Cassette della frutta per scaldarsi

cassette della frutta per scaldarsi

Le scarpe di tela leggera con la chiusura a strappo, i calzoni di una tuta, un golf di lana e un giaccone, che, nonostante siamo in autunno, per queste giornate soleggiate, sembra un abbigliamento esagerato.

Il deambulatore di sostegno con le ruote, la ricerca delle rare cassette da frutta di legno che qualche banco del mercato gli mette da parte per accendere la stufa.

L’immagine della difficoltà e della solitudine in uno scatto: l’emblema di una società rapace preda della competizione, che non lascia spazio e tempo per chi rimane indietro.
Figli, nipoti, fra l’indifferenza e la fretta di non farsi fregare, da chi, nel quotidiano, hanno vicino o poco lontano.

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La prelibatezza dei funghi gentili di Vertine

Nascono nei sodi di alberese, fra ginestre e ginepri, qualche sparuto querciolo e parecchi sassi misti a qualche filo d’erba.
Sono l’eccellenza illustrissima del sottobosco, della padella, in maniera fritta, trifolata, o a strati nel forno, con le patate, non per caso si chiamano Gentili.

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Il mondo visto da Campi

Gli Etruschi sapevano scegliere bene i luoghi su cui soffermarsi e stabilirsi: a Campi nasce il fiume Ombrone, si ha una vista libera e pulita fino al Monte Amiata, c’è tutto un reticolo di strade di crinali per rapidi spostamenti e scambi di ogni genere.
Gli Etruschi, avevano ragione,da Campi la vista è sublime, si domina una porzione di provincia di Siena che riempie gli occhi, le stagioni, assottiglia delusioni, porta quiete e illumina i sentimenti di quei fiori biondi che spuntano rari, ma come funghi, sotto i faggi prottivi dell’Amiata sentire.

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Paese mio che stai… al Bullettabar

paese mio che stai sulla collina al bulletta bar

Per chi non è potuto essere alla presentazione del libro “Paese mio che stai sulla collina“con gli autori, che raccontano la Berardenga del passato e del futuro, c’è modo di trovare l’opera a prezzo ulteriormente scontato (20 €) sul prezzo di copertina, presso quell’approdo rifornitissimo, che è l’edicola/bar La Bulletta, gestito luminosamente da Francesca e Stefania.

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Chigiana International Festival 2022

chigiana international festival 2022

Ricco il menù concertistico della prestigiosa Accademia Chigiana, ogni giorno varia e il programma può essere letto nella famosa lavagnetta all’ingresso dell’edificio in via di Città a Siena.
Per modici 18 € si possono ascoltare pici al sugo di nana, calice di vino e panna cotta suonati dai migliori talenti della musica internazionale.

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Il mezzo secolo della Leonessa

federica baratti

Non c’è cosa grande quanto l’ombra di una sorella grande che è il doppio preciso della stazza della nave ammiraglia che ti guarda con sguardo cheto e perforante, ti scruta e soppesa fin nelle grondaie, spreme ogni goccia di vinaccia, producendo un purissimo distillato di negroamaro, da affinare nel legno di rovere transitato dal Salento.
Francesca, splendida Leonessa che festeggia le nozze d’oro con la vita.

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A piedi gnudi nel bosco

Il profumo del bosco umido con le prime foglie cascate che lentamente si fanno terriccio, sotto al quale spuntano decine di cappellini colorati diversamente, alcuni da friggere, altri da guardare e lasciar stare.

Il profumo dei fiori di corbezzolo, la dolcezza agra del frutto, la durezza del pomo da maturare, il rosso delle foglie di pero, di ciliegio, di canaiolo, di vitigni importati francesi.
Le ultime rimanenze di uva fragola e le rose fiorite.

