Il grano delle Crete Senesi

Il totale silenzio, infranto solo dal naufragare del vento fra i miliardi di ogni singola spiga di grano, il cui sintetico linguaggio odora di pane, appena uscito dal forno.

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Il Giro quotidiano del Centro Guide Siena

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Ogni giorno, a partire dal 1 maggio fino al 23 ottobre 2022, una guida abilitata facente parte del Centro Guide Siena, accompagna i turisti individuali e a gruppi di famiglie, alla scoperta della Siena Classica.
Il Giro comprende la visita al Pavimento e al Duomo di Siena, una visita per le vie con i palazzi storici più belli come Palazzo Chigi Saracini, Rocca Salimbeni, Palazzo Tolomei, con conclusione nella conchiglia della magnifica Piazza del Campo.
Il Giro dura due ore, il prezzo (comprensivo del biglietto per l’entrata in Duomo) è intero 25 €, ridotto 10 €.

L’appuntamento è presso la vela verde del Centro Guide, lì posta poco prima delle 11, per quel tanto che serve a dare visibilità e riferimento al punto di partenza, posto innanzi l’ingresso dell’ex Ospedale, ora complesso museale del Santa Maria della Scala.
Alla Guida di turno è sempre raccomandato di togliere e riporre la vela all’interno del Santa Maria, un attima prima della partenza del gruppo.

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Berardenga, la scomparsa di Arrigo Boito

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“Eppure c’era” è la frase che sovente ha accompagnato la visita delle tante persone che hanno varcato i cancelli della Villa Chigi Saracini nel capoluogo della Berardenga, nella due giorni della “Storia e dell’arte”.
Il busto del grande compositore e librettista Arrigo Boito, realizzato da Vico Consorti, in effetti c’era, a lato del Kaffeehaus, nel vialetto che porta alla fontana di Tito Sarrocchi.
Il timore che, dopo tanti anni di silente abbandono il busto del musicista se ne fosse andato sdegnato, era reale e persistente, ma sollevando una gran mole di frasca di alloro, l’una volta candida opera di marmo, ricompare in quel grigio mimetico, come il poco distante cappotto di Giuseppe Verdi.

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Le salsicce in carretta

I diritti morali d’autore vanno a Vasco e Pietro, che durante i tanti lavori di recupero di case e fienili, erano usi, nei mesi invernali, sia per scaldarsi, che per cuocere qualcosa al volo, accendere il fuoco in una carretta edile.
Sistema rapido, pratico e privo di rischi per la campagna circostante, innalzare un semplice attrezzo da cantiere al rango supremo di altare laico di cappella a latere.
Assi di panconcello sospese su capretta di legno, appoggiate su un piano di alberese a blocchi di un’aia anzianotta, al riparo di una capiente e fresca ombra di un fico centenario.

Una rondine su filo del telefono con luna stanca per la nottata, alle sue spalle.

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Le barriques per affinare l’insalata

Con un semplice segaccio da potatura ulivi, dividere in parti uguali una barrique da vino è questione di attimi, se la botticella ha il legno in tirare con i cerchi efficenti.
A quel punto un paio di buchi con il trapano sul fondo, una base di sassi su cui mettere uno strato di terra comune e sopra un dieci centimetri di compost o terriccio dove mettere le basi dell’insalata.
Se le mezze conche vengono appoggiate su un ripiano di assi, giungono all’altezza piacevole per operare e l’insalata cresce ogni giorno a vista d’occhio che è una bellezza.

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Uccelli di rovo nel muro del camposanto

Un amore consumato con le ali nel vento e depositato in un nido al riparo dalle spine, sull’unico cespuglio preservato, dalla pulizia esterna del camposanto di Vertine.

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Villa Chigi Saracini Luogo del Cuore del Fai

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I “Luoghi del Cuore”, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare, giunto alla sua Undicesima edizione, che permette di dare visibilità e voce a quanto del nostro immenso patrimonio architettonico e storico, giace nel limbo della dimenticanza.
Uno dei luoghi da proteggere e non dimenticare è certamente la Villa Chigi Saracini di Castelnuovo Berardenga, posta nel petto del paese, e che in gran parte lo ha sostituito, andando a demolire, per la sua costruzione nei primi decenni del 1800, le strutture del castello trecentesco.
Ha visto il ritorno delle persone nel parco e nei giardini con la recente due gorni di “Castelnuovo della storia e dell’arte“, suscitando tanto entusiasmo e speranze nel rivedere la Villa aperta, viva e piena di iniziative sociali e culturali, per ridare un po’ di fiato e fosforo al paese.
E’ possibile votarla come “Luogo del Cuore”, in questo link, magari non raggiungerà le prime posizioni, ma sarà un modo per ricordare uno dei tanti baci scambiati sotto i lecci.

