Lucilla Tozzi

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Da un paio di settimane Lucilla ha raggiunto l’avo scrittore Federigo e guarda dall’alto il patrimonio di beni, di arte e cultura che ci è stato lasciato e quanto saremo in grado di proteggerlo e tramandarlo.
La lettura di un libro di Italo Calvino, che andrebbe proposto nelle scuole, sempre attuale, sempre presente, a memoria e figura del passato e dell’esistente quale è “La speculazione edilizia”, fatta in modi e ipocrisie diverse, di palazzinari, di film di Francesco Rosi, di oasi per sindaci e giunte affiliate nel “risollevamento economico” del paese.
La sua voce, la sua presenza in prima persona, almeno c’è stata, essendosi messa in gioco, prendendo posizione amando ciò che era, cercando di sterzare la marranità del presente.

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Centro Fisioterapico della Berardenga: i colonnini della chiesa

colonnini chiesa san giusto e clemente berardenga

A quanti sostengono che nel capoluogo della Berardenga non c’è niente, si obbietta che di servizi, agiatezze, svaghi e musei, paesaggi pennellati di unicità e bellezza, ce ne sono a bizzeffe, basti pensare all’eccellenza del benessere  fisico e culturale che si trova davanti la chiesa dei Santi Giusto e Clemente, realizzata nella prima metà del 1800, per volere della famiglia Chigi, dopo lo sventramento del Castello Vecchio.
Il centro fisioterapico dei colonnini di marmo che massaggiano la schiena, assolvono ernie lombari, leniscono dolori articolari e cervicali, massaggiano e allievano dolori del coccide e dello sfintere.
La migliore crusca culturale che innalza il borgo si solleva adiacente a questi splendidi ritti di marmo che fanno da scudo al biposteggio del parroco.

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La Racchetta di Gaiole fra mascherine e motoseghe

Tredicimila mascherine imbustate in un paio di giorni, prima della consegna in vari punti del capoluogo ai cittadini, poi giro di consegna nelle frazioni, privilegio per pochi comuni, grazie all’impegno e al lavoro e distribuzione capillare dell’Associazione Racchetta locale, che quando i boschi non bruciano, si dedicano al fare altro, compreso levare dal mezzo di strada, varie piante franate per via del violento vento acerrimo. Fonte: Il Cittadino

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Ombre Rosse della Villa a Sesta

villa a sesta tramonto

Potrebbe sembrare un tramonto da film di John Wayne, con la Monument Valley che si incendia nelle rocce e nelle sabbie calcinate dal sole, con in mezzo un palo del telegrafo poco prima che venga divelto dagli indiani, antecedente l’assalto alla diligenza.
Ombre rosse si, ma sulla Villa a Sesta attuale, con il vento che spazza, ma senzo rotolo di macchia che scivola fra la polvere, con il cielo tinto come la veste di un vescovo, come quello che non ripara il tetto alla chiesa di Santa Maria e tiene una pregevole statua lignea di Jacopo della Quercia di una Madonna con bambino e con l’ombrello.

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La nipote nata dalla ghianda della Quercia delle Checche

Da un rovere enorme denominato quercia di una veneranda età tale che è uno fra i monumenti verdi più conosciuti e visitati, piovono ghiande.
Alcune finiscono nell’apparato digerente di colombi e ghiandaie fra i volatili, altre in ebeti cinghiali fra i quadrupedi, altre, benedette dal cadere, dalla guazza e dall’inappetenza di cui prima, germogliano, si aprono uno spazio nella vita e nel mondo, dando vita a tutta una serie di querciole più o meno grandi, all’ombra, o subito accanto ai grandi bracci o ai grandi rami, di questa pianta di oltre trecento anni di vita, con alcuni traumi e fulmini.

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Siena, capitozzare nel Vicolo della Fortuna

Taglio all’ultima moda anche nel Parco Pubblico Montessori del Vicolo della Fortuna di Siena, nel pieno cremisi della Contrada della Torre.

Motoseghe in azione per amputare arti a piante sane, che se sopravviveranno, a tale cura demolitrice, saranno degne del nome del Vicolo che le ospita.
La capitozzatura delle piante è un metodo rapido e veloce, praticabile da chiunque sappia mettere in moto una motosega ed entrare in azione.

