Il programma di Castelnuovo della Storia e dell’Arte 2023

Sabato 6 maggio a San Gusmè ore 10: Gli Etruschi del Pian Tondo, conferenza incontro con la dottoressa Elisabetta Mangani (curatrice scavi archeologici anni ’80) dottoressa Ada Salvi, della Soprintendenza di Siena e consegna del riconoscimento “Berardenga d’oro” alla dottoressa Mangani, a cura del sindaco Fabrizio Nepi.

Ore 13, trasferimento sulla collina di Campi, con pranzo a cura della Luna Etrusca.

Ore 15, visita al luogo della Fornace Etrusca scoperta nel 2022, a seguire camminata sul Pian Tondo, nuova stazione panoramica.

Visita alle tombe del Poggione, oggetto di un importante restauro ambientale.

Domenica 7 maggio Badia a Monastero ore 10, nella chiesa, racconti del luogo di origine della Berardenga, con il professor Mario Ascheri, che verrà insignito del riconoscimento “Berardenga d’oro” e il professor Antonio Vannini. Martina Guideri leggerà un passo de” La famiglia dei Berardenghi” di Paolo Cammorrasano, visita guidata alla cripta millenaria.

Ore 13, pranzo nel prato della Badia.

Castelnuovo Berardenga, ore 15.30, Auditorium della Villa Chigi Saracini, il Maestro Massimo Tosi, presenta le sue opere di pittura a acquarello, commissionate dal comune: ricostruzione del Castello Nuovo a metà ‘400, visuale a volo d’uccello sulla Berardenga del XV secolo.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Federica, Fotografie 2023, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Quando l’Arbia si tinge di giallo

Il Massellone confluisce nell’Arbia al ponte delle Granchiaie e da lì in avanti, quello che è stato un confine di Stato fra due Repubbliche con interessi divergenti, è da cinque secoli il semplice confine amministrativo fra due territori magnifici quali sono il Chianti e la Berardenga.
L’arbia non si tinge più del rosso degli scontri fra senesi e fiorentini, come scriveva Dante,l’unico accenno porpora è un papavero solitario sperduto in un mare giallo di colza che parte dal bivio di San Sano e giunge fino a Pianella, dove all’alba e poco prima del tramonto il suono unico è quello di api intente a bottinare e dove il profumo della colza si innalza fra i primi o gli ultimi raggi di sole, in un benessere aromatico benefico.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2023 | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il cavasassi di Gianluca

il cavasassi di gianluca

Che cos’è il genio? E’ arte, fantasia, colpo d’occhio e velocità di esecuzione, tutte doti che Gianluca adoperava per compiere meno passi a piedi possibili e meno dispendio di energie e di fatica nel fare le cose, condizione eccellente per inventare.

Fra le tante invenzioni, si era creato uno strumento unico, robustissimo, corredato di tre ancore forate, fissate a scorrere per entrare più o meno nel terreno e lavorarlo.
Lame che entrano nel terreno per quasi un metro e frantumano il galestro o permettono di togliere da sotto dei grossi pietroni di alberese, con una lenta velocità di crociera, altrimenti il trattore neanche parte.

Pubblicato in Arte e curtura, fare vino, Federica, Fotografie 2023, La porta di Vertine, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Spiga aretina

grano biondo

Fra le molteplici variabili di grano duro, caratterizzate da un’altezza non elevata e da una tenacia di resistenza caparbia alle intemperie oltre la media, vi è una varietà tenate ma gentile, dolce alla vista e al tepore che emana, carezzando la spiga.
Una distesa a perdita d’occhio di questa varietà, riscalda di luce bionda il sentimento di andare.
Una spiga di grano aretina dal profumo del pane appena sfornato.

