L’Eroica 2024, il ristoro dalle mamme di Radda

Nonostante dalla valle arrivi un gelido ventolino nordista, alla tavolata predisposta dalle mamme di Radda si avverte un armonioso calore di conforto predisposto all’accoglienza per mettere a disposizione del prossimo tutta l’innata ironia e voglia di fare che caratterizza questo antico insediamento capitale di quello che una volta fu il Chianti.
Una catena di montaggio per mettere a punto crostini, pane inzuppato nel vino, pezzetti di crostata, frutta, gottini di vino locale, che tanti ciclisti apprezzano perchè quassù sanno che ci vengono i vini più prelibati della zona.

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Eroica 2024, ristoro a Castelnuovo Berardenga

Epica è la non più assetata e sgargiante campagna e le vigne che stanno per coprirsi con il vestito autunnale.
Epici sono i volontari che hanno riempito di bevande calde i fusti da cinquanta litri, che sono stati asciugati dagli affaticati ciclisti, che poi sono passati al banco della ribollita, dei crostini. del pane con olio, crostate e vino.
Il lavaggio dell’uva da tavola operato da Celso (una quantità che neanche una cantina sociale) il signore tedesco che sulla panchina di fronte alla farmacia, si libera dalla tortura delle scarpe e paonazzo di sole sulla pelle chiara si gusta con beato godimento la scodella di ribollita.
Poi avanti, verso la strada bianca che si inoltra – senza fretta – verso il traguardo.
Fonte: Il Cittadino

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L’Eroica 2024, partenza del giro lungo

Partenza alle 5 del mattino da Sotto Vertine per i temerari che affrontano il percorso più lungo di 209 chilometri con biciclette costruite prima del 1930.

Clima umido come si conviene, ma carico di gioia e fiaccole che illuminano lo sterrato che porta al castello di Brolio.
Le previsioni dicono che sarà bel tempo e nascono funghi buoni anche sui bordi delle strade: oggi molti ciclisti saranno anche micologi. Foto di Stafania Pianigiani.

Fonte: Il Cittadino.

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I ravanelli giganti di Cortona

ravanelli giganti

La deliziosa ragazza dietro al banco trasmette l’orgoglio di quanto ha davanti con la fatica mista al divertimento di cercare ogni tanto qualche seme diverso per portare a compimento qualche verdura fuori ordinanza.
“La Castellina”, un’azienda a conduzione familiare vicino Cortona che propone il frutto della frutta delle proprie piante, fra cui piccole pere il cui profumo si avverte anche a dieci metri.
Ultimi pomodori piccini e saporiti, le ultime pesche e susine, ma ciò che rapisce lo sguardo sono dei “chiodi rossi con i baffi” la cui foglia è grande ma ben nota.

Sono ravanelli (meglio radici) che vanno giù come carote invece di fare la classica pallina tonda e il loro sapore è piccante e rinfrescante, netto e piacevole come lo sguardo di chi illustra ciò che la propria terra – se carezzata e custodita – propone e regala.
Al mercato di Arezzo (zona dei produttori) al mercato di Castiglion del Lago.

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Sughetto di giallarelle e storie dal 1978

giallarelle vertine settembre 2024

Nella memoria collettiva dei piccoli luoghi, il modo con cui si indica un anno ben preciso è dato da quanto è avvenuto nel suolo circostante.
Uno dei tanti esempi fattibili riguarda l’anno 1978, dove è diffcile non ricordare che venne scandito dalla morte di due papi, dal rapimento e uccisione di Aldo Moro, dalle forze israeliane che invasero il Libano (tanto per cambiare) i mondiali di calcio in Argentina, il delitto di Peppino Impastato e tanto, tanto altro.

Non erano le varie tragedie e neanche le reti di Bettega o le scivolate di Cuccureddu a essere ricordate nelle sere a veglia del Piccolo Mondo Antico.

Per sapere che si stava parlando del 1978, bastava dire: “l’anno dove ci si riempì di funghi” e tutti erano concordi nel dire che fu una grande annata.

