L’arte della legna e di arrotare la motosega

Nei tempi del pellet, con il comodo sacchetto di biscottini di legno da gettare nella stufa per riscaldare l’ambiente domestico, si è perso di vista i tizzoli, la fiamma viva, l’uso della stufa e del camino, quello che alla sera permette di mettere sulla griglia qualche prelibata delizia che ricarica e riconcilia dalle fatiche della giornata.
Fare la legna per il camino di casa, tagliare i pezzi, spaccare le ceppe a fette con mirati e calibrati colpi di scure è quasi un arte, arrotare il nastro della motosega, una limata da gioielliere di quelli bravi.

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Vagliagli: una cinghiala partorisce in paese

vagliagli il parto della cinghiala

Una nascita è sempre una gioia, specie quando è improvvisa e fuori dal comune, con una cinghiala che esce dal suo ambiente naturale, il bosco e sceglie di partorire nel piccolo borgo di Vagliagli  a breve distanza da Siena.
Tutto il paese si mobilita per dare assistenza alla partoriente che finisce per dare alla luce il suo piccolo per strada, su un giaciglio di paglia, quasi come accadde a Betlemme tempi indieto, facendo le debite proporzioni.
Il veterinario che ha assistito al parto sostiene che la mamma ha un solo cucciolo perchè ne ha fatti altri nel bosco e le sono stati predati, per cui si è sentita più al sicuro e protetta scendendo in paese, fra gli umani.
Non è chiaro se sia maschio o femmina, ma sta bene, ma comincia il rebus della scelta del nome fra gli abitanti di Vagliagli, mentre il Ministro Padoan ha annullato la serie di cene in provincia a base di cinghiale. Fonte: Chianti Sette.

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Il ministro Pier Carlo Padoan e le bizzine dei sindaci

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Quando, nel 1980, il Ministro dell’Agricoltura Giuseppe Bartolomei partecipò al convegno dedicato al centenario della scomparsa di Bettino Ricasoli, il cinema della Filarmonica era stipato di persone attente a seguire i lavori.
Pochi giorni fa, quando è arrivato il Ministro dei numeri Padoan, nel suo giro elettorale nel Chianti e nella Berardenga, c’erano solo qualche decina di persone, pochi fra i non addetti ai lavori.
Mentre il Ministro era a Radda, ha manifestato la volontà di voler andare a Gaiole, fare un giro, prendere un caffè in piazza, stringere qualche mano, come si usa fare sotto elezioni.

Giù nella Buca, erano già schierati gli uomini della scorta e i Carabinieri locali in attesa del suo arrivo, ma l’incredibile stizza provocata dalla semplice richiesta di voler visitare un paese vicino ha messo in moto le bizzine personali di un paio di sindaci irati per questa non tanto stravagante richiesta, inscenando un bel teatrino di fronte ai non molti presenti.
Il Ministro si è cavato dall’impaccio, guardando da dietro gli occhiali la divertente scena, e ha deciso di andare alla Certosa di Pontignano (foto) dove era in corso un’altra iniziativa, con accanto i medesimi sindaci.
Una volta eletto a Montecitorio, avrà modo e tempo di riflettere su quanto sia dannoso il personalismo quando prende il posto delle idee, come dice sempre la suocera di Renzi.

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La ciaccia coi ciccioli e alla salvia dell’Antico Forno di Alberto Magi a Castiglion Fiorentino

Mestiere duro il fornaio: la giornata inizia presto per Alberto, intorno all’una di mattina, prende le fascine e accende il forno, poi con pazienza e con perizia inizia l’impasto del pane e senza nessun mezzo meccanico, con la semplice, per chi è del mestiere, perizia del colpo d’occhio, forma i formati di pane, sbagliando di pochi grammi.
Il forno raggiunge la temperatura, un forno originale del 1600, di cui gli appassionati di storia locale, dicono che sia stato costruito ben prima del palazzo comunale ancora attuale.