Pubblicato in Arte e curtura, Fotografie 2023 | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Il brindisi al verbo essere

Si è tutti con indosso un panneggio a modino, in opposizione al classico panno del fare, in un giorno che si considera di festa a seconda dei vari punti di vista, più per una tregua di riposo che per vocazione.
Intorno è un fiorire lento determinato dal freddo, quello che di norma sboccia fragorosamente, avviene con un andamento lento e guardingo.
Le giubbe pese sono determinanti e di conforto, la coniugazione del verbo essere, determina una presa di coscienza sul superfluo e inutile.
Felicità è ritrovarsi con chi c’è, davanti a un salato bevendo un po’ di spuma veneta.

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2023, La porta di Vertine, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

La fertilità nell’albero della vita di Andrea Roggi

andrea roggi fertilità albero della vita

Nel bacino del Mediterraneo non c’è albero più importante dell’olivo, un sinonimo di salute e di pace, verde, piccante sapore di novembre.
Una donna, dal corpo sinuoso ha gli arti inferiori piantati nella terra e gli arti suoperiori che si fanno tronchi e rami d’ulivo aperti al cielo.
Un incarnato in chiave moderna di Turan, la dea etrusca dell’amore, della fertilità e vitalità, un’opera splendida fra le splendide opere del Maestro Andrea Roggi.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2023, persone | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

52044 Cortona

Gli Etruschi, sapevano bene dove edificare le loro città, dal suo rilievo, si dominao la Val di Chiana e si spazia con lo sguardo fino al lago Trasimeno e la valle del Tevere.
Ricorre sempre nella storia etrusca, il culto dell’acqua, della sua presenza, uso e purificazione dei corpi.
Una piccola città, antica lucumunia, facente parte della dodecapopoli etrusca, che ha un chiaro aspetto rinascimentale e un’intensa attività culturale e espositiva, tanto da sopravanzare città ben più grandi ma molto più sonnacchiose.
Nei mesi invernali, non è difficile scorgere a passeggio coppie di signori inglesi che si sono ritirati in disparte da quella parte di Toscana patinata, covo e ritrovo di villeggianti a cui interessano piscine e ristoranti dove ingannare il tempo.
Il ricco cartellone del Teatro Signorelli, le sale del museo Maec, le chiese aperte, il Museo Diocesano, l’eremo francescano delle Celle, il centro storico e la basilica di Santa Margherita, la splendida Santa Maria al Calcinaio, Santa Maria Nuova, le vie strette e irte laterali e il sabato, il grande mercato in piazza, ricco di occasioni, caciai e porchettai, come ha ogni paese civile.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, Fotografie 2023 | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Un brindisi alla rondine e all’armonia di Vertine

C’è chi sostiene che Vertine sia un luogo da ravvivare, ma alla luce della depressione che vige in tanti piccoli o grandi paeselli, qui si è alle prese con una continua coltivazione dei rapporti umani, fatti della fatica dei giorni, dalle ore di luce che crescono insieme alle cose da fare, l’avere una preziosa bottiglia e condividerla con chi passa, senza appuntamenti o ritrovi fissati.
Un brindisi a Vertine, alla sua rondine più bella, il brivido che provoca essere parte di una comunità e di una lunga storia di gente pulita e fiera, non mai usa a chinarsi, ma allegra e pimpante.

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2023, La porta di Vertine, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Edera in trogolo arrampicata su finestra

edera vertine su finestra

Un vecchio trogolo di pietra serena, un tempo adibito alla pastura quotidiana del maiale, poi, risollevato dalla mansione e rivisto come base di terriccio su cui poggiare le barbe di una pianticella di edera.
Elevata in crescita e salita sulla finestra, ne abbellisce i contorni e, avando poca terra, non cresce e dismisura schermando la parete.

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2023, La porta di Vertine | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Giovanni Righi Parenti, un ricordo di Maura Martellucci

giovanni righi parenti

Il 3 aprile 1923 nasceva a Siena Giovanni Righi Parenti. Figlio di un altro famoso senese, Gerardo Righi Parenti (in arte Parige, autore di un bellissimo libro edito nel 1926, “L’anima del Palio di Siena.

