Il grande partitone ha trafitto il carattere di rappresentanza popolare per entrare a piene mani nel rappresentare le esigenze di quelle parti di centro storico dove abitano le persone da bene, nei palazzi storici e affrescati, ben provvisti di contatti e soprallassi.
Ma il nuovo segretario, Enrico Letta (che dalla ztl della Berardenga è passato in visita elettorale) tuona contro il fatto che il grande scudo del partitone non debba più essere inteso come corazza di solida e fine rappresentanza dei solidi interessi abbienti.
Solo che non ha fatto i conti con l’epicentro della Berardenga, dove popolani marrani usano lo spazio pubblico come garage personale e non sono certo al livello sociale dei ricchi e facoltosi borghesi che da diversi anni intendono rappresentare e che vivono nelle ztl delle città che contano.
La Golf nera, la Kia, la Lancia, la Seat scarrettata, l’olio del motore riversato sulle lastre della piazza, l’abbandono e la cura del luogo, sono i chiodi del martirio interiore di chi ancora (in quel purgatorio di partito) crede sia un mezzo (non a motore) che serva a migliorare lo stato delle cose.


