e le loro foglie”, la natura, torna a essere protagonista nei libri, con un pensiero:”Se parlerete di me, ricordate che ho amato la famiglia, la terra, la poesia, la vita”.

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Il futuro Pubblico della Villa Chigi Saracini

Con questo messaggio, ci rivolgiamo al Sindaco di Castelnuovo e a tutto il Consiglio Comunale per esortarli ad una presa di posizione sul futuro di Villa Chigi Saracini.
La società Sansedoni spa, proprietaria della Villa ha fatto richiesta di concordato preventivo e da questo momento il suo destino e quello dei lavoratori è nelle mani dei creditori.
Noi ci auguriamo delle soluzioni positive, soprattutto per i dipendenti, ma bisogna pensare anche al patrimonio immobiliare e Villa Chigi è in cima ai nostri pensieri.
Abituati all’inutilizzo di questo straordinario patrimonio, non pensiamo a quali possibilità potrebbero aprirsi ridando nuova vita alla Villa e al Parco.
La mappa indica chiaramente che la superfice del complesso è nettamente superiore a quella del centro storico castelnovino (circa 3 ettari contro 2) al quale risulta contiguo.
Oltre alla superfice, va sottolineata la qualità contenuta nel complesso, oltre 2 ettari di parco con piante di alto fusto e di indubbio valore botanico, vialetti, prati, eppoi le numerose ed importanti sculture di Tito Sarrocchi e Vico Consorti, pensate come galleria ideale della musica. Una condizione microclimatica unica e migliore di quella del paese, sia in estate che d’inverno.
Poi la Villa, la cappella gentilizia, il tepidarium,il laghetto, la limonaia, il viadotto a 3 arcate, tutti elementi di valore e praticamente inutilizzati da decine di anni.
Come definire questo stato di cose, uno scempio controllato, un controllo sopportato ?
Noi crediamo che tutto il complesso possa e debba tornare nella disponibilità della popolazione, come forse avrebbe voluto il Conte Guido Chigi, quando con la convenzione lo consegnò nelle mani pubbliche del Monte dei Paschi di Siena.
Le vicende della privatizzazione della Banca, della Fondazione ed infine il passaggio a Sansedoni spa, hanno tolto la Villa dalla disponibilità pubblica.
Noi pensiamo che il Comune di Castelnuovo Berardenga che già in passato ha mostrato un interesse reale verso l’acquisizione del complesso di Villa Chigi, debba rompere gli indugi e tramite una determina consiliare ,formulare una chiara ed ufficiale proposta di interesse all’acquisizione.
Questo atto, chiarirebbe a tutti i soggetti interessati, presenti e futuri la volontà pubblica e potrebbe consentire l’apertura di una trattativa nella quale, siamo certi, potremmo portare importanti argomenti.
Non sta a noi esplicitare gli argomenti della trattativa, siamo convinti che il patrimonio comunale inutilizzato e una certa disponibilità derivante da un ottimo bilancio, siano basi importanti.
Villa Chigi potrebbe diventare il centro della vita pubblica del nostro Comune, Municipio, ambienti museali e il Parco un grande spazio per iniziative culturali e ludiche, forse un luogo dove realizzare quelle economie utili alla sua manutenzione.
Non pensiamo di proporre una delle tante ipotesi di programmazione amministrativa, ma l’occasione per una decisione che segnerà per decine di anni la vita della Berardenga.
Per troppo tempo il capoluogo è stato privato del suo insediamento e del suo spazio più importante, quasi non vi fosse bisogno di un grande intervento, capace da solo di rivitalizzare e cambiare il volto di un paese e di una comunità.
Anche in questo caso non stà a noi individuare tutte le straordinarie potenzialità sulle quali lavorare, ma pare persino superfluo indicare Il Parco e la Villa come il terminale naturale dei flussi turistici organizzati e di quelli spontanei che risultano i più frustrati dalla chiusura del complesso e attorno ad essi produrre quelle attività di servizio che possono garantire l’economicità della scelta.

