Il tempo, distillazione di Giuseppe Semboloni

Il tempo è qualcosa che va,

non lo vedi, non lo tocchi

non lo puoi abbracciare,

non lo puoi fermare.

Lui passa implacabile su di noi,

si nutre di noi,

tu, piccolo uomo che corri,

convinto di raggiungere il tempo

non riuscirai mai,

perchè è lui il padrone del mondo,

è lui che si nutre di me, di te,

dell’umanità intera,

fino all’ultimo respiro di vita.

Soltanto allora lo avrai raggiunto.

Per un istante,

e poi riprenderà il suo viaggio

implacabile verso l’infinito.

Giuseppe Semboloni da Terra e Poesia, Edizioni Tigulliana

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Federica, Fotografie 2021, libri, persone | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Pieve a Pacina, rondine, pino solitario, arnia e grano

Pierre Auguste Renoir, soleva dire che: “Quando si tratta di un paesaggio, io amo quei quadri che mi fanno venir voglia di entrarci dentro per andarci a spasso”.
Oppure sovviene l’amarezza interna di un delicato amore riposto alle radici del grano d’inverno, negli aghi di un pino solitario, in una lacrima di maggio che riga il volto, i campi, le vene e le sorgenti della vita come un’ustione permanente.
Silenzio, viso nel vento, sguardo alle crete da un lato, al bosco e alla vigna dall’altro, in mezzo ventricolo di pasticciotto della Berardenga.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Federica, Fotografie 2021 | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Gli schiaffi alla stazione nascono a Castiglioncello

Negli anni trenta del Novecento, un gruppetto di gaudenti vitellozzi, ciondolvano nel piccolo e rinomato scoglio di villeggiatura di Castiglioncello, dove trascorrevano le loro vacanze raffinati personaggi della cultura quali Pirandello, Giorgio De Chirico, Sergio Tofano.

Vivevano di scherzi, burle e passatempi, famoso, quello di attendere la partenza dei treni, lungo i binari della deliziosa stazione (in stile neo – gotico, Liberty) per prendere a ceffoni gli ignari passeggeri affacciati ai finestrini, mentre salutano amici e parenti.

Famosa scena ripresa nei film Amici Miei atto Primo e Secondo, girati ambedue da Mario Monicelli, che, nel primo episodio, sostituisce il grande Pietro Germi appena scomparso.
Giorgio Menicanti, è il capo della banda di burloni gaudenti, raccontati nel libro di Fabrizio Borghini e Jacopo Nesti “Amici Miei – storie, luoghi e artefici del film di Mario Monicelli” Nte Edizioni.

Pubblicato in Arte e curtura, Cinema, Etruscany, Federica, italians, libri, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il Principe del Castello Nuovo della Berardenga

golf principe del castello della berardenga

Nel Principato del Castello Nuovo della Berardenga, regna sovrano un Principe di elevata stirpe moderna, nella cui araldica si nota una Golf nera su sfondo pavido, circondato da mattoni rossi e persiane verdi, con tendine all’uncinetto e mazzi di lavanda.
Un Principe, la cui carrozza ha pelle di cammello e maniglie di ebano e d’avorio, che ha usucapito da anni uno spazio sotto turrito che era della Repubblica, e determina, legifera e argomenta come un noto marchese romano della nobiltà papalina: “Io so’ io e voi nun siete un cazzo”.

Pubblicato in Berardenga, Cartoline dalla Berardenga, Etruscany, Fotografie 2021, italians, La Porta di..... | Contrassegnato , , , , , , , , , , | 8 commenti

Il fico e la sua adattabilità

Incredibile come la natura abbia predisposto la propagazione della vita attraverso il romanticismo del vento e lo specchio dei tempi dello sterco.
Il fico ne è una prova lampante, si adatta alle scoscese dei muri di una torre, come ai vecchi casotti di un Anas che fu, al tetto di una limonaia, la facciata di una chiesa, l’ingresso di una desolata e abbandonata Villa Chigi della Berardenga, l’esterno in cima della torre di Vertine.
C’è più tenacia e amor proprio nel fico che in un consulente della comunicazione.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Chianti Storico, Etruscany, Federica, Fotografie 2021, La porta di Vertine | Contrassegnato , | Lascia un commento

San Gusmè, paese del riuso

Il profumo delle bucce di mandarino nel fuoco del camino, le prime festività in cui Vezio non si è occupato degli addobbi della Chiesa della Compagnia, mentre una comunità che è ridotta, ma è vispa e vitale, si adopera per rendere il paese lieto per chi arriva e per se stessa, ridando vita a materiali di uso comune o di scarto, per colorare di gioia e di speranza questa voragine di tempi scuri.

