Le fondamenta visibili di Asciano

Di buon passo, una signora che ben ricorda le prime difficoltà del dopo guerra, con un bastone e con un canino indomito e frenetico, percorre ogni giorno l’anello che sta intorno alla stazione di Asciano, un saliscendi leggero che prima percorreva con un’amica che da qualche mese purtroppo è uscita di testa.
Dice che tutte queste terre sono state prese da dei giovani siciliani altrimenti tutto sarebbe in abbandono e ridotto a un serpaio.
Coltivano i terreni a colza, che la signora chiama “Alessandrina” e non c’è verso di capire il perchè di questo nomignolo al giallagnolo.
Strisce di papaveri, nuvole e turchese per aria, vento nelle spighe, sinfonia di rondine.

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Fragranza di nebbia, caprifoglio e ginestre

Quando il sole smette di dormire e si ha voglia di sentire olfattivamente il tremito floreale di giugno, basta mettere in moto i piedi e partire.
Tenue sentore di caprifoglio misto ginestre, lo scricchiolare di passi, acciaccamento di erbe aereosol di sentori, grido di rondini, decespugliatore acceso con le mille imprecazioni del Pipa, quando, spesso, non gli funziona.

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Quattro uccellini nel nido

uccellini nel nido

Occhi chiusi, ricoperti di poca peluria, spazio comodo, ma ristretto per il loro crescere fra i rami di un ulivo al riparo dai predatori.
Appena sentono muovere le frasche si agitano, si muovono, si dibattono, aprono il becco, come se fosse la mamma con qualcosa di buono per loro.

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Papaveri della Berardenga

In mezzo al grano ancora verde, ai piedi di una collina con sopra un podere, un qualche cipresso, qualche fila d’ulivi, qualche macchia bianca di fiori e un’appariscente striscia rossa di papaveri, in perfetta simbiosi di colori per la nostra superba Repubblica, nel giorno del suo compleanno.

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Siena per Amatrice e Norcia

Promossa a dovere nei siti di informazione e nella stampa locale, la mostra mercato dei prodotti di Norcia e di Amatrice, per chi arrivava in Piazza del Campo e non è avvezzo a sfogliare i giornali locali fra un’ape ribaltata e l’infornata di assessori sul territorio a pochi giorni da varie elezioni, non ha molto modo di capire che l’iniziativa ha un alto valore simbolico e non si tratta di un normale avvicendamento su piazza fra macchine di altra epoca e ricciarelli , con fette di cacio e di prosciutto.
Non un pannello, non una didascalia per far capire ai molti che arrivano su piazza quanto è importante questa iniziativa e non si tratta del solito mercato.

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Battesimo contradaiolo nella Giraffa

Bernardo Lombardini, Priore dell’Imperiale Contrada della Giraffa, si bagna le mani con l’acqua della fontanina e tocca la testa del battezzato, rito ripetuto èer ben quarantuno volte, tanti sono i nuovi contradaioli di Via delle Vergini.
Cuccioli di pochi mesi, portati in braccio orgogliosamente dai genitori e dai nonni, adolescenti, adulti e gruppi familiari, che si sottopongono al rito laico d’iniziazione alla vita e all’appartenenza a un Popolo.
Usanza che inizia nel primo dopo guerra, quando il centro della città inizia lentamente a spopolarsi verso le periferie, quindi fuori dalle mura e dai confini delle diciassette.
Silvio Gigli, nota voce del Palio e non solo alla radio e in televisione, l’inventore di questa cerimonia, che ha assunto un carattere d’iniziazione ben importante nella vita dei senesi e non che vogliono iniziare un percorso sociale e di condivisione del rispetto dei luoghi e dei propri colori.

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Romanticamente San Gusmè secondo Lucio Battisti

Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi
ritrovarsi a volare
e sdraiarsi felice sopra l’erba ad ascoltare
un sottile dispiacere
E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire
dove il sole va a dormire
Domandarsi perche’ quando cade la tristezza
in fondo al cuore

come la neve non fa rumore
e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte
per vedere
se poi e’ tanto difficile morire
E stringere le mani per fermare
qualcosa che
e’ dentro me
ma nella mente tua non c’e’
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni
Uscir dalla brughiera di mattina
dove non si vede a un passo per ritrovar se stesso
Parlar del piu’ e del meno con un pescatore
per ore ed ore
per non sentir che dentro qualcosa muore
E ricoprir di terra una piantina verde
sperando possa
nascere un giorno una rosa rossa
E prendere a pugni un uomo solo
perche’ e’ stato un po’ scortese
sapendo che quel che brucia non son le offese
e chiudere gli occhi per fermare
qualcosa che
e’ dentro me
ma nella mente tua non c’e’
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni
tu chiamale se vuoi
emozioni

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I pasticciotti del Bar Smile di Siena

Dolce inaspettatamente fuori dal contesto del magico Salento, quello rinvenuto al Bar Smile di viale Sardegna a Siena, dove un cartello sulla vetrata indica la presenza di questa enorme prelibatezza.
“Pasticciotto senese?”, “No di certo” risponte la cassiera, “originale pasticciotto leccese” fatto da una ragazza la cui voce dalle vocali chiuse, mentre sta telefonando, non lascia dubbio alcuno sulla profondità delle sue origini, e infatti, la bontà di quanto realizza, al forno, non lascia dubbi. A Siena sono arrivati i pasticciotti.

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La rondine di Vitaleta come un prete nella neve

Quella sera tutto era concentrato sul tuo volto sereno affacciato alla finestra, mentre scorrevano le comparse del Palio di agosto, al suono di tamburi e chiarine.
Uno sguardo di una dolcezza infinita, che in breve si poteva tramutare in un articolo di fondo ironico e feroce o nel gesto di un riassetto dello scialle color deserto, a protezione da pericolose frescate improvvise.
Le ali informicolate dal freddo, sono gli arti che ti portano per aria a vedere da dove tutto nasce e sorge, dove giungono le vibrazioni cardiache e non arriva mai la cattiveria.
Forte di essere bella come una canzone, forte di uva nei calici, forte come una lacrima di maggio, forte fra le stelle non cadenti, abbronzata, brillante come un prete nella neve.

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Il piccolo alfiere della Contrada Priora della Civetta

Piccoli alfieri crescono: un pulcino di Civetta che viene iniziato all’arte della bandiera, a far ruotare per aria e destreggiarsi con eleganza per rappresentare la propria Contrada, con il sogno neanche tanto nascosto di entrare in Piazza nel giorno del Palio.
Una scuola di strada, un apprendimento su via o su piazza, per abituare fin da subito i piccoli alfieri e tamburini, alla presenza del pubblico.
Mano sul fianco, portamento, polso che gira, roteazione, sincronia con il tamburo che rulla poco distante con dei ragazzi che sanno come farne uscire la miglior voce di Siena.

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