Le piante, che si dovrebbero curare e ridimensionare nella chioma, nella cura e nella pericolosità per persone e cose, subiscono un trauma nelle radici, nella saldezza al suolo, nella longevità, nella salute per sublimi attacchi funginei.
Una possibilità labile alla salute e alla longevità degli alberi sfrondati, potrebbe essere data sanificando le ferite con una pasta di vinavil e rame, ma c’è da credere che sia una pratica troppo difficile e costosa da attuare (!).

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La frittura di Mauro e Andreia di Castiglion della Pescaia

Sereno è un giorno qualsiasi senza ossessioni, quasi come una vecchia canzone di Bruno Lauzi che alcuni ribaldi di vecchi ricordi, canticchiano ancora a distanza di anni.
Castiglion della Pescaia lontano dalle genti e dall’affusolamento di aperol sul lungomare, splendida mattina in divenire con pochi affezionati amatori che a contatto di qualche fine granello di sabbia, mirano l’orizzonte, affilando la meditazione con la teglia di frittura che Mauro e Andreia preparano ogni giorno nel banco fisso all’inizio dello spazio del mercato settimanale del sabato. Si, sapore di mare.

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Gianluca di Vertine

Non esiste persona al mondo che, alle otto della sera, se si sfila un cingolo al trattore se ne esca con un sorriso compiaciuto per la grana improvvisa e cominci a mettere in fila chiavi e  martello per porre rimedio alla situazione anche alla luce dei fari della macchina o del cellulare finchè ha batteria.

Dopo tanti anni al chiuso in un’officina, l’insaziabile voglia di aria aperta si tramuta in passione e voglia di creare e condividere ciò che la terra e la fatica restituiscono sotto forma di raffinati sapori.
E fra le tante c’è da mettere al coperto anche un’altra po’ di legna per l’inverno, che il percorso di arrivo alla primavera e al suo tepere, sarà un capitolo lungo di giorni.

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La capitozzatura dei lecci agli Horti Leonini

Horti Leonini di San Quirico d’Orcia, un parco pubblico con un giardino all’italiana che risale al XVI secolo, caso raro di giardino senza villa, realizzato da Diomede Leoni per la gioia dei viandanti su un terreno donato da Francesco I de’ Medici.
Al centro la statua di Cosimo III de’ Medici, vestito alla roomana, il bacchettone bigotto famoso per l’editto del vino.
Presso la Biblioteca comunale si conserva “l’Archivio Italiano per l’Arte del Giardino” e in quelle pagine, può darsi sia difficile trovare una tecnica di potatura estrema come quella riservata ai lecci degli Horti.
Piante non toccate da decenni che si erano innalzate verso il cielo, alcune con problemi di salute, tanto che sono state rimosse e sostituite, altre che, sono state ridotte a pertiche con poche foglie, con il taglio indiscriminato dei rami.

La perdita di così tante foglie coincide con il deperimento di gran parte delle radici, con l’ancoraggio e saldezza al suolo compromessi, riducendo anche l’afflusso di acqua e sali minerali, aumentando la pericolosità degli attacchi funginei e la scottatura del sole nei rami sprovvisti di foglia e quindi protezione.

In sintesi, i lecci sono stati resi pericolosi a lungo termine.

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Rigomagno

Uscita della Siena – Bettolle, nel comune di Sinalunga, colei che devia nella direzione della splendida Arezzo, attraverso piane di girasoli e fitte nebbie autunnali che il sole trapassa con molta fatica.
La parte bassa, la stazione, la parte alta, un borgo di origine etrusca, cinto di mura che si innalzano nel Trecento e si mantengono in gran parte intatte, se non nelle parti scalfite dai Medici, quelli di Lorenzo, ma anche del bigotto Cosimo III e del fenomeno Gian Gastone.
Il Circolo funzionante, la sede dell’immancabile Pare Dorma, (Pd) alcune case da rimettere per varie ottusità, una tettoia inguardabile, l’aurea di feste paesane che al momento, come in qualunque altro piccolo borgo, resta difficile riuscire a rimettere in piedi.

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