La calda notte dell’ispettore Tibbs

la calda notte dell'ispettore tibbs

Nel Mississipi del 1965, non è piacevole per un ispettore di polizia di Filadelfia avere a che fare con lo sceriffo locale appena più a destra del Ku Klux Klan e dover collaborare con lui e la sua squadra per la ricerca di un colpevole, il cui primo indiziato, in quanto nero, in quanto trovato a leggere un libro nella sala d’aspetto della stazione e con il portafogli un po’ troppo gonfio, a dispetto dei neri locali, è proprio l’ispettore Tibbs.
Dopo lunghe e travagliate indagini, si scopre essere un assassino il nevrotico e razzista barista del paese.
Oscar per miglior attore protagonista a un magistrale Rod Steiger (doppiato dal meraviglioso Corrado Gaipa) oggi, Oscar alla memoria infinita di un grande attore di temi sociali e civili: Sidney Poitier.

Pubblicato in Arte e curtura, Cinema, Federica, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

La Berardenga in ostaggio di quattro selvaggi

berardenga centro storico ztl dicembre 2021

E’ un po’ come rispondere a picche, quando in tavola c’è denari, ma la questione si spiega con un semplice esempio agricolo.

Si necessita di un piccolo muro di sostegno per sorreggere la terra dell’orto, quando invece si aspetteranno anni luce per erigere le tre piramidi di Giza, sperando che i tempi di edificazione, non siano gli stessi del restauro della scuola media convertita in necropoli.
Avviene questo, nel paese più bello del mondo, che a fronte di una sosta selvaggia delegata a poche persone – ma con possenti veicoli presenti, che opprime da decenni la vita dei residenti e la funzionalità dei mezzi di soccorso – si risponda con un piano per installare un costoso sistema di videosorveglianza con lettura di targhe, per un’area di poca grandezza, che suona come un’erezione di piramide in mezzo alle frasche.

Un sistema di sorveglianza costosissimo, che invia in automatico le sanzioni agli occupanti a motore del centro storico più ristretto dell’universo e che in automatico, si è già certi, saranno alquanto poco prese in oggetto e considerate.
Quando basterebbe una lettera ai residenti per spiegare il comportamento da tenere in una ZTL e con la certa e chiara promessa di blocco del veicolo con ganasce, che avrebbe agevolato non poco la spesa e la soluzione del solito problema.

Ma le telecamere servono anche a leggere se i garagisti sono provvisti di revisioni e Assicurazione.
Viene da chiedersi come possano ovviare a questi problemi ad Amsterdam, Londra, Parigi, New York, Milano o Madrid, o altre metropoli.
Certo è che, molte megalopoli come Rio, Pechino, Manila e Pieve al Toppo, hanno già prenotato tutte le camere alla Villa Chigi Saracini per i corsi di formazione e aggiornamento sulla gestione del traffico nelle ZTL, che si terranno prossimamente a Castelnuovo, con la merenda a pane vino e zucchero per la stampa e le autorità e il discorso ufficiale di benvenuto ai partecipanti, tenuto da Simone Bezzini, Don Angelo Bernocchi e Susanna Cenni.

Pubblicato in andrà tutto bene, Berardenga, Cartoline dalla Berardenga, Etruscany, Federica, Fotografie 2022, italians | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | 5 commenti

Alessandro e Giorgio, ottime speranze di Torre a Castello

C’era una volta un fico, cresciuto ostinatamente dentro il casottino dell’ANAS, posto all’imbocco della strada che giunge a Torre a Castello.
Oltre al fico dentro al casottino c’erano tante bottiglie, tanta spazzatura che venne rimossa, ma non essendoci una porta, era da immaginarsi l’esito.Alessandro e Giorgio, tempo dopo, si sono affacciati al piccolo manufatto in mattoni e l’hanno di nuovo svuotato dei materiali gettati dai soliti marrani di passaggio.
Un bel gesto d’amore ma che a breve avrà bisogno di un rinnovo, se la Provincia di Siena, titolare di queste capannine, non provvederà a mettere un tappo alla costruzione, che invece di essere testimone oculare di un tempo passato, diventa la chiesa di campagna della spazzatura.

Pubblicato in Federica, Fotografie 2022, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 1 commento

Il cavolfiore rosa

cavolfiore rosa vertine

Bella a vedersi, facile da coltivare, perchè come ogni affiliato alla famiglia dei cavoli, una volta messa in terra la piantina e bagnata sporadicamente, si sviluppa praticamente da sola, portando a compimento la raccolta dopo tre, massimo quattro mesi.
Questa varietà, originaria della Sicilia, prende questo colore dalla prezenza di antociani, il sapore è delicato, ricco se lessato e condito con olio buono a crudo.
Niente paura se l’acqua di cottura prende un bel colore turchese armonioso e delicato.

