Miracolo nella Berardenga, multato il Principe Azzurro

E’ bastata rendere pubblica l’idea della maggioranza delle persone civili (nel fine settimana portare le proprie auto nella ZTL, facendo mancare lo spazio alle auto dei marrani che lo occupano in maniera costante e costringendoli a chiamare le Autorità perchè non hanno lo spazio per la solita sosta) che qualcosa è successo.
Siamo alla “lesa maestà”: l’auto del Principe Azzurro, uno dei più affettuosi e presenti sulle lastre del centro storico, ha ricevuto una cordiale sanzione come nessuno era più abituato a vedere da secoli.
Speriamo che questo scatto d’orgoglio non pregiudichi la stagione turistica, dei tanti che avevano scelto Castelnuovo come loro meta di vacanze, attratti dalle famose auto colorate ancorate al suolo del centro storico del paese più divertente del mondo.

Pubblicato in andrà tutto bene, Berardenga, Cartoline dalla Berardenga, Federica, Fotografie 2022, italians, La Porta di..... | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | 5 commenti

Due incurabili sognatori

falcone-borsellino

Avreste quasi ottant’anni, ma l’ironia sapida e fatalista che vi ha sorretto e fatto sorridere nei momenti difficili, sarebbe ora applicata all’esiguo numero di bracciate nel mare di Favignana fatto da uno e alle poche pedalate di bicicletta fatte dall’altro, in un sottile gioco di canzonature con familiari, amici e colleghi di quando riusciste a vincere quello scontro epico fra la luce del sole e le tenebre, che tanti avrebbero voluto non si giocasse o avrebbero voluto che si facesse finta di giocare.

A orari strani, il rientro a casa fra le sirene e il rumoreggiare dei vicini per il fracasso o per il timore che l’intonaco nuovo, tirato su di fresco, potesse essere danneggiato con qualche improvviso fuoco artificiale.

Tanti caffè, sigarette, confidenze, passeggiando nelle pause per quei corridoi di marmo freddo e garbatamente ostile.

Si poteva vincere e ci siete riusciti, dimostrando che al puzzo del compromesso è sempre preferibile una tenace forza di volontà condita di battute per smussare le tensioni più gravi e le pareti di ghiaccio più impervie messe innanzi da chi è carico di invidia, gelosia, leale indisposizione a schierarsi.
E in quei rari momenti fuori dagli uffici era rinfrancante gettarsi su un piatto di spaghetti, leggere con attenzione la pagella dei figli, progettare un paio d’ore di mare nell’intimità scanzonata delle famiglie normali. Ascoltare “Se telefonando” di Mina.
Mai siete stati soli, perchè quando si è soli si muore. E’ come passare invisibili fra un milione di persone, è come se le parole circumnavigassero solo nella teste, con la voce che uscisse insonora, come se l’indifferenza venisse a sanare i graffi di spine del vivere quotidiano dentro un sudario.

Più che per la pensione, le onorificenze o il piedistallo nei libri di storia avete fatto il vostro dovere con diligenza solo per poter indossare una spessa vestaglia da camera, ascoltare musica classica e guardare partite di calcio in televisone prendendovi in giro per le vostre pance ormai rotonde come quelle di un commendatore.
Si poteva e si può vincere, basta volerlo, che a fuggire debbano essere i farabutti e non i giovani o chi ha smesso di sognare.

Pubblicato in andrà tutto bene, Arte e curtura, Federica, persone | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Una corte poderale come era

corte interna podere della berardenga

Di queste case, non rimasto poi molto. Alle nuove generazioni c’è il rischio di lasciare in eredità un patrimonio architettonico modificato e artefatto, tanto che sarà difficile scorgere quello che era il vero uso di molti edifici poderali riconvertiti in ville o attività turistiche.
Gli interni e gli esterni, in tanti casi non sono più riconducibili a quello che era una casa colonica nella quale la famiglia contadina viveva e operava.
Certo è che questi edifici necessitavano di un riassetto, ma non di uno stravolgimento.
Le nuove generazioni crederanno che questi edifici blindati da cancelli, cipressi, giardini, piscine, saune e spazi aperitivali siano nati pressapoco così come li hanno sempre visti.
Nell’immagine invece un podere rimasto integro, con le pietre della corte interna levigati da milioni e milioni di passi di persone che calzavano zoccoli, o bovi, carri, ruote di legno rivestite da un cerchio di metallo. Una testimonianza diretta di ciò che era la fatica.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Etruscany, Federica, Fotografie 2022 | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Berardenga, il cappotto grigio di Giuseppe Verdi

