Il censimento delle rose di Vertine

Attualmente si parla di censimenti un po’ a sproposito, ma per quanto riguarda Vertine, la forma più consona è affidarsi alla bellezza e alla similitudine con le persone del luogo.
La varietà di rosa più imponente, rimane sempre la Teresa, poi via a scalare, non per ordine di importantanza, ma per ufficio anagrafico, ci sono tutte le altre donne del piccolo paese, unite a una rondine vanitosa che sa apprezzare la bellezza, unita agli esemplari rosa e giallo, con qualche screziatura di fucsia che si trovano a lato della porta del bar dove c’è Valeria, l’ultima rosa aggiunta a questa piccola comunità.

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San Quirico d’Orcia: la passeggiata della Festa del Barbarossa

Arnaldo da Brescia fu la cambiale da pagare per Federico I di Svevia, (famoso come il Barbarossa), per avere il viatico per essere incoronato imperatore del Sacro Romano Impero, da papa Adriano IV, ad oggi l’unico papa inglese ad essere stato eletto.
A San Quirico nel 1155 avvenne l’incontro fra il Barbarossa e i cardinali emissari del papa.
Arnaldo da Brescia fu ucciso, arso e le sue ceneri sparse nel Tevere, Federico I diventò poco innanzi imperatore, prezzo compatibile per l’epoca, forse compatibile anche oggi.
A San Quirico d’Orcia, si celebra questo incontro e da 58 anni viene organizzata la “Festa del Barbarossa” dove i quatrro quartieri locali si sfidano in una gara fra arcieri per aggiudicarsi le preziose “Brocche dell’Imperatore“.

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I pici sbarcano nel Salento

I piatti umili della nobile gente che lavorava la campagna, andava in miniera, curava l’assetto del suolo e parlava con gli astri, la luna e le stelle.
I pici, pasta nata nella profondità della provincia senese, pasta di farina, acqua e condita con tanta immaginazione e la puccia salentina: rimanenza di pasta da pizza o da pane, cotta nel forno a legna che dà vita a un panino con poca midolla (mollica) ideale per essere riempito con quel che c’era all’istante o imponeva la stagione.
I pici impastati con un’energia da leonessa e fatti affinare a manine piccine che sembrano le pinne di un pesciolino, le polpettine di carne, messe spesso a farcire la puccia, ripassate nel pomodoro e poi messe a condire i pici.
Sapori che si innestano perfettamente perchè sembrano germogliare dalla stessa pianta che ha apparato radicale salentino e apparato fogliare che si inerpica fra le crete, le terme, la Berardenga, il fresco sotto gli ulivi di Vertine.
E il profumo esce dalla cucina richiama la curiosità di vicini di ogni tipo: più guardinghi gli umani, più sfrontati i pelosi del luogo. Un lupo rincoglionito che crede di essere il tenente Colombo, una bianca che appena arriva al muro di cinta della casa e si appoggiano insieme per capire che c’è e se possono favorire.
“Appiciare”(come dicono all’Amiata) verbo che indica il fare i pici e il mescolare arterie che si riversano in ventricoli che fanno scorrere sale marino, ciliegie mature, rose emotive e mondi che per amore saranno sempre vicini fra loro.

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“Il club dei presunti astemi” presentazione del libro al Museo del Paesaggio di Castelnuovo Berardenga

il club dei presunti astemi

Nel Chianti, il bisbigliare è prassi dato che consente il riempimento del tempo a chi ha pochi interessi o non va oltre la seggiola posta appena fuori la porta di casa e di li vede scorrere il  mondo, o almeno quella striminzita porzione che vi passa davanti, annotando e commentando gli altrui fatti.
“Il club dei presunti astemi” pare un libro che descrive un ritrovo o un piccolo circolo di un’avanguardia culturale persa nel deserto, oppure è un giallo con un delitto compiuto con una bottiglia di Chianti Classico, oppure è modo di affrontare l’esistenza bevendo e mangiando, di alcune persone rinchiuse in una villa, oppure non è niente di tutto questo e per sapere il contenuto del libro basta andare al Museo del Paesaggio di Castelnuovo Berardenga, domani alle ore 18.30, dove la Maestra di Campo, Stefania Pianigiani e l’autrice, Serena Bedini, presentano l’opera, con un finale per astemi: l’assaggio dei vini della Berardenga insieme a qualche stuzzichino.

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Il domicilio del Gallo Nero di Poggibonsi

il gallo nero di poggibonsi

Pochi anni indietro il Consorzio del Vino Chianti Classico donò (?) ai comuni nei quali si produce il  pregiato vino omonimo un bel gallone nero di plastica dura da apporre in un luogo di pregio per far capire a chi passa dove si trovasse o con chi avesse a che fare.
Per chi scolletta dal Valdarno verso il Chianti, troverà al valico di Montegrossi, bivio per la famosa Abbazia di Badia a Coltibuono, immerso fra ciuffi di lavanda, il prelibato pollo.
Per chi arriva a Radda lo trova in una terrazza panoramica, chi in transito arriva o esce dalla Berardenga, lo trova appollaiato alla proda di una magnifica vigna di Felsina, per chi arriva o esce da Castellina se lo trova al centro di una pregevole aiuola.
A Poggibonsi si trova davanti i capanni di una ditta di spurghi fognari  e di una filiale di vendita auto, segno che il Gallo Nero, da quelle parti, ha una tigre nel motore.

