Il pinot nero di Parabuio

A differenza dei suoi connazionali, il Pinot nero, si adatta al luogo in cui posa le barbe e lo amplifica o umilia a seconda di suolo e di clima.
Nel galestrino tritato misto poca terra e nel fresco clima del Borro di Parabuio, sono tante le aspettative verso questi grappoli in fermentazione, che riempiono l’aria di un  misto di carbonica, di fragoline di bosco e di lamponi. Lenta fermentazione, bassa temperatura, poco colore scaricato dalle bucce.

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Berardenga nella giornata di “Puliamo il mondo”

castelnuovo berardenga 27 settembre puliamo il mondo

Puliamo il mondo è l’edizione italiana di Clean Up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del pianeta.
La campagna, si svolge a livello mondiale il terzo fine settimana di settembre, con l’intento di pulire e sensibilizzare le persone a sporcare meno e avere un po’ più a cuore il proprio territorio.

Nella Berardenga, la manifestazione si contraddistingue per il deposito dei sacchetti a lato dei cassonetti, inducendo a pensare che: o i cittadini, sovente sono dei maleducati o che dei turisti o persone di passaggio, non avendo la tessera magnetica per aprire i cassonetti (intelligenti) lasciano desolatamente a terra i propri rifiuti.
Di contro, andare verso la logica del meno differenzio più pago non funzionerà mai, almeno qui da noi, con le logiche attuali.

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La chiesa di San Florenzo a Vescona

Due le chiese nella piccola Vescona, punto geografico delle Crete Senesi, nel comune di Asciano: la Basilica di paglia, intitolata alla fatica e all’arrostirsi al sole e la chiesa di San Florenzo, appggiata sul terreno argilloso, che più di una volta è sceso a valle con la chiesa da rifare, come una tela di Penelope.

Nel 1025,  i “Conti Guinigi della Scialenga e della Berardenga” assegnarono, “in benefizio” al Monastero di S. Salvatore della Berardenga, una casa con orto, vigna ed un pezzo di terra, situato presso il loro castello di Vescona, non scrivendo però, nel contratto che il terreno era franoso e ci sarebbe stato tanto bisogno di pazienza.

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ConVitto ad Amelia

Le mura poligonali di epoca pre romana, la ricchezza e bontà delle acque, la cura delle vigne già note dai tempi di Virgilio, nelle Georgiche, la delizia di un centro storico intatto, la splendida piazza dell’ex ufficio delle Poste e Telegrafi, finemente restaurata.
Costola e terra dello Stato Pontificio magistralmente franato e luogo dell’ultimo incarico pubblico di Luciano Lama, che di Amelia, è stato eletto sindaco due volte.
La bellezza, la quiete e la vicinanza a Roma, fanno dell’amerino il buen ritiro di varie personalità del mondo dello spettacolo e del piccolo shermo.
Non indossa l’appariscente visone toscano, le persone sono cordiali, il turismo è un aspetto ma non l’unico, dei luoghi.
La latteria Caseificio Vitto, che dal 1980 produce grandi latticini, con laboratorio e negozio si trova in via della Repubblica, mentre il punto di ristoro aperto recentemente e sempre pieno, si trova in via Farattini, una strada parallela alla via principale (della Repubblica).
La bellezza del luogo, la semplice bontà dei prodotti della famiglia Vitto.

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San Gusmè: tromba d’aria ferisce la casa del glicine

Durante la notte, la violenza del vento aggredisce l’incrocio della strada fra San Gusmè e Santa Chiara, finendo per sradicare cipressi secolari e olivi trentennali, ferendo la casa sull’incrocio, vuota da tanti anni, famosa  per la meraviglia del suo glicine che fiorisce al bordo della strada.
Lacrime che si mescolano a pioggia, l’odore acre del cipresso scosciato o appena tagliato, dagli operai della Provincia, che hanno moltiplicato le forze per riaprire prima possibile la strada nei due sensi di marcia.
Resta una deliziosa casa ferita (non gravemente come la capanna), resta la desolazione di piante che non ci saranno più, che facevano da invito e corridoio verso San Gusmè, paese dove oggi sgomento e tristezza camminano rasente i muri.

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Chi legge ha le gambe lunghe

banco libri lizza

Chi legge ha davvero le gambe lunghe, perchè riesce a sognare ed elaborare pensieri di senso compiuto più agevolmente di chi si alimenta dei mezzi di comunicazione moderni.
Leggere, comporta lubrificare la mente e porsi domande, comporta comprendere un testo e porre obbiezioni. Comporta non farsi prendere in giro dagli affabulatori dei cavilli.
Una legge che non si comprende, è sicuramente a benficio di pochi e non della collettività.

