Vertine: serata Stufato alla Sangiovannese

Anche i rondinotti dai nidi, finiscono per guardare stupiti il laborioso modo di fare degli umani,  che come formichine, iniziano di mattina presto a mettersi in moto per mettere a bagno il pane, basilico, pomodoro e cipolla per una magistrale panzanella, per poi finire in un lento, laborioso rito che comporta la realizzazione di uno stufato fuori stagione per il resto del mondo, ma in sintonia con i tempi di Vertine.

Carne scelta di polpaccio di bove, trito di cipolla, sedano, carote, triplo concentrato di buon pomodoro, olio e vino rosso, mistura segreta di spezie da aggiungere a un certo punto preciso della cottura per certe ore.
Arrivano tavoli e seggiole, sosta, rigirare il tegamone, acqua in fresco insieme al vino bianco, andatura lenta nel tegame, apparecchiatura, cottura finita, dispiegamento delle forze sui tavoli, arrivo delle persone e avanti tutta.
Vasco, il Pipa, dopo il quarto piatto di stufato, ha fatto tre giri, in senso antiorario del percorso medio dell’Eroica, prima di andare a letto.

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