La capitozzatura dei lecci agli Horti Leonini

Horti Leonini di San Quirico d’Orcia, un parco pubblico con un giardino all’italiana che risale al XVI secolo, caso raro di giardino senza villa, realizzato da Diomede Leoni per la gioia dei viandanti su un terreno donato da Francesco I de’ Medici.
Al centro la statua di Cosimo III de’ Medici, vestito alla roomana, il bacchettone bigotto famoso per l’editto del vino.
Presso la Biblioteca comunale si conserva “l’Archivio Italiano per l’Arte del Giardino” e in quelle pagine, può darsi sia difficile trovare una tecnica di potatura estrema come quella riservata ai lecci degli Horti.
Piante non toccate da decenni che si erano innalzate verso il cielo, alcune con problemi di salute, tanto che sono state rimosse e sostituite, altre che, sono state ridotte a pertiche con poche foglie, con il taglio indiscriminato dei rami.

La perdita di così tante foglie coincide con il deperimento di gran parte delle radici, con l’ancoraggio e saldezza al suolo compromessi, riducendo anche l’afflusso di acqua e sali minerali, aumentando la pericolosità degli attacchi funginei e la scottatura del sole nei rami sprovvisti di foglia e quindi protezione.

In sintesi, i lecci sono stati resi pericolosi a lungo termine.

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Una risposta a La capitozzatura dei lecci agli Horti Leonini

  1. Paola ha detto:

    lo stesso che stiamo vivendo e pagando a Siena in Vicolo della Fortuna!!!! a pochi passi dal Comune peraltro.

    "Mi piace"

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