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2022, La porta di Vertine | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Il piazzale dietro l’Euronics di Siena

Diceva Albert Einstein che:”Il mondo è un posto pericoloso non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza fare nulla.”
E il grande scenziato aveva tristemente ragione e se vedesse gli sconci contemporanei, si chiuderebbe in un triste rancore verso gli inerti del genere umano, che questo producono.
In egual maniera fra chi lascia questo schifo nel piazzale dietro l’Euronics di Siena e fra chi, sempre distratto da ciò che ha intorno, non lo riguarda e non lo intacca.
La SEI è già stata avvertita e a breve provvederà alla rimozione di vernici, materassi, elettrodomestici, pneumatici e poltrone dall’area in questione.

Pubblicato in andrà tutto bene, Fotografie 2021, italians, La Porta di....., Porcate | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Un’altra rosa recisa

federica

Prendi una lacrima,
Posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
Mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
Raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza
E vivi nella sua luce.
Prendi la bontà
E donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore
e fallo conoscere al mondo.

(Mahatma Gandhi)

Pubblicato in Chianti Storico, Fotografie 2022, persone | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

La Pieve di San Polo in Rosso vista da Donatella Tognaccini

Prestigio, potenza, ricchezza, sacralità, bellezza sono i termini che più si adattano a descrivere la Pieve di San Polo in Rosso, ricordata più volte nelle pergamene della Badia di Coltibuono (Firenze, Archivio di Stato). In un documento in particolare, risalente al 27 gennaio 1070, Benno e Ugo del fu Ranieri (in accordo con il fratello Sichelmo) donarono al Monastero di Coltibuono terreni ubicati anche nel territorio della Pieve di San Polo in Rosso,  S. Pauli scito Russo

I donatori erano tutti bisnipoti di Ridolfo di Geremia, ma il più importante di loro risulta essere Benno, identificabile con il celebre Benedetto, il nobile, poi monaco di Coltibuono, che si fece eremita e morì, venerato dal popolo come beato. Un documento, riportato da Antonio Casabianca, pare confermare che furono proprio i Firidolfi (poi Ricasoli) a fondare la Pieve di cui ebbero il giuspatronato fin dal secolo XII. Altri documenti ci dicono che forse la Pieve fu legata anche ai Berardenghi di Valcortese.

Circa la pertinenza di San Polo in Rosso, una bolla papale di Pasquale II evidenzia che nel 1103 si trovava sotto l’autorità del vescovo di Fiesole. 

Divenuta importante avamposto fiorentino contro Siena nel XIII secolo, venne fortificata. Alcune parti a filaretto di alberese sia nella Pieve che nel campanile possono essere ricondotte all’epoca più antica assieme ad elementi quali portali ad arco e feritoie, per il resto il paramento murario rivela interventi stratificati che vanno dal XIV al XVI secolo. Se il primitivo circuito murario comprendeva probabilmente la chiesa romanica, l’area del cortile e una torre in facciata, nel XIV secolo furono apportate modifiche: le capriate della Pieve romanica vennero sostituite da volte a crociera gotiche e semipilastri furono appoggiati ai primitivi pilastri per sostenerle. 

Esternamente sono le mura ad attrarre lo sguardo per le necessità di difesa che comunicano: il circuito fortificato, d’impianto quadrangolare, ingloba la Pieve, che ha la facciata rialzata fino alla sommità rettilinea delle mura. Il campanile e l’abside semicircolare sono torri con funzioni difensive al pari di quelle cilindriche, che sporgono dalla fortificazione. La torre ubicata sul lato settentrionale mostra ancora beccatelli e archibugiere. Agli inizi del ’900 l’interno della Pieve subì un intervento di ripristino in stile neomedievale.

