I murales di Francesco Del Casino

“Bisognerebbe cercare una riflessione comune, ma se non c’è discussione e confronto, ognuno fa quello che gli pare”.
Parole rilasciate in un’intervista alla Nuova Sardegna da Francesco Del Casino, che se appoggiate alla politica, alla socialità, al vivere quotidiano ben riflettono il momento.
Pittore che ha reso Orgosolo (Nuoro) un museo a cielo aperto, con i Murales dipinti nel periodo in cui insegnava educazione artistica alle scuole medie del paese,  aprendo la scuola alla strada e alla società.
Influenzato artisticamente dagli stili dii Guttso e di Picasso, riporta sui muri la storia e l’attualità, con un o stile asciutto, sobrio, subito riconoscibile e espressivo.
Sue opere a Orgosolo, a Taverne d’Arbia, nel Museo della Selva, con il Palio del 2003, nel capoluogo della Berardenga, nella vecchia scuola e nel palazzo di fronte, dove alcune sue opere e di allievi, si stanno perdendo nei colori.

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Le panchine di botte della Villa a Sesta

Da legno dove il vino non è più buono a starci, un’idea semplice e geniale di riuso con un telaio di ferro che sorregge il sedile e lo schienale di una comoda panchina, nel piccolo borgo dove piovono le stelle in cucina.

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Tex in mostra al Santa Maria della Scala

Generazioni di lettori che mensilmente si recano in edicola, tanto da rendere ancora il Ranger e il capo della tribù dei Navajos, il fumetto più letto in Italia.
Una mostra che ne ripercorre la storia, con spazi dedicati agli autori, gli sceneggiatori, i creatori (Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini) e le due prestigiose firme senesi: Giovanni Ticci, il Maestro che firma da 50 anni le storie, con la capacità unica di disegnare il cavallo in ogni sua posa a memoria e Alessandro Bocci di Monteroni d’Arbia, che disegna Dampyr.
I pannelli con tutte le copertine degli albi che ripercorre mentalmente momenti, luoghi, età diverse, edicole, occasioni, in cui si è messo sullo scaffale quel numero.
E fra i padiglioni della mostra, si aggira Emanuele, un bambino di appena sei anni che con il cappello di Tex e due pistole di plastica ai fianchi, spiega ai propri genitori i luoghi e i personaggi delle nuvole parlanti.
Aveva trovato un fumetto di Tex da uno zio, lo aveva sfogliato, da quel momento non se ne è più staccato e cresce con il profondo senso di giustizia che l’eroe di carta trasmette ai suoi tanti e tanti lettori.
La mostra continua fino al 26 gennaio presso il Santa Maria della Scala di Siena.

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Il covo nero della Berardenga

Nei giorni scorsi gli inquirenti della Digos di Siena e della Direzione Antimafia di Firenze, hanno smantellato una rete di suonati, nostalgici del ventennio, con i relativi fondi pieni di materiali bellici e espolsivi, per usi non caritatevoli.

La storia è finita agli onori della cronaca sui media nazionali di ogni genere, tanto da far tremare il partitone locale di lotta e di governo, di essere alle soglie di una nuova marcia ai confini della realtà, in una situazione ridicola, ma non tragica.

Nella Berardenga, la situazione è più fluida e resa più evidente dalle manifestazioni alla luce del sole da parte di un “Manipolo di Eroi”, che celebrano le proprie adunate giorno e notte nel centro storico e ZTL del capoluogo.
Il covo nero, è solo un ritrovo di proprietari di autoveicoli di tale colore, che si ritrova a giornata, nella ZTL del capoluogo e la intasa.
Dubbi degli inquirenti sulla presenza di un pandino cremisi: non si sa se si tratta di un affiliato in dubbio portato dalla piena, di un pretendente al club in fase di studio o di un osservatore speciale che monitora le dinamiche di come si ignora da decenni le istanze di chi vuole uscire o entrare in casa senza dover fare un percorso a ostacoli.

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Le foglie d’acero di Luciano Berruti

luciano berruti opera di fabio zacchei

E’ noto che Fabio Zacchei ha la dote di tramutare stati d’animo e sentimenti nelle forme leggere del ferro, espressione comune di sensibilità e lunga visione delle cose da fare.
Sta seminando opere in lungo e in largo per il Chianti e la Toscana e non c’è da escludere che in un futuro neanche tanto prossimo, vengano realizzate visite giudate alle sue opere disseminate per la regione.
Le foglie di acero appoggiate sul verde del monumento a Luciano Berruti, sembrano parte di un insieme, non sono di ferro, ma espresisone della natura che, come il ciclista, si riposa e si mette in attesa di tempi migliori.