Mentre il pane cuoce, inizia la cottura dei ciccioli, il mescolamento con la pasta, inizia la tagliatura della salvia, il mescolamento con la pasta, la stesa e l’infornata dopo il pane.
Mentre la ciaccia cuoce, inizia l’impasto dei dolci, di quel croccante fragore delle colazioni.
A cose fatte, intorno alle nove, Alberto si toglie il grembiule e lascia il posto alla mamma Carmen che sta dietro il banco e riceve la fitta clientela che in poche ore si porta via tutto il pane, tutta la ciaccia, tutti i dolci.
Tutta una processione di gente che si porta a casa quella meraviglia di pane cotto a fascine di scope, quei pezzi di ciaccia coi ciccioli o con la salvia.
Ultima, quasi sull’orlo dell’orario di chiusura, arriva la vigilessa che si porta a casa il mezzo chilo, che non aveva prenotato, ma che la portentosa Carmen, le avevo riposto.

A quel punto Carmen chiude l’uscio, mette il suo pane da chilo nel forno fra due teglie di biscotti e ripassa la sera quando è cotto, lentamente, come tutte le cose buone.

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Il ministro Pier Carlo Padoan a cena dai cinghialai del senese

Il compassato ministro dell’Economia dei governi Renzi e Gentiloni, si trova paracadutato nel collegio di Siena per la prossima tornata elettorale.
E non poteva essere diversamente per la regola dei romanzi gialli dove il protagonista è sempre affascinato dal rivedere certi luoghi.
Candidarsi nel collegio di Siena, non vuol dire solo aggirarsi fra i salotti, ma comporta anche una notevole sgambatura fra i circolini dove i nonni giocano a briscola, le bocciofile, e soprattutto, se un candidato che ha ambizioni di essere eletto, in Toscana, come nel senese, non può esimersi dal presenziare, officiare, rendere grazia sempre ed in ogni luogo alla lobby più preparata, capilare e potente della regione: i cinghialai.
Nei prossimi giorni saranno rese pubbliche le tappe delle cene a base di cinghiale del ministro e futuro onorevole Pier Carlo Padoan.

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Concerto al teatro massimo di Pacina

Una leggera questione di intima introspezione, soffusa fra un paesaggio di vigne prive di foglie, una rima solfeggiata che crea la musica di Allevi mentre il vento si intrufola per le strade più riposte e partorisce pensieri cuccioli di rondine.

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Oscar Farinetti acquista il Colombaio di Cencio nel Chianti

oscar farinetti dadissapore

Mancava solo lui! Natale Farinetti, meglio noto come Oscar acquista per 5 milioni di euro l’azienda agraria  “Il Colombaio di Cencio”: oltre cento ettari, di cui trenta ettari vitati posti in gran parte nella zona di Monti e con una piccola porzione proprio sopra l’abitato di Gaiole in Chianti, dove sorge la casa padronale e da dove potrà godere di una “bella vista” panoramica sugli edifici eretti sulle sponde del Massellone.

Data l’impossibilità linguistica dei locali a pronunciare nomi senza la vocale finale, faccia l’orecchio fin da ora a sentirsi chiamare “Oscare”.
Il creatore della catena di negozi alimentari Eataly e di Fico, nonchè proprietario del Pastificio Afeltra di Gragnano, dell’hotel (quattro stelle) Castello di Santa Vittoria nel cuneese, insieme a un paio di osterie, tre ettari a Timorasso, nel tortonese, il Barolo della cantina Borgogno, lo spumante Fontanafredda (bollicine dal Monte dei Paschi di Siena…) aggiunge così alle sue etichette il Chianti Classico.
Oscare da buongustaio amante della buona politica e della tavola è giunto nel comune giusto: qui potrà coniugare la bontà del sangiovese a un bel piatto di cinghiale.
E vedendo la quantità industriale di questi pregiati animali allevati nelle colline del Chianti, chissà che con la sua mente vulcanica, non entri anche lui nell’allevamento del cinghiale (magari ottenendone la DOP) esportandolo poi in tutto il mondo e organizzando safari di caccia per gli appassionati.
Notizia da compromesso storico è che il giornalista Franco Ziliani, noto curatore del blog “Vino al Vino“, non propriamente allineato sulle posizioni (politiche e vinarie) del patron di Eataly, curerà le degustazioni dei vini per conto di Oscare.
Fonte: Il Cittadino

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La pietra miliare di San Gusmè

san gusmè pietra miliare

Due segnali di progressiva ettometrica, che indicano la distanza di cento metri, su una strada, con la rara particolarità che a San Gusmè si trovano insieme la vecchia versione del cippo di pietra, con quello di lamiera, che ha sostituito il vecchio materiale dal 1992.
Più facile e funzionale il nuovo paletto di lamiera, ma sicuramente più affascinante quello in pietra che si rifà alla vecchia consuetudine di epoca romana di misurare distanze.