La pieve a S.o polo è rappresentata in modo schematico, come turrita fortificazione, nella carta “Toscana e Umbria” (zona del Chianti) di Leonardo da Vinci, risalente al 1502 circa (Royal Library di Windsor, RLW 12278 recto). Un’immagine più dettagliata e realistica è offerta invece da una stampa di proprietà della famiglia Ricasoli (Castello di Brolio, collezione privata), raffigurante l’albero genealogico della casata e i luoghi da essa dominati. Fu realizzata dal monaco e incisore Vito Falcini da Vallombrosa tra il 19 febbraio del 1584 e la fine del medesimo anno, certamente sulla base di disegni più antichi. La cinta muraria merlata presenta torri quadrangolari e circolari, la chiesa ha tetto a capanna e campanile fortificato, ma l’aspetto più interessante risulta essere la porta d’accesso, protetta da torrioni e racchiusa in un secondo recinto murario di minore altezza, posto su un solo lato. Diversa e in parte stereotipata è invece la raffigurazione della Pieve di San Polo in Rosso nelle Mappe dei Capitani di Parte Guelfa (1580-95). In questo disegno l’edificio sacro, privo di campanile, risulta completamente circondato dal secondo circuito murario. Sappiamo che fu Gherardo di Francesco Mechini da Settignano ad ottenere l’incarico nel 1583 per il Vicariato di Certaldo, cui il Chianti apparteneva, ma è noto che il lavoro si protrasse nel tempo, almeno fino al 1585, prima con semplici schizzi e in seguito con la redazione finale, ultimata anche a distanza di vari anni (della Pieve di San Polo non è rimasto lo schizzo preparatorio). 

Fra le vicende che videro protagonista la Pieve il più significativo risale al 1351, quando ne era pievano il nobile Ranieri Ricasoli, il quale dovette subire il violento assalto dei nipoti, figli di suo fratello Bindo, i quali erano desiderosi di impadronirsi dei ricchissimi beni dello zio. La molla che fece scattare l’attacco fu la gelosia, il timore che Ranieri lasciasse la cospicua eredità ai cugini, i figli di Albertaccio. Nonostante il saccheggio e la devastazione della Pieve, grazie al sollecito intervento delle truppe fiorentine, gli assalitori furono infine respinti. Si racconta che Ranieri, prima di morire poco tempo dopo per il dispiacere, abbia lasciato ogni suo bene alla bisnipote Bartolomea, figlia di Bindaccio di Albertaccio (maritata nel 1352 con Iacopo di Donato Acciaioli), l’unica che evidentemente a suo avviso lo meritava davvero. Nel XV secolo, al tempo della seconda guerra aragonese (1478), la struttura castellana fu parzialmente distrutta. Tornata in mani fiorentine a partire dal 1483, fu nuovamente fortificata. Intanto altri motivi di ostilità accendevano gli animi in seno alla famiglia Ricasoli. Nel 1480, infatti, fu nominato pievano di San Polo in Rosso il fiorentino Ludovico di Ugolino Martelli, la cui nomina fu voluta dai Fibindacci. Il 25 luglio 1497, con il breve di Alessandro VI, questi equilibri mutarono e la Pieve di San Polo in Rosso tornò saldamente in possesso dei Ricasoli di Meleto nella persona di Giuliano di Ranieri che beneficiava anche di San Pietro in Avenano e di Santa Maria a Spaltenna. Giuliano Ricasoli, con l’approvazione di Papa Giulio II, fondò nel 1508 il ricco canonicato Ricasoli per non sottoporre le sue ricchezze alla tassazione fiorentina e fu il primo canonico che lo tenne fino alla sua morte avvenuta nell’aprile del 1544. Ciò destò invidie familiari e gravi contrasti. La lite familiare, che si protraeva ormai da lungo tempo, fu risolta da Cosimo I nel 1564 con l’ordine di avvicendamento nella carica fra Fibindacci e Ricasoli da Meleto. 

L’importanza della Pieve di San Polo in Rosso dal punto di vista artistico è testimoniata dai numerosi tesori che ancora custodisce o che da qui provengono. Fra questi ricordiamo la Croce (Siena, Pinacoteca Nazionale), databile fra il 1310 ed il 1315, attribuita a Segna di Bonaventura; il Crocifisso in legno scolpito e dipinto dell’altar maggiore, opera di artista senese di primo Trecento; il polittico di Ugolino di Nerio, capolavoro della pittura duccesca di inizi Trecento, trasferito nel Castello di Brolio da Bettino Ricasoli (1809-1880); il ciclo di affreschi con “Storie della vita di Cristo” di Cristoforo di Bindoccio e Meo di Pero (databile agli ultimi decenni del ’300); gli affreschi raffiguranti i Santi Pietro e Paolo, opera di artista senese di metà Trecento. 

