Le sibille, le donne più fotografate di Siena

Sono signore neanche tanto giovani dato che la loro commissione risale alla fine del 1400, volute dal rettore Alberto Alberighi.
Vergini dotate di virtù profetiche, giunte dagli angoli più remoti del mondo conosciuto in quell’epoca: ioniche, italiche e orientali.

Realizzate in tarsia marmorea da raffinati maestri quali Benvenuto di Giovanni, Neroccio di Bartolomeo de’ Landi, Matteo di Giovanni, Guidoccio Cozzarelli, la cui via intitolata poco fuori Porta Pispini, è un ottimo punto dove lasciare la macchina per poter entrare a piedi in città.

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La formella di Emilio Giannelli per il Brunello 2000

formella emilio giannelli brunello 2000

L’annata 2000 per il Brunello non fu delle migliori, venne fuori un vino disarticolato e privo di carisma che a un’attenta analisi di esperti non venne premiata con le solite cinque stelle, ma con le morigerate tre.
La mattonella che celebrativa dell’annata, apposta al duecentesco palazzo comunale di Montalcino fu creata per l’occasione dal noto vignettista Emilio Giannelli, matita di punta del Corriere della Sera, contradaiolo del Drago e fresco autore di un drappellone che nel luglio di quest’anno è stato vinto proprio dalla sua Contrada.
Una Gioconda alcolica e strabica, che invece di guardare l’autore, guarda avidamente le botti di Brunello da sgocciolare, abbracciando una bella boccia di sangiovese in purezza.

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Palio straordinario per la Befana

befana foto da il giornale di sondrio

La scorsa notte, Babbo Natale è passato da Piazza del Campo con le renne e ha lasciato una lettera sul portone del comune appuntata con una cimice e indirizzata a un ex assessore mai così rimpianta per la sua passione e la delicatezza del suo fascino.
Consegnata la lettera di Babbo Natale all’ex assessore, la stessa ha poi provveduto a darla all’ufficio protocollo del comune, in quanto l’augusto signore, nella missiva, aveva richiesto di far disputare un Palio Straordinario in occasione dell’arrivo della Befana.
Giunta sulla scrivania del sindaco De Mossi, il tweet scritto a mano su un papiro egiziano dall’arzillo vecchietto è stato attentamente ponderato con i suoi più stretti collaboratori e ha poi dichiarato alle agenzie, davanti un arazzo di seta azzurra listato di corallo e giallo che l’Amministrazione non può fare un torto a queste celebrità e avrebbe incaricato di nuovo il pittore Gian Marco Montesano di copiare da una cartollina su internet un nuovo Palio per lo Straordinario di gennaio.
Non ci sarà una consulta fra i popoli delle Contrade come per lo scorso ottobre per accelerare i tempi dell’organizzazione paliesca, lo studio della tenuta del tufo d’inverno, l’introduzione dell’uso di sciarpe per i cavalli e mutandoni di lana per i fantini, la parata deglli Alpini con gli sci e l’allestimento di aree “grappino” agli angoli della piazza.
La Contrada del Valdimontone, velocissima, ha già mandato a dire che sarà della corsa.

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Raccogliere olive con la Panda

Di quattro una è indovinata, visto che nelle stesse officine che hanno partorito la Duna, la Palio, l’Idea, è nata anche la mitica Panda 4 x 4, (vecchio modello ruspante) il panzerino che si inerpica per campi e poggetti senza mai lasciare a piedi.
A seconda delle stagioni, mulo da soma carico di legna, cassette d’uva per il vino o per il vinsanto, casse d’olive e strascico di teli come veli di spose all’altare, solo che sono verdi, anti rovo e strappo, non di raso, ma lunghi venticinque metri.

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Armaiolo di Rapolano Terme

Un presepe arroccato su un colle sotto al quale scorre una strada di grande comunicazione, ma il paese se ne sta in regale disparte, all’ombra di un monumentale ginko biloba e di un caro nonno che non si affaccia più e aveva reso il suo angolo di mondo di una tinta verde, di un intaglio di legno, di un sorriso affacciato alla finestra per chiunque era di transito.