L’immagine è il banco dei libri usati della Lizza a Siena, dove a metà prezzo si trovano i motivi e le parole per continuare a sognare più forte.

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Berardenga: feste della Misericordia e del Circolo

Un fine settimana intenso nel paese dei parcheggiatori: il Circolo, festeggia con una cena e l’esibizione del Gruppo Bandistico Giuseppe Verdi, in collaborazione con l’Associazione Pietro Guideri, il ritrovamento di un manifesto, che esposto in un negozio di cose vecchie è tornato finalmente a casa: un manifesto del 1894 con il programma della festa popolare della Società Filarmonica.
E venerdi e sabato, la Confraternita di Misericordia in piazza Marconi con la vendita dei ciclamini, la banda e le majorette di Castelnuovo e lo spettacolo di magia di Mariotrix.

Domenica 27,  assolutamente da non perdere la messa alla presenza delle autorità.

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Il paese delle vendemmie

italia di malvasia

I modi di dire dell’uva son tanti quanti i dialetti e le varietà che nessuno ha in quantità come la Penisola che fa da paniere dell’uva steso nel Mediterraneo.
Un grappolo di malvasia toscana, nel quale si vedono distintamente le sagome del Salento e della Calbria e di conseguenza acini di negramaro e gaglioppo, con probabili origini del “Sangue di Giove”, ovvero il sangiovese.
Venti e più nazioni dentro una sola, accomunate da poco se non da un po’ di ottusa, lercia, decadenza e tante vendemmie da un campo all’altro, in lungo e in largo.

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Stefania Pianigiani a “Si legge fra i filari” alle Logge del Papa

Tolti di mezzo tavoli, sedie, gazebo, piante d’alto fusto in vaso che andavano a oscurare un pregiato edificio storico, per far gustare in letizia i clienti mengerecci un angolo appartato, le Logge del Papa, non invase dalla gastronomia, tornano ad essere monumento  utilizzato per attività culturali.

Giovedi 24 alle ore 18, organizzato da Betti Editrice e dal Comune di Siena, per invogliare al gusto della lettura, saranno presentati da Stefania Pianigiani quattro libri che hanno come comun denominatore il mondo del fare vigno, vigne, vivere in campagna.

Un chiacchierata tra scrittori e lettori dove la storia di Odoardo Beccari, scienziato, esploratore e viticoltore (“Le bottiglie di Odoardo”, Storie di viaggi, sogni, vini” di Paolo Ciampi), si incrocia con quella di Lorenzo, il cinico imprenditore che torna a Montalcino e al suo passato (“Saltarello” Ricordi, profumi e segreti di un passato rinnegato” di Alessandra Cotoloni).
Storie romanzate che nascono da fatti realmente accaduti e personaggi simbolo come quella di Sunto di Bellaria, che attraverso la sua vita racconta quella di queste terre e dell’Italia del ‘900 (“VITE. L’esistenza è fermentazione” di Michele Masotti).

Si dice in vino veritas, ma a volte la verità è rischiosa e svelare i segreti non è sempre la scelta migliore… ne sanno qualcosa i soci del  “Il club dei presunti astemi”, nelle pagine del libro di  Serena Bedini.

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Disagio, psiche e aggressività nella Berardenga

castelnuovo berardenga

Minimizzare, traccheggiare, non agire, lasciando che la vita sociale, le relazioni, i disagi di ogni genere, rimangano tali o si acutizzino.
La solitudine, il disagio sociale e psicologico, vengono sminuiti e ridotti al rango di una manifestazione  di allegoria, quando invece è tutto un covare rabbia, rancore, suggestioni mentali e giovani caricati a molla in un ambiente malsano e solitario, che sfocia in serie di aggressioni e minacce con gli occhi di fuori veso il mal capitato di turno.
Ci sono persone che da decenni sono timorose, fino ad essere terrorizzate nell’entrare e nell’uscire di casa, lanci di secchiate d’acqua o vasi di fiori per chi passa, urla, offese verso chi aiuta in senso pratico, cercando di far uscire dall’emarginazione e della solitudine, con il ricavo di un distillato di strilla puerili con la bava alla bocca e minacce pesanti.

Ne consegue emarginazione e acutizzarsi di rabbia, violenza e problemi coltivati nello stretto spazio di pochi metri quadrati, dove sembra che tutto scorra, lontano dal mondo.
Ne consegue che ogni attività ricreativa e sociale finisca costantemente in un marasma di urla, minacce e ripicche, con il risultato che niente e mai più sarà organizzato, in un spicchio di paese che cessa di esistere, all’interno di un borgo dove “sembra che non succeda mai niente”.

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