villa chigi saracini statua giuseppe verdi

Nella recente due giorni “Castelnuovo della storia e dell’arte“, oltre un centinaio di persone hanno potuto visitare la “Città proibita” della Berardenga, ovvero la Villa Chigi Saracini, così come si trova allo stato attuale: un luogo splendido, ma privo di manutenzione, di prospettive future, di un minimo spiraglio per un’apertura costante, spazio e volano di idee che non girano.
La statua di Giuseppe Verdi, fra le tanti di altri sublimi musicisti, realizzate dallo scultore senese Vico Consorti, ne è un po’ l’emblema.

Lo sguardo del grande musicista nel pieno degli anni, rivolto verso il basso, a osservare non tanto quanto la sua vena artistica e sensibilità, gli hanno permesso di comporre e rendere immortali le sue opere, quanto il cespuglio di edera che gli sta crescendo ai piedi.
Una pianta che non disdegna di farsi largo con le proprie radici, minando la stabilità di edifici interi, quanto il silente abbandono, quanto quel marmo, una volta bianco, abbia cambiato colore, rendendo verde (e grigio) il cappotto del compositore, immerso in un forte stato di abbandono e di depressione.

Pubblicato in andrà tutto bene, Berardenga, Cartoline dalla Berardenga, Etruscany, Federica, Fotografie 2022, italians, La Porta di..... | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

Tenuta Perano acquista i vigneti intorno Spaltenna

papaveri-cavarchino-e-spaltenna-15.jpg

Che qualcosa è successo, lo si intravede subito dai filari più dritti, i fili di cortina e di trattenimento dei tralci ben più tirati ed efficenti, le testate che in cima e in fondo, sorreggono il filare, cambiate e rimesse in tirare, molti dei pali di sostegno che pendevano, ripiantati e sostituiti. i filari ripuliti dall’erba e lisci come un panno da biliardo.
Sono passati poco più di venti giorni dal momento in cui la Tenuta Perano della famiglia Frescobaldi, si è aggiudicata l’acquisto dei dieci ettari di vigneto che stanno intorno a Spaltenna e altri venti, (molti dei quali condotti ad alberello) poco distanti dal capoluogo, che si son visti rifiorire in così poco tempo.
Un cambio di mano e di conduzione che lascia molto ben sperare, da parte di un’azienda che opera bene e si è posta in una zona lontana rispetto alle basi storiche naturali, ma che ha avuto l’umiltà di arrivare in punta di piedi e di farsi notare solo per la serietà con la quale si è calata in questa nuova realtà.
Basta gurdare l’armonia e la dolcezza riposta nelle vigne di San Donato in Perano, basta guardare come sono riusciti a addolcire lo scheletro di una cantina costruita oscena e ora di una certa grazia. Fonte: Il Cittadino.

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2022, La porta di Vertine, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Braciata in ricordo di Gianluca

Sulla terra in cui si posa la brace, era nata una fitta colonia di forasacchi, a testimonianza dei tre anni e passa di piena inattività del manufatto in pietra che accoglie le salsicce.
Non c’era occasione migliore per spazzare con il fuoco questa colonia di graminacee, di un ricordo di Gianluca con i suoi amici di serate di canti e bisbocce, cuocendo salsicce e innaffiando il tutto con quel canaiolo da lui vendemmiato e visto svinare un po’ a distanza.
Un brindisi a te caro Gianluca.

