La via Lauretana da Siena a Cortona, Betti Editrice

La Guida, articolata in cinque tappe: da Siena a Vescona, da Vescona a Serre di Rapolano, da Serre di Rapolano a Sinalunga, da Sinalunga a Valiano e da Valiano a Cortona, è fresca di stampa e si pone l’obbiettivo di far mettere persone in cammino, lungo paesaggi di una seria e incontenibile bellezza, che una volta erano mossi dal pellegrinaggio o dalla vocazione, che non sono mai venute meno, ma si ampliano ad aspetti sociali, turistici, introspettivi.
Questa silente, sonnacchiosa campagna, consente di misurarsi con la vita con un approccio e un ritmo diverso, per molte persone sarebbe come bere un caffè d’orzo al posto dello sprtiz, ma a un certo punto del cammino, si pone un certo bivio fra l’essere e l’avere e questa pace in sottofondo arterioso certifica la coniugazione del verbo essere in amore.

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Vertine: elicottero e fuochi artificiali nella notte

Non è chiaro se alle 23 di mercoledi 8 settembre si festeggiasse la Festa della Madonna o la ricorrenza dell’Armistizio e del Proclama del Maresciallo Badoglio, ma per Vertine è un 8 settembre che di certo rimarrà nella storia.
Presso la nota base elicotterista, in piena notte, con la vicinanza di un bosco e di un’oliveta, rinseccollite dall’arsura di mesi siccitosi e con tizzoli incandescenti che si abbattevano sulle quercie intorno, si è svolto uno spettacolo pirotecnico per accogliere l’arrivo in notturna del famoso elicottero.
Se questo è il modello di turismo non invasivo e rispettoso della natura, dell’ambiente, della bellezza di un luogo millenario, i tempi che ci aspettano, sono davvero tetri.

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Il giorno della Teresa

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Il nome Teresa, ha diverse etimologie e significati: estate, raccoglitrice, nativa dell’isola di Thera (posta in Grecia, nei dintorni di Santorini) o addirittura cacciatrice.
Alla Teresa di Vertine, tranne che cacciatrice, le si aggiunge colonna portante, influente, schiena dritta, affettuosa e attenta agli altri. Anche Sergio Endrigo le ha dedicato una canzone.
In poche parole, la sintesi della sua vita, nel giorno del suo compleanno.

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La quercia colpita dal fulmine

Quando Zeus si scatena, non è facile parare i fulmini che piovono a terra, ne sa qualcosa una bella quercia secolare trafitta dalla violenza elettrica del cielo, trapassata nel sodo legno e aperta come fosse una scatoletta.
Ci saranno da togliere brandelli di legno, pulire e passare con la poltiglia bordolese data a pennello quelle carni vive, per permettere alla grande quercia di reagire e di continuare a vivere.

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Riapre la discarica di Torre a Castello

I volontari delle “Brigate Pertini” si sono adoperati per liberare un manufatto in laterizio un tempo in uso come piccola casetta cantoniera, da un fico che dentro vi era cresciuto, con il rischio, in un futuro non tanto remoto che scardinasse la struttura dell’edificio.
Sulla strada di Carnesecca, nel comune di Castelnuovo Berardenga (in prossimità di un vecchio cippo commemorativo di cui in pochi ne conervano il ricordo)l’edificio è stato sgombrato dal pericoloso inquilino ed è stato restituito all’uso collettivo: un comodo spazio per buttare bottiglie di birra e calcinacci, senza doverli gettare nei boschi.
I casi sono due: o l’edificio viene demolito o gli viene messa una porta, non serve un’altra discarica in zona.

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Ilio di Rietine, Albert Sabin e Mal dei Primitives

Ilio di Rietine è stato per molti anni autista dei dirigenti del Monte dei Paschi, famosa banca fra le più antiche e prestigiose (una volta di diritto pubblico).
Nei primi anni ’70 venne inviato all’aereoporto di Fiumicino per condurre a Siena, per una serie di conferenze e di visite ai laboratori di ciò che fu l’Istituto Sclavo, il grande scenziato americano Albert Sabin, scopritore del vaccino contro la poliomelite.
Occorre ricordare che è grazie a questo luminare (che ha donato gratuitamente questa sua grande scoperta all’umanità) che la piaga della poliomelite è scomparsa fra le malattie dell’infanzia, che mietevano non pochi disagi e disastri nella crescita.
Ilio, ben felice di questo incarico, si recò all’aereporto di Fiumicino, vide intorno la pista degli arrivi un bel numero di persone e si congratulò con se stesso pensando che molte persone venivano a salutare lo scenziato per dimostrargli riconoscenza.
Niente di più sbagliato: quelle persone non attendevano un benefattore dell’umanità ma il cantante Mal dei Primitives, il futuro cantore di “Furia cavallo del west”.