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La Nazione vende il castello di Meleto come se fosse Casole d’Elsa

la nazione siena 14 febbraio 2018 meletoper casole

Euforia per la vendita della nuova fontana di Trevi al gruppo internazionale di passo, che stavolta si aggiudica un altro pezzo di storia da una ditta tedesca.
Il castello di Casole entra nel portafoglio del colosso inglese Belmond e l’eccitazione degli amministratori locali che di solito prende all’annuncio di tali transazioni si amplifica alla redazione de La Nazione, che prende fischi per fiaschi, e scambia il castello di Casole con il castello di Meleto, sinonimo del Chianti che va a ruba.

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L’iconografia degli amici di Gian Gastone all’Anteprima Chianti Classico 2018

il signore del chianti classico foto dal profilo di bruno valentini

Il Chianti Classico, (meritorio Consorzio che raccoglie i produttori di vino all’interno di un territorio che comprende il Chianti e parte della Berardenga, in provincia di Siena e la Val di Pesa e Val’Elsa, in provincia di Firenze) ha come marchio il Gallo Nero, animale che è simbolo della beffa o dell’inganno, con la quale vennero definiti i confini statali fra le Repubbliche senese e fiorentina in perenne contrasto e guerra fra loro.
Al canto del gallo, due cavalieri sarebbero partiti dalle due città in direzione opposta e il loro punto d’incontro avrebbe rappresentato il punto di confine fra i due stati.

I senesi scelsero un gallo bianco che riempirono di cibo, i fiorentini un gallo nero che tennero a digiuno: il gallo nero, morso dalla fame, cantò ben prima che sorgesse l’alba, mentre il gallo senese dormiva placidamente in attesa dell’alba.
Il cavaliere che partì da Firenze, incontrò il cavaliere senese a soli 12 chilometri dalle mura senesi, e fu così che i gigliati si presero tutto il Chianti.
Alla recente Anteprima del Chianti Classico, Gian Gastone, il gallo che ha preso il nome dall’ultimo esemplare dei Medici ad essere stato Gran Duca di Toscana, posa da vigoroso padrone di casa, in una foto storica con gli amministratori locali.
Tutti dello stesso partito, ma di correnti diverse, che storici dell’arte, storici, analisti politici, teologi, studiano accanitamente, suscitando un fervente dibattito culturale che ancora traccheggia nel testo definitivo.
E’ ancora in dubbio se utilizzare l’iconografia classica dell’arte religiosa, con lo studio del panneggio, della postura, dei gesti, degli oggetti che hanno in mano o compongono le figure, che determinano l’ordine, la corrente, l’importanza del santo, o se attenersi a criteri e studi analitici in atto dal Novecento ortodosso per determinare quanto la distanza dal capo (in questo caso Gian Gastone) comporti l’importanza gerarchica.
Analizzando la foto con questo metodo, i posti d’onore ai lati del Gallo, sono alla sua sinistra il Presidente della Provincia di Siena, alla sua destra il Sindaco di Siena.
Ancora sulla sinistra, (posto che nell’arte sacra tocca all’Eretico) è il sindaco di Gaiole, ancora sulla destra, il sindaco di San Gimignano, e alla sua destra ancora il sindaco di Radda in pigiama, che è la figura il cui panneggio affascina e caratterizza il dibattito degli storici dell’arte, meno degli analitisti politici.
Lo studio di questa acuta icona fotografica dei nostri tempi è cosa complessa e articolata perchè si mescolano fra incenso e pensiero, sezione e sacrestia, i temi e le vocazioni politiche e culturali del nuovo millennio.
Tutti giunti alla Leopolda perchè tempio del pensiero moderno, sia che si degusti vino, sia che si formuli il rudimento del pensiero accademico del nuovo verbo.
Solo che Renzi non è potuto venire, trattenuto a Pontassieve dalla suocera che aveva già messo il riso a bollire nel latte per friggere le frittelle.

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