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2022, La porta di Vertine, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Maec, il Museo Etrusco di Cortona

L’atto di nascita del Museo dell’Accademia Etrusca corrisponde all’anno 1727, quando l’abate Onofrio Baldelli donò il suo museo e la sua «libreria» all’istituzione, promossa dai nipoti, Marcello, Filippo e Ridolfino Venuti, che si erano riuniti con altri nobili cortonesi per «erigere una società, o sia accademia di scienze et erudizioni». La sede all’ultimo piano di palazzo Casali fu concessa dal Granduca di Toscana Giangastone de’ Medici; in essa, dopo una lunga serie di lavori di restauro e di adattamento protrattisi fino al 1753, furono collocati sia la biblioteca sia il museo, uniti dalla comune funzione di promozione culturale che era lo scopo stesso dell’Accademia.
Al nucleo iniziale, costituito dalla collezione Baldelli, si aggiunsero nel corso del XVIII secolo molti altri pezzi, soprattutto archeologici, donati dai singoli soci o dai Lucumoni che presiedevano l’attività dell’Accademia; essi inoltre erano tenuti, per tradizione, ad offrire un loro ritratto, la cui raccolta costituisce un importante documento di vita accademica; prezioso e singolare è il dono fatto dal Lucumone Carlo Ginori nel 1756 del tempietto in porcellana dedicato alle glorie della Toscana.
L’attività collezionistica fu così vivace che ad essa dettero la loro entusiasta adesione alcuni fra i maggiori studiosi italiani, francesi, inglesi e tedeschi: fu così che il nome dell’Accademia Etrusca divenne famoso anche e soprattutto fuori dei confini nazionali.

Dopo l’unità nazionale, la vita dell’Accademia a partire dal 1874 si è identificata con quella del suo bibliotecario e conservatore del museo e poi Lucumone Girolamo Mancini; interessato soprattutto ad un’intensa attività nel campo bibliografico, non mancò di occuparsi del mu­seo che in quel periodo si arricchì notevol­mente: alla fine del secolo fu acquisito il lascito di mons. Guido Corbelli, Vescovo di Cortona, che come delegato apostolico per l’Arabia e l’Egitto aveva raccolto una grande quantità di oggetti: tutto egli volle donare al museo della sua città, che potè ottenere una raccolta di antichità egiziane fra le principali d’Italia.
Le vicende che si sono accavallate fra l’inizio del Novecento e la fine della seconda guerra mondiale ebbero solo in parte riflessi negativi sul Museo, che peraltro arricchì notevolmente le sue raccolte, soprattutto con l’acquisizione dell’intera collezione Tommasi-Baldelli; alla fine degli anni Quaranta il Museo fu definitivamente ampliato, occupando tutto il piano nobile di palazzo Casali con rinnovati e moderni criteri espositivi e di pubblica fruizione; in epoca ancor più recente, il museo si è ulteriormente arricchito con una preziosa raccolta di opere di uno dei promotori del movimento futurista, Gino Severini, cortonese, che volle lasciare alla sua città natale un segno della sua grandezza.
Un’ulteriore tappa del lungo processo di arricchimento delle collezioni museali è della primavera del 1995, nel momento in cui la Soprintendenza Archeologica per la Toscana ha depositato nelle sale dell’Accademia, restaurate per l’occasione, i reperti provenienti da una tomba etrusca della campagna cortonese, il “Melone secondo del Sodo”. Ciò portò ad una ulteriore ampia trasformazione del Museo, che ne ha profondamente mutato l’aspetto e arricchito il contenuto. Così nel 2005 il vecchio Museo è divenuto “MAEC-Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona”, un organismo che fino dalle prime settimane della sua riapertura ha riscosso un grande successo, e che restituisce a Cortona il prestigio – mai sopito peraltro – di un centro di grande importanza e in continuo divenire, centrale nella offerta culturale della città. Fonte: Accademia Etrusca di Cortona

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2022 | Contrassegnato , , , , , | 1 commento

Siena, un disabile cacciato dal bar

disabile-carrozzina

Un episodio increscioso sintomo di un braccio di ferro che non è salutare per la città di Siena. La mancanza di bagni pubblici è un problema contro cui le guide turistiche, che accompagnano centinaia di visitatori al giorno, devono fare i conti. Alcuni proprietari di locali sono stufi di dover accogliere turisti interessati, seppur dopo la consumazione, ad usufruire del bagno, ma il fatto che si è verificato oggi è un vero e proprio cortocircuito che porta a riflettere sulla problematica. A raccontarlo ai microfoni di Radio Siena Tv è una guida turistica autorizzata, senese, Chiara Savoi, riferendo quanto successo stamani ad una sua collega.