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Una parente di Vertine alla Pinacoteca di Siena

E’ un’opera giovanile del grande pittore del trecento Simone Martini, conservata nella Pinacoteca di Siena e proveniente dalla Chiesa di San Bartolomeo a Vertine.

L’attribuzione al pittore avvenne dopo la guerra e il trasporto al museo fu fatto nel momento in cui l’anziano prete Amos Fallaci iniziò ad andare ad intermittenza.

Prete che gironzolava nei mezzi del giorno incandescenti con l’ombrellone da processione, in cerca di parole da scambiare con onesti bastian contrari quali erano i vertinesi.

Che si ritrovano raccolti sotto il capiente mantello e lo sguardo deciso e ferrico di questa stupenda madonna che non smette di proteggere i suoi figli.
L’opera si trova al secondo piano della Pinacoteca, in compagnia delle opere di altri grandi Maestri senesi dell’epoca: Duccio di Buoninsegna, Sano di Pietro, Giovanni di Paolo, Ambrogio e Pietro Lorenzetti e tanti altri interpreti dell’arte del duecento e trecento, una delle raccolte più importanti al mondo che vale sempre una visita.
Lo sguardo tenero di quella Madonna fa pensare che una mamma vertinese dell’epoca, sia stata la modella ispiratrice del pittore, autoritratto in basso a destra, sotto il velo della Vergine, vestito di cremisi e con lo sguardo opposto all’adorazione.
Forse per distinguersi, forse perchè le committenze riguardavano sempre Santi, Cristi e Madonne e, pur essendo un giovane pittore, si era stancato della monocoltura da chiesa.

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Una Balilla amaranto bordolese da matrimonio

Anche i matrimoni, sono lo specchio dei tempi e del degrado morale e culturale che solca il paese, tanto da far apparire “semplice e modesto” anche quello di Connie Corleone nel primo Padrino.
Fanno tenerezza i ricordi di briciole di pane o zucchero nel letto degli sposi o il giro dei confetti, con le nonne sedute ai lati che succiano gaudenti.
Sfarzo impregnato di cattivo gusto e berci da stadio, finchè, una mattina per caso, una coppia dagli occhi limpidi si ritrova alla cattedrale di San Giovanni Valdarno nel giorno di mercato per il proprio Si, pronunciato davanti al prete, senza sfarzo ma con una eleganza e un garbo di modi rari.
Davanti la chiesa uno splendido esemplare di Fiat Balilla 508 amaranto, granata, cremisi, bordolese vinaccia, attende gli sposi alla fine della cerimonia.
Una Ferrari, un gippone, una qualsiasi macchina attuale, lì davanti, sarebbe stato un certificato di marrana esistenza, mentre quella piccola Balilla tirata a lucido, non stonava e ben si incastrava con il contesto della piazza e della chiesa.

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La mattonella che manca sulla Torre del Mangia

mattonella rotta torre del mangia 14 giugno 2022

Questa mattina una signora milanese salita sulla Torre del Mangia per ammirare lo splendore dall’alto della città di Siena, può accendere un bel cero votivo a Sant’Ansano e Sant’Ambrogio, se per colpa di quella mezza mattonella che manca, non è finita al Pronto Soccorso o verso qualcosa di peggio.
Scendendo dal piano delle due campane, al primo scalino le è venuto a mancare l’appoggio del piede per via della mattonella rotta e per poco non è andata a sbattere con la testa nella ringhiera posta sulla sua sinistra.
Ha perso l’equilibrio ed ha sbattuto la coscia e la spalla destra, vedendosi passare parecchio da vicino al volto la suddetta ringhiera.
Tanta paura per quanto poteva accadere o di fare le scale ruzzolando. Si è seduta, sulla scala, si è ripresa dallo spavento, ha fatto presente ai custodi l’accaduto e successivamente ha appoggiato una bottiglia di acqua gelata sulle battute, riprendendo colore.
Non è la prima volta che accade questo, pur essendo stato segnalato tante volte la criticità, ma niente è stato fatto per risolvere un problema esiguo, di facile soluzione, ma di rara pericolosità per l’incolumità dei tanti visitatori della Torre. Fonte: Il Cittadino

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