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Su Chiantisette la preoccupazione Eroica 2021

Su Chiantisette – attualmente in edicola – il sempre ottimo Claudio Coli intervista il sindaco di Gaiole, Michele Pescini, sull’incombente Eroica in programma nel primo fine settimana di ottobre.
La combinazione con le elezioni supplettive del seggio alla Camera dei Deputati, lasciato libero dall’ex Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan per diventare presidente di Unicredit (vecchia passione quella delle banche per il noto partitone del mitico Bezzini) spariglia un po’ i giochi e crea ulteriore difficoltà all’organizzazione della manifestazione ciclistica.
La ben nota situazione sanitaria, la mole di persone che arriveranno nel paesello bagnato dalle acque del Massellone, la viabilità e la possibilità per gli elettori di poter esercitare senza scosse e patemi il proprio diritto al voto sono un problema non di poco conto.
Per l’organizzazione della manifestazione, si sa che tira più un pelo di ruota che un paio di bovi, ma è anche vero che l’emergenza sanitaria (con il locale rilancio dei casi positivi) e il diritto al voto, rappresentano per l’Amministrazione Comunale le priorità da rispettare.
Un tavolo di studio e consultazione (voluto giustamente dal sindaco Pescini) è in atto presso la Prefettura di Siena, con le parti in causa; Questore, Eroica Organizzazione, Comune di Gaiole, Prefetto, dottoressa Maria Forte, al fine di ponderare ogni possibile variabile e la decisione se fare (o meno) L’Eroica al momento non è per niente scontata.

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Amata solitudine di quercia

quercia solitaria berardenga

Sola, nel mezzo al niente, maestosa, a sfidare a duello le intemperie delle stagioni e della vita, la quiete dona al grano il tuo meriggio, le piazzole di rami per i nidi, le foglie che tira via il vento, il tenero sguardo di rondine che conservi fra i sentimenti.

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Il fico inquilino di Torre a Castello

fico casa anas torre a castello

Incredibile l’adattabilità alle condizioni più estreme del fico, che a Vertine cresce sulla parete verticale della torre, divenendo sempre più forte, grande e sporgente al suolo.
Nelle vicinanze di Torre a Castello, invece è più comodo (probabilmente portato alla stessa maniera: nell’intestino incubatore di qualche uccellino) e si è messo al riparo dal sole e dalle intemperie prendendo piede dentro una vecchia casetta cantoniera, che non bisogna essere scenziati per comprendere che la muratura sulla strada, non avrà vita lunga.

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Il contratto di mezzadria

angelo tommasi le ultime vangature 1892

“I patti comuni fra i proprietari e i coloni e mezzaioli, sono la divisione a metà di ogni raccolto, levato prima a monte comune il seme che l’ha prodotto, quale in origine si è posto per intero dal padrone, che per conseguenza lo tiene perso continuamente per metà.

Si leva ancora dal monte comune la decima al parroco, l’appalto del veterinario e la tassa del fabbro per le assottigliature delle zappe e dei vomeri, quali sogliono essere da uno staro a due per podere e per titolo.

Si divide a metà lo scapito e l’utile del bestiame, che col titolo di soccida si consegna alla custodia del colono per il valore di stima che si dice alla poderanza.

Si consegnano pure a stima con il bestiame i fieni, le paglie e ogn’altro foraggio, dei quali si divide a metà il retratto se si vendono, o si paga a metà se si comprano, e in questo caso il proprietario paga e segna per non risquotere ordinariamente mai.

Sono a metà i pali e sostegni per le viti, com’anche gli ingrassi che si comprano per la semente, sempre ricorrente che il padrone pagale.

Sono a carico dei coloni glii strumenti aratori, carri, con tutti gl’altri ferri e attrzzi necessari alla coltura dei poderi, le fosse camporaiole.

Le fosse maestre, quelle adiacenti alle strade, i muri a sostegno di guardia…. sono a intiero carico del proprietario.
La foglia di gelso è di solo profitto del padrone e sono di suo esclusivo carico la potatura dei mori, e se nel fare i bachi da seta manca della foglia il proprietario la compra, senza far pagare ne la metà ne altra porzione al soccio che ha la metà dei bozzoli.

I coloni pagano un piccolo dazio a denari contanti, un numero di polli e uova, per dare un certo compenso, pare all’orto che si permette loro utilizzo esclusivo, del taglio della legna da fuoco e da altri usi, e per l’anti parte delle fave e fagioli in erba, uve, pomi, che sogliono farsi le famiglie dei contadini.

Le tasse regie e comunitative sono a carico dei proprietari.

Oltre alle qui indicate detrazioni sono a intiero carico dei padroni il mantenimento delle coltivazioni, delle case coloniche, aie, l’agenzia, la guardia dei boschi, il mantenimento dei tini.
Gonfaloniere di Rapolano B. Patrini 15 dicembre 1820.

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