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L’ape musicale, Ennio Morricone, Giulia Guideri, metti una sera un concerto con uno spicchio di luna

Metti una sera di giugno al fresco nella villa Chigi – Saracini di Castelnuovo Berardenga, di fronte all’ex sede di Città del Vino.
Un ape dal motore rombante, carica di strumenti arriva e riparte celermente in modo da allestire i materiali, gli spartiti, le luci per i musicisti e sgombrare nuovamente in velocità subito dopo il concerto.
Metti una sera di giugno con la Banda Musicale diretta dal Maestro Massimo Guerri che si cimenta, (a detta di chi si intende di musica) in una missione difficile per tale tipo di orchestra: la riproposizione di alcuni brani delle colonne sonore di Ennio Morricone.
Missione riuscita: gli addetti alla protezione civile della musica, ovvero gli appassionati che nel tempo libeo si operano per dare un senso ampio alla parole cultura, interpretano magistralmente le musiche del Maestrofacendo sognare il pubblico che ha gremito tutto lo spazio del concerto.
Gli sguardi tirati all’infinito degli attori di Sergio Leone poco avrebbero potuto essere se non sorretti dalla musica di Morricone: “Mission”. “Metti una sera a cena”, “C’era una volta in America, “C’era una volta il West”, “Il segreto del Sahara”, “L’estasi dell’oro” dal film “Il buono, il brutto, il cattivo” con la corsa sfrenata di Tuco fra le tombe in cerca di moneta zecchina, “Giù la testa”.

Metti una sera l’opera del Maestro Massimo Guerri e Giulia Guideri, colonna portante della Banda e dell’Associazione Culturale Pietro Guideri, metti l’età media della Banda, metti il reparto flauti che oscilla fra le primissime classi della scuola superiore.

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La rosa rifiorente arancio e giallo di Rietine

Accade all’improvviso che il bocciolo diventa aperto, si tinge di arancio a bordi rosso e giallo in mezzo e quando e’ stanco diventa rosa, come la Gazzetta, come il giubbetto del Montone.

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Solfanelli (Coldiretti) a Siena Tv: “Chiediamo di poter abbattere ungulati e cervidi nei nostri terreni, è legittima difesa”

coldiretti-cinghiali

Coldiretti Siena ha chiesto alla Regione Toscana e al presidente Rossi permettere ai proprietari terrieri di poter sparare agli animali selvatici che aggrediscono le loro coltivazioni, sulla falsariga di un provvedimento preso dalla Regione Lombardia. L’emergenza in provincia di Siena e un po’ in tutta la Toscana è grande: “Riproponiamo – ha detto il direttore di Coldiretti Simone Solfanelli – un tema ormai annoso che è quello delle devastazioni portate a vigneti e coltivazioni da ungulati e cervidi: la richiesta al presidente della Regione Rossi è di un provvedimento simile a quello emanato dalla Regione Lombardia, che permetta ai coltivatori e proprietari terrieri di poter abbattere autonomamente gli animali che entrano nelle loro proprietà. Io imprenditore in possesso di porto d’armi ho la possibilità quindi di abbattere gli animali, la chiamiamo “legittima difesa”. Basta diatribe tra animalisti e cacciatori, qui le imprese smettono di fare impresa, l’unico modo di ridurre gli animali è abbatterlo”. Fonte: Radio Siena Tv.

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Omaggio a Ennio Morricone a Castelnuovo Berardenga

ennio-morricone foto da cultura e culture

Sabato 16 Giugno alle ore 21.15 presso Villa Chigi Saracini a Castelnuovo Berardenga si terrà il penultimo appuntamento della Stagione Concertistica dell’Associazione Culturale “Pietro Guideri”.

Si esibirà proprio il Gruppo Bandistico “G. Verdi” dell’Associazione, che renderà omaggio al Maestro Ennio Morricone per i suoi 90 anni suonando alcune delle sue più belle colonne sonore accompagnate da immagini.

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Il tedesco dell’ex DDR in spiaggia con i calzini neri

castiglion della pescaia tedesco ex ddr con calzini neri

Prima che cadesse il muro di Berlino, la Germania dell’Est (DDR) viveva nell’orbita sovietica e lo stile massiccio e sgraziato delle cose lì prodotte erano una caratteristica che adesso costituisce oggetto di culto e collezionismo.
Costume due pezzi ascellare a fiori modello tappezzeria inglese lei, mutandoni lui, solenni ombrelloni uguali robustissimi e con note floreali, sdraie di ghisa per le intemperie.
Calzino nero lui, ma senza infradito.

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