Un cippo per la fornace etrusca di Pian Tondo

pian tondo berardenga

Era il giorno di Santo Stefano del 2021, quando dai lavori per una vigna emergevano frammenti di laterizio in grande quantità ed alcuni con fregi di un certo valore.

La Tenuta di Arceno si era messa a disposizione della Soprintendenza anche in precedenza per realizzare trincee campione, dalle quali non era emerso alcunchè.

Ma il 26 Dicembre del 2021, la pioggia incessante favorì l’emersione di reperti fra i solchi tracciati da un coltro imponente, e tre castelnovini colsero l’occasione ..e anche una mole notevole di frammenti di laterizio, non potevano esserci più dubbi, l’area doveva essere indagata meglio e così fu.

Prima lo scavo di una grande platea, infine il lavoro delicato degli archeologi, portò alla luce una fornace di epoca Etrusca.

A distanza di un anno, la lettura dei reperti fa pensare ad un legame strettissimo fra la Fornace e l’insediamento aristocratico del Pian Tondo e forse con altri insediamenti abitativi (da non escludere) nell’area compresa fra il Poggione e Campi.

Chi pensava che questa zona non avesse più nulla da raccontare, dovrà ricredersi, forse il più non è ancora stato scoperto. Di certo l’intera zona dovrà essere sottoposta a vincolo Archeologico, sapevamo della richiesta avanzata dalla Soprintendenza, ma non abbiamo riscontri sui risultati.

Fa un certo effetto sapere che non solo non si sono proseguite le indagini sul versante orientale del Pian Tondo ( richieste a gran voce dagli archeologi- per prima Elisabetta Mangani nel suo libro del 1984) ma che sul quel territorio non vi fosse applicato il vincolo archeologico.

Comunque con le nostre forze, l’amministrazione comunale si stà adoperando positivamente e con la Tenuta di Arceno, stiamo arrivando a risultati che potranno valorizzare questo punto nevralgico della storia etrusca.

Intanto , proprio Arceno ha provveduto alla apposizione di un macigno nel punto centrale della Fornace Etrusca e con altre due grosse pietre ha predisposto un ingresso dalla strada provinciale.

Sarà questa la zona franca dal resto della vigna che nascerà. Un cartello stradale provvederà ad una prima indicazione, mentre sul macigno, potranno essere affisse le specifiche storico-archeologiche o dipingere un’opera d’arte come quelle che realizza il maestro Renato Ferretti.

Il resto del lavoro è la realizzazione di un’area di sosta pedonale panoramica in cima al Pian Tondo, in collaborazione fra Comune e Arceno.

Che dire, il progetto va avanti ed in particolare va apprezzata questa collaborazione fra le grandi aziende agricole e il bene comune. E’ poco, è tanto? di certo è di più di quanto avvenuto nel passato. Siamo sulla buona strada anche se ancora lunga, io intanto ringrazio Arceno per la disponibilità attiva che stà mostrando, come pochi giorni fa feci con S. Felice per San Vito.

Se riusciamo a collaborare questo territorio ne trarrà forte giovamento e potremo lasciare alle nuove generazioni un patrimonio di arte, storia e cultura che è materiale e immateriale, e capace di alimentare l’economia. Fonte: Le nostre orme Castelberardengo

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Scandalo a Vertine: carote alla brace

vertine salsicce e brace

Da che mondo è mondo, non si era mai assistito a tale blasfemia concepita sull’altare laico della brace nel quale sono state cotte quintalate di salsicce e altrettanto costoleccio o rostinciana (chi dice costine di maiale non può capire).
Un vegetale arancione come un giubbotto dell’Anas, tagliato a fiammifero, intinto nell’olio e messo a patire il caldo su una griglia ferrata, non abituata a queste malinconie.

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Giovanni di Paolo nella Pinacoteca di Siena

Al MET di New York, una sola opera del pittore senese Giovanni di Paolo (La creazione del mondo e la cacciata da paradiso) vede un afflusso continuo e costante da parte di appassionati visitatori da tutto il mondo, quando, all’interno della chiesa parrocchiale dei Santi Giusto e Clemente (portata a suo tempo da Galgano Saracini) di Castelnuovo Berardenga, c’è una tavola splendida e nella Pinacoteca Nazionale di Siena, una intera sala è dedicata all’artista, in cui è possibile perdersi per ore in contemplazione

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Una ragnatela di rose e nebbia

La nebbia all’irto colle che fantasticando sale e inzuppa al suo passaggio ogni cosa su cui trascina lo sguardo, in dove si formano lacrime che scintillano al sole.
L’orto del Pipa è un cespuglio di rose come la tonaca di un cardinale, il preciso filare del ragno diventa visibile dopo che si riempie di goccioline. Dietro si scorge, nel panno di nebbia, Vertine.