Fonte: Adesso Castelnuovo

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Killer Queen in concerto

“La musica è il miglior antidepressivo in commercio”, parole di Antonio Gabellini, famoso chitarrista acustico che ha collaborato con Mina, i Liftiba, Ivan Graziani, Jovanotti, e che dal 2007 è in pianta stabile con la band “Killer Queen“, (fondata nel 1995) consacrata alla riproposizione della musica dei Queen.
Piazza Marconi a Castelnuovo Berardenga strapiena, musica trascinante pensieri e ricordi, salti per aria dei ragazzi e dei capelli più canuti.
Musica trascinante che mal si concilia con il sonno immediato, ma che riempie di gioia una delle prime sere del giugno come si deve.
Mario Assennato, (chitarra e voce),  Giacinto Barghiacchi, (basso e voce), insieme dal 1995 come Nicola Angiolucci, (piano, tastiere, organo) Daniele Trambusti alla batteria, il già detto Antonio Gabellini, Massimo Nuti, (aggregato per una sera) e lui, il volto, il fisico, ma soprattutto la voce del gruppo: Yaser, nel ruolo da summa lode dell’irraggiungibile Freddie Mercury. Nel pomeriggio c’era stata la Corsa dei Ciuchi.

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Il mare riporta a riva l’imbecillità del genere umano

Cento metri qualsiasi nell’alto Tirreno, di litorale toscano, un mare appena agitato con uno strano cielo plumbeo per poche ore, con un leggero vento sull’acqua, che riporta a riva le nostre miserie umane, cascate, ma spesso e volentieri ributtate in mare.
Una scarpa, una cassetta di polistirolo, pezzi di rete arancione da cantiere, bottiglie, pezzi di plastica, i mitici cotton fiok distribuiti in ogni dove, un inalatore, tantissimi tappi di ogni colore che si spandono sulla spiaggia, bottiglie di vetro: imbecillità del genere umano.

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Cavalli in Palio, la mostra di Roberto Di Jullo

Il cavallo, inciso e dipinto con varie tecniche e vari materiali, in mostra nella città giusta, che lo venera e ne celebra le gesta, nella buona e nella cattiva sorte.
Ai Magazzini del Sale, all’interno del palazzo Pubblico di Siena,  espone Roberto Di Jullo, celebrato scenografo e professore di disegno, approdato a Roma negli anni ’60 e alla Rai come disegnatore dei servizi del telegiornale.
I suoi cavalli volano, sognano, corrono, investono il visitatore con la loro imponenza ed espressività scenica, fino al culmine dei sessanta metri quadri di pittura, dove i cavalli vengono incontro a chi arriva, ma non lo investono.

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Bollicine a Siena: degustazione di spumanti internazionali

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Cortile del Podestà – Palazzo Comunale
Piazza del Campo, Siena

orario 16-21
euro 20, ridotto 15 euro
cauzione bicchiere 5 euro
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PRODUTTORI – Elenco parziale
Champagne Leboeuf – BAR SUR AUBE (distribuzione Degustate)
Champagne Pernet & Pernet – VERTUS (distribuzione Degustate)
Champagne Autreau De Champillon – CHAMPILLON MARNE (distribuzione AGB)
Champagne Leclerc Briant – EPERNAY MARNE (distribuzione AGB)
Corte Aura – ADRO / FRANCIACORTA
Monversa – Vò PADOVA (distribuzione Unicorno)
Cantina Gigli – BORGO A MOZZANO LUCCA
Andrea Pizzolato – CERTALDO FI
Carpineto – GREVE IN CHIANTI FI
Villa Calcinaia – GREVE IN CHIANTI FI
Colle Bereto – RADDA IN CHIANTI SI
Castello di Meleto – GAIOLE IN CHIANTI SI
Felsina – CASTELNUOVO BERARDENGA SI
Vallepicciola – CASTELNUOVO BERARDENGA SI
L’Aietta – MONTALCINO SI
Le Chiuse – MONTALCINO SI
Sassodisole – MONTALCINO SI
Marco Carpineti – CORI LATINA

