La fioritura del caprifoglio

Un caprifoglio, allevato ad alberello, si trova proprio di fronte al camposanto di Vertine.
Ha la carattestica di essere color della crema e del miele, con delle sfumature fucsia che si mescolano al bianco del fiore.

La sua limpidezza aromatica, accompagna il passaggio quotidiano di alcune splendide signore che colgono nell’aria fresca della mattina, queste due gocce di profumo limpido e sensato.
Chiudendo gli occhi, aspirando profondamente, suonano le campane del ricordo di un qualcosa di lieto e commisurato in bellezza al fiore, volo di rondine.

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Riaperto il bar a Vertine

La Festa della nostra preziosa Repubblica, coincide, nel nostro prezioso Vertine, con la rimessa dei tavolini all’esterno del bar e della piazzetta della ex scuola, dopo due anni in cui regnavano sovrani i soli parigini resistenti al gelo (al terzo anno) e i giocherelloni gatti di Vasco.
Dietro al banco è arrivata Alessandra, una giovane, dolce e pimpante ragazza, che ha riacceso allegria di persone in visita mescolatisi subito in conversazione con gli indigeni.
Da 2 giugno, fino all’Eroica (tranne che di mercoledi) il bar a Vertine, torna a essere un aperto e fruibile spazio di sosta e refrigerio, con buoni spumantini, spuntini, bibite e gelati.

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La Porta per il Chianti di Bagno a Ripoli

visit bagno a ripoli foto da il gazzettino del chianti

La spettacolare vista delle vigne che circondano la Villa di San Donato in Perano, toglie il fiato per cura e per bellezza, alle tante persone che percorrono la strada che dal bivio di Badia a Coltibuono, conduce a Radda in Chianti.
Improvvisamente si apre alla vista questa meraviglia che può essere ammirata da una piazzola di sosta posta sul bordo della Strada Regionale 429.

Chianti, comune di Gaiole le vigne e la villa, comune di Radda (da pochi metri) la piazzola di sosta.
Questa foto che viene usata per illustrare il nuovo portale turistico di Bagno a Ripoli, con in alto tanto di logo e indirizzo del sito, è una scelta fuorviante e ingiusta.
Fuorviante perchè, non si può pretendere di illustrare il proprio territorio usando immagini che non lo sono, ingiusta perchè questi luoghi sono curati e ben condotti, da chi nel Chianti ci vive.

Percorrendo il sito “Visit Bagno a Ripoli“, c’è anche un altro errore piuttosto grossolano, ma sulla stessa linea dell’immagine di San Donato in Perano, dato c’è anche da annotare l’uso di una foto della meravigliosa casa poderale delle Marangole, vista da dietro, a mezza costa della salita che di lì a breve conduce al Pian d’Albola, notoriamente comune e paesaggio di Radda in Chianti.

Due anni fa, la stessa immagine di San Donato, faceva da sfondo a una vendita di vino on-line, che poco c’entra con il prodotto di quei vigneti. Fonte: Il Cittadino.

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La cena dei Vignaioli di Radda

La “Cena dei Vignaioli di Radda” è in programma per domenica 19 giugno alle 19 in Piazza Ferrucci.
Con la presentazione delle 430 doppie bordolesi (1,5 Lt) ottenute con il vino dell’annata 2018, fornito in parti uguali dai 25 produttori raddesi, che insieme danno vita a un’unica e pregiata espressione delle viti del Terzo di Radda.

La cena sarà curata dal cuoco Marco Stabile, titolare del titolato ristorante di Firenze “L’ora d’aria” e prevede il seguente portatario di pietanze:
Aperitivo con piccoli finger food
Uovo, Piselli e Tarese del Valdarno
Risotto al Vino di Radda, Piccione e Timo
Manzo impanato al vino, patata al fumo, confettura di pomodoro
Perfetto di albicocche, Cantuccini e Vin Santo.
La cena sarà accompagnato da “IL VINO DEI VIGNAIOLI DI RADDA 2018” e da annate storiche dei produttori.

Prezzo 250 euro a persona (in coppia 350 €) compresa la cena e una “Magnum” del Vino dei Vignaioli di Radda 2018.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO IL 10 GIUGNO 2022.

Per info e prenotazioni radda@vignaiolidiradda.it

I VIGNAIOLI DI RADDA

Arillo in Terrabianca, Borgo la Stella, Borgo Salcetino, Brancaia, Caparsa, Castello di Albola, Castello di Monterinaldi, Castello di Radda, Castello di Volpaia, Castelvecchi, Colle Bereto, Cortedomina, Fattoria di Montemaggio, Istine, L’Erta di Radda, Monteraponi, Montevertine, Podere Capaccia, Podere Terreno, Poggerino, Pruneto, Tenuta di Carleone, Tenute Selvolini, Val delle Corti, Vignavecchia.

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San Lorentino, storia, pulizia del bosco e pranzo

programma escursione san lorentino a bossi 2022

Il GEB (Gruppo Escursionisti Berardenga) organizza per domenica 5 giugno, un evento eco, escursionistico, storico (con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale) intorno la chiesa un po’ pendolante, di San Lorentino, presso Bossi.

Ci sarà una camminata nei boschi circostanti, con l’intento del ripulirli dai rifiuti gettati dalla solita marranaggine umana, successivamente sarà l’occasione per rinverdire il rito storico dei pranzi e delle merende tenute sotto i lecci di questa piccola località e di lustrarsi gli occhi nel rivederla aperta e nello sperare in una cura più attenta dell’edificio. Qui il programma. Info: 348-2246170.