“L’anno della tragedia” invece fu il 1982, non perchè si vinsero i Mondiali, vennero uccisi Pio La Torre e il generale Dalla Chiesa (dolore e tristezze maturate nel tempo) ma perchè l’istrice fece strage nell’orto e dal gaio paese delle Sette Torri ci fu un trasferimento nella valletta dove scorre il Borro sottostante.
Il 2024 torna a essere “l’anno dei funghi”, ma come nel 1978 il Libano è invaso e sotto attacco e il sentimento della ragione è stato il primo dei dispersi.

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A Claudio Farnetani il premio Goccia d’Oro

claudio farnetani

Un giornalista con la passione per la fisica e le stelle che per tanti anni ha lavorato alla RAI e condotto il telegiornale regionale del Lazio.

Una voce melodiosa, una classe infinita come veniva richiesto un tempo per accedere al Servizio Pubblico.
Basta girare Rapolano d’inverno e non sarà difficile scorgere un signore con cappello stile Harris Tweed e sciarpina da perfetto gentiluomo inglese.
Non ha mai reciso i legami con il paese natio, impegnandosi in attività culturali come il Centro “La Piana – Giancarlo Battagli”, con le attività dei Presepisti (di cui è la voce narrante di ogni nuova installazione annuale) impegnato con la Misericordia, l’allestimento di spettacoli e promotore del prestigioso premio della Goccia d’Oro che Rapolano riserva a persone che si sono adoperate per il prossimo in ogni dove.
Stavolta fra i premiati al Teatro del Popolo di Rapolano, c’è stato anche Claudio Farnetani, in buona compagnia avendo ricevuto il premio insieme all’organizzazione “Save the Children” e a Mattia Villardita, l’Uomo Ragno che tanti si spende per confortare i bimbi nei reparti di pediatria.

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Nebbia soffice amiatina

Esageratamente bella, con gli occhi chiari, i movimenti lenti nel tepore di una notte di sonno.
Un lenzuolo immacolato che spiana le buche, nasconde i funghi e le castagne, bagna di goccioline le foglie del cavolo nero nell’orto.
Di certo c’è la punta doppia dell’Amiata che svetta e brilla di luce propria, si sentono i germani gioire nel laghetto, qualche ritardatario che vola sullo sterro, gli occhi chiari che una volta passata la nebbia illuminano tutto.

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Berardenga, apre la Libreria del Mondo Offeso

Una nota e affermata libreria che ha tanto animato l’attività culturale nel vorticoso centro di Milano, alla placida quiete dai caldi colori campestri e dei profumi autunnali che trafiggono vigneti, pievi, funghi, tartufi, caci abbazie e foraggi che sono un vanto e una caratteristica della raffinata terra senese che ruota intorno a Castelnuovo Berardenga.
Contro il logorio della vita moderna Marco Bocciarelli e Laura Ligresti sanno bene che la grande città offre ogni tipo di opportunità, ma stanchi di respirare il cemento, avvertono la necessità di venire a piedi nudi a giocare nei prati e trasferiscono la Libreria del Mondo Offeso in Piazza Marconi, dove la sosta è più selvaggia che nella capitale lombarda, ma in compenso le nonne guardano i nipoti giocare a pallone nello stadio di piazza, meriggiano sotto il glicine le signore cariche di borse al mercato del giovedi, non zampilla la fontana e i ferri della chiesa fervono di opinioni.
Una libreria che vuole essere un punto di aggregazione e una spinta di produzione culturale in una terra che per tanti prossimi motivi ha sicuramente un futuro radioso. Fonte: Il Cittadino.

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Cappello di porcino su scamerita

Il profumo del bosco umido è incomparabile, già da solo è un lieto pellegrinare fra le foglie che al passo non scricchiolano, ma sotto alle quali c’è il rischio di acciaccare i tanto pregiati frutti della pioggia e dell’autunno.
La caccia è fruttuosa, senza muoversi tanto dai passi quotidiani, in certi posti, al riparo delle scope, si trovano esemplari grandi o piccini di porcini, che la sera finiscono in padella a fare da cappello a una prestigiosa fetta di scamerita cotta in padella con gli umori del fungo.

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Sua eminenza il fungo gentile

La sua bontà è insita nel nome: gentile nel sapore, che una volta fritto e trifolato, trafigge anche i palati più esigenti.
Gentile anche nel trovarlo, nei sodi e nei pianelli di alberese, brilla nell’erba con i suoi cappellini bianchi, a volte così fitto che pare seminato.

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