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Leccione e Torricella

Rintocchi di silenzio nella nobile campagna damascata che circonda il castello di Brolio.
Il frusciare delle foglie del leccione, il suono della foglia di vite fra le altre che scivola in terra, l’umidità della notte che evapora, uno stormo di storni, le immancabili gazzine, fumo lontano di olivastri, suono di scarpette a corsa di una signora bionda, che quando può, viene a abbracciare il leccione.
Pare che non ci sia niente e invece c’è tutto quello che serve: un forziere di positiva quiete.

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I volti di Madonna nella Pinacoteca di Siena

Il prossimo 28 ottobre, la Pinacoteca Nazionale, compie 90 anni e non li dimostra, avendo al proprio interno capolavori unici che provengono fin dal lontano 1200, il che rende questa istituzione una piccola parentesi bella, dentro una grande e lunga storia a fondo oro.
Direttore scientifico era Cesare Brandi, grande storico dell’arte, nel 1984 vittima, con il collega Giulio Carlo Argan, della burla livornese delle false teste di Modigliani.
Sicuramente il museo più importante di Siena, ma anche il meno conosciuto, se non dagli specialisti del settore o da diversi appassionati che vengono a trovare opere che risultano essere considerate dei parenti cari, perchè di provenienza dalle chiese o dai ricordi dei propri dintorni.
All’interno del museo, un giro che raccoglie solo gli sguardi e la fisionomia delle Madonne, riprodotte da dei grandi artisti quali Simone Martini, Ambrogio Lorenzetti, Duccio di Buoninsegna, Sano di Pietro, Giovanni di Paolo, Sassetta, Vecchietta…
Giovincelle, popolane, modelle dell’epoca: nostre antenate, rese eterne da grandi estrosi che vedevano oltre le solite commissioni di santi, annunciazioni, chiodi e legni, i volti della normalità.
C’è di che rimanere rapiti per ore, come seguci di particolari nei palazzi Buonsignori – Brigidi, sede del museo, ma c’è da avere un po’ di pazienza per nuove luci, didascalie, allestimenti, visite e iniziative, che faranno risplendere questi spazi di eversione sentimentale.

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La mostra delle opere di Enzo Gambelli

Enzo Gambelli nasce a Campi, come il fiume Ombrone, negli anni in cui il tempo si misurava ancora in quanta terra un paio di bovi riuscivano a coltrare in un giorno, come in epoca etrusca e romana.
Appollaiati sul bordo di quel nido d’aquila, si scorge uno di quei paesaggi più ventricolari al mondo: la stesa di Berardenga, le Crete, le nebbie della Val d’Arbia, il biondo sublime dell’Amiata.
Enzo era un autista del Train, ha condotto la linea Basso Chianti – Siena per anni, portando a scuola tanti studenti e tanti lavoratori della malta, destinati a ciondolare nelle tre arterie del sonno dell’epoca: Banca, Provincia, Università.
Parlando di vino, si parlerebbe di verticale di annate, degustando gli inizi, le evoluzioni delle viti, della sensibilità di chi le cura, parlando di arte, si evidenzia il percorso evolutivo di sensibilità, ricerca e di studio che connota un bravo artista che perfora i tempi e li racconta.
Gli inizi dei dintorni delle camminate e delle osservazioni, le profondità del mare che trascina a riva la nostra ignobile civiltà dell’ignoranza consumistica, la civiltà etrusca e romana che ricompare, sparisce, ritorna, lascia un’impronta e guarda avanti.
Il seguito è una presa di coscienza profonda sul nostro modo di vivere: le immonde menti che gettano nei boschi materiali da disfarsi celermente, ma che l’ingegno, l’arte, il sensibile vederci altro di chi ha prospettiva acuta, li trasforma in pezzi di ruggine con lampi di colore.
Ferite immani nelle coscienze di chi ancora non ha mai smesso di amare: è possibile visitare la mostra fino al 5 novembre, ogni pomeriggio, tranne il lunedi, presso la Società Filarmonico Drammatica di Castelnuovo Berardenga. Fonte: Il Cittadino.

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