Rocca d’Orcia

Da qui si domina quello spettacolo naturale che è colori della terra e nuvole del cielo che ne dettano le luci e le ombre, dettagli e sfumature contingenti mosse dal vento.
Alcuni anni fa, si è affacciato da queste parti e se ne è innamorato, Pasquale Forte, un ingegnere che ha fatto fortuna con la tecnologia e che qui ha preso casa, ha aperto un ristorante dove i clienti arrivano e posteggiano davanti al locale per non sforzare i piedini, si è messo a fare vino in una zona non rinomata per Bacco.
Ha preso vari appartamenti all’interno del paese per farne un albergo diffuso, segno che amore si, ma anche conto corrente, e c’è il rischio, che, in questi piccoli gioielli, (come è accaduto prima dalle parti del Chianti) si pensi al lavoro che porta,  all’economia che gira, ma c’è da stare attenti allo snaturamento dei luoghi, che, di norma gli abitanti (spesso abituati a riverire chi arriva) sono abituati a non capire.

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Fabrizio De Andrè sulle vigne della Berardenga

Poi, d’improvviso, mi sciolse le mani
e le mie braccia divennero ali,
quando mi chiese: “Conosci l’estate?”
io, per un giorno, per un momento,
corsi a vedere il colore del vento.

Fabrizio De Andrè

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Monsanto e il castello della Paneretta

Non è Chianti, ma Val d’Elsa, anche se nelle barriere stradali appare la strana scritta dell’ “Unione Comunale del Chianti….fiorentino), segno che il lento lavoro di scavo procede per intorbare le acque.
Però, venendo da Castellina (Chianti) quando si apre agli occhi la vallata che inizia con le case sparse di Monsanto e culmina con il castello della Paneretta, è impossibile non capire il tonfo emotivo che si ha di fronte alla bellezza, al piccolo cimitero della Paneretta i cui cipressi ricordano le vittime locali della Prima Guerra Mondiale.

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La rondine che gioca intorno alla Madonna del Palio di Emilio Giannelli

drappellone emilio giannelli 2 luglio 2018

Dallo steccato fino al cielo, il disegno di mille volti diversi che guardano il giro dei cavalli in piazza e una giostra di rondine abbronzata che gioca in aria sorridente e dispettosa, fine, nella sua infinita, eterna bellezza.
Il Palio ironico di Emilio Giannelli, senese, contradaiolo del Drago, vignettista del Corriere della Sera, riporta a una riflessione pacata su quella che è la vita, con le sue gioie e dolori, con l’approccio misurato e scanzonato su quelle che sono le asperità del quotidiano, troppo spesso irto di rabbia e cattiva comprensione e concezione delle idee e concezioni altrui.
Una sana leggerezza anche nelle difficoltà come nei momenti più felici, una rondine che insegna che in ognuno c’è sempre qualcosa di buono ed è quella la cosa da coltivare.

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A Bagno Vignoni l’installazione “Ninfee” di Simone Lingua

Ogni anno la famosa località termale di Bagno Vignoni, diventa la base espositiva per opere di arte moderna realizzate da autori di fama.
Lo scorso anno esponeva Daniela Capaccioli con la mostra ” Ninfe, fauni e creature magiche”, quest’anno la vasca nella piazza ospita un’installazione di specchi realizzata da Simone Lingua, noto artista cuneese.
Cinquanta elementi di circolari dipinti dietro a specchio davanti che formano un’isola sospesa dall’acqua nel centro della vasca.
Camminando intorno tutto si muove restando fermo per il conseguente riflesso negli specchi, emozioni o suggestioni soggettive tipiche nell’arte moderna.

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Il rosè di Montemaggio

A metà fra la tonalità della peonia o il fiore di pesco e la rosa splendente di pioggia al sole, questo rosato di sangiovese non da salasso, nato appositamente da una vendemmia fatta in anticipo nelle digressioni meno abbienti, tenuto in macerazione con le bucce e poi pressato all’ottenimento del colore confacente, merita l’entrata in frigorifero e l’appoggio sul podio della tavola.
Bottiglia elegante con il tappo di vetro, la piacevolezza del vino semplice perduto, la bella freschezza raspante e il gusto dei fruttini rossi con le prelibatezze delle pietanze estive.

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Bruno Valentini non è più sindaco di Siena