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La demolizione del Vinosauro di Radda

Il Comune di Radda è stato di parola, entro la fine dell’anno sono state ultimate le demolizioni di quell’osceno edificio mai completato, che nelle intenzioni, avrebbe dovuto essere un centro di stoccaggio e di imbottigliamento del vino, posto ai piedi della splendida frazione di Volpaia.
Un pensiero al compianto Sindaco di Radda, Giorgio Bianchi, che già all’inizio degli anni ’80, teorizzava che una ferita del genere per il paesaggio, sarebbe stata sanata solo con la demolizione dello scheletro incompiuto, un monumento allo spreco e al cemento.
Il mostro di 45.000 metri cubi non esiste più, saranno triturati gli inerti di cemento, saranno riciclati i metalli recuperati. Il paesaggio raddese, ne trae sicuramente conforto.

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Finestra a smusso rettilineo

finestra a smusso rettilineo vertine

Nella parte più antica di Vertine, c’è una finestra a cornice sagomata a smusso rettilineo.

Più o meno, potrebbe avere intorno ai mille anni di vita.

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Scritta d’amore moderno su panchina

scritta d'amore su panchina berardenga 2022

Lontani i tempi nei quali Mario Ruoppolo prendeva in appalto i versi di Neruda da donare alla sua amata perchè “La poesia non è di chi la scrive, ma di chi gli serve”.
Il profumo di una rosa, il profumo di salsedine, una canzone di Battisti o tre righe di Neruda, niente possono in confronto all’abbonamento a Netflix, una di quelle cose che, in questi tempi moderni, pare impossibile poterne fare a meno.

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Vertine avvolto in un panno di nebbia

vertine nebbia dicembre 2022

L’incertezza di non vedere quello che dietro nasconde, anche sapendo bene che dietro quella bambagia c’è un sasso messo sopra a un altro e un altro ancora, poi coperti di correnti, travi e tegole, una campana, tre torri delle sette che erano, una colonia di gatti grassi, qualche cane viziato, steso sul divano davanti al camino, qualche damigiana di sangiovese fatta con cuore e fatica, lo stesso per qualche orcio pieno d’olio messo da parte per l’annata.
Le viti assopite che aspettano l’anno nuovo per essere alleggerite dei tralci che hanno già prodotto, il suono delle voci, il pensiero, il ricordo, l’esempio di chi, umilmente, nel poco o nel niente, non ha mai smesso di essere sempre. Un tenero sguardo di rondine protegge.

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Fuga per la vittoria

fuga per la vittoria

Una rovesciata contro i nazisti, un gesto tecnico che ammutolisce gli avversari, che forse così scoprono di non essere la razza eletta, ma solo una stirpe di prepotenti con il cervello avariato.
Una partita di pallone giocata sul grande schermo, con fuoriclasse del campo e del cinema, che insieme formano la squadra dei prigionieri alleati che si devono scontrare contro una rappresentativa della base ma che poi, per motivi di propaganda diventa la nazionale di calcio germanica.
La partita si svolge nella Francia occupata, in un o stadio poco distante da Parigi, nel silenzio generale del pubblico costretto ad assistere.
Si infiammerà quando la squadra dei prigionieri saprà tenere testa agli eletti, vibrerà tutto lo stadio quando il giocatore originario di Trinidad, Luis Fernandez salirà in cielo e con una sforbiciata metterà la palla alle spalle del portiere uncinato.

Quell’attore – giocatore si chiamava Pelè, prima di allora, aveva vinto solo tre Campionati del Mondo.

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Mobili e materassi della Berardenga

sestano cucina cassonetti

In quel ramo della Berardenga che volge a mezzogiorno tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, che si percorre attraverso la Provinciale 484, in un romantico paesaggio ondulato, poco oltre la Villa a Sesta, dirigendo verso San Gusmè, c’è uno splendido materasso a due piazze, giusto in corrispondenza di un armonia di vigne.

Poco oltre Castelnuovo, in località Sestano (famosa sede della “scuola di potatura del leccio”) fra viti prive di foglie, mammelle ancora verdi delle Crete in sottofondo, si mostra l’arte del truciolare che si fa mobile pensile, con la differenza, che questa piazzola è coperta da una telecamera. La SEI è già stata avvertita per il ritiro di materasso e mobili.

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