Apparecchiare nella Contrada dell’Onda

Le Contrade di Siena, sono un esempio di organizzazione che non lascia niente al caso. Quando si tratta di mettere a sedere qualche migliaio di persone nei giorni del Palio e non solo, niente è mai lasciato al caso sulla quantità di cibo, materiali, trasporti, bevande, forza lavoro, logistica, disposizione dei tavoli, riducendo al minimo impercettibile lo sperpero di cibo: una scienza.

Non sarà un caso che adesso la Contrada si serve di un archeologo, fra i tanti volontari, che smessa la macchina fotografica e la piccozza, si dedica alla disposizione dei tavoli, mappa alla mano, per non lasciare niente al caso, per produrre, come fanno tutti i volontari, dalla loro fatica, una serata di canto, di cibo e di gioia con i colori della vita e del proprio rione.

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Castiglioncello: la scogliera dei rifiuti pirotecnici

Castiglioncello, comune di Rosignano Marittimo, Bandiera Azzurra del Touring Club, meta di bagni, silenzio, bellezza e contemplazione di amanti del mare.
Domenica 16 giugno, si è celebrata la storica “Festa del pesce”, con la frittura nel mega padellone e il consueto spettacolo di fuochi artificiali.
Luogo di attivazione dei fuochi, la splendida scogliera dei Pungenti, una delle poche rimaste intatte, paradiso naturale, luogo da preservare e coccolare.
In un’area di circa trenta metri quadri, si attende che una mareggiata faccia pulizia della serata pirotecnica: residuati dei botti in ogni dove, involucri di cartone e tanta plastica, disseminati, nell’indifferenza dei bagnanti, nell’indifferenza di chi ha organizzato lo spettacolo e non si è ricordato di lasciare gli scogli come li aveva trovati.

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Il giro della Contrada del Leocorno

Il Giro del Leocorno cade nel momento in cui le albicocche iniziano a maturare e si possono gustare così come sono, o renderle bastevoli per l’inverno, facendole divenire una pregiata marmellata.
In questo caso, mentre si imbarattola, è impossibile non notare l’arancio carico che manda alle bandiere della Contrada dell’Unicorno.
Simbiosi perfetta fra la natura, l’uscita delle comparse monturate di bianco e arancio per le vie di Siena, quell’odore di Palio che si avvicina, identificabile con il gelsomino in fiore.

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Lo Stellino e la casa del glicine

Un episodio poetico d’architettura inserita nel paesaggio campagnolo, con due costruzioni diverse: una villetta con torre, una casa forse poderale con piccolo laghetto romantico ri ranocchie gracidanti e gatti, una parete di glicine sul davanti, mentre sul lato opposto un tunnel di viti, papaveri, olivi, il tutto, da contemplare in silenzio.

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Il fallimento della Sansedoni Immobiliare

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Annuntio vobis gaudim magnum: Sansedoni Immobiliare fallita quasi est.
Il conte Guido Chigi Saracini, nell’apprendere che i suoi possedimenti lasciati in dono alla comunità, sono stati in tal modo gestiti, ha visto lacrimare nella notte i due fregi marmorei del cancello d’ingresso della villa in Berardenga, con su scritto “Micat in Vertice”.
Con la sua rombante vettura 15/18, si è immediatamente svolatilizzato per aria, dentro un vortice di indefinibile tristezza verso i comuni mortali vicini e lontani.

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Il Palio di Massimo Stecchi

Drappellone  Palio 2 Luglio 2019 e Masgalano

“Ebbene, in questa pittura su seta, con le sue particolarità, in cui tradizione e innovazione risultano ben amalgamate e bilanciate, il colore intenso predominante – seppur ottenuto chimicamente, ai nostri giorni – , proprio per la sua antica nobiltà, colloca Stecchi tra i grandi nomi che hanno dipinto un drappellone e che con la loro opera “civica” hanno scritto una pagina, indelebile, di storia paliesca, sia dal punto di vista iconografico, che da quello iconologico”.

Duccio Benocci

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Vertine: serata Stufato alla Sangiovannese

Anche i rondinotti dai nidi, finiscono per guardare stupiti il laborioso modo di fare degli umani,  che come formichine, iniziano di mattina presto a mettersi in moto per mettere a bagno il pane, basilico, pomodoro e cipolla per una magistrale panzanella, per poi finire in un lento, laborioso rito che comporta la realizzazione di uno stufato fuori stagione per il resto del mondo, ma in sintonia con i tempi di Vertine.

