La Banca Vaticana compra il Consorzio Chianti Classico

Chianti-Classico-Gallo-Nero

E’ evidente fin da ora che la prossima Anteprima dei vini del territorio non si svolgerà nel classico nido della Leopolda, ma nella Sistina allestita alla bisogna, con banchi di assaggio, calici, sputacchiere e qualche crecherino per pulirsi la bocca.
La notizia circolava già da qualche giorno fra le cantonate del Bernini, ma i vaticanisti non l’avevano considerata degna di fede e di pubblicazione, specie in un periodo come questo, dove il profilo degli investimenti della Banca, doveva considerarsi basso e al riparo da ogni operazione degna di clamore.
Ma l’Associazione Cardinali Sommelier ha puntato i piedi e si è imposta, giungendo a buon fine in tempi rapidissimi e con la benedizione del contratto con calici di Vinsanto, senza cantuccini da inzuppo, fra i convenuti alla riunione.
Per il resto, non ci saranno cambiamenti significativi: il logo rimarrà lo stesso, solo il gallo Gian Gastone, non sarà più vestito da Granduca settecentesco, ma avrà dei significativi panneggi porpora modello Richelieu, con un sombrero dello stesso colore, con infissa al centro la padelletta da degustazione e una piuma bianca da moschettiere.
Gli Ispettori che vengono nelle cantine a ritirare i campioni da botte per le commissioni di assaggio saranno vestiti in Clergyman, con camicia color vinaccia, le signore negli uffici, in comodi  panneggi azzurri delle sorelle di San Girolamo.
Per la carica di nuovo Presidente girano vari nomi, ma per i papabili, pare un ballottaggio a due fra Monsignor Sartorello (cappellano militare) e la Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare.

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Il campo dei fiorellini gialli

Non è un quadro di Van Gogh, pieno di giallo accecante, ma è parecchio meglio essendo un effetto naturale visibile del momento, silente, di poco vento, di milioni di api che ronzano su ogni fiore di tarassaco, meglio noto come piscialletto

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Sono arrivate le rondini

La notizia, sarebbe sempre da prima pagina dei giornali e da apertura dei telegiornali, ma in condizioni normali, tocca sorbirsi le sparate di presenzialismo e protagonismo di chi non ha niente da dire, che lo manifesta a inchiostro e reti unificate, miste all’oscillamento dei titoli di borsa inframezzata da overdosi di cronaca nera particolareggiata.
Questi splendidi volatili giungono dall’Africa più profonda dopo un viaggio di ritorno di migliaia di chilometri, tornando nel preciso punto di partenza, il loro nido, e verificato lo stato delle cose, ne albergano fuori per giorni prima di concentrarsi nelle danze per aria dell’amore per riempire la culla di uova.
Ballano nel cielo un tango malinconico e si riposano sui fili del telefono, osservano che, senza di loro, niente ha più senso.

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La plastica delle vigne finisce nei torrenti

Ogni anno le vigne inglobano dieci chili di plastica ad ettaro sotto forma di quel filo di pvc verde che serve per le legature, che in matassa o in gomitolo, risponde al nome di tubicino.
A seconda del metodo di allevamento delle viti, se ne consuma una diversa quantità: meno se impostate a cordone speronato, essendo le piante rinnovate solo negli speroni, mentre se impostate a “capo e razzolo” (guyot) ogni vite dovrà per forza essere legata al filo di fetto singolarmente.
Altre possono necessitare di una rilegatura dal tronco, altre per aver subito un rinnovo, in ogni caso, si consumano belle quantità di filo verde che spesso rimane nel terreno, poi rivoltato nella terra o trinciato con l’erba, a seconda del modo di gestione del terreno.
Fa specie che questo legaccio verde venga trovato in un posto piuttosto inaccessibile e in disparte: un torrente che scorre ben lontano da vigne,  ma il dilavamento delle pioggie, porta a trovare questo materiale sulle sponde, sui cumuli di legna e terra trascinati dalle piene, nelle pozze da cui scende l’acqua in luoghi idilliaci, ma non al riparo dalla plastica.

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Capitozzatura delle piante di alloro

Taglio estremo di una qualsiasi pianta nella quasi totalità delle sue branche, il che influisce e si ripercuote non poco nel ridimensionamento dell’apparato radicale e nella vitalità del tronco esposto al calore diretto dei raggi del sole.
Pratica usata per fare presto e non bene perchè qualsiasi pianta di qualsiasi dimensione, ne risente di salute, coome ben riporta uno studio dell’Accademia dei Georgofili.

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Gli anemoni coltivati ad aria compressa

Piccoli gnomi colorati che risaltano nel verde dei prati, spuntando ogni anno nello stesso posto, avendo la specialità di donare un barlume di tepore e quiete.
Il loro curatore/coltivatore è un appassionato di fagioli, che alterna in varie maniere fra borlotti e cannellini, con il risultato di un bombardamento fisso e fitto ad aria compressa, che sembra fare molto bene allo sviluppo e all’eleganza dei fiori.

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Parole di Sarita Massai

Finora

Non avevo davvero capito
quanto fosse blu il cielo
e verde la giovane erba
a primavera,
quando il vento inclina
appena il capo
ai rami scossi
del mandorlo dai fiori bianchi, iridati e del pesco con le chiome rosa.
Occupata dall’inganno del tempo,
non avevo mai osservato,
con cura,
le mille forme
di esseri, coi loro passi
e l’ombra mia, lunga,
che trema, scomposta
nell’incedere, lungo la strada.
Davvero, non avevo mai ascoltato
Il suono delle tante voci,
Intorno a me,
ognuna con un timbro,
ognuna che modula l’aria;
e nel respiro
e nei respiri,
nei pianti
nei sorrisi,
trovo quanto sia bella la vita.

Sarita Massai

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Berardenga: i lucchetti dell’amore alla Seicento

castelnuovo Berardenga, postazione fiat 600 piazza Marconi

L’amore non si ferma, corre sotto le braci dei sentimenti, lungo i fili telefonici, basta un’occhiata, un gesto da lontano, la ricerca di un punto fisso dove vedersi quei pochi istanti concessi, magari con la giustificazione della spesa, senza toccarsi.
Nella Berardenga, niente è più inamovibile della Seicento rossa fissa in piazza Marconi a cavallo del passaggio pedonale, quasi sotto l’ombra del glicine.

Certi di trovarla sempre, quella macchinetta, è diventata il punto di riferimento di quanti si sentono ardere il cuore e pur non potendo baciarsi apertamente per probabile palata nelle costole dai genitori, o per le note vicende, l’hanno presa a simbolo dei loro ardori.
Ogni coppia di ragazzi, appone il proprio lucchetto dell’amore eterno alla Seicento e getta la chiave nel tombino poco avanti, felici per un simbolo del loro indistruttibile amore, certi che la Seicento sarà lì, nei secoli, dietro il cartello del divieto di sosta.

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Mascherine gratuite per la popolazione di Gaiole in Chianti

racchetta gaiole in chianti

E’ in corso la distribuzione gratuita da parte dei volontari della Racchetta, della Misericordia, della Pubblica Assistenza, di una mascherina per ogni famiglia, del territorio comunale, unitamente al modulo per gli spostamenti e a un prontuario intelligente per organizzare gli acquisti di beni essenziali.

La mascherina sarà utilizzata dalla persona che andrà a fare la spesa, sperando si eviti di muoversi per un paio di etti di salame.
Encomiabile cuore che batte forte per queste tre associazioni di volontariato e per l’Amministrazione Comunale tutta. Fonte: Il Cittadino

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Il compleanno di Vasco

vasco nuti il pipa

Ha lo stesso brio di quando i militari tedeschi gli sparavano mentre correva per i campi per portare quei pochi alimenti c’erano, ai renitenti alla leva repubblichina nascosti nel bosco in un capanno.
Riposta da giorni la bicicletta in cantina e annullate le partite quotidiane a scala e a bocce, si diletta nell’orto sotto casa seminando verdure per l’estate e dando martellate ai chiodi storti per addirizzarli o rifare il filo a qualche falce archeologica rinvenuta fra l’erba.
Qualche sforbiciata a un ulivo, il rancio alla truppa di gatti, i preparativi per la desina al rigoroso tocco di mezzogiorno, lievi tracce di telegiornale.

Un po’ di movimento dopo, sennò ha paura che non gli entri la muta da ciclista dell’Eroica per quando sarà ora di rimontare in sella.

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