La rondine di Vitaleta come un prete nella neve

Quella sera tutto era concentrato sul tuo volto sereno affacciato alla finestra, mentre scorrevano le comparse del Palio di agosto, al suono di tamburi e chiarine.
Uno sguardo di una dolcezza infinita, che in breve si poteva tramutare in un articolo di fondo ironico e feroce o nel gesto di un riassetto dello scialle color deserto, a protezione da pericolose frescate improvvise.
Le ali informicolate dal freddo, sono gli arti che ti portano per aria a vedere da dove tutto nasce e sorge, dove giungono le vibrazioni cardiache e non arriva mai la cattiveria.
Forte di essere bella come una canzone, forte di uva nei calici, forte come una lacrima di maggio, forte fra le stelle non cadenti, abbronzata, brillante come un prete nella neve.

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