Appunti ed impressioni”), ocaiolo, era farmacista, diplomato in erboristeria, scrittore, poeta, pittore. Dedicò la sua vita allo studio della cucina, ricercando antiche ricette e, tramite queste, ricreando i sapori perduti della tradizione culinaria senese e toscana; fu anche un grande promotore della conoscenza dei vini d’eccellenza del nostro territorio e del loro abbinamento con i vari piatti. Ma, Giovanni Righi Parenti è andato oltre, unendo, all’enogastronomia, aneddoti e storia.

Membro dell’Accademia Italiana di Cucina, della Federazione Italiana Cuochi e di numerose e prestigiose associazioni culinarie francesi, scrisse numerosi libri su questa materia (“Il buon vino”, “La guida al Chianti”, “Tesori e profumi dell’orto”, “Il libro del saper bere”, “Il buon mangiare”, “Dolci di Siena e della Toscana”, “Il ricettario del còco senese”).

In un’intervista riportata da Nicola Natili, Righi Parenti afferma che “La cucina senese non è ricca come quella fiorentina o di altre città del centro nord. È patriarcale, arriva dalle campagne. (…) i senesi ebbero il merito di apportare importanti modifiche alle ricette dei loro conterranei.

Pensiamo alle zuppe di verdura: a Siena le preparavano con qualche erbuccia in più, come la nipitella, il timo, lo zenzerino, che danno una sinfonia di odori e di sapori.

I risultati erano così eccezionali che lo Strozzi, consigliere del re di Francia, l’aveva praticamente esportata.

Ma non si tratta dell’unico caso. Lei pensa che la besciamella sia francese? Invece è una ricetta originaria di queste parti: farina di grano, acqua, poco burro. Poi entrò a far parte del menu francese”.

E Ancora afferma: “Il 1260 rappresentò una svolta: in quell’anno, infatti, arrivarono le spezie dall’Oriente. I senesi avevano sempre usato le spezie di campo e questo gusto è andato aumentando”.

E con le spezie, nel XIII secolo arrivò molto che influenzò Siena nei commerci e nell’arte, solo per parlare delle cose più evidenti. E poi la sapevate la storia del panforte, sì certo: “La sua origine è il melatello, un dolce fatto con farina, acqua e miele: addirittura si utilizzava l’acqua di lavatura delle arnie. Dentro si impastava anche la frutta, fichi, albicocche, mandorle.

Poi si metteva in forno, ma invece di cuocersi a fondo si inacidiva. Per questo si chiamava pane forte”, ma certo non tutti conoscevano il fatto che il buristo nacque “durante la reggenza della principessa del Palio, Violante di Baviera.

Questa principessa aveva al suo seguito delle guardie tedesche che mangiavano dei salsicciotti, i wurst. I senesi li imitarono aggiungendo, come al loro solito, delle spezie, e gli diedero il nome di buristi dall’unione di wurst e blutte, che in tedesco significa sangue.

E nessuno dica che il buristo vero, quello doc, è comune a tutta la Toscana; negli altri casi si tratta di mallegati che a Pistoia contengono addirittura uvetta e pinoli”. E potremmo andare avanti così.

Ma, invece, voglio sottolineare che Giovanni Righi Parenti amò l’arte al pari della cucina. Come pittore, con lo pseudonimo Giò Renti, ha realizzato quadri delicati dove il tema della Contrada e del convivio in Contrada era ricorrente: in mezzo a bandiere che assumevano gli aspetti di ali di farfalla egli amava dipingere gente riunita a banchetto, quasi per sottolineare l’importanza del gusto e del sapore nell’essenza dello stare insieme di noi Senesi. L’urlo del Palio, scrive, “è il canto di Siena che si innalza senza confini”.

Pubblicato in Arte e curtura, Federica, persone | Contrassegnato , , , | Lascia un commento