Narciso Valentini torna ad essere Bruno e consegna Siena ad un primo cittadino sorretto da una corrente politica e culturale di destra come non succedeva dai tempi di Luigi Socini Guelfi, anche se in quel periodo storico le elezioni non erano previste nell’ordinamento istituzionale del paese.
Nel 2013 vinse le elezioni per 930 voti, e non sono mancate le battute e le ripicche per l’esiguità del consenso ricevuto, adesso perde per 378 voti, ma la sconfitta è pesante.
In comune, il giorno dopo, pareva di trovarsi in un formicaio impazzito, l’agitazione e il nervoso erano ben visibili fin nelle stanze più remote di Palazzo Pubblico.
Eppure Valentini aveva in mano buone carte per vincere, pur di stretta misura o per uno sprint da velocista sul traguardo finale.
L’apparentamento con la lista di Pier Luigi Piccini non ha portato voti, ma semmai li ha tolti in chi aveva la volontà di continuare nel percorso amministrativo intrapreso cinque anni indietro.
La sberla al PD a Siena (e non solo) è sacrosanta e meritata: un partito di correnti, ma soprattutto di seggiole, di controllo del territorio, di potere, di danni e super danni che è inutile stare a elencare.
Un partito invotabile che premia la fedeltà e non la capacità. Dove in periferia molti capetti mescolano in un gran calderone tutto quello che serve per tirar fuori un gran miscuglio di pietanze senza idee, di corte o lunghe visioni a seconda delle opinioni.
In Toscana perdono perchè l’osso si è spolpato e non c’è più niente da offrire o perchè la voce e le istanze del proprio elettorato non sono più ascoltate, o perchè chi strilla più forte piglia sempre la ragione o perchè si ascoltano troppo le esigenze dei bottegai o, gli sbarchi di immigrati dal continente nero si fanno sempre più massicci fra le dune delle Crete. Abbattere l’ignoranza per rifiorire.

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Vertine: il Chianti Gourmet Festival

Il via ufficiale al villaggio gastronomico di Vertine, è stato dato dal taglio del nastro effettuato in sincronia fra il sindaco Michele Pescini e il cuoco di Spaltenna Vincenzo Guarino, con le forbici porte dalla dolcissima Sofia.
Fino a quel momento il folto pubblico si affacciava dal parco dei lecci verso l’oliveta e non capiva perchè il fuoco era spento, la brace non palpitava, le salsicce non entravano sulla griglia, non c’era la panzanella nelle ciotole e il fagiolo coco nano del Prato Magno non fosse stato lessato.
Ciak, azione, buona la prima direbbe un qualsiasi regista affermato di fronte alla scena iniziale di un film ben realizzata.
La prima edizione di “Chianti Gourmet Festival” realizzata con l’ausilio di cuochi stellati provenienti da ogni dove, ristoratori locali e viticoltori, in una delle perle di pietre gonfie di millenni al sole e alle intemperie, smuove dal torpore campagnolo questo primo barlume a sprazzi d’estate, con qualcosa di diverso e di classe dalle solite sagre paesane a base di locio o porchetta, ballo liscio e fisarmonica, affollatissime di gente.
Lorenzo che per quattro giorni, dalle ore più impervie del mattino macinava chilometri prendendo misure, guardando scorci, giochi di luci, particolari, e sfumature: il lavoro oscuro, ma prezioso da maratoneta di chi tira le fila da dietro il palco affinchè tutto vada a meraviglia.
Prima edizione, o numero zero di una manifestazione che ha raccolto un bel pubblico e che ha reso Vertine psichedelica di effetti luminari e che, per il prossimo anno si annuncia come un appuntamento da segnare fin d’ora. Fonte: Il Cittadino.

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Il giro del mondo in 80 giorni, Bruscello a San Gusmè

Nobili inglesi che ingannano il tempo e la noia al circolo e si inventano una sfida con improbabili mezzi e risultati per spirito sportivo,, ma anche di soldo.
Lo stravagante signor Philleas Fog, accompagnato dal fido maggiordomo Passpartout iniziano il giro del mondo utilizzando ogni mezzo: battello, treno, mongolfiera, elefante: Londra, Egitto, India, Giappone, Stati Uniti e poi rientro, in mezzo ad avventure di ogni tipo e con la zizzania seminata lungo il cammino dall’ispettore Fix, che intende catturare il protagonista, signo Fog, a suo dire, responsabile di una rapina alla Banca Nazionale.
Il ritorno pur tra mille difficoltà avviene entro i termini della scommessa ed è il fido Passpartout a farlo notare a pochi minuti dallo scadere del tempo.
Ma la ricompensa più grande per mister Fogg è l’aver trovato e salvato in una foresta, la bellissima principessa indiana Auda, qui nel Bruscello interpretato da un prezioso bocciolo di donna.
La “Compagnia del Bruscello” di Castelnuovo Berardenga, mette in scena lo spettacolo numero XXI nella piazza Castelli di San Gusmè, una serie di attori non professionisti che svariano dai quattro agli ottant’anni, diretti magistralmente da Matteo Marsan e con le scenografie di Alfiero Mini, Fabio Tiezzi, Fabrizio Iacomoni e Ginevra Ciupi, i costumi sono di Laura Celesti.

Vezio Lusini, attento critico teatrale, nonchè sarto storico di San Gusmè, afferma a caldo che gli attori sono stati tutti bravissimi e lo spettacolo è molto bello: tutti tirano un grande sospiro di sollievo.

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Gli opinionisti sotto i portici di San Gimignano

opinionisti sotto i portici di san gimignano

L’Associazione Combattenti e Reduci dal Lavoro di San Gimignano, si riunisce ogni giorno sotti i portici a lato del palazzo comunale per scrutare le novità del posto, malesseri, corna, abbai di cane e belle spose di passaggio che lasciano le coronarie senza fiato.

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