Carne scelta di polpaccio di bove, trito di cipolla, sedano, carote, triplo concentrato di buon pomodoro, olio e vino rosso, mistura segreta di spezie da aggiungere a un certo punto preciso della cottura per certe ore.
Arrivano tavoli e seggiole, sosta, rigirare il tegamone, acqua in fresco insieme al vino bianco, andatura lenta nel tegame, apparecchiatura, cottura finita, dispiegamento delle forze sui tavoli, arrivo delle persone e avanti tutta.
Vasco, il Pipa, dopo il quarto piatto di stufato, ha fatto tre giri, in senso antiorario del percorso medio dell’Eroica, prima di andare a letto.

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Le polpette di baccalà della gastronomia Tenti

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Sostiene Pereira che, continuare nella solita, quotidiana, litania di frittate alle erbette nel paese in cui si cucina il baccalà in 366 modi diversi, (Portogallo) senza mai venire a noia, è un oltraggio alla pubblica decenza, ed è ora di unirsi al girone dei gaudiosi che vanno in estasi per questo prelibato frutto del pescato.
Un parallelepipedo con le ruote, bianco, con le rifiniture arancioni, si aggira fra la Val di Chiana e il senese, fra varie fiere e mercati, portando con se una notevole distinta di beni da mettere nei piatti, così come sono: già pronti.
Alla notevole porchetta, formaggi, polli arrosto, spiedini, conigli e arista, baccalà con le cipolle, caci e legumi, trippa all’aretina, fegatelli, c’è da segnalare una bontà assoluta che si rifà al paese di Pererira: delle divine polpette di baccalà, che la Gastronomia Tenti offre ai saggi di Rigutino, Badia al Pino, Castelnuovo Berardenga, Arezzo e Castiglion Fiorentino.

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Il giro della Contrada Capitana dell’Onda

La rondine in volo specchia la sua bellezza nel colore del cielo e nella forza del mare ed è subito una lacrima piccina.

Il professor Mario Ascheri, al seguito del giro della sua Onda, è una miniera di notizia per ogni chiesa cui la Contrada fa visita in omaggio alle consorelle, una nota di cultura che mai fa male alla salute, unita alla sua brillante simpatia.

Fra le comparse passa una fila di monache vicino all’ingresso dei Pispini, fazzoletto bianco e blu/turchino addosso: strano abbigliamento per qualcuno del Nicchio in attesa della bella Contrada del Mare.
Un pestone nei diti di fuori dei piedi di una sorella, fa capire che è monturata per le vie del signore, altrimenti l’invocazione al cielo, sarebbe stata molto diversa.
L’archeologo Massimo Pianigiani, coperto non di reperti di Pompei, ma di varie e serie macchine fotografiche per non perdere neanche una delle espressioni e della lieta fatica di chi partecipa al Giro.
La sera, ritorno stanchi in via Duprè ed è subito cena: c’è profumo di Palio nell’aria.

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Pinocchio, Bruscello a San Gusmè

C’era una volta un piccolo paese su un poggio, circondato dalle vigne circolari di Arceno, che alle spalle ha il Chianti e davanti la Berardenga che confluisce  nelle dolci rotondità delle Crete Senesi all’orizzonte.
Una volta l’anno, la Compagnia del Bruscello si riunisce in Piazza Castelli con un nuovo tema, stavolta si è partiti da un banale ciocco di legno, che come per magia, parla e quasi fa prendere una sincope al povero Mastro Ciliegia, che crede sia colpa del fiasco troppo alzato durante la giornata.

Inizia una storia di legno che si fa bambino, che torna legno, con un naso che si allunga e si accorcia a seconda delle bugie, un babbo, Geppetto, che fa tanti sacrifici, molto mal ripagati, dal suo infernale burattino.

Un grillo colpito da una martellata un Gatto e una Volpe fantastici, che non fanno rimpiangere l’interpretazione di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nel film di Comencini, quella musica, quel suono, la voce di Silvia Tognazzi, la voce narrante di Matteo Marsan, una Fata Turchina dipinta dalla vita nella sua gioia, il passaggio sotto le gambe dei Carabinieri, che nella vita spesso non è un modo di dire, un applauso scrosciante, un ricordo di Fabio Tiezzi anima del Bruscello.

La piccola Alice, volto dispettoso alquanto angelico che interpreta da par suo, l’infernale burattino nelle sue note peripezie.

Fonti: Il CittadinoIl Gazzettino del Chianti

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