La Pieve di San Polo reca nell’indicazione toponomastica, oltre l’agionimo San Polo (San Paolo),  la denominazione “in Rosso”, forse con riferimento non ad una generica indicazione cromatica, ma al nome più antico del luogo, ricollegabile ad un culto pagano di tipo propiziatorio. Bisogna considerare che l’aggettivo “rosso”, in latino ruber, a, um, ma anche robus, a, um e russus, a,um, reca la stessa base di robigo ossia “ruggine generata dal grano” (anche il termine “grano duro” veniva detto robus). Il colore “rosso” evocava infatti il temibile morbo che colpiva il frumento e che occorreva scongiurare per motivi di sopravvivenza. Il numen, che rappresentava la malattia stessa, era anche la potenza divina che avrebbe potuto evitarla. Esso aveva due aspetti: uno femminile Robigo e uno maschile Robigus, entrambi personificazione della “Ruggine”. Secondo alcuni scrittori come Varrone (De lingua latina VI, 16) e Servio (Commentarii in Vergilii Georgica I, 51) la divinità era maschile e benefica, per altri come Ovidio (Fasti IV, 901), Columella (De re rustica X, 342-343), Plinio il Vecchio (Naturalis Historia XVIII, 161) era femminile e funesta. Nell’antica Roma le erano dedicati i Robigalia, che si celebravano il 25 aprile, istituiti per proteggere le spighe nascenti quando queste potevano essere infestate dalla ruggine, infatti le preghiere, i riti e i sacrifici animali servivano come forma di magia omeopatica o simpatica che raggiungeva il suo scopo in forza della similarità. L’importanza del cultoè confermata dal fatto che con il Cristianesimo non scomparve, ma si trasformò nelle rito delle Rogazioni, processioni con preghiere e suppliche, che si tenevano, sempre il 25 aprile, al fine di purificare e benedire i campi (Rogazioni maggiori). 

Fonti: Donatella Tognaccini, Magazine Chianti General Service

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2022 | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Chiudere i tortellini

Su come insegnare l’educazione civica, la storia o la geografia nei primi anni di scuola per formare persone e futuri elettori, non è un dibattito che scalda le coscienze e le opinioni.
Su come chiudere i tortellini, ci sono sessanta milioni di notizie, migliaia di video, foto, trasmissioni tv nazionali e locali, esperti della comunicazione, giornalisti che sciorinano particolari essenziali per la vita sociale e culturale del paese, come il ripieno dei tortellini e l’economia da brodo che essi trascinano.

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2022, La porta di Vertine | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Chi si accontenta gode

Arriva a piedi a Vertine una coppia da Firenze, incuriosita dal tanto leggere e sentir parlare del posto, che alla fine si decide a venire, senza rimanerne delusa.
In piazza della chiesa due persone con un libro d’arte in mano, discettano sull’età della facciata e sul complesso dell’edificio.

Apprendono che la facciata è degli anni venti del Novecento, ma sanno, dal loro libro e dalla loro vocazione, essendo preti, che quelle pareti contenevano un’opera infinita come la Madonna della Misericordia di Simone Martini, poi giunta alla Pinacoteca.

Inorridiscono quando vengono a sapere della famosa vasca idromassaggio posizionata fra la chiesa e la torre, che loro, da sacerdoti, non ne comprendono il senso.
Di fronte, dai dintorni di Rietine, un fumo denso eretto nel cielo, che sgorga dai sarmenti di vite, cinge di nebbia la fascia di colli e di castelli e si appoggia, svanendo, sotto la torre diroccata di Montegrossi.

Pare cosa degna di poco conto l’accontentarsi e infatti, le persone degne di nota, che hanno lasciato un’ impronta nel passato e nel presente, mai si sono accontentate delle stato presente delle cose, arrivando a vette di successo, benessere, notorietà, cambi radicali dello stato delle cose in momenti in cui la rabbia, la passione, il bene comune, avevano il sopravvento sull’egoismo.
Ai tempi correnti, non essere qualcuno permette di vedere e gustare dettagli invisibili e sconosciuti, a chi ogni giorno combatte dalle trincee del culo appoggiato ai colonnini’.

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2021, La porta di Vertine | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Gli auguri del Principe della Berardenga

golf-ztl-castelnuovo-berardenga

Il principe della Berardenga ringrazia per la gentile concessione del posto a sè riservato sotto la torre in piena ZTL, senza esser causa di versamento da fiorini come spetta a Principe di tal lignaggio.

Fiducioso del tacito rinnovo anche per il nuovo anno 2022, il principe felicemente ringrazia, chiedendo al contempo e con ansia, la delimitazione precisa dello stallo con apposite strisce color oro, onde evitare che qualche marrano possa occupare abusivamente il proprio suolo sulle lastre macchiate d’olio.
Il Principe, ganasce alle ruote unificate, augura a tutta la Berardenga una buona annata automobilistica e ancora tanti sogni d’oro.

Pubblicato in andrà tutto bene, Berardenga, Cartoline dalla Berardenga, Etruscany, Fotografie 2021, italians, La Porta di..... | Contrassegnato , , , , , | 2 commenti