Calici di Stelle a Vertine e i cenci di carnevale

I versi di Giovanni Pascoli nella notte in cui ribaltano le stelle e i calici si alzano al cielo nel riverbero della rondine più luminosa.

A Vertine, strani si è sempre stati, oltre a cenare in armonia, si friggono i cenci come se fosse carnevale, con la Daniela che, alle dieci di sera, con un braccio tiene la nipote e con l’altro massaggia la pasta, la riduce fine con la macchinetta e la frigge nell’olio a bollore.
Il Pipa si fa alternativo e si converte al petto di pollo, i bambini scalpitano intorno all’altare della brace per la novità del fuoco e della quantità di salsicce.
Frizzina viaggia con un faro in macchina adatto ad ogni evenienza, la Rossana fa dei dolci degni del Re Sole, Roasio arriva con un cocomero in spalla, Gianluca con un carico di bottiglie, Alessandro con tanta fame, Pasqualino con i cingoli a marce ridotte.
Il vento tiene vive le braci, il fresco la gioia di mangiare all’aperto, Carlotta e Alò le radiose goccioline di girasole soffici di verde e d’azzurro, la Ilia sorveglia dall’alto dei 92 anni.

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Il ristorante pizzeria Quadrifoglio di Rapolano Terme

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Una carta delle pizze non vasta, che permette alla cucina tempi veloci di scongelatura anche nel caso di molta richiesta contemporanea.
La Coop locale, nel periodo estivo, ha un’ aria condizionata glaciale, dove tremano anche i pinguini, ma nella ghiacciaia ha surgelati migliori.

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Trombare in campagna: la mappa dei siti del Corriere di Siena

corriere di siena 7 agosto 2018

Trombare allunga la vita, come si evince da un’inchiesta giornalistica condotta dall’ottimo Gennaro Groppa sul Corriere di Siena, attraverso l’utilizzo di un apposito sito che si occupa del mappare le aree più romantiche dove appartarsi in cerca di tramonto da gustarsi almeno in due.
A proposito di romanticismo, sono nel sito tutte le aree industriali e le uscite stradali della Val d’Elsa, che un capannone prefabbricato con le luci spente e una piazzola con il cestino della spazzatura pieno da anni, sono quanto di meglio offre la provincia di Siena all’arsione dei sensi.
Non mancano le terme di Petriolo (con o senza gli svalvolati dei cani?) e l’Acqua Borra, vicino a Casetta (Berardenga) con il gorgoglìo dell’acqua sorgiva dove le nonne stanno a giornata con i piedi a mollo e i pescatori a giornata a puntare le carpe nel lago.

Qui il sito, a Gennaro Groppa e al Corriere di SIena un grazie per la meritoria opera di servizio pubblico e di conoscenza del territorio.

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Dormire sotto il fico

Qualche foglia ingiallisce e cade. Casca nel giaciglio più fresco e preferito del gatto, casca in terra, casca e se la porta via il vento, casca e finisce per le scale della cantina del Pipa, che piglia la granata e borbottando qualche poesia al signore, le tira via.

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La stazione di Castiglioncello

Il barone Patrone, proprietario dei terreni, concesse l’edificazione della stazione a patto che si inserisse armoniosamente nel paesaggio e ricalcasse lo stile del suo castello che sorge poco distante.
L’architetto De Montel, disegnò e costruì l’edificio che venne inaugurato nel 1910 e ha lasciato in dono a Castiglioncello una delle stazioni più particolari e belle che siano mai state realizzate, con tanto di torretta.

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La raccolte delle more per grappa

Le prime more di agoste sono brune di fuori, ma non ancora totalmente mature e piene di zuccheri, ne deriva il fatto che per la marmellata non sono ancora pronte, ma sono perfette per la realizzazione di un liquore che ha il piacevole sapore della mora e la nota di asprino che rende piacevole l’infusione nell’alcol.

Senza ricorrere all’alcol buongusto, chi ha un litro di grappa e riesce a mettere insieme un kg di more, con qualche cucchiaio di zucchero, può procedere all’infusione che può essere di una settimana o a piacimento.
Divertente la sverniciatura che l’alcol produce sul frutto, asportandone il sapore, ma anche il colore, dato che le more tornano a diventare rosse.
Dopo c’è chi mette le more in barattolo e le usa per guarnizione di creme, torte e gelato, c’è chi lascia la grappa come è o la taglia con acqua per portarla intorno ai 20 gradi, forse la formula più piacevole. Di rito, la bottiglia da tenere in frigorifero.

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Abbazia di San Galgano

Fino a settembre forse è meglio evitare i fine settimana e andare con prudenza anche nei giorni normali, per evitare di dover scavalcare le moto che vengono accatastate davanti alle barriere e le macchine messe opportunamente fuori dal parcheggio perchè caminare nuoce alla salute e vedere il viale di accesso all’Abbazia come espositore di concessionaria riempie il paesaggio altrimenti scarno e monotono.

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Mucigliani, capitale delle Crete Senesi

Visto da ovunque, il piccolo borgo di Mucigliani domina dall’alto tutto il contenzioso ondulato delle crete e da lì, il dominio visivo è assoluto fin nelle finestre di Siena, fin nelle sporgenze più alte del Chianti con l’antenna di Monteluco che svetta.
Poche case di contadini che presero il posto di un castello edificato dai conti della vicina Berardenga, poi, in epoca più recente aggregato alle proprietà della famiglia senese dei Saracini che avevano altre grandi proprietà nella vicina Vescona.
Altro da aggiungere non c’è se non guardare le foto, la terra riarsa dal sole e dal taglio del grano, o meglio ancora salire, sedere, guardare, capire.

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Il canestrato del caseificio La Fonte di Torre a Castello

Dice la signora che le forme di canestrato da 12/13 kg le danno molto fastidio quando deve rigirarle per la stagionatura e preferisce quelle che pesano sui 5/6 chili perchè oltre a pesare meno, non si portano via una grande quantità di latte che potrebbe essere destinata ad altri formaggi.

Il cansestrato viene prodotto solo nel momento di massima produzione del latte, ovvero fra dicembre e maggio, poi quando l’erba diminuisce e il calore si fa importante, le pecore si rilassano diminuendo necessità e fatiche.

Come dice sempre la signora, il pecorino quando è fresco è dolce, mentre la stagionatura lo porta ad essere piccante, come molti lo preferiscono.
Il canestrato che in questo momento si trova al caseificio La Fonte, è una via di mezzo, ha la  necessità di almeno un mese di affinamento per essere perfetto, ma la pasta è granosa e saporita, un filo d’olio e diverse fette di pane, con un bicchiere di rosso sono sempre la recenzione e la soluzione migliore.

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Baratto di spazzatura raddese: il fornello da brace per lo specchio da bagno

Non si vede la fine nella sconcia pratica di abbbandonare i rifiuti a bordo strada o nelle piazzole della spazzatura, ma non si era mai visto un elegante riciclo di monnezza con lo scambio di ciò che si voleva gettare.
Comune di Radda, strada di Volpaia, bivio per Castelvecchi: vari oggetti di miseria umana buttati a strascico in una piazzola dei cassonetti, vari oggetti di uso domestico, fra cui un piccolo fornello per la brace.
Il tempo di arrabbiarsi, informare la Sei per il ritiro dello sconcio, ripassare e vedere il fornello sparito, scambiato con un mobiletto specchio del bagno.
Ci manca solo che qualche demente giustifichi l’abbandono degli ingombranti con una nuova forma di baratto fra deficenti che lasciano e riprendono cose per casa.

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