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Il cesto ombrelliera dell’Abbazia di Sant’Antimo

cesto porta ombrelli abbazia sant'antimo

Tutto l’apparato vaticanese ne sa sempre una più del diavolo, tanto è che resiste da un par di millenni alla corrosione delle indulgenze e delle vocazioni.

La vocazione ecologista che si coniuga con la vendita di un auto a ogni abitante della terra per il beneficio degli azionisti e lo sbrinamento di ogni risorsa naturale, sempre a beneficio dei medesimi è la storia del cane servile che si morde la coda.

I frati di Sant’Antimo invece sono più vispi delle ghiandaie, se al solito bigoncio di plastica per accogliere gli ombrelli, oppongono un cesto di vimini, che viene bene, come secondo uso, anche per cuocere le salsicce.

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Antonio Casabianca: Notizie storiche sui luoghi del Chianti

antonio casabianca notizie storiche sui principali luoghi del chianti

Un libro non recente, ma in perfetto stato, scovato fra i tanti in una bancarella dell’usato.
Uno strumento, importante e essenziale, per mettere a fuoco la storia di un territorio, i suoi confini ben chiari e definiti, i passaggi, le tribolazioni, le coltivazioni e le sue genti.

Invasioni, guerre, pestilenze, qualche foto, le schede dei diversi Popoli che facevano parte dei tre Terzi dell’Antica Lega del Chianti, alcuni dei quali, ridotti al rango di fantasmi, come il Popolo di San Piero in Avenano, che in tempi andati annoverava centinaia di persone, come Gaiole, che fino al 1700 inoltrato faceva parte del Popolo di Vertine, non avendo un grande rango se non di paesello di mercato.
Per chi ha un’idea piuttosto vaga di cosa sia territorialmente e dove si trovi il Chianti, una lettura consigliata.

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Il buristo di Violante di Baviera

Violante Beatrice di Baviera, vedova di Ferdinando de’ Medici principe ereditario al trono di Toscana, (nella speranza che dall’unione nascessero Medici meno bischeri) figlio del bigotto Cosimo III e fratello del fenomeno che risponde al nome di Gian Gastone, ultimo Medici a regnare (gozzovigliando) nel Granducato.
Quattro anni dopo la perdita del marito, le viene affidato l’incarico di Governatrice della Città di Siena e rimane alla storia per il famoso bando che definisce i confini territoriali delle Contrade del Palio, in vigore ancora oggi.

Nella storia anche per aver inventato il buristo, tipico insaccato senese, che il famoso gastronomo Giovanni Righi Parenti  (nonchè farmacista) attribuisce ai salsicciotti che le guardie tedesche al seguito della principessa erano soliti consumare.

I wurst, che i senesi copiarono con l’aggiunta delle immancabili spezie, il nome deriva da wurst e blutte, che in tedesco significa sangue.
L’impronunciabile parola nata conseguentemente finì, più congenialmente, per diventare buristo, o in certe parti della provincia buristio.

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Carlotta Salvini migliore sommelier d’Italia

Dalla finale nazionale di Livorno, dove, dopo tante selezioni erano arrivati a concorrere otto sommelier, trionfa Carlotta Salvini della delegazione Fisar di Siena, uno dei volti più belli e appassionati che ruotano intorno al mondo del vino, dove brilla per competenza e spontaneità.
Vince il prestigioso titolo di Migliore Sommelier d’Italia 2019, racchiuso nella composta gioia di un sorriso che accarezza le botti e i vigneti di Felsina, in cui accoglie e spiega le bontà della cantina, le bellezze della Berardenga. Fonte: Il Cittadino

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La festa del bosco umido

E’ tempo di aggomitolarsi al tepore di un camino o in pochi metri quali dentro ai quali non circolino spifferi di rabbia e di inciviltà.
Non è più il tempo di Neruda o di Montale, l’ermetismo di Ungaretti, che in tre parole fa esplodere la voragine di uno stato d’animo annientato di trincea, la tenue fiammella di sogno o di speranza.
La dittatura della carta igienica della finanza, il profumo del bosco umido lisciato da un tenue sole caldo come le fusa di un gatto.

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