– Leboeuf – Champagne Brut Tradition Leboeuf (98% Pinot Noir, 2% Pinot Meugner)
– Leboeuf – Champagne Quietude Extra Brut BdN Tradition extra brut (100% Pinot Noir)
– Pernet & Pernet – Champagne Blanc de Blancs 1er Cru brut (100% Chardonnay)
– Autreau De Champillon – Champagne Brut Premier Cru (60% Pnot Noir, 40% Pinot Meunier – 8 gr/l)
– Leclerc Briant – Champagne Brut Reserve (40% Pnot Noir, 40% Pinot Meunier, 20% Chardonnay – 4 gr/l)
– Corteaura – Franciacorta Brut (90% chardonnay, 10% Pinot Nero – 36 mesi)
– Corteaura – Franciacorta Rose’ (25% chardonnay, 75% Pinot Nero – 40 mesi)
– Corteaura – Franciacorta Pas Dosé (80% chardonnay, 20% Pinot Nero – 50 mesi)
– Monteversa – Primaversa 2017 (Moscato frizzante)
– Gigli – Rosato Sur Lie 2016 (100% Barsaglina)
– Andrea Pizzolato – Vino Frizzante (100% Trebbiano Toscano)
– Villa Calcinaia – Mauvais Chapon Rosato Metodo Classico 2014 (100% Sangiovese)
– Colle Bereto – Colle B Brut Spumante Rosé (100% Pinot Nero)
– Castello di Meleto – Colto alle Bolle Spumante Brut (50% Sangiovese, 50% Pinot Nero- 8 gr/l)
– Felsina – Spumante brut Metodo Classico 60% Sangiovese, 20% Pinot Nero, 20% Chardonnay
– Felsina – Spumante brut Rosè Metodo Classico (50% Sangiovese, 30% Pinot Nero, 20% Chardonnay)
– Felsina – Spumante brut Metodo Classico millesimato (40% Sangiovese, 25% Pinot Nero, 20% Chardonnay, 15% vino dell’anno prec.)
– Vallepicciola – Spumante brut Perlinetto 2014 (50% Pinot Nero, 50% Chardonnay)
– L’Aietta – Spumante Metodo Classico (100% Sangiovese)
– Le Chiuse – Spumante Metodo Classico Stellare 2014 (100% Sangiovese)
– Sassodisole – Spumante Rosato Brut (100% Sangiovese)
– Marco Carpineti – Kius Brut 2015 (100% Bellone)
– Marco Carpineti – Kius Extra Brut 2015 (100% Nero Buono di Cori)
– Marco Carpineti – Nzù 2016 (100% Beltline affinato in anfora)
– Marco Carpineti – Moro 2017 (100% Greco Moro)

Per prenotazioni e info:
enoclubsiena@gmail.com
328-5436775

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Prevenzione in ginecologia nella Berardenga

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Sono passati fortunatamente i tempi in cui specialmente la donna era costretta di fronte a problematiche come l’incontinenza urinaria o il prolasso a scegliere tra la rassegnazione o l’intervento chirurgico.

Oggi esistono diversi approcci cosiddetti “conservativi” molto efficaci e soprattutto in grado di evitare o comunque integrare le più tradizionali strategie invasive per i disturbi pelvi-perineali.

La medicina ha fatto importanti passi avanti in tale senso proponendo sempre più spesso trattamenti di riabilitazione del pavimento pelvico, riconoscendo così la fondamentale importanza e la centralità di questo apparato soprattutto per migliorare la qualità di vita della persona.

Parleremo di questo e di prevenzione ginecologica in generale: rispondendo ai dubbi e alle domande dei presenti.

Aperto a tutti, uomini e donne, con la presenza della dottoressa Valentina Cappelli, Circolo Arca – via E. Mazzei, 11 Castelnuovo Berardenga.

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La Wehrmacht e l’Afrika Korps in vacanza nel Chianti

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C’è chi colleziona francobolli, chi fumetti e bambole d’epoca, chi bambole e vecchi giornali, chi stampe e oggetti d’uso comune.
C’è chi colleziona mezzi militari tedeschi della Seconda Guerra Mondiale, (in questo caso sidecar e jeep) e percorre il tracciato dell’Eroica, facendo base a Radda in Chianti.
Una colonna di mezzi della Wehrmacht e dell’Afrika Korps è passato questa mattina da Vertine, divisa in quattro tronconi, con molte conducenti abbigliati con indumenti che ricordano molto da vicino le divise di un esercito che qui, prima di fuggire, rinchiuse nelle cantine del paese molte persone con intenti cattivi, per fortuna abortiti e con il giorno dopo che corrispose a una strage con cinque persone morte e quindici feriti.
L’ultimo di questi tronconi aveva i sidecar con una jeep guidata da un signore che pareva vestito in uniforme da ufficiale, un cane nel sedile dietro, completava il quadro di una sfilata che, al netto dei mezzi d’epoca, fanno parte di una storia tragica, che si potrebbe evitare di mandare in giro con una uniforme che è stata d’occupazione e di terrore.

Un qualcosa di molto diverso dalla Colonna della Libertà, che passò nel Chianti nel 2014.

Fonte: Il Cittadino

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