Americani che pasteggiano e impediscono il passaggio

firenze gelato alimentari via delle stinche

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha dichiarato guerra, ai bivacchi nel centro storico, sui sagrati delle chiese, sugli usci delle botteghe e delle abitazioni private, ma non ha fatto in tempo a pensare a dei signori americani che si sono presi una bella coppetta di gelato e si sono piazzati davanti alla pizzicheria di via Isola delle Stinche, prendendo le sedie degli esercenti e mettendosi di traverso all’entrata.

Un signore che esce dal negozio a malapena con un carretto, dice loro: “Buongiorno, state bene? State comodi? Posso passare?”.
Quelli non alzano lo sguardo, continuano a mangiare palettate del loro gelato come se niente fosse, mentre il negoziante, con il carretto, borbottando, prende per le vie che portano a Santa Croce. I nuovi barbari.

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La spuma bionda di Boccadasse

Ci si annida da anni Livia Burlando, l’eterna fidanzata extra – pallosa del commissario Montalbano, che saggiamente, alle sue paturnie, preferisce le porte sbattute da Catarella e la prelibata cucina di Adelina, allieva prediletta di una tal Mariella che spazia dal mare a terra con la stessa sapienza.
Una grattugiata di sole che imbiondisce il pastello di un villaggio di pescatori insito in Genova, ma che pare sospeso per aria e se ne estrania.
Una spiaggia risicata e sassosa, le barche dei pescatori, i raggi che carezzano di tepore le reti stese ad asciugare, il profumo dei pini, il sapore di sale di fine settembre che si sofferma su una conchiglia che contiene una perla pregiata.

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Vivoli e il gelato al fico e alla pesca cotogna

Nasce nel 1929 come latteria nel popolare quartiere fiorentino di Santa Croce e nel 1932 si trasforma in gelateria, riscuotendo subito un grande successo per la qualità del prodotto.
Una grossa ferita fu per la città, come per la gelateria, l’alluvione del 4 novembre 1966 che danneggiò pesantemente il locale, il quale ne uscì in breve tempo rinnovato e pronto di nuovo a servire ai tanti clienti il suo rinomato gelato.
Gusti caratteristici e di stagione, con i frutti che diventano una intensa pasta morbida e succosa in cui affondare la paletta.

Di livello superlativo l’accoppiata di fico con la pesca cotogna.

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Mucigliani: la casa che ottura le Crete Senesi

“Un si vede più nulla!!! Un si vede più nulla!!!” E’ il grido di dolore che lancia una signora quando si affaccia dalla propria finestra e vede qualche visitatore passare da Mucigliani, splendida vetta dominante e panoramica sulle Crete Senesi.
E in effetti quella casa di recente costruzione, che qualche amministratore locale e forse alla Soprintendenza, si può dire abbiano sulla coscienza, è un bel tappo verso la profonda bellezza delle Crete, tappata da un obbrobrio di mattoni moderni poggiati su un piano fatto di sostegno con dei blocchi di pietra bianca. Comune di Asciano.

Fonte: Il Cittadino

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Il castello di Montebenichi

Collina dominante un vasto territorio ai confini fra il Chianti, la Berardenga e il Valdarno su cui poggiano i resti di un castello perennemente conteso fra le Repubbliche che si sono sempre disputate a suon di spada la supremazia in terra toscana.
Spicca la bandiera della Contrada del Nicchio fuori di una casa, spicca l’abbandono quasi franoso dell’edificio più importante del castello, il cui proprietario vuole si vendere, ma al prezzo del totale disfacimento, spicca un’attività recettiva che si pubblicizza dicendo che il soggiorno sarebbe all’interno di un “castelletto del Chianti“, pur essendo di Arezzo.
Per secoli di proprietà della famiglia Stendardi, riconvertito in abitazioni di famiglie contadine. L’enorme gru all’ingresso, il disfacimento di un edificio per farne un altro con annessa grande piscina, dimostra che anche qui, sono arrivati i soliti americani.

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La marmellata di fichi e mosto di malvasia

Fichi e malvasia bianca, compagni di maturazione nel mese di settembre e per questo vicini nelle fruttiere delle famiglie o nei quadri famosi di natura viva su tela.
E con il mosto della malvasia (che finisce  nel caratello per il vinsanto) e i fichi nel tegame, ripuliti dalle bucce, si riesce ad avere una marmellata grandiosa con il solo zucchero della frutta di stagione. Il mosto di malvasia è un’ottima base zuccherina per fare marmellate.

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La vendemmia del merlot con i caprioli

Poco prima delle otto si aprono i cancelli del bunker di rete che protegge il merlot dalla voracità dei soliti quadrupedi immortalati dalle maledizioni di centinaia di agricoltori.
Si cercano i panieri, si pigliano in mano le forbici, si inzia al primo filare a recidere i raspi e a sentire il suono ritmico dei grappoli accolti nella plastica rossa con i manici.
Poco sopra la vigna, in una piccola scarpata con un po’ di vegetazione allo stato brado, con dentro qualche ginestra, macchia e un pesco arrivato chissà come, ciondola una giovane coppia di caprioli uniti nell’amore per l’uva e per alzarsi tardi la mattina.

Abituati al silenzio, le voci poco distanti e il vagito del trattore, schizzano per aria e vanno verso la parte del recinto a loro più congeniale (cioè quasi tutta) fanno un saltino, escono fuori e pensano che il sangiovese non è ancora pronto per la raccolta e per esserne convinti, domani lo riassaggiano.

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Il murales di Skim a immunoterapia oncologica

Nel reparto di immunoterapia oncologica dell’ospedale di Siena (famoso anche per un recente furto di fiori), l’artista Francesco Forconi, in arte Skim, dona un murales con un magnifico uso di colori, con oggetti in uso quotidiano dell’andare, che, forse tendono a sottolineare quanto la gioia delle piccole cose sia da assaporare in ogni istante al cospetto mentale delle turbe dell’avere, al cospetto di quelli che sono i problemi reali che lasciano un solco  profondo e interiore.

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Giovanni Ticci disegna lo speciale a colori per i 70 anni di Tex

Non è da tutti disegnare a memoria i cavalli in ogni loro posa e proiezione e questo riesce da sempre a Giovanni Ticci, senese, da cinquant’anni segno distintivo di Tex che compie ben settant’anni e diventa il Ranger più longevo e amato della storia delle nuvole parlanti su cui generazioni di persone si sono lasciate dondolare in un mondo fantastico nel quale il bene si impone sempre sul male anche se con il fiele di chi odia la cattiveria e l’ingiustizia e a volte deve ingoiare frustate, prima di giungere all’azzeramento del prepotente di turno.
Da persona priva di fronzoli e dal tratto raffinato ,Giovanni Ticci sovrintende al disegno dal tratto lieve di un eroe che non vuole esserlo ma che la fantasia da cui scaturisce impone di essere ciò che in natura quasi non più esiste.

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La scelta dell’uva da vinsanto e da vino bianco con la panda

Tempo di forbici e di uva, di quell’anteprima di vendemmia che più tardi porterà alla raccolta di sua eccellenza il sangiovese.
Adesso è il momento di passare fra i filari per stilare la lista dei grappoli da conservare nelle cassette per l’appassimento e riservare il resto per fare un bel vino bianco di malvasia e di trebbiano con una vigna piantata durante i mondiali di calcio del 1970.
La particolarità, che rende quel vino pregevole, non sono i lieviti selezionati, le tecniche di cantina, le boiate corredano una bottiglia di vino esondate da un qualsiasi commerciale, ma il pregio di vendemmiare con una panda di oltre trent’anni di vitalità.

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