Oscar Farinetti acquista il Colombaio di Cencio nel Chianti

oscar farinetti dadissapore

Mancava solo lui! Natale Farinetti, meglio noto come Oscar acquista per 5 milioni di euro l’azienda agraria  “Il Colombaio di Cencio”: oltre cento ettari, di cui trenta ettari vitati posti in gran parte nella zona di Monti e con una piccola porzione proprio sopra l’abitato di Gaiole in Chianti, dove sorge la casa padronale e da dove potrà godere di una “bella vista” panoramica sugli edifici eretti sulle sponde del Massellone.

Data l’impossibilità linguistica dei locali a pronunciare nomi senza la vocale finale, faccia l’orecchio fin da ora a sentirsi chiamare “Oscare”.
Il creatore della catena di negozi alimentari Eataly e di Fico, nonchè proprietario del Pastificio Afeltra di Gragnano, dell’hotel (quattro stelle) Castello di Santa Vittoria nel cuneese, insieme a un paio di osterie, tre ettari a Timorasso, nel tortonese, il Barolo della cantina Borgogno, lo spumante Fontanafredda (bollicine dal Monte dei Paschi di Siena…) aggiunge così alle sue etichette il Chianti Classico.
Oscare da buongustaio amante della buona politica e della tavola è giunto nel comune giusto: qui potrà coniugare la bontà del sangiovese a un bel piatto di cinghiale.
E vedendo la quantità industriale di questi pregiati animali allevati nelle colline del Chianti, chissà che con la sua mente vulcanica, non entri anche lui nell’allevamento del cinghiale (magari ottenendone la DOP) esportandolo poi in tutto il mondo e organizzando safari di caccia per gli appassionati.
Notizia da compromesso storico è che il giornalista Franco Ziliani, noto curatore del blog “Vino al Vino“, non propriamente allineato sulle posizioni (politiche e vinarie) del patron di Eataly, curerà le degustazioni dei vini per conto di Oscare.
Fonte: Il Cittadino

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7 risposte a Oscar Farinetti acquista il Colombaio di Cencio nel Chianti

  1. Terza ha detto:

    Lavorare con Eataly non è un pranzo di gala…

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  2. Lallo ha detto:

    E fra poco partirà l’ossequioso ciambellano della Lega a portargli gli omaggi della cremeria del territorio e suoi in particolare, con riverenti e servili inchini, pardon e baciamano alla signora… il provincialismo allo stadio più larvale.

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  3. Cinzia ha detto:

    Quello è un servilismo infantile se paragonato a quello degli amministratori locali (di quasi ovunque) quando arriva un potente in genere…

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  4. mario ha detto:

    Agli amministratori locali, che sono nati e hanno radici nei luoghi, ricordo che questi sono semplici investitori che hanno solo a cuore di moltiplicare l’investimento o trarne beneficio di immagine, quindi, non sono dei benefattori e vanno trattati sempre con la schiena dritta.

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  5. Paolo Cianferoni ha detto:

    Dopo tanti investitori stranieri finalmente un italiano. Certo è che ormai l’agricoltura qui in Chianti sta andando verso le concentrazioni, vedi Vignamaggio che ha comperato Montagliari e un albergo in piazza a Panzano in Chianti oltre a tutto il resto in precedenza. Credo che le conduzioni “familiari” siano sempre più difficili, senza una politica attenta. Anche se credo che il Colombaio era una srl. Sai qualcosa in proposito?

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  6. Andrea Pagliantini ha detto:

    Anche quando l’Alfa Romeo stava per essere ceduta ai giapponesi ci fu una levata di scudi perchè rimanesse italiana e venne rilevata dalla FIAT con i risultati che si sanno.
    Per il vino è un po’ diverso, la denominazione Chianti Classico, come sai bene è molto influenzata dagli imbottigliatori che ne determinano i prezzi e hanno tutto l’interesse che resti basso, perchè anche con dieci centesimi di guadagno a bottiglia, con milioni di pezzi si fanno bei bilanci, solo che i medio piccoli non reggono e quando arrivano i grossi calibri la tentazione di dare via tutto si fa forte… e quindi le proprietà si concentrano… bisognerà abituarsi anche a questo.
    Si, il Colombaio era una srl.

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  7. Pingback: L’arcobaleno nasce dalla vigna di Oscar Farinetti | Andrea Pagliantini

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