Alcune note storiche dalla pagina “Le nostre orme – Castelberardengo

“Intanto il titolo, San Lorentino e Pergentino, questa la dedica originale, sono due santi aretini martirizzati nel 250 d. C., e insieme a San Donato, sono, difatto, i patroni di Arezzo celebrati il 3 Giugno. Insomma una specie di sigillo che il vescovo di quella città intese apporre in questo territorio tribolato e conteso. Già nel 1181 il Cartulario dei Monaci della Badia segnala proprietà in Sanctum Larentinum e in Valle Sancti Laurentini, nel documento non si indica la chiesa, ma il toponimo fa supporre la sua esistenza e circa venti anni dopo sono gli uomini di San Lorentino a firmare l’atto di fedeltà a Siena. Nel 1257 la chiesa si manifesta chiaramente nell’atto di allibramento alla Pieve di San Felice come riportano i libri della diocesi di Arezzo.

Nei richiami storici fu anche appellata come San Lorenzo in Barba o Barbione ( dalla vicina Barbaione) e il Santo Pergentino chiamato anche Presentino come nel 1468.

Non vi stancherò con le successive visite pastorali se non per il 1680, quando la chiesa fu restaurata per l’ennesima volta , non so se ultima, ad esclusione della copertura rifatta di recente.

Molto importante risulta l’osservazione del lato Nord della Chiesa dove le murature mostrano chiaramente il segno dei ripetuti interventi di ricostruzione nei vari secoli, che confermano una porzione romanica della chiesa che richiama una fondazione antecedente alle scritture citate. In atti religiosi del 1583 troviamo la chiesa dei Santi Laurentini et Pergentini de Villa Bossi, per la prima volta accomunati, mentre la Repubblica di Siena lo aveva già fatto nel 1344 nell’ elenco dei luoghi del Vicariato Berardengo, laddove segnalò con unico nominativo Bossi e Sancto Lorentino.

Questa chiesa ha radici ben salde nella cultura della Berardenga certo in quella religiosa ma anche come riferimento della società intera e di un popolo devoto che fu ben più ampio di quello circostante”.

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Monteriggioni e la fioritura dell’ulivo

Monteriggioni di torri, ma anche di ulivi si corona: una sciarpa verde di piante da olio, che se non ci fossero o non venissero curate, la fisionomia del castello non avrebbe la stessa trina di fascino, come un antico atleta olimpico, cinto di vittoria.

Il cielo plumbeo che sfiora il turchino, mette le ali al vento alla moltitudine di ciclisti che si sono imposti di fare la via Francigena in due ruote.

Improvvisamente si fermano alzando lo sguardo al cielo, un’istantanea di torri issate nel turchino con batuffoli di bianco e un punto luce di pittura caravaggesca che confluisce sulle pietre.
Ma c’è di più, un sentore che pare un canto di sirene che avvolge le mura, un leggero profumo di limone sovvenzionato dal vento, un aereosol per le rondini.

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Soleggiata donna di maggio

E’ il mese nel quale la natura raggiunge le vette del suo massimo splendore attraverso sfumature, colori, che durano una notte, un istante di un profumo ai più impercettibile.
E non è un caso che nel mese di massima espressione del creato, si abbia la schiusa nel nido di una gran mamma salentina, di un ovetto di bassa statura, dal quale rompe il guscio e nasce, a forza di arguzie, una testarda rondinotta già abbronzata prima di vedere il sole.
Una Calimera che punge e stuzzica arrivata e partita di maggio, o meglio, arrivata e conservata, fin negli spigoli di colta’ironia e raffinata bellezza, nel cuore e nei pensieri di tante persone.

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Estrazione Contrade per il Palio del 2 luglio 2022

Da pochi minuti si è conclusa l’estrazione delle Contrade che correranno il Palio del 2 luglio prossimo.
Estrazione fuori dal comune per il numero dei sorteggi da eseguire (sei) per la squalifica di Tartuca, Nicchio, e Oca e per i due anni di silente attesa.
A Valdimontone, Istrice, Leocorno e Lupa, si abbineranno ai canapi tirati Drago, Bruco, Chiocciola, Pantera, Civetta e Torre, buon’ ultima estratta.

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Radda nel Bicchiere edizione 2022

Edizione delle nozze d’argento per il fermentato delle viti di Radda che salgono nel salotto buono del paese: quel camminamento intorno le mura, che di fronte ha un panorama incantato di poderi, boschi e vigne, incubatrici di vini strepitosi, in assaggio nei banchi di ogni singola azienda.
Inutile girarci intorno, Radda ha i vini più raffinati e beverini del Chianti Classico, la sua altitudine, il suo clima più fresco e ventilato, ben si presta alla salvaguardia dell’uva dalla cottura di estati torride.
La giornata di oggi, sabato 28 maggio, pur essendo stata turbata dal previsto temporale (benefico per la campagna circostante) non ha impedito l’affluenza di tanti appassionati e professionisti del settore.

Domenica 29 maggio apertura dei banchi di assaggio e “Radda Vintage” dalle 11 alle 19, con vendita bicchieri fino alle 18.

Sempre domenica dalle 11 alle 16 in via Roma si terrà la XIII edizione della “Degustazione alla cieca” la cui premiazione avrà luogo alle 18 in piazza Ferrucci. Foto: Vignaioli di Radda

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Contemplare la Val d’Orcia

panorama da Montalcino

Il rigore del paesaggio toscano emerge in plaghe dove, come intorno a Siena e a Volterra, la creta biancastra traluce tra le vegetazioni, fissando come nel diamante i contorni di un paesaggio netto, duro e supremamente perfetto. Dunque un paesaggio intellettivo, imbevuto d’intelligenza, che sembra pensare esso stesso intorno all’uomo nella maniera più alta. (Guido Piovene)

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