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La cripta della chiesa di Abbadia San Salvatore

Il complesso risale al 762 dopo l’imbullettato e pare fondato da un nobile longobardo, tale Ratchis, ebbro come ai tempi di fede e di sua edificazione.
La chiesa soprastante è del 1035, con una facciata, dove ai lati ci sono due torrioni, uno completo, l’altro rimasto a mezzo come si è usi nella penisola.

La cripta presenta trentadue colonne marmoree ognuna delle quali diversa dalle altre, con foglie di acanto, ciocche d’uva, scene quotidiane e tante fede scolpita perchè non c’era di meglio da riprodurre.
Si intravedeno, di scorcio, in ogni penombra, in ogni sospiro di sole attraversa per un solo istante, un battito di ciglia, un cardiaco rumore, un riflesso di origine turchese.

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Il Ciucheba Club: da locale mito a rudere sul mare

Era uno dei locali più alla moda e frequentati della costa tirrenica, in una località, resa famosa dal cinema, per la frequentazione marina di personaggi della celluloide e della televisione per essere stato set del film “Il sorpasso“.
Era anche uno dei luoghi in cui si esibivano spesso ed erano di casa “I gatti di vicolo Miracoli“, ma nessun pezzo di marmo è stato mal usato per ricordarne le gesta.
Richiamava gente, faceva transito notturno che mal si addiceva alla quiete e al riposo di chi aveva eletto questa località nel comune di Rosignano a tranquilla sede di vacanze.
Da qui il decadimento, da qui questo rudere appoggiato quasi sul mare, visibile, prima che imploda su se stesso.

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I muretti a secco dichiarati patrimonio dell’Unesco

“L’arte del ‘Dry stone walling’ riguarda tutte le conoscenze collegate alla costruzione di strutture di pietra ammassando le pietre una sull’altra, non usando alcun altro elemento tranne, a volte, terra secco”, spiega l’Unesco nella motivazione del provvedimento, sottolineando che “svolgono un ruolo vitale”.
Di origine antichissima, da migliaia di anni, gli agricoltori addolciscono le pendenze, si creano spazi coltivabili, regolamentano e regimano il corso delle acque e salvaguardano dall’erosione del suolo.
Le costruzioni a secco, sono in perfetta sintonia e simbiosi con l’ambiente circostante, un giusto riconoscimento alla cura del territorio e alla sua profonda bellezza, se si pensa ai pochi terrazzamenti rimasti nel Chianti o a certi scorci con le coltivazioni di limoni nella Costiera Amalfitana, le Cinque Terre, Pantelleria e cari angoli del Salento.

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La centrale idroelettrica di Fonte Gaia

Nel 1419, Jacopo della Quercia, che, da dopo questa commissione prende il nome di Jacopo della Fonte, riceve come compenso 2.000 fiorini d’oro senesi per la realizzazione della Fonte Gaia in Piazza del Campo a Siena.
Nel 1868, la Fonte originale, viene trasferita e successivamente portata nel fienile del Santa Maria della Scala, per preservarla dalle intemperie, e al suo posto, viene installata una copia realizzata dallo scultore Tito Sarrocchi, che ancora si può ammirare.
Nel frattempo, in epoca molto più vicina al quotidiano, è apparsa, per la sua brillante illuminazione un quadro elettrico posto sul lato destro della Fonte, da cui si diramano un filo e una forassite, uno che scavalca, una che buttata in terra arriva a tre specie di tablet appoggiati sul muricciolo basso che illuminano di notte la grande opera.
Lavoro approssimativo che non è dato sapere se svolto in procedura d’urgenza per fare un punto luce sul gorgoglio dell’acqua o se, dopo attente ricerche, è il modo migliore per far luce ai piccioni, mentre vanno a bere. Fonte: Il Cittadino.

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Bernardo Bertolucci

il leccio di brolio

Giornata plumbea, infida di umido che raggomitola, vento e pioggia, dove vige la fiamma arzilla nel camino, che pare l’unica forma di resistenza al brivido corporeo ed emotivo che in questo momento prova anche il grande, saggio leccione di Brolio, scosso nelle foglie e nelle ghiande per la perdita di un caro amico.

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