Pubblicato in Arte e curtura, Berardenga, Federica, Fotografie 2021, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Elogio del guanto da lavoro

guanto da lavoro vertine

Fedele custode dai pruni o dalle macchie gazzine più appuntite, barriera fra il gelo e le forbici, fra le scortecciature del sasso e del legno o della lama del seghetto, fra la griglia e le salsicce, ma che ti inzuppi di guazza e non permetti facilmente l’uso di ago e filo o uncinetto.

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2021, La porta di Vertine | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Vertine, cena della Vigilia

Paese strano Vertine, che in pieno inverno e con il vento diaccio e aretino che riempie questo periodo, si mette in maglietta e calzoncini per la cena della vigilia, con piatti tipici di stagione come la panzanella, insalata di cavolella, braciere e panello con l’uva.

Un’altra annata pesante in questi pochi sassi, ingentilita dall’arrivo di Olivia, Linda e Ginevra che sono gioie, vagiti e pannoloni pieni di un minimo di serenità, al cospetto dei tanti che hanno avuto troppo furia di andare via.

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2021, La porta di Vertine, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Volkswagen Art Museum of Berardenga

Non si è ai livelli di Conegliano Veneto, dove una Lancia Fulvia è rimasta parcheggiata dal 1974, (quindi ben quarantasette anni) all’interno di un’area di sosta delimitata da striscie, tanto da diventare un punto di riferimento e un monumento locale, restaurato e successivamente messo in posa di fronte alla scuola enologica, ma poco ci manca, con l’aggravante che la mitica Golf della Berardenga fa proseliti monumentali in una angusta e famosa ZTL, nella quale si oppone fortemente al passaggio di ambulanze (come ben si vede nelle immagini) e al soccorso di persone bisognose di cure.
La presenza della Golf sotto la Torre dell’Orologio, assieme ai proseliti, è un monumento (inamovibile) alla meccanica tedesca in terra toscana.

Pubblicato in andrà tutto bene, Berardenga, Etruscany, Federica, Fotografie 2021, italians, La Porta di....., Porcate | Contrassegnato , , , , , , , , | 4 commenti

La maestra Leda di San Donato in Perano

san donato in perano e mongolfiera

Trenta racconti all’interno di un libro commovente e denso di amore e di attenzione per la terra e per l’istruzione, quello che Gianni Resti ha condensato nel piccolo volume “Racconti di scuola – cento anni di istruzione e di educazione”, dove a pagina 109, inizia una piccola grande storia legata all’universo cardiologico di Vertine.
Nel 1952, la giovane maestra Leda, ha appena finito gli studi presso le scuole Agostiniane di San Giovanni Valdarno, proprio quando le nuove disposizioni ministeriali prevedevano che si portasse la scuola anche nei luoghi più in disparte o densamente popolati, come poteva essere il mondo che ruota intorno a una grande fattoria del Chianti.
All’epoca, i poderi intorno San Donato in Perano, erano occupati dalle famiglie contadine, che a mezzadria conducevano le terre dei nobili padroni.
Centinaia di persone più avvezze al vomere, al mazzuolo, direttamente alla zappa che alla penna, allo studio e all’istruzione.
Alla fattoria già lavorava il babbo della maestra Leda, quindi coglie la palla al balzo per allestire in un vecchio magazzino una scuola con tanto di banchi, sedie e lavagna, create dal falegname aziendale, in modo da dare, la sera, un’istruzione di base alle persone adulte, mentre per i bambini, c’era allora la splendida scuola elementare di Vertine.
Molte persone impararono così, per la prima volta a comporre la propria firma, a mettere iin fila le lettere, le parole, i numeri, piccoli spazi di dignità e orizzonti nuovi.

La maestra Leda non percepiva alcuno stipendio, ma accumulava punteggio per poi puntare a una vera e propria cattedra di insegnamento, che le si apre quando viene mandata a San Giusto in Salcio e dove è in base alla quantità di bambini che viene remunerata.

Poi si ritrovò per due anni a insegnare in Val d’Orcia e alle pendici dell’Amiata, per poi rientrare nel Chianti, nella piccola scuola di Rietine, facendo al contempo anche corsi serali a Vertine.
Leda è ancora a Vertine, con vista sul Monte Amiata, fra elicrisio e lavanda, nel ricordo di tutti quei suoi attempati alunni, nei suoi contemporanei, in chi l’ha avuta maestra sui bordi del Massellone, in chi, specie d’estate, si ricorda che anche se sono piante arcigne, elicrisio e lavanda necessitano sempre di un po’ di acqua.

Fonte: Gianni Resti, Racconti di scuola, Le Balze 2006

Pubblicato in Arte e curtura, Chianti Storico, Federica, Fotografie 2021, La porta di Vertine, libri, persone | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento