Felice Gimondi e L’Eroica

Una brutta notizia nella gioia del giorno del Palio di Siena: un volto educato del ciclismo, un vero campionissimo entrato nella storia per aver vinto un Tour de France, tre Giri d’Italia, il Campionato del Mondo del 1973, con la cui maglia originale, si presentò una mattina di ottobre fra i ciclisti in partenza per L’Eroica, manifestazione in cui spesso era presente. Un campione, una persona garbata.

Fonte: Il Gazzettino del ChiantiIl Cittadino.

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Il Palio a sorpresa del 17 agosto 2019

Due fino ad oggi i Pali a sopresa corsi a Siena. Ricorrente il numero nove, nel finale dell’anno, come il primo, corso il 17 agosto del 1909, come il secondo e ultimo, corso il 17 agosto del 1919, ambedue, per la cronaca, vinti dalla Contrada dell’Oca.

A cento anni esatti dall’ultimo Palio a sopresa, a cinquanta dall’atterraggio sulla luna, la sorte si riappropria dei giri sul tufo, con il sindaco che ha convocato i capitani delle 17 Contrade nel Palazzo Pubblico, immediatamente dopo lo svolgimento del Palio.

Un sorteggio integrale partendo da un’urna contenente le 17 Contrade, un’altra i cavalli che hanno appena corso, nell’altra i dieci fantini. Il sindaco ha estratto le Contrade che correranno, poi ogni capitano, provvede ad estrarre cavallo e fantino che correranno con le insegne del proprio Popolo.

I fantini, chiusi all’interno di una stanza del Palazzo Comunale, non sapranno fino al momento di salire a cavallo e di uscire dall’Entrone per quale Contrada correranno, in quell’istante sarà sorteggiato l’ordine di ingresso al canape.
Questo, il responso della sorte per il Palio a Sorpresa del 17 agosto 2019: Contrada, poi cavallo e fantino.

Bruco      Remorex    Jonatan Bartoletti detto Scompiglio

Tartuca   Oppio          Carlo Sanna detto Brigante

Lupa        Tottugoddo    Francesco Caria detto Tremendo

Nicchio    Unidos          Giovanni Atzeni detto Tittia

Giraffa     Schietta           Federico Arri detto Ares

Onda        Una per tutti    Antonio Siri detto Amsicora

Leocorno  Violenta da Clodia    Luigi Bruschelli detto Trecciolino

Drago        Tabacco            Stefano Piras  detto Scangeo

Valdimontone    Tornada      Andrea Coghe detto Tempesta

Civetta     Porto  Alabe      Andrea Mari detto Brio

Le altre Contrade (che non corrono) estratte nell’ordine: Torre, Oca, Aquila, Istrice, Selva, Chiocciola, Pantera.
Fin qui il gioco, al fato, al sogno, al sindaco, ai propri colori di appartenenza, essere primi al bandierino con fantino o con cavallo scosso.

All’estrazione ha officiato lo Studio  Notarile Andreini & Costanzi, Cancelliere Gra. Uff. Duccino Senio Pianigiani.

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Il trattorista di Piazza del Campo

Un bambino sulle macchinine del luna park, non ha lo sguardo gioioso e non si diverte come il trattorista del comune di Siena che gratta il tufo disposto sull’anello di Piazza del Campo, mentre suoi colleghi passano a piedi a rispianartlo e poi bagnarlo.
La novità è evidente, un bell’azzurro acceso con le ruotine che si definisce con i campi e con l’aia, mentre qui diventa una novità da ammirare nella magia dei giorni del Palio.

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Gli oleandri di Castiglioncello

Niente di più estivo e di più marino, di un oleandro fiorito, anche se, nella sua variante rosa, accanto alla torre di Vertine c’erano un paio di esemplari degni di una località in pieno mare e forse anche meglio, curati dalla Nella.
Bianco, un rosso quasi tonaca di prete di rango e sua maestà il rosa, che nell’oleandro da l’impressione di essere la tonalità più sua e più bella.
Varietà ruspantissima, che nelle emergenze può essere rasa al suolo, per rifiorire più bella e meno legnosa.

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L’ombra dei gelsi al Parco dell’acqua di Rapolano Terme

Ciò che è pubblico è evidente: un parco ben tenuto e rispettato da chi lo frequenta, uno spazio di libero accesso e fruizione per i residenti di Rapolano, per chi passa, per chi viene a ritemprarsi nelle acque termali.
Un’ampia area verde sempre aperta a passeggiate, corsa, giri in bicicletta, bambini che giocano portati dalle famiglie, persone che leggono, altre che ammirano le installazioni di travertino, altre conversano, altre che si godono il fresco sotto l’ossigeno dei tanti mori.