“Una mia collega stamani aveva una famiglia con due figli disabili di cui uno in carrozzina – ci ha spiegato -. Ad un certo punto il ragazzo in carrozzina ha avuto un’impellente necessità di andare in bagno e, nonostante sapesse (perchè segnalato altre volte dalle colleghe) che in quel bar non vogliono far utilizzare i servizi, vista l’urgenza sono entrati per chiedere. Erano in tre ed avrebbero consumato tutti, ma sono stati mandati via in malo modo, urlando loro dietro. Fortunatamente sono stati accolti in un altro locale poco distante, dove ovviamente hanno consumato ed hanno potuto cambiare il ragazzo, che nel frattempo si era fatto la pipì addosso”.

Un episodio che va ad inserirsi in un contesto più ampio, scaturito da un susseguirsi di problemi. In primis la chiusura per il rifacimento dei bagni pubblici di San Domenico e Beccheria e poi la difficoltà nel trovare un accordo con alcuni commercianti del centro.

“Il Comune ha deciso di ristrutturare questi bagni – ha proseguito Chiara Savoi – ad inizio della stagione turistica, non si capisce perchè non lo abbiano fatto nei due anni di pandemia, ma questa non è mia competenza. Quello che penso io, e ci tengo a sottolineare che parlo a titolo personale e non rappresento l’associazione guide senesi, è che anche se sono brutti da vedere, però non sarebbe stato male mettere dei Sebach a San Domenico o al campino di San Prospero. Quando arrivano i gruppi noi consigliamo di usare i bagni che sono al Fagiolone, ma sono pochi. Noi cerchiamo sempre di evitare di portare i turisti nei bar, ma se non ci sono altre possibilità, può succedere. E noi consigliamo sempre di consumare.

Quello che noi vorremmo – conclude – è cercare di collaborare. Siena vive di turismo, purtroppo l’accoglienza lascia a desiderare. Il “Cor magis tibi Sena pandit” non è tanto vero, mi sembra piuttosto arido questo cuore”. Fonte: Radio Siena TV

Pubblicato in andrà tutto bene, Etruscany, Federica, italians, La Porta di..... | Contrassegnato , , , , , , , , | 1 commento

Il pescatore

il pescatore di fiumicino

Il pescatore, alla stregua del campagnolo, ama il silenzio e il profumo dell’ambiente dove opera in lieta comunanza e rispetto.
Dopo un’alba di pesca e un po’ di riposo, si dedica al rammendo delle reti

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2022, persone | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

San Gusmè, il restauro dello stendardo della Compagnia

Domenica 22 maggio, il piccolo paese di San Gusmè è pronto a fare festa per celebrare il restuaro dello stendardo della Compagnia laicale della Santissima Annunziata, insieme alle restauratrici Caterina Fineschi e Roberta Cappelli, per conto del Laboratorio di Restauri Tessili L’Arcolaio, e la dottoressa Letizia Nesi, della Soprintendenza di Siena, che ha condotto il restauro e Serena Seggiolini, artista senese che si è fatta carico della realizzazione del nuovo stendardo.
Restauro, che era il sogno di Vezio Lusini, il compianto sarto del paese, vera istituzione locale, la cui famiglia, insieme al contributo dell’Amministrazione Comunale, se ne è fatto carico.

Alle ore 11, messa nella chiesa della Compagnia, a seguire, il pranzo, prodotto con i frutti delle aziende del territorio, con il prezzo fisso a 20 €.

La chiesa, che racchiude un tesoro pittorico realizzato da Piero Sorri, sarà visitabile da aprile a ottobre, in tutti i giorni festivi su prenotazione chiamando i seguenti numeri: 3200307800 – 3493730698 – 3387720700

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Federica, Fotografie 2022, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento