La plastica delle vigne finisce nei torrenti

Ogni anno le vigne inglobano dieci chili di plastica ad ettaro sotto forma di quel filo di pvc verde che serve per le legature, che in matassa o in gomitolo, risponde al nome di tubicino.
A seconda del metodo di allevamento delle viti, se ne consuma una diversa quantità: meno se impostate a cordone speronato, essendo le piante rinnovate solo negli speroni, mentre se impostate a “capo e razzolo” (guyot) ogni vite dovrà per forza essere legata al filo di fetto singolarmente.
Altre possono necessitare di una rilegatura dal tronco, altre per aver subito un rinnovo, in ogni caso, si consumano belle quantità di filo verde che spesso rimane nel terreno, poi rivoltato nella terra o trinciato con l’erba, a seconda del modo di gestione del terreno.
Fa specie che questo legaccio verde venga trovato in un posto piuttosto inaccessibile e in disparte: un torrente che scorre ben lontano da vigne,  ma il dilavamento delle pioggie, porta a trovare questo materiale sulle sponde, sui cumuli di legna e terra trascinati dalle piene, nelle pozze da cui scende l’acqua in luoghi idilliaci, ma non al riparo dalla plastica.

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