Nascita di una vigna a terrazze

Lavoro lento e dispendioso di forze e di energie, ma che alla fine donerà delle vigne a scalare su terrazze su degli ettari di terra che una volta erano sostenuti da muri onde favorire la coltivazione in piano e mantenere la stabilità del suolo.

Un lavoro estremamente bello che fortifica il concetto che per fare un passo avanti, ci sono da fare due passi indietro, verso chi da sempre ha coltivato e mantenuto famiglia, sogni e paesaggio del Chianti e della Toscana.

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Gli addobbi natalizi di Castelnuovo Berardenga

L’Amministrazione Comunale considera il centro storico talmente bello che lo lascia a se stesso, al naturale come ogni giorno dell’anno, senza che addobbi natalizi di alcuna sorta diano quel tocco di allegria dei giorni di festa.
Residenti e non, si danno da fare per tenerlo vivo e colorarlo: auto di ogni colore sostano nelle anguste vie, con le frecce accese, per dare la sensazione di lucina a intermittenza come quelle stanno sull’albero di Natale di Piazza Marconi, pavesato a festa.

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La panchina di barriques di San Felice

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Da barriques esauste dall’affinamento del vino, un’idea geniale di rigenerazione e d’utilizzo ad altro scopo, senza perdere di vista la vita precedente, con una linea e una piacevolezza di seduta e di eleganza donate dall’artista del legno che le ha realizzate.

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La crema di ricciarelli da spalmare

Alla fine si scoprirà essere talmente buona da soppiantare l’uso della Nutella o dei crostini neri, ma a prima vista sa di panzanella rivisitata e arricchita con i wurstel o con tonno e cetriolo o di ribollita arricchita da cuochi accecati dall’amor proprio.
L’ultima antanata da provare è commissionata dalla “CNA Food and Tourism di Siena”:  la crema di ricciarelli, (preferibili quelli da forno a quelli a celofan e scatolina) che mette in moto un’autorevole “food blogger” per inventare questa delizia da vecchio ufficio stampa e propaganda, ora dicasi comunicazione e marketing in stile Etruscany.

Nel segno che la cucina dà al capo come la fantasia ai coniglioli, qua c’è la ricetta per ricavare un vasetto di salsa di ricciarelli, andando con gusto.

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Il bar trattoria Necchi

Il Bar Trattoria in via de’ Renai 17 è di Guido Necchi, ma è la moglie Carmen che lo manda avanti, perchè al marito molto spesso prende la voglia di libertà e d’essere zingaro, e parte per incredibili avventure con la solita banda di amici.

C’è la sala biliardo, dove i cinque giocano all’acchito anche un padrinaggio al battesimo del loro amico più sensibile alle sbandate per le donne: il Melandri, che preso dalla passione per la Noemi Bernocchi, gli si è persino aperta la valvola della credenza.
C’è il banco delle paste, l’angolo del Totocalcio, i tabacchi e la bevanda più richiesta è la spuma, anche nelle forme a  miscela con birra o vino bianco.
Pare la bella copia di una città vissuta, come non sarà mai più, piena di gruppi turistici a greggi, locali alla moda, botteghe fescion e altre amenità che il Conte Mascetti con il capo basso e lo sguardo disilluso, apostroferebbe come “antani”, rincantucciandosi nello studiolo a pensare alla Toscana che non lo è più.

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La casa di vita di via San Pietro

casa di vita via san pietro

Gino Cardini, pediatra dell’ospedale di Siena, che nascose in casa la famiglia Sadun, in tempi nei quali il revisionismo storico del nazismo non era ancora in atto perchè si era nel momento della “massima efficenza” dei trasporti su rotaia e dello sterminio di massa.
Ebbe il coraggio della vita e del bene, nascondendo una famiglia ebrea dalle persecuzioni a rischio della sua vita e della propria famiglia, fino a quel bellissimo giorno del 3 luglio del 1944, quando Siena fu liberata dall’infamia.

