La festa del bosco umido

E’ tempo di aggomitolarsi al tepore di un camino o in pochi metri quali dentro ai quali non circolino spifferi di rabbia e di inciviltà.
Non è più il tempo di Neruda o di Montale, l’ermetismo di Ungaretti, che in tre parole fa esplodere la voragine di uno stato d’animo annientato di trincea, la tenue fiammella di sogno o di speranza.
La dittatura della carta igienica della finanza, il profumo del bosco umido lisciato da un tenue sole caldo come le fusa di un gatto.

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