Berardenga, torna la voce alla Torre dell’Orologio

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Da quando nel maggio 2021, il meccanismo che regolava la civica Torre dell’Orologio cominciò a dar di matto con la scansione di ore bislacche, tocchi improvvisi, raffiche a grandine di scampanate nel cuore della notte, venne silenziata e tenuta in sonno.

La Torre, è tenuta aperta d’estate dai volontari della Filarmonica, per far ammirare gratuitamente e a chiunque, la meraviglia di paesaggio vi si scorge e per qualche periodo, usata come vespasiano da marrani locali e graffitari coglioni.
Da qualche giorno la campana ha ripreso a suonare, confortando di gioia tutta la popolazione, abituata da sempre ad avere la propria giornata scandita dal suono del bronzo laico. Fonte: Il Cittadino.

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Mimosa a cascata

Gennaio, ha principiato a essere gennaio verso la metà del mese, avvertendo gli scettici con una mole di vento diaccio aretino e neve a spolvero sui rilievi, che granisce lo star parecchio bene fra le coperte la mattina, sognando il letargo da orso.
Una cascata splendida di mimosa, che nel canto al sole riparato dal fittumaio dei cipressi odiosi arizona, prospera, ingiallisce, si manifesta fiorifera, inorgogliosce gli occhi, riempiendoli di biondo.

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La luce entro Sant’Egidio dei Senesi

luce entra a sant'egidio dei senesi montalcino

Fu edificata nel 1325 in sostituzione di un’altra struttura abbattuta per costruire il cassero e fu la chiesa ufficiale della Repubblica di Siena costituita in Montalcino.

Presenta una semplice facciata romanica in pietra; in alto, sopra l’occhio è rappresentata la Balzana senese.

Alcune sculture inserite nelle pareti esterne provengono probabilmente dal suddetto edificio demolito . Il campanile è a vela, ma di buona fattura.

All’interno costituito da una sola navata ci sono pilastri in pietra addossati alle pareti,che sorreggono grandi archi alternati su cui poggiano le travi del tetto.

Sull’altare maggiore c’è un elegante tabernacolo in legno intagliato, dorato e dipinto con Cristo risorto e Santi, realizzato da Alessandro Casolani. Sulla parete destra del presbiterio, un affresco staccato della Madonna col Bambino e Santi (fine XIV secolo). Fonte: Vald’Orcia Senese.

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Il cane Garibaldi trova nuove monete

Garibaldi è quel portento di cane che viene ogni giorno a passeggiare nella quiete gioiosa di Vertine.
Trascina il suo padrone Claudio in luoghi diversi a seconda dell’umore o di qualche cagnetta di cui avverte il sentore, per campi discese, stradelli.
In queste sane escursioni del mattino, capita sovente che Garibaldi all’improvviso si fermi, si impunti, smuova un po’ di terra con la zampa e ne esca fuori un piccolo ritrovamento.

L’ultimo è una moneta del 1862, con il faccione di Vittorio Emanuele II, fresco re d’Italia.

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La doccia pedonale della Berardenga

pioggia passaggio pedonale berardenga gennaio 2023

Nel lungo rettilineo di via delle Crete Senesi, che parte dall’angolo della filiale MPS fino all’angolo del supermercato, quando piove, si formano delle pozze enormi in parte dovute dalla sconnessione dell’asfalto, in parte perchè non è stata prevista nessuna fogna o gratella di scorrimento.
All’angolo del supermercato se ne trova una, ma rialzata di qualche centimetro rispetto al pelo dell’acqua che dovrebbe portare via.
Quando piove il passaggio pedonale diventa impraticabile e i pedoni sono costretti a camminare sulla strada, fuori dalla striscia per non affogare.

Ai fini pratici della doccia imprevista, cambia poco, perchè camminando fuori dalla striscia o entro i limiti del passaggio pedonale le ruggenti e veloci macchine della Berardenga, quando passano in quegli invasi, belle cascate di acqua avvolgono i pedoni.

In pochi metri si assiste a un passaggio pedonale non segnato dalle strisce e quindi occupato fisso da macchine in sosta, le pozze quando piove, i rovi che scendono dal muro del complesso abbandonato della Vigna e ostruiscono il passaggio, i lampioni fissati genialmente in mezzo ai marciapiedi in modo che con una carrozzina o un passeggio, diventa un percorso di guerra. Fonte: Gazzettino del Chianti.

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La prima neve di Olivia

Il risveglio di Olivia si è arricchito di una sorpresa, dopo il caro buongiorno ricevuto dai genitori.
Dalla finestra entrava uno strano chiarore di luce, molto più intenso di quella che di solito filtra da dietro le tende appoggiate a puntino a proteggerle il sonno.
Come una gattina, si è messa a fissare quel normale piccolo mondo di sempre, ma coperto di un velo bianco mai visto.
Come una gattina, toccando la neve, ha subito ritirato le manine per il freddo che le riempiva la mano, ma dopo aver calzato dei comodi stivaletti bianchi, con il pelo, non c’è fiocco di neve che non abbia calpestato.

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La rosa Federica del Chianti

Il tuo cuore scarlatto scioglie la neve e ispira vigore nel gelo delle tenebre che si fanno perturbazioni atlantiche alla luce di un andare disordinato e confuso.
Un cuore scarlatto che dona un punto di vista semplice per proteggersi attraverso le espressioni gentili della natura, uno scudo efficace contro tanta sterile rabbia.

Una rabbia introdotta nelle carni sotto forma di competizione.

Iniettata nelle menti attraverso mille oggetti inutili, per il cui raggiungimento si aggiungono maglie alle catene di minimi esseri consumatori.
Quello scarlatto ventricolare scalda forte, lucida d’amore i pensieri, il trasporto nel rispetto di vivere fra certi vecchi sassi scalpellati e coperti di spifferi, che trasportano il profumo di Acqua dell’Elba.

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Foglie nuove di vite nella neve

foglia di vite nella neve gennaio 2023

Inusuale l’immagine di una foglia di vite disposta sul candore appena sceso dal cielo che di notte diventa gelo duro e croccante e che finirà per compromettere la produzione di uva nell’annata e il risveglio del vigore vegetativo dopo il passaggio del sonno invernale.

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Sestano e il podere La Fonte

Un magnifico esempio di casa colonica: un edifico di origine seicentesca, che si sviluppa sul piano della Strada Provinciale 484, separato da un muro di cinta, abbellito di due archi di ingresso, con una torre piccionaia che svetta dietro di essi.
Al lato opposto della strada un vialetto aperto abbellito ai lati da due edicole con cipressi, che conduce verso Sestano, fra il verde argento degli ulivi, il punto di vista di inizio paesaggistico delle Crete, con la caratteristica torre delle comunicazioni.

Sestano, conosciuta anche come Villa Petrucci e successivamente Piccolomini Clementini, risalente al ‘700 nella forma attuale e piccolo villaggio conosciuto fin da prima del Mille.
Era famoso il suo viale di accesso contornato di lecci, è un buon punto di sbarco per i “viandanti del sudicio” per la comodità di scarico nella piazzola adiacente.

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Il treno delle Crete Senesi

Ogni giorno, la tratta che da Chiusi porta a Siena e viceversa, nello stesso binario, orario e modo che era nell’ottocento lo è ora, fra dune che sembrano seni coperti di colori stagionali a seconda del tempo del grano, della luce, del sole e della nebbia.
Presso la Pieve di San Vittore a Rapolano, un passaggio a livello su una stradina a sterro, uno sguardo al paesaggio da Presepe del paese, una candela al cuore che batte in una rondine piccina.

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