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Le insalate di poppa e di trippa di Leonardo Bernardi

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Una variante all’ottimo lampredotto, che da tutti non è apprezzato come deve, nel periodo estivo, sono senza dubbio le insalate che propone Leonardo Bernardi, nei vari mercati che riesce a coprire.
Diverse le proposizioni di trippa in bianco con varie verdure o con una speciale e semplice salsa verde a base di prezzemolo e poco aglio, ma merita un capitolo a parte l’originale e buonissima insalata di poppa, accompagnata con un taglio finissimo di cavolella messa a aromatizzare con un filo di olio, aceto e una leggera traccia di cipolla, il tutto, di una sana delicatezza estiva.

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Le more della fonte di Vertine

Le prime more a maturare stanno dure e non macchiano le mani, segno che è ancora presto per la procedura della marmellata.
Ma lo scopo della prima raccolta è quella di tenerle in ammollo per una decina di giorni dentro qualche distillato in modo di estrarne colore e sentore, con qualche cucchiaio di zucchero, muovendo il tutto di tanto in tanto.
E una volta finita la macerazione, le more, intinte di alcol, stanno molto bene nel gelato.

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Il Museo della Contrada Priora della Civetta

La Contrada che vede nella notte, ha il museo aperto di giorno, all’interno del Castellare degli Ugurgeri, con ingresso in via Cecco Angiolieri, insigne poeta, nipote, così per dire del cavaliere e banchiere Solafica.

Domenico, che ne è custode e accompagnatore, nel periodo estivo tiene aperte le stanze del museo, dove si entra e in alto è affissa la bandiera che accolse l’arrivo degli Alleati il giorno della Liberazione di Siena, il 3 luglio del 1944.

La Contrada della Civetta pare che debba il suo nome a Minerva, divinità classica, che nella civetta aveva il suo animale sacro e aveva un tempio nel proprio territorio.
Un’interessante collezione di maioliche ritrovate scavando nei pozzi di butto, sono bene in mostra per il visitatore accorto e curioso, che non mancherà di notare che, già intorno al 1300, i piatti, “inventati” per la nouvelle cousine” (nello stile di un piccolo incavo centrale) erano già stati inventati e ci sta anche che accogliessero qualcosa di più invitante.
Oggetti di rito liturgico proveniente dalla chiesa dismessa di San Pietro in Banchi, vesti da cerimonia finemente ricamate, monture, i Pali vinti, altre opere d’arte che si mescolano fra ricordi personali e storia più grande.
Una finestra interna, permette di vedere uno degli spazi più sacri e inviolabili di Siena: la stalla del cavallo, ovviamente non nei giorni di Palio.
Nei sotterranei la stratificazione del tempo, del mare ritirato, dei rifugi durante la Seconda Guerra, nelle volte ricavate da tanto lavoro di scavo e di scalpello nel corso dei secoli, ben si vedono emergere conchiglie e sassi levigati dalle onde.
Indicativamente, il Museo è aperto dalle ore 10.30 alle 12.30 e nel pomeriggio dalle 16 alle 18, per informazioni 0577 045538.

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Il Palio di Milo Manara

palio di milo manara

Appena presentato il bellissimo drappollone disegnato da Milo Manara, noto Maestro del fumetto, così come Giovanni Ticci, (di genere diverso) che già lo aveva preceduto nella realizzazione di un Drappellone.

Niente di scandaloso, niente che sia di rottura, che di questi tempi è la normalità a essere rivoluzionaria, come dice lo stesso autore.
Una seta con una donna dal volto di donna, serena, fiera, come il sindaco seduto accanto all’autore, compiaciuto di essere il primo cittadino della Città del Palio.
Il rosso non è nelle sue corde, ma gioiranno i popoli di Chiocciola, Torre e Pantera, che nelle vesti della Madonna rivedono i propri colori.

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Le Crete Senesi di Mario Luzi

 

La terra senza dolcezza d’alberi, la terra arida

che rompe sotto Siena il suo mareggiare morto

e incresta in lontananza

(inganno o verità  miraggio o evidenza

insidia a lungo la mente

una tortura di dilemma) sperdute torri, sperdute rocche

è un luogo non posseduto dal senso, una plaga diversa

che lascia transitare i pensieri

però non li trattiene, non opera come ricordo, ma come ansia.

Inganno o verità, miraggio o evidenza

Smarriti ne seguivano i lineamenti

con la testa rialzata sopra i quaderni

trasmettendosi oscura una domanda

e un indecifrato avvertimento i miei compagni di banco.

Inganno o verità, miraggio o evidenza

sarebbe poi negli anni

tornata spesso la mente al suo non sciolto enigma.

E nel sangue la febbre,

nella febbre la fiamma

d’un’aspettazione incolmabile – ne sai niente?

Mario Luzi

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