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L’occhio del cavallo triste dentro un moro

occhio cavallo triste dentro un moro

Un tronco di un moro gelso, risparmiato dal taglio per l’addolcimento di case una volta a uso colonico, poi ridotte al rango villeggiante, per cui, le antiche piante di sussistenza alle famiglie, sono finite in terra e cambiate con l’infestante cipresso, fitto come i pomodori negli orti.
Le rughe, il tempo, le intemperie, gli insetti, creano un occhio nel tronco , lo sguardo di un cavallo stanco di correre e di andare al galoppo verso l’orizzonte, come la fucilata emotiva di uno scatto di Sebastiao Salgado.

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La Libreria Piccolomini nel Duomo di Siena

Bernardino di Betto è un nome che lascia pensierosi su chi fosse, mentre, se si parla di un certo Pinturicchio, è immediato l’andare al soprannome che l’avvocato Agnelli diede al suo pupillo Alessandro Del Piero, per le pennellate ariose e leggere, per gli scatti fulminei, per i colpi di biliardo che attraversavano le aree di rigore.

Raffinato lanciatore di mode, conoscitore d’arte e creatore di macchine che hanno fatto la storia (come la Duna, la Multipla e la Regata) il canuto torinese.
Perugino, classe 1452, fisico gracile, ma mano eccelsa, tanto che i suoi dipinti sembrano delle istantanee, per luminosità e profondità d’insieme.
Al servizio nobili ossequiosi e di sei Papi, per cui il tema da dipingere non si discostava dalla caterva di Cristi, Madonne, Santi e aureole iconograficamente pure, onde inevitabile non pagamento delle commissioni.
Artisti di tale levatura, in tema libero, o commissione civica avrebbero potuto dare aria alle menti e far maturare un senso civico nei secoli, come nel caso di Ambrogio Lorenzetti per il ciclo del Buon e Cattivo Governo nel Palazzo Pubblico.
Invece, preti e nobili su muri, soffitti, casse, letti e bauli, volevano l’impronta religiosa, con il verso di far inginocchiare.
La Libreria Piccolomini, nel Duomo di Siena è pura bellezza luminosa che rapisce, la storia del papa Senese Pio II Piccolomini, raccontata ai posteri sulle pareti con fotografie d’epoca a colori, che ben guardando, è pittura, in cui si è ritratto, con Raffaello Sanzio.
Il Vasari tramanda che sia stato avaro, forse per un senso di malcelata invidia, di certo, i parenti più prossimi, erano i più distanti, ma i primi ad arrivare a cose fatte.

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Un cinghiale aggredisce una signora a Scacciapensieri

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Siena, strada di Scacciapensieri, di fronte al campeggio, poco distante dall’asilo Santa Marta, già punto di cacciata di un cinghiale qualche tempo fa.
Ieri mattina alle 9 una signora si trova in giardino l’animale e inizia a urlare, il cinghiale esce per strada e attacca una passante proprio di fronte al campeggio, nello stesso istante in cui passa una macchina, che riesce a schivare sia la signora che l’animale.

La donna, in preda a shock, viene portata al Pronto Soccorso dell’ospedale le Scotte poco distante, del cinghiale nessuna traccia.

Tragedia sfiorata e segno tangibile che i problemi, quando non si risolvono, diventano sempre più ingombranti.

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Romanticamente Siena

Quando ti svuoti di chiassosi greggi erranti alla ricerca del selfi sublime, torni a essere il bell’amore di amante, compagna, sorella, mamma comprensiva fuori dai tempi immemori in cui affondano le tue radici.
E abbracciarti silente, negli scrosci d’acqua delle fonti, nel bastone sulle lastre di qualche nonno, nei finestroni materni di chi è nato nelle sale di fronte al candore del Duomo, è un rivederti bella, tornare a splendere nel tuo Costituto grembo.

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