Particolari di Colle Val d’Elsa

Nella parte alta di Colle bisogna stare solo attenti alla signora Parisina che tira secchiate d’acqua ai passanti, per il resto il passeggiare è un’opera lenta fra particolari e romanticismo di un luogo non aggredito dall’industria pesante del turismo.
Un’arte sopraffina del ferro battuto che si trasforma in protezioni per le finestre o anelli per quadrupedi da trasporto che ai loro tempi non emettevano gas di scarico ma tanto futuro ammendante per l’orto.

La pietra serena modellata a farfalla per far sgorgare le acque reflue è un tocco di classe, così come i vecchi scarponi che diventano vasi per piantine grasse.

Insegne, riccioli nel marmo, cassette postali ancora attive, Madonne e Garibaldi, rose, stelline, panni e cani alla finestra, ottimo caffè e vecchie cartoline, museo civio e diocesano.
Una vista verso la parte bassa che fino all’Ottocento si salva, poi dopo la Seconda Guerra si vede che il gusto di come si costruiva recide